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Illuminotecnica

L'illuminotecnica è la parte della Fisica Tecnica che studia i problemi di illuminazione sia naturale che artificiale, al fine di assicurare condizioni di benessere ambientale e di comfort visivo per l'uomo.

Occhio umano

  • Lente cristallina
  • Cornea
  • Iride regola la quantità di luce che entra e aiuta la messa a fuoco del cristallino
  • Sclera
  • Retina
  • Fovea della macula (concentrazione dei coni)
  • Nervo ottico
  • Corpo vitreo

Sulla retina sono presenti sensori luminosi.

  • Coni (6-7 mil)
  • Bastoncelli (75-150 mil)
  • Fovea
  • Fuori fovea
  • Visione diurna (fotopica)
  • Visione notturna (scotopica)

3 tipi di coni: Rosso Verde Blu.

Visione tricromatica.

No colori.

Fotometria

La fotometria studia il rapporto tra stimolo visivo - sensazione. L'occhio subisce uno stimolo visivo tramite la luce → onde elettromagnetiche. La sensazione può variare per:

  • Intensità → legato alla Potenza Raggiante P
  • Colore → legato alla Frequenza f dell'onda
  • Luce monocromatica → ↑ f
  • Luce policromatica → + f

Campo del visibile

380nm – 780nm.

  • Scotopica
  • Fotopica
  • Kmax 555
  • Viola, azzurro, verde, giallo, arancio, rosso
  • Ultravioletto λ < 380 nm
  • Infrarosso λ > 780 nm

K: Fattore di visibilità [lm/W].

f funzione di λ e individua sensazioni di visibilità equivalenti al valore della λ (quindi P).

Sensazioni di visibilità equivalenti:

σK1, P1 = K2, P2

se P2 > P1K1 < K2

P2 < P1K1 > K2

a P differenti: K garantisce l'equivalenza.

Kmax = K(λ: 555 nm) = 683 lm/W

Illuminotecnica

L'illuminotecnica è la parte della Fisica Tecnica che studia i problemi di illuminazione sia naturale che artificiale, al fine di assicurare condizioni di benessere ambientale e di comfort visivo per l'uomo.

Occhio umano

Iride regola la quantità di luce che entra e aiuta la messa a fuoco del cristallino.

Fotometria

La fotometria studia il rapporto tra stimolo visivo - sensazione. L'occhio subisce uno stimolo visivo tramite la luce -> onde elettromagnetiche.

  • Intensità -> legato alla Potenza Raggiante P
  • Colore -> legato alla Frequenza f dell'onda

Campo del visibile -> 320nm - 780nm.

K = Fattore di visibilità [ ] sensazioni di visibilità equivalenti se

Kmax = K ( ʎ = 555 nm) = 683

Grandezze fotometriche

Coefficiente di visibilità relativa V(λ)

V(λ) = K(λ) / Kmax

Ad ogni lunghezza d'onda corrisponde un coefficiente di visibilità.

Mi dice quanta P vedo, rispetto a quanta P è emessa al variare di λ.

Alla λ = ̅, ho come coefficiente di visibilità relativa V che varia quindi in base a K(λ).

Flusso luminoso Φ

Misura l'intensità della sensazione luminosa, legandola alla potenza dello stimolo.

Φ = K(λ)·P(λ) [Lm] flusso luminoso Monocromatico (unica frequenza).

Φtot = ∫350750 nm ∂P / ∂λ K(λ)dλ [Lm] flusso luminoso Policromatico (più frequenze).

∂P / ∂λ potenza energetica emessa per lunghezza d'onda.

Intensità luminosa I

Esprime il flusso luminoso emesso da una sorgente infinitesima puntiforme, nell'angolo solido delimitato attorno a una data direzione r.

Iα = ∂Φ / ∂Ω [cd] candela → [lm/sr]

1 cd = Kmax 1/683 W/sr = steradianti.

