Mari Matilde economia politica 2 → economia e sistemi economici
Capitolo 1
L’economia studia i modi in cui la società gestisce le proprie risorse scarse per risolvere i problemi economici.
Il sistema economico è regolato da principi, che descrivono le scelte individuali, le interazioni sul mercato e il funzionamento del sistema economico in generale.
Le decisioni che ogni società deve prendere (il problema economico)
- Cosa produrre (quali beni e servizi)?
- Come produrre (utilizzando in che modo quali risorse)?
- Per chi produrre (chi dovrebbe ricevere i beni / servizi prodotti)?
Le risorse utilizzabili
- La terra (insieme delle risorse naturali)
- Il lavoro (insieme delle risorse fisiche / mentali degli individui)
- Il capitale (attrezzature e strutture utili per produrre)
→ Scarsità delle risorse: l’economia studia i modi in cui la società gestisce le proprie risorse scarse per risolvere i problemi economici.
Sistema economico = tutte le attività di produzione e scambio
Attività economica = il volume globale di acquisti / vendite in un periodo
Il comportamento del sistema economico è determinato da decisioni individuali.
La microeconomia studia i processi decisionali individuali e delle imprese e la loro interazione sui mercati.
La macroeconomia analizza il funzionamento del sistema economico nel suo complesso.
L’economia studia i modi in cui la società gestisce le proprie risorse scarse per risolvere i problemi economici.
I grafici
I grafici sono utili per due scopi:
- Nello sviluppo delle teorie economiche, i grafici forniscono una rappresentazione visiva più facilmente comprensibile di equazioni e trattazioni formali
- I grafici aiutano nella visualizzazione nei dati, e permettono di studiare le relazioni matematiche tra variabili
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L’economista come scienziato
Capitolo 2
L’economia studia il comportamento umano ma utilizza un metodo scientifico, che si basa su:
- Empirismo = produzione di generalizzazioni a partire dall’osservazione (dati)
- Razionalismo = formulazione di principi astratti generali intuitivi/utilizzo del ragionamento logico/deduttivo
Il procedimento
- Osservazione dei fatti e individuazione di un problema
- Formulazione di ipotesi (diverse per domande differenti) e costruzione di modelli
- Verifica delle ipotesi tramite:
- Esperimenti di laboratorio (difficoltà di predisporre un ambiente controllato);
- Esperimenti naturali (dati statistici, fatti storici, eventi spontanei del mondo)
- Validazione dell’ipotesi, estensione della teoria mediante ragionamento deduttivo (metodologia razionalista)
- Oppure (falsificabilità delle teorie): confutazione della teoria sulla base di fatti → = abbandono/correzione dell’ipotesi riformulazione
Aspetti problematici del metodo
- Difficoltà di distinguere cause ed effetti nei fenomeni economici
- Individuazione delle correlazioni funzionali spesso imperfetta
- Complessità dei fenomeni economici necessità di adottare l’ipotesi del ceteris paribus per ottenere modelli semplici
- Comportamento umano come oggetto dell’analisi, impossibilità di effettuare esperimenti di → laboratorio verificabilità solo indiretta delle ipotesi
I modelli economici
I modelli economici sono costrutti intellettuali con cui l'economista semplifica la realtà per evidenziarne gli aspetti più rilevanti; riproduzioni semplificate e stilizzate della realtà da studiare (derivano da/corrispondono a ipotesi).
I modelli economici sono una rappresentazione semplificata delle relazioni di causa-effetto tra due o più variabili economiche. I modelli economici sono associati a una teoria economica.
Modelli sono formati da:
- Variabili endogene (il cui valore è determinato dal modello);
- Variabili esogene (il cui valore è presupposto/determinato all’esterno del modello);
- Relazioni funzionali tra le variabili (riproducono un comportamento).
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Esempio: diagramma di flusso
Il modello di base dell’economia = il diagramma di flusso circolare
- Due tipi di soggetti (imprese/famiglie)
- Due tipi di mercati (beni/fattori produttivi)
- Due tipi di flussi (reali/monetari)
- Semplificazioni = mancanza di altri soggetti (es. Stato), di altri mercati (es. moneta)
Altro esempio: frontiera delle possibilità di produzione (FPP)
Il grafico della frontiera delle possibilità produttive illustra alcuni concetti economici fondamentali, la FPP descrive le opportunità di produzione alternative, cioè combinazioni «efficienti» sulla frontiera.
