Economia ed organizzazione aziendale
L’economia è lo studio del modo in cui le società utilizzano risorse scarse per produrre beni utili e di come tali beni vengano distribuiti. Per efficienza s’intende l’impossibilità di migliorare le condizioni di un soggetto senza peggiorare quelle di qualcun altro. L’obiettivo dell’economia è quello di fare le scelte più giuste ed usare le risorse in modo efficiente, poiché esse sono scarse e, quindi, non illimitate. Il concetto di scarsità è strettamente legato alla ricchezza, come l’oro e il diamante, poiché, essendo scarsamente disponibili, essi rendono ricchi.
Microeconomia e macroeconomia
L’economia può essere divisa in microeconomia e macroeconomia:
- Per microeconomia s’intende lo studio del funzionamento dei singoli mercati.
- Per macroeconomia s’intende lo studio del funzionamento dei sistemi economici.
Il paradosso del valore
Introduciamo il concetto di paradosso del valore, cioè si intende la differenza tra il valore d’uso e il valore di scambio di un bene. Per esempio, la situazione che si verifica per i prodotti che sono caratterizzati da un elevato valore d’uso (acqua), ma non caratterizzati da un elevato valore di scambio.
Microeconomia
Cosa produrre? Come produrre? Per chi produrre? Sono le tre domande fondamentali dell’economia. Proprio perché c’è una scarsità delle risorse, per poter rispondere a queste domande bisogna fare delle scelte sugli input (fattori di produzione) e output (beni e servizi) del sistema economico. I fattori produttivi sono i beni e i servizi utili per produrre un determinato bene o servizio. I tre fattori produttivi principali sono:
- Terra, cioè le risorse naturali;
- Lavoro, come la manodopera e la conoscenza;
- Capitale, cioè i beni durevoli che permettono di produrre altri beni o servizi.
Economie di mercato ed economie pianificate
Esistono due modi con cui si può organizzare un sistema economico:
- Lo Stato prende la maggior parte delle decisioni economiche, quindi le decisioni vengono prese da chi si trova al vertice della gerarchia (economia pianificata);
- Le decisioni vengono prese dai mercati sui quali gli individui e le imprese accettano di scambiare input e output tramite il pagamento in denaro (economia di mercato).
Inoltre, esiste l’economia mista, dove lo Stato interviene per correggere alcune situazioni.
La frontiera delle possibili produzioni
I punti in cui la curva interseca gli assi indica la produzione massima. La curva che possiamo vedere viene detta frontiera delle possibilità di produzione e rappresenta le combinazioni massime per la produzione oltre il quale un’azienda o uno Stato non può spingersi. Su questa curva troveremo tutte le configurazioni più efficienti. Il costo opportunità è il valore di ciò a cui si rinuncia quando si prende una decisione (per esempio tra cannoni e burro, investimento o consumo).
Il mercato
Il mercato è il luogo di incontro tra venditori e acquirenti, in cui si incontra domanda e offerta. Fino a qualche tempo fa il mercato poteva essere solo un luogo fisico, reale, ma ora grazie alle nuove tecnologie è un luogo anche virtuale, quindi possiamo definirlo “ideale”. Il risultato dell’incontro tra produttore e consumatore è responsabile della determinazione della quantità scambiata di un determinato bene e dei prezzi del bene stesso. Per poter determinare la quantità e il prezzo di un bene è necessario analizzare il mercato, quindi rispondere a queste domande:
- Cosa? → domanda (consumatori)
- Come? → concorrenza (attraverso le tecnologie)
- Per chi? → redditi (prezzo dei fattori)
Il circuito di mercato
Il circuito del mercato si presenta partendo dal mercato dei beni e dei servizi finali. La caratteristica di finale dipende dal consumatore poiché se un bene viene acquistato dalla famiglia, allora il bene o il servizio sarà finale, in quanto la famiglia è il consumatore finale. Se, invece, il bene o il servizio viene acquistato dal produttore, ad esempio la farina acquistata dal panettiere, esso non sarà definito consumatore finale, bensì intermediario. Per realizzare i beni finali abbiamo bisogno degli input, per questo nel circuito del mercato è presente il mercato dei fattori di produzione. Gli altri due mondi sono rappresentati da famiglie e imprese. Le famiglie esprimono la domanda, mentre le imprese esprimono l’offerta.
