THAUMETOPOEA PITYOCAMPA (processionaria del pino) ur/cante
Fa processioni lunghe anche parecchi metri. Specie palear/ca, sopraDuDo aDorno al Mediterraneo. Si adaDa alle varie
specie di pino, nelle Alpi aDacca principalmente pino nero e pino silvestre, eccezionalmente su larice e cedro (quando
non ha più spazio e c’è una forte infestazione), non ha limi/ in al/tudine.
Ciclo: univol/na, sverna come larva. Le crisalidi si trovano nel suolo aDorno alle piante. Le uova sono deposte sugli
aghi, formando ovature a manicoDo (proteDe, unisce i due aghi e depone a spirale, proteggendo con la pelosità
addominale) lungo 2.5cm e può contenere fino a 2-300 uova. Le ovature hanno aspeDo argentato.
La larva ha colore marroncino, con bande nere, testa nera molto sclerificata. Le età larvali che apportano maggiore
danno sono dalla terza alla quinta. In prossimità dell’inverno le larve tessono il nido caraDeris/co, cos/tuito da una
trama molto fiDa di fili di seta, che protegge le larve dal freddo. Quando le temperature aumentano le larve
abbandonano il nido (tra febbraio e aprile), si alimentano ancora (maggior parte del danno), scendono lungo il tronco e
si interrano (crisalide, maggio) in un arco di 2-3m dalla pianta e a una profondità di 5-10cm. Cercano terreno soffice.
Dopo un paio di mesi (tra giugno e luglio) gli adul/ sfarfallano. Non tuDe le crisalidi interrate danno origine ad adul/: la
gran parte termina il ciclo, mentre circa il 5% va in Diapausa prolungata= alcuni individui rimangono nel terreno per
sfarfallare con 1-2-3 anni di ritardo. Importante per non soDos/mare una popolazione in fase di monitoraggio (devo
aggiungere un 5% che vedrò gli anni successivi). Con le for/ nevicate invernali si osserva circa un 10% di mortalità
larvale dovuta alla caduta dei nidi.
Il nido provvisorio (fili di seta sparsi per la pianta) si trova tra seDembre e oDobre, il defini/vo (vero e proprio nido) si
trova tra novembre e dicembre. Ogni nido può contenere fino a 300 larve.
Le processioni delle larve di quinta età avvengono tra fine febbraio e aprile. Il primo esemplare è una femmina che
produce un filo di seta e dei feromoni per farsi seguire dalle altre.
Danni: - DireR: i pini fortemente e ripetutamente infesta/ sono in situazione di stress bio/co= vulnerabili
all’aDacco di scoli/di. Alimentazione di un fitofago primario.
- IndireR: danno sociale dovuto alla presenza di peli ur/can/ sulle larve di 3°- 4°- 5° età.
In ambiente forestale un’infestazione è definita forte quando ho più di 5 nidi per pianta. In ambiente urbano il limite
è di 2 nidi.
Decreto ministeriale 2007: loDa obbligatoria alla processionaria
Monitoraggio: si usano trappole a imbuto o a secchiello, sempre trappole aRve basate sul feromone sessuale (caDuro
adul/ maschi). Si controllano ogni 7-10giorni e il feromone va sos/tuito ogni 4-6 seRmane. Si installano normalmente
da inizio giugno fino a inizio seDembre.
Lo=a: raccolta meccanica dei nidi (da dicembre a gennaio), u/lizzo di bande collan/= caDurano le larve che scendono
(da febbraio ad aprile); disco rigido con un saccheDo aDaccato da sos/tuire ogni 5-7giorni, BTK (fine agosto ho solo
larve di prima età), endoterapia in ambito urbano (inseRcidi inieDa/ a pressione nella pianta). I prodoR endoterapici
sono persisten/ per due anni (agosto, non fondamentale il tempismo).
LoDa naturale: predatori e parassitoidi non così efficaci. Uccelli inseRvori, carabidi che si nutrono di lepidoDeri,
imenoDeri oofagi (il parassitoide depone nell’uovo della processionaria, il giovane imenoDero si ciba del vitello
dell’uovo ed esce da un foro circolare. Se l’apertura è frastagliata è uscita la larva della processionaria).
Se la temperatura di giorno è superiore ai 9°C e di noDe nel nido non si scende soDo 0°C la larva non interrompe il suo
metabolismo, aumentando la “fame” delle larve, per questo le segnalazioni sono in aumento.
Di=eri
Maggior parte glicifagi. I brachiceri hanno le antenne corte. I nematoceri hanno antenne lunghe.
OBOLODIPLOSIS ROBINIÆ
Eso/ca, associata alla robinia. Crea degli arrotolamen/ ai margini delle foglie, fino a formare una sorta di sigaro. Se si
srotola o seziona la parte arrotolata posso trovare le larve, le esuvie o i fori di uscita degli adul/ (fino a 7-8 per foglia).
Causano il cambio di colore delle foglie che tendono al rossastro. Le larve sono gregarie. Nei paesi d’origine è
polivol/na (2-3 generazioni/yr) Coleo=eri
Sia fitofagi che predatori aRvi nella difesa naturale.
Fam. Scarabeidi: tendono ad essere polifagi.
MELOLONTHA MELOLONTHA
Maggiolino, le antenne sono lamellate, le larve sono melolontoidi piegate a C nel terreno.
POLYPHILLA FULLO
Legato ai pini, le larve sono melolontoidi
Fam. Bupres/di: colori metallici molto visibili. Forma allungata. Larva a martello= il capo è molto più largo dei
segmen/ che seguono. Larve xilofaghe. Gallerie a sezione elliRca.
CAPNODIS TENEBRIONIS
Xilofago associato maggiormente alle rosacee. Il colore varia da nero uniforme a bianco sul torace. Lungo 3cm.
Fam. Anobìdi: molto aRvi e dannosi nel legno lavorato (travi e assi). Capo incappucciato, in parte inglobato nel torace.
Larve xilofaghe, millimetriche, a forma di C. Come loDa si usano inseRcidi spray da spruzzare nel foro causato
dall’inseDo
Fam. Bostrichidi: torace tondeggiante molto ingrossato. Il capo è incappucciato, spesso hanno delle spine alle
estremità delle elitre. Lunghi 3-4mm. Larve xilofaghe.
Fam. Coccinellidi: molto usa/ in loDa biologica. Livrea colorata. Le larve hanno zampe cursorie, di colore blu-grigio-
viola con macchie da giallo ad arancione. La specie autoctona è la Cocc