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Pedagogia: educatori e nuove sfide del “lavoro” socio-educativo

  • L’educatore è una figura prodotta dal contesto sociale, si adegua passivamente a ciò che la società va chiedendo.
  • L’educatore è portatore di un modo di leggere l’educazione in rapporto con la società, quindi concorre attivamente a delineare i caratteri del suo lavoro.

Viene riconosciuta l’esigenza di aumentare l’attenzione educativa (cresce quindi la domanda di una presenza educativa professionalmente preparata) per affrontare i cambiamenti delle nuove generazioni, il più delle volte viene chiesto di creare spazi di socializzazione e regolazione che sgravino le famiglie e le facciano sentire sicure → forti responsabilità, riconoscimento economico inadeguato.

Da un lato quindi è aumentato il numero dei soggetti coinvolti (alta domanda, alta offerta), dall’altro però diminuiscono le risorse disponibili e c’è una debole integrazione tra intervento pubblico e privato.

In questo complesso scenario si è delineata la figura dell’educatore che si è diffusa in diversi ambiti, non si è quindi formata una classe specifica ma si è formata una identità difficile da individuare.

Questo comporta una maggior diffusione della competenza educativa e un maggior numero di persone presenti sul territorio (quindi maggiore risposta a molte domande) ma comporta anche potenziali rischi, soprattutto se smisurati i ruoli di custodia, dimensione affettiva e relazionale in una coincidenza tra educare e volere bene, inoltre più l’educazione si formalizza minore diventa la capacità del singolo di attivare le proprie risorse in modo autonomo.

Il lavoro dell’educatore in ambito sociale promuove la qualità della vita all’interno di una comunità, ad esso vanno riconosciuti tre valori:

  • Attivistica → l’educatore opera sulle capacità di agire dei soggetti, mira allo sviluppo dell’autonomia e dell’autorealizzazione delle persone.
  • Relazionale → l’educatore agisce sulla qualità delle relazioni nella quale il soggetto vive.
  • Curativa → interviene sulle capacità del soggetto quando esse sono deboli (non si cura solo per guarire ma per accudire, aiutare a crescere e ridare significato).

In ambito educativo invece possono essere viste tre caratteristiche del lavoro dell’educatore:

  • L’azione educativa è personalizzante in quanto è un processo composito da più azioni, non può essere definita come singola azione (accudimento, fiducia, disciplinamento, istruzione….) perché ogni situazione chiede di rispondere a bisogni diversi.
  • L’educazione è definita ternaria in quanto oltre al rapporto tra educatore ed educando necessita della presenza di un terzo (un qualcosa, un oggetto) attorno al quale il rapporto si costruisce e si realizza. Azione educativa attorno ad un nucleo.
  • Inoltre l’educatore non è solo colui che educa ma colui che viene educato durante il rapporto (gli uomini si educano in comune) → reciprocità tra educatore ed educando.
  • L’educazione ha anche il tratto collaborativo, infatti nessun soggetto educante o istituzione educativa sono autosufficienti in quanto ogni soggetto è complesso e comporta una sua storia.

Senza collaborazione cresce il rischio di dispersione di energie e risorse.

Ci sono ovviamente delle logiche che si rivelano diseducative, per esempio l’educazione depositaria dove l’educatore educa (sa e pensa) e gli educandi sono educati (non sanno e sono pensati) porta ad una dipendenza non all’autorealizzazione.

Alcune logiche possono accentuare questo rischio:

  • Logica della progettazione → oltre al senso quotidiano che diamo alla parola (ordine, concretezza, progettazione ecc.) abbiamo anche il senso che si compie come il soggetto sia una persona concreta con la sua storia portatrice di un loro pensiero e del loro modo di stare al mondo, quindi il modello lineare di progettazione (prevedere tutti i passaggi) non risponde alle variabili che entrano in gioco nell’azione.

Pedagogia: educatori e nuove sfide del “lavoro” socio-educativo

Oggi come viene interpretato il lavoro educativo dal contesto? Cosa si attende da esso?

  • L’educatore è una figura prodotta dal contesto sociale, si adegua passivamente a ciò che la società va chiedendo.
  • L’educatore è portatore di un modo di leggere l’educazione in rapporto con la società, quindi concorre attivamente a delineare i caratteri del suo lavoro.

Viene riconosciuta l’esigenza di aumentare l’attenzione educativa (cresce quindi la domanda di una presenza educativa professionalmente preparata) per affrontare i cambiamenti delle nuove generazioni, il più delle volte viene chiesto di creare spazi di socializzazione e regolazione che sgravino le famiglie e le facciano sentire sicure → forti responsabilità, riconoscimento economico inadeguato.

Un lato quindi è aumentato il numero dei soggetti coinvolti (alta domanda, alta offerta), dall’altro però diminuiscono le risorse disponibili e c’è una debole integrazione tra intervento pubblico

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