- Sotto la frontiera: inefficienza.
- Sopra la frontiera: impossibilità.
Per ogni punto della FPP possiamo calcolare il costo-opportunità dell’incremento di 1 unità della produzione di un bene.
L’economista come consigliere politico
L’economista spiega la realtà ma può anche suggerire provvedimenti.
- Affermazioni normative = affermazioni che tentano di spiegare il mondo come dovrebbe essere (possibili differenze di interpretazione scientifica)
- Affermazioni positive = dichiarazioni che tentano di spiegare il mondo come è → possibili differenze di valori (quali interessi/finalità siano più meritevoli)
Metodologie differenti
Esistono differenti scuole di pensiero economico, che assumono differenti valori ed ipotesi:
- Approccio neoclassico = i mercati sono sistemi razionali che agiscono efficientemente e producono benessere (approccio dominante)
- Economia marxista = sono centrali i rapporti di potere tra le classi sociali
- Scuola austriaca = le libertà individuali come elemento pregiudiziale per il funzionamento dei mercati
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Interdipendenza e beneficio dello scambio
Capitolo 3
Il sistema economico coordina le attività di milioni di agenti economici con capacità e preferenze diverse. Il punto di partenza per capire come questo avviene è l’interdipendenza, uno dei principi fondamentali sostiene che lo scambio può essere vantaggioso per tutti.
Le FPP sono lineari perché i trade off sono costanti, in assenza di scambio, la FPP rappresenta anche la frontiera delle possibilità di consumo.
Il trade-off può cambiare nel tempo:
- Ogni cambiamento nella tecnologia di produzione di un bene porta a uno spostamento della FPP
- Diventano possibili combinazioni che prima non lo erano (progresso tecnico)
→ I produttori possono oltrepassare la propria FPP cooperando attraverso lo scambio. Affinché lo scambio sia vantaggioso è però necessario che il prezzo di scambio sia inferiore al costo-opportunità.
Per capire i benefici dello scambio occorre però considerare il concetto di vantaggio comparato, che definisce la relazione tra i costi-opportunità di due produttori.
Sostanzialmente = ogni produttore si specializza nella produzione del bene in cui gode di un vantaggio comparato, e attraverso lo scambio dei beni prodotti al prezzo minore, ognuno arriva a consumare alla fine più di quanto avrebbe ottenuto operando indipendentemente.
- Il prezzo si colloca tra i costi-opportunità dei due agenti
Il commercio internazionale
Quando lo scambio avviene tra (soggetti di) sistemi economici diversi abbiamo un flusso di commercio internazionale:
- Importazioni: i beni prodotti all’estero e venduti all’interno di un paese, generando un deflusso di capitali;
- Esportazioni: i beni prodotti all’interno e venduti all’estero di un paese, generando un afflusso di capitali.
Il concetto di vantaggio comparato aiuta a capire perché i paesi commerciano e in questo contesto, il vantaggio → comparato si riflette nel livello del prezzo mondiale. Se il prezzo mondiale è più elevato del prezzo interno, il paese sarà esportatore, nel caso contrario, importatore.
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Come funzionano i mercati, forze di mercato di domanda e di offerta
Capitolo 4
«Domanda» e «offerta» sono le forze che fanno funzionare le economie di mercato, che determinano le quantità vendute e il relativo prezzo di vendita, si riferiscono al comportamento degli individui e delle imprese che interagiscono in un mercato concorrenziale.
In generale, il «mercato» è definito come l’insieme dei compratori (domanda) e dei venditori (offerta) di un determinato bene, e possono assumere diverse forme, dalle più alle meno organizzate, in entrambi i casi, produttori e i consumatori sono strettamente interconnessi.