1 cd·sr = 1 lm ⇒ 1 cd = 1 lm/sr.

per una sfera ho:

I = ∂Φ / 4π

la conoscenza dell'intensità media sferica, computi di costruire il solido fotometrico → figura geometrica delimitata da una superficie chiusa formata dall'insieme dei punti estremi di segmenti aventi lunghezza proporzionale all'intensità luminosa in quella direzione e centro nella sorgente.

Illuminamento E

Rapporto fra il flusso luminoso incidente e la superficie illuminata.

E = /dS [lux]

1 lux = illuminamento di una superficie di 1 m2 investita un flusso luminoso di 1 lm uniformemente ripartito.

  • 0,01 lux → notte serena senza luna
  • 20.000 lux → giorno cielo coperto
  • 100.000 lux → giorno estivo sole

Luminanza L

Rapporto tra l'intensità luminosa emessa in quella direzione e la superficie emittente proiettata su un piano perpendicolare alla direzione stessa.

L = Ix/Sa [nit]

1 nit = 1 cd/m2

I = /

Sa = S cos α

L = /dΩ Sa = E/dΩ cos α

Radianza M

Rapporto tra il flusso luminoso emesso da un elemento di superficie e l'area dell'elemento stesso.

M = /dS r [lux·sb]

sb = su bianco.

r = coefficiente di riflessione superficiale.

E = /dS illuminamento.

M = Er → se r=1 per superfici perfettamente riflettenti → bianche ⇒ M = E.

Si dice "illuminamento riflesso" se la superficie diventa sorgente.

Sorgenti luminose artificiali

Caratteristiche delle lampade

  • Flusso luminoso - quanto flusso luminoso emette la lampadina
  • Efficienza luminosa - M = /W flusso luminoso / potenza impiegata
  • Temperatura di colore - temperatura del corpo nero che emette luce di colore uguale alla lampada con riportata T < 3000 K: T > 3000 K: T > 5300K:
  • Resa cromatica - stabilisce quanto la luce artificiale alteri il colore degli oggetti illuminati. Dipende dalla composizione spettrale.
  • Decadimento - il flusso luminoso diminuisce a causa dell'uso a cui è legato e il deprezzamento D = e / i flusso emesso nel 50-70% della vita della lampadina
  • Solido fotometrico - solido geometrico realizzato dai punti estremi dei segmenti di lunghezza l: intensità luminosa in direzione α

Classificazione delle lampade

  • GLS +Diffuse → η= 20lm/w
  • Lampade
  • Reflector
  • PAR
  • R
  • A
  • Alogene → η = 25 lm/w
  • A incandescenza emettono per temperatura
  • Scarica di gas emettono per luminescenza
  • Alta pressione:
  • Bassa pressione (cambia la velocità d'urto)
  • Sodio, mercurio

Lampade a incandescenza

Primo brevetto - Edison 1841.

GLS.

  • Ampolla di vetro
  • Filamento di tungsteno
  • Gas di riempimento (No ossigeno)
  • Filettatura
  • Tubetto conduttore
  • Reflector
  • A riflettore ellisperico
  • PAR a bulbo con vetro pressato
  • R a bulbo con vetro soffiato

9-10 lm/w 1000h.

Bassa efficienza (2cm/w).

Spettro continuo.

Sfrutta l'irraggiamento dei fotoni causati dal riscaldamento di un filamento metallico (tungsteno).

Tmax < 2900°K.

Costo basso.

  • Possono essere usate anche senza apparecchi di illuminazione
  • Trattamento di argentatura ottenuto per evaporazione di alluminio sotto vuoto nella parte interna → riflettore

Alogene

Alogene 20-30 lm/w 1000h.

Al gas di riempimento (argon) si aggiunge iodio, cloro, bromo (=alogeni).

Questa miscela consente l'instaurarsi di un ciclo rigenerativo del tungsteno:

  • Le particelle di tungsteno evaporano e si combinano con gli alogeni
  • Quando il composto gassoso si avvicina al filamento (3200°K) il legame si rompe
  • Il tungsteno si rideposita sul filamento

Lampade a scarica di gas

Queste lampade sono costituite da un contenitore (vetro o quarzo) nel quale si trova un aeriforme, tra due elettrodi.