Il mercato concorrenziale perfetto
Il mercato concorrenziale perfetto viene definito come quel mercato in cui viene massimizzata la produzione di ricchezza, cioè quel mercato in cui opera una “mano invisibile” che è in grado di distribuire in maniera ottimale le risorse all’interno del mercato. Nella realtà le condizioni “perfette” non si verificano, in quanto il mercato concorrenziale perfetto presenta delle imperfezioni. Affinché un mercato possa essere considerato perfetto si devono verificare alcune condizioni, cioè:
- Numero di venditori e acquirenti molto alto;
- Nessun venditore o acquirente influenza singolarmente il mercato;
- Informazione totale, immediata e gratuita;
- Razionalità perfetta dei decisori, senza comportamenti opportunistici.
Queste condizioni di perfezione del mercato molto spesso non si verificano, in quanto il mercato ha delle imperfezioni che richiedono l’intervento dello Stato:
- Concorrenza imperfetta, forme di mercato non perfettamente concorrenziali. Alcuni interventi possibili sono: antitrust e controllo prezzi;
- Esternalità negative, conseguenze delle attività produttive negative (non volute), ad esempio l’inquinamento. Può essere risolto tramite delle regolamentazioni;
- Esternalità positive, si può intervenire tramite delle opere pubbliche;
- Cicli economici, alternanza di fasi che si manifestano in successione che possono influenzare l’andamento del mercato. Si può risolvere tramite le politiche economiche;
- Sperequazioni, mancanza di uniformità ed equità del reddito. Si può risolvere tramite una redistribuzione del reddito.
Curva della domanda
La domanda espressa dai consumatori, dagli acquirenti, cioè da coloro che sono intenzionati a comprare un determinato prodotto, un determinato bene o servizio. Essa viene rappresentata attraverso una curva che esprime la relazione che c’è tra il prezzo e la quantità domandata. La curva è monotona decrescente perché al variare del prezzo, varia la quantità del prodotto domandato. Le cause principali dell’andamento della curva sono:
- Effetto sostituzione: all’aumentare del prezzo la quantità domandata si riduce a causa della sostituzione del prodotto con un altro più conveniente;
- Effetto reddito: all’aumentare del prezzo la quantità domandata si riduce perché il reddito dei consumatori è limitato. Infatti l’acquisto di un bene dipende dal reddito.
La curva della domanda può subire variazioni cioè può spostarsi in base a degli elementi che vengono chiamati determinanti della domanda. Essi sono:
- Reddito medio, se esso cambia a parità di prezzo cambia la quantità acquistata di un bene.
- Dimensioni del mercato, se il mercato cresce, a parità di prezzo, la quantità domandata è maggiore, viceversa se decresce.
- Prodotti correlati, prodotto che è in grado di influenzare la domanda del prodotto che stiamo considerando. Possono essere a loro volta:
- Sostitutivi
- Complementari
- Gusti e mode, situazioni che si verificano periodicamente che possono influenzare la domanda di un prodotto.
- Situaazioni ambientali, influenzano la domanda, per esempio inverno piovoso implica più domanda di ombrelli.
- Aspettative per il futuro, sono quelle situazioni che creano una situazione psicologica nei consumatori tale da influenzare il loro comportamento, per esempio la pandemia che ha provocato panico e quindi maggiori acquisti di beni di prima necessità.
Lo spostamento può essere di due tipi:
- Spostamento DELLA curva: a parità di prezzo cambia la quantità domandata;
- Spostamento SULLA curva: cambia il prezzo e cambia la quantità domandata.