Mercati e concorrenza
Il mercato concorrenziale indica un mercato nel quale operano molti compratori e venditori, ognuno dei quali non ha influenza sui prezzi di mercato, in pratica:
- Il venditore non può offrire il suo prodotto a prezzi più alti di altri produttori in quanto i prodotti sono simili nelle caratteristiche
- Il compratore non può influenzare il prezzo perché acquista solo piccole quantità del bene
I mercati perfettamente concorrenziali hanno due caratteristiche:
- I prodotti sono omogenei (uguali gli uni dagli altri)
- Compratori e venditori non possono influenzare singolarmente il prezzo di mercato, cioè «subiscono» il prezzo (price takers)
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Strutture di mercato
Differenti strutture di mercato a seconda del potere di mercato degli attori
- Concorrenza perfetta = compratori e venditori di dimensioni minime = sono price taker (devono accettare il prezzo di mercato come un dato)
- Mercati con imprese price maker (in grado di influire sul prezzo): Monopolio (unica impresa in un mercato), Oligopolio (poche grandi imprese in un mercato)
Mercati di concorrenza perfetta
Caratteristiche ipotizzate dal modello di concorrenza perfetta:
- Sono presenti molti compratori e venditori
- I beni prodotti sono omogenei (identici tra loro)
- Ciascun compratore e venditore è perfettamente informato
- Nessun compratore o venditore ha dimensioni o potere sufficienti a influenzare il prezzo
- Nel mercato c’è libertà di entrata e di uscita.
- Compratori e venditori agiscono indipendentemente e considerano unicamente il proprio interesse
- Vigono diritti di proprietà chiaramente definiti (è possibile misurare tutti i costi e i benefici)
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La domanda
Domanda = la quantità che i consumatori vogliono acquistare a ogni determinato prezzo.
Legge della domanda = principio per cui, a parità di altre condizioni, la domanda varia inversamente al variare del prezzo.
Scheda di domanda = tabella che descrive numericamente la relazione tra prezzo e domanda.
Curva di domanda = la retta (con pendenza negativa) che illustra la legge della domanda a partire dalla scheda di domanda.
Domanda di mercato = somma di tutte le domande individuali per un bene/servizio.
La domanda: spostamenti sulla curva
Aumento/diminuzione della quantità domandata = spostamenti sulla curva di domanda dovuti a un cambiamento di prezzo, dovuti a: variazioni di reddito, variazioni del numero di consumatori, variazioni del prezzo dei beni sostituti (concorrenziali) o complementari, mutamenti delle preferenze e pubblicità.
Abbiamo diversi tipi di beni:
- Beni «normali» = beni la cui domanda aumenta all’aumentare del reddito
- Beni «inferiori» = beni la cui domanda diminuisce all’aumentare del reddito (es. Trasporto pubblico)
- Beni «sostituti» = due beni per i quali l’aumento del prezzo di uno provoca un aumento della domanda dell’altro
- Beni «complementari» = due beni per i quali l’aumento del prezzo di uno provoca una diminuzione della domanda dell’altro
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L’offerta
Offerta = la quantità che le imprese desiderano produrre a ogni determinato prezzo.
Legge dell’offerta = principio per cui, a parità di altre condizioni, l’offerta varia nella stessa direzione del prezzo.
Scheda di offerta = tabella che descrive numericamente la relazione tra prezzo e offerta.
Curva di offerta = la retta (con pendenza positiva) che illustra la legge dell’offerta a partire dalla scheda di offerta.
Offerta di mercato = somma di tutte le offerte individuali per un bene/servizio.
L’offerta: spostamenti sulla curva
Variazioni della quantità offerta = movimenti lungo la curva di offerta dovuti alla struttura dei costi. Un prezzo più elevato consente alla singola impresa una produzione più elevata (che comporta costi più alti) e che possano operare imprese meno efficienti (con costi più alti). Gli spostamenti della curva di offerta sono dovuti a: variazioni del numero di venditori, progresso tecnologico, prezzi dei fattori produttivi, aspettative del venditore.
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Equilibrio di mercato: l’interazione di domanda e offerta
Prezzo di equilibrio (di mercato) = prezzo in corrispondenza del quale la quantità domandata è pari a quella offerta. È il risultato di un processo di aggiustamento.