Se colleghiamo gli elettrodi a una sorgente di tensione continua, gli elettroni si muoveranno verso l’anodo, provocando urti:

  • Bassa velocità: urto elastico → l’elettrone d’urto cede una piccola parte della sua energia cinetica all’atomo di gas che si riscalda.
  • Alta velocità: atomo eccitato → l’urto provoca il salto d’orbita di uno degli elettroni esterni (l’atomo si eccita). Dopo un tempo breve l’elettrone torna al livello iniziale e nel passaggio a uno stato inferiore, l’atomo emette un fotone.
  • Altissima v = strappo → l’elettrone viene strappato al sistema e l’atomo diventa positivo (ione). L’elettrone libero si comporta come l’elettrone d’urto, mentre lo ione può ricombinarsi con un altro elettrone producendo luce.

Tensione d’innesco → tensione minima capace di produrre questo processo. Può essere ridotta:

  • Impiegando gas rari
  • Elettrodi appropriati
  • Elettrodi ausiliari

Lampade fluorescenti

Alcuni gas o vapori emettono radiazioni ultraviolette → non visibili Il fenomeno della fluorescenza ci consente di recuperare questa energia:

Si usano fosfori per il trattamento delle superfici interne del vetro.

Lampade al sodio (strade) → η = 120; 140 lm/w

Lampade a LED

  • Più efficienti da un punto di vista energetico
  • Basso decadimento
  • Non contengono gas nocivi o tossici, ma polvere di silicio
  • Non genera emissioni ultraviolette

Funzionamento:

al silicio (Si) mancano 4 elettroni per completare l'otteto.

Diodo a giunzione P-N.

Lacuna = portatore di corrente che carica positiva.

Massimo flusso luminoso → 120 lm>

Ambiente esterno

Considero un lampione che illumina una strada.

Voglio trovare E.

E = dΦ\over dS \hspace{10pt} Id = dΦ\over dΩ → dΦ: Id

→ E = Id dS\cosθ\over dS R2 → dΩ: dS\cosθ\over R2 angolo solido

→ E = Id \cosθ\over h2

Metodo puntuale

Se θ = 0 → Emax = Ix\over h2 (perché cos3θ = 1)

Criteri di progettazione illuminotecnica

Ambiente confinato

Metodo del flusso tot.

Flusso luminoso necessario per soddisfare le necessità dell'ambiente.

ϕTOT = (Em A) / (u d)

  • Em = illuminamento medio (stabilito da normativa)
  • A = superficie illuminata (cambia con l'uso)
  • d = fattore di decadimento ( d = 1,25 ÷ 1,65 )
  • u = coefficiente di utilizzazione (fornito dal costruttore)
  • u = f (solido fotometrico, r, i)
  • r = fattore di riflessione
  • i = indice del locale
  • i = (a · b) / ((a + b) hu)

Stabilito il ϕTOT (lumen) → devo stabilire il numero di lampadine necessarie a soddisfare il flusso totale.

numero lampade = ϕtot / ϕLAMP

ϕLAMP = ηL · R

  • R = potenza emessa
  • ηL = rendimento lampada

Devo garantire uniformità di illuminazione → occhio stanco.

Emin / Em > 0,7

Illuminotecnica, fotometria e campo visivo

Illuminotecnica → studia i problemi dell'illuminaz.naturale e artificiale, al fine di assicurareil comfort visivo.

Fotometria → studia il rapporto tra stimolo visivo esensazione → che varia → intensità (P)colore (λ).

Campo visivo → 0,38 → 0,78 μm.

Kmax = 683 Lm W

K = fattore di visibilità [ Lm W ] rappresenta lasensibilità Media dell’occhio umanoa radiazioni con λ ≠ma con uguale energia.

K1P1 = K2P2

Coefficiente di visibilità V(λ)

V(λ) = K(λ)Kmax

Radianza M

M = Er [r = coefficiente di riflessione superficiale.

r = 1 → M = E.

Bianco.

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Ingegneria industriale e dell'informazione ING-IND/11 Fisica tecnica ambientale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Kari91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fisica tecnica ambientale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Coppi Massimo.
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