All’aumentare del reddito in relazione con la quantità domandata, possiamo notare che c’è una variazione, ma che è diversa per diverse categorie di prodotto. All’aumentare del reddito, aumenta la quantità domandata dei prodotti normali, al contrario la quantità domandata si riduce per i prodotti inferiori, cioè quei beni di prima necessità per i quali all’aumentare del reddito si tende, per effetto sostituzione, a non comprare più quel bene, ma ad acquistarne altri. Il surplus del consumatore è la differenza tra la somma di denaro che il consumatore è disposto a spendere per acquistare una certa quantità di bene e la somma di denaro che effettivamente spende: S=(p₀ – p₁) Q₁/2.
Curva dell’offerta
L’offerta è espressa dai venditori ed è una curva monotona crescente che mette in relazione prezzo e quantità offerta. La curva è crescente perché all’aumentare del prezzo aumenta la quantità di coloro che sono disposti a produrre o vendere a quel prezzo, quindi aumenta la quantità offerta. Anche la curva dell’offerta può subire variazioni dovute ad elementi chiamati determinanti dell’offerta che sono:
- Costi di produzione, essi si dividono a loro volta in:
- Prezzi dei fattori produttivi
- Progresso tecnologico
- Prezzi dei beni correlati
- Politiche governative, come le tasse
- Influenze particolari
Essi appunto determinano uno spostamento della curva dell’offerta, che come la domanda è di due tipi:
- Spostamento DELLA curva: a parità di prezzo cambia la quantità offerta a causa di fattori esogeni;
- Spostamento SULLA curva: cambia il prezzo e cambia la quantità offerta.
Equilibrio di domanda e offerta
Il punto in cui si incontrano domanda e offerta si dice punto di equilibrio che permette di stabilire il prezzo e la quantità migliore affinché tale prodotto sia venduto più facilmente. Se si va al di sotto del punto di equilibrio, si potrà generare un eccesso di domanda, vale a dire che la domanda è alta, ma non ci sono abbastanza prodotti per soddisfarla. Se, invece, si va al di sopra del punto di equilibrio, avremo un eccesso di offerta, cioè la domanda è bassa, ma i prodotti sono in eccesso.
Rendita del consumatore e del produttore
Se consideriamo delle rette relative a domanda e offerta, osserviamo che nel punto di equilibrio si ha una rendita del consumatore e una rendita del produttore. La rendita del consumatore è rappresentata dall’area in cui possiamo trovare tutti coloro che sono disposti a comprare un prodotto ad un prezzo più alto e, quindi, grazie alla presenza del mercato e all’incontro tra domanda e offerta hanno avuto un vantaggio. La rendita del produttore è rappresentata dall’area in cui troviamo tutti i venditori che sono disposti a produrre un determinato prodotto ad un prezzo più basso e che, grazie al mercato e alle sue dinamiche, hanno venduto ad un prezzo maggiore.
Il problema dei prezzi amministrati
Se in un mercato il prezzo dovesse essere troppo alto, lo Stato potrebbe intervenire fissando un equo canone. Attraverso esso, però, lo Stato potrebbe fissare un prezzo troppo basso rispetto a quello di equilibrio, di conseguenza i produttori cercheranno di aumentare i prezzi. Purtroppo il prezzo non potrà aumentare superando l’equo canone e cercheranno di vendere tale prodotto ricorrendo a tecniche illegali come il contrabbando. Analogamente avviene se lo Stato fissa un prezzo troppo alto. In quel caso si svilupperà maggiormente il mercato nero dove consumatore e venditore si accorderanno con un prezzo di equilibrio. Per risolvere queste problematiche lo Stato dovrebbe intervenire dall’esterno sfruttando le determinanti della domanda e dell’offerta.