Equilibrio di mercato: eccedenza e penuria
Se la quantità offerta è troppo alta, si produce un eccesso di offerta. La concorrenza porta le imprese ad abbassare il prezzo e a ridurre la quantità offerta. Se invece la quantità domandata è troppo alta si ha una penuria di offerta. La concorrenza tra i consumatori consente alle imprese di alzare il prezzo ed espandere la quantità l’offerta.
I prezzi fungono quindi per venditori e consumatori come segnali di eccedenza o penuria, con la legge della domanda e dell’offerta il prezzo di ogni bene tende naturalmente ad aggiustarsi e a portare il mercato in equilibrio.
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Variazioni dell’equilibrio:
- Aumento della domanda e aumento dell’offerta
- Aumento contemporaneo
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L’elasticità e le sue applicazioni
Capitolo 5
Elasticità = la reattività di compratori e venditori alle variazioni delle condizioni del mercato
- → Elasticità dell’offerta (eop) variazione della quantità offerta al variare del prezzo del bene stesso, rispetto al prezzo
- Elasticità della domanda (edp) → rispetto al prezzo (edp) = variazione della quantità domandata al variare del reddito del consumatore
- Incrociata = variazione della quantità domandata al variare del prezzo di un altro bene
- Diretta = variazione della quantità domandata al variare del prezzo del bene stesso
- → Rispetto al reddito (edr) = variazione della quantità domandata al variare del reddito del consumatore
Elasticità della domanda al prezzo
Elasticità della domanda al prezzo = misura la variazione della quantità domandata al variare del prezzo, questa domanda può essere:
- Domanda elastica: la quantità domandata reagisce notevolmente al cambiamento di prezzo
- Domanda anelastica: la variazione di quantità domandata al variare del prezzo è modesta
In pratica, l’elasticità della domanda al prezzo misura la disponibilità dei consumatori a rinunciare ad un bene, → a seguito di un aumento del suo prezzo essa riflette molteplici forze economiche.
Alcune determinanti:
- ➔ Disponibilità di beni sostituti: se un bene è più facilmente sostituibile di un altro, la sua elasticità della domanda al prezzo sarà «maggiore» (esempio: burro e margarina, uova)
- ➔ Beni necessari e beni di lusso: l’elasticità della domanda al prezzo è «maggiore» per i beni di lusso che per i beni necessari
- ➔ Definizione del mercato: l’elasticità della domanda al prezzo dipende da come tracciati i confini del mercato. Un mercato delimitato in maniera precisa ha domanda più elastica di un mercato con confini più «vaghi».
- ➔ Orizzonte temporale: elasticità della domanda al prezzo è maggiore nel lungo periodo
L’elasticità della domanda al prezzo è definita come il rapporto tra la variazione percentuale della quantità domandata e la variazione percentuale del prezzo.
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L’elasticità della domanda al prezzo (edp) determina (a seconda dei valori che può assumere) la forma della curva di domanda (cdd):
- → edp = 0 (elasticità nulla: la domanda non reagisce a cambiamenti di prezzo) cdd verticale
- → edp < 1 (elasticità bassa = rigidità: reazione debole a variazioni di prezzo) cdd molto inclinata
- → edp = 1 (elasticità unitaria: reazione proporzionale alle variazioni di prezzo) cdd inclinata
- → edp > 1 (elasticità elevata: reazione forte a variazioni di prezzo) cdd poco inclinata
- Edp = ∞ (elasticità infinita: qualsiasi quantità acquistata a un certo prezzo; domanda annullata per → prezzo superiore) cdd orizzontale
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Il ricavo
Il ricavo totale è definito come l’ammontare complessivamente pagato dai consumatori e incassato dai → venditori come varia il ricavo muovendosi lungo la curva di domanda?
Domanda anelastica (elasticità < 1): variazione percentuale di Q è minore della variazione percentuale di P
- Diminuzione di Q è proporzionalmente inferiore all’aumento di P
- Aumento del prezzo aumenta il valore di P x Q perché l’aumento del ricavo dovuto all’aumento della quantità venduta più che compensa la diminuzione del ricavo dovuta al calo del prezzo unitario
Domanda elastica (elasticità > 1): variazione percentuale di Q è maggiore della variazione percentuale di P
- Diminuzione di Q &
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