Effetto su prezzo e quantità di diverse variazioni di domanda e offerta
| Variazione domanda e offerta | Effetti |
|---|---|
| Se D ↑ | La curva di domanda si sposta verso destra Prezzo ↑ Quantità ↑ |
| Se D ↓ | La curva di domanda si sposta verso sinistra Prezzo ↓ Quantità ↓ |
| Se O ↑ | La curva di offerta si sposta verso destra Prezzo ↓ Quantità ↑ |
| Se O ↓ | La curva di offerta si sposta verso destra Prezzo ↑ Quantità ↓ |
Elasticità della domanda e dell’offerta
L’elasticità della domanda [offerta] serve a capire quanto la domanda [offerta] di un bene sia influenzata dalle variazioni del prezzo. Si misura come il rapporto fra la variazione della quantità domandata e la variazione del prezzo. Analogamente avviene per quanto riguarda l’elasticità dell’offerta e quindi sarà il rapporto tra la variazione della quantità offerta e la variazione del prezzo.
La domanda [offerta] rispetto all’elasticità può essere di tre tipi:
- E > 1, domanda [offerta] elastica (variazione più sensibile);
- E = 1, domanda [offerta] ad elasticità unitaria;
- E < 1, domanda [offerta] anelastica (variazione poco sensibile; per i beni di prima necessità).
Ricavo totale e ricavo marginale
Il ricavo totale del produttore è pari alla spesa del consumatore. Si definisce ricavo marginale la variazione di ricavo totale prodotta dalla vendita di un’unità aggiuntiva di un bene. Essa è la derivata del ricavo totale: RM = p₀ + 2mQ.
Utilità
Il concetto di utilità è definito come il soddisfacimento che il consumatore ha quando acquista un determinato bene. Possiamo dire che il concetto di utilità è un concetto ordinale, cioè non si può dare un valore oggettivo di utilità, ma si può dire che per un determinato consumatore il possesso di un bene lo soddisfa maggiormente rispetto al possesso di un altro. Anche la qualità è un concetto ordinale. Se, invece, si può misurare la qualità o l’utilità oggettiva di un bene, diciamo che è un concetto cardinale. L’utilità si divide in:
- Totale, cioè il soddisfacimento totale che il consumatore ha dopo aver acquistato un prodotto. Ha una curva crescente asintoticamente verso un valore;
- Marginale, cioè il soddisfacimento è relativo all’ultima unità acquistata. La curva dell’utilità marginale decresce con l’aumentare delle quantità, in quanto la prima unità è fondamentale, ma le unità acquistate successivamente producono un minor livello di soddisfacimento. L’utilità marginale è la derivata dell’utilità totale rispetto alle quantità.
Dunque, il concetto di utilità è importante perché ci permette di capire come il consumatore acquista un determinato numero di beni in base al suo reddito.
Si definisce curva di indifferenza il luogo dei punti del piano che rappresentano tutte le possibili combinazioni che sono indifferenti per il consumatore. Tali combinazioni hanno lo stesso livello di utilità che danno un determinato soddisfacimento al consumatore. La curva è diversa, varia da consumatore a consumatore perché dipende dal livello di soddisfacimento provocato a egli stesso. L’utilità totale su tutti i punti di tutte le curve di indifferenza è uguale, è costante.
Esistono più curve di indifferenza che sono infinite e parallele tra loro, esse non possono incontrarsi perché andrebbero a violare la definizione di utilità.
Il saggio marginale di sostituzione esprime la quantità di bene Y contenuta in un dato paniere che il consumatore è disposto a cedere per ottenere una unità aggiuntiva del bene X ed essere certo che il nuovo paniere presenti la stessa utilità precedente.
La combinazione migliore che permette di massimizzare l’utilità si trova attraverso il reddito che, oltre al prezzo del bene, è un vincolo per un consumatore. Questa è una retta che viene chiamata retta di bilancio (nell’ipotesi che si spenda totalmente per i due beni). Il punto di massimo soddisfacimento del consumatore corrisponde alla tangente della curva.
L’insieme dei punti che si trovano prima della retta sono le configurazioni in cui il consumatore spenderebbe meno; mentre i due punti in cui la retta interseca la curva continua sono i punti in cui il consumatore spenderebbe tutto il reddito. Se il prezzo del bene cambia, varia il coefficiente.
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