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Economia

L'economia è lo studio del modo in cui le società utilizzano risorse scarse per produrre beni utili. I sistemi economici definiscono l'insieme di regole per utilizzare le risorse e sono tre: economia pianificata, economie di mercato ed economia mista.

Economia pianificata

Nell'economia dirigistica è lo stato a decidere chi, cosa e come produrre, quindi le produzioni sono orientate verso le scelte strategiche del potere politico.

Economia di mercato

Nell'economia di mercato ogni impresa esprime la propria offerta e la propria domanda in maniera personale. Lo stato interviene il meno possibile per non disturbare l'equilibrio creato. In questa economia si verifica il meccanismo della mano invisibile, cioè se ciascuno è libero di perseguire i propri interessi alla fine è come se ci fosse una mano invisibile che guida gli interessi individuali verso un bene collettivo.

Economia mista

Nel 1929, a seguito delle crisi dell'economia di mercato, si sono formati sistemi economici misti dove l'intervento dello stato c'è solo in caso di crisi. Lo strumento per verificare quanto prodotto è stato fatto è il PIL (prodotto interno lordo).

Il costo di un bene

Il costo di un bene viene misurato attraverso quello che è il costo opportunità, ovvero il costo da sostenere per avere un bene misurato in base a ciò che si rinuncia per averlo.

La domanda

La domanda è il rapporto tra la quantità che i consumatori desiderano acquistare e una serie di fattori da cui questa quantità può dipendere, che possono essere il prezzo di altri beni, il reddito del consumatore e altri elementi. Se consideriamo la variazione di prezzo, la curva di domanda rappresenta la relazione tra il prezzo e la quantità domandata a parità di altre condizioni.

Fattori che influenzano la domanda

  • Prezzo degli altri beni
    • I beni si dicono indipendenti quando varia il prezzo di un bene ma la quantità richiesta di un altro bene non varia.
    • I beni si dicono complementari quando all'aumentare del prezzo di un bene diminuisce la quantità richiesta di un altro bene.
    • I beni si dicono sostitutivi quando all’aumentare del prezzo di un bene aumenta la quantità di un altro bene.
  • Reddito di singoli individui
    • Il bene si dice normale quando all'aumentare del reddito aumenta la quantità consumata.
    • Il bene si dice inferiore quando all'aumentare del reddito diminuisce la quantità consumata.

L'offerta

L'offerta riguarda le decisioni prese dalle imprese per massimizzare il profitto. La funzione di offerta indica le quantità di beni che le imprese sono disposte ad offrire in rapporto al prezzo dei beni, al prezzo dei fattori produttivi e ad altri elementi. Anche qui è possibile analizzare l'offerta in funzione di una sola variabile alla volta.

Fattori che influenzano la curva di offerta

  • Prezzo dei fattori produttivi: se produrre il bene costa di più, l'impresa guadagna di meno, quindi offre di meno.
  • Obiettivi dell'impresa: può succedere che l'impresa ha obiettivi diversi come quello di non crescere troppo quindi potrebbe offrire di meno.
  • Prezzo dei beni correlati: due beni si dicono correlati se l’impresa riesce a produrli entrambi. A volte nel breve periodo conviene offrire più un bene rispetto a un altro.

Mercato

Il mercato è il luogo dove si incontrano domanda ed offerta. Si trova il prezzo di equilibrio tra compratore e venditore, cioè dove la quantità domandata è uguale a quella offerta. Dal momento che la curva di domanda ha pendenza negativa, tutti i consumatori pagano meno di quello che sarebbero disposti a pagare e la differenza è detta surplus del consumatore. Il surplus è uguale all'area sottostante la curva di domanda e al di sopra del prezzo di equilibrio. Maggiore è il surplus, maggiore è il benessere economico. Analogamente a quello del consumatore, il surplus del produttore è l'area che sta al di sopra della curva di offerta e al di sotto del prezzo di equilibrio.

Leggi della domanda e dell'offerta

  • Un aumento della domanda di un bene fa aumentare sia il prezzo di equilibrio che la quantità acquistata e venduta.
  • Una diminuzione della domanda di un bene fa diminuire sia il prezzo di equilibrio che la quantità acquistata e venduta.
  • Un aumento dell’offerta di un bene fa diminuire il prezzo di equilibrio e fa aumentare la quantità acquistata e venduta.
  • Una diminuzione dell'offerta di un bene fa aumentare il prezzo di equilibrio e fa diminuire la quantità acquistata e venduta.

Interventi dello stato

In diverse fasi lo stato interviene nella situazione di equilibrio per raggiungere benefici collettivi:

  • Tassazione: Si alza il prezzo di chi compra e si abbassa il prezzo ricevuto dal venditore. Si introduce una distorsione che viene chiamata perdita secca ed è quello che si disperde. Questa misura è accettabile se l'utilizzo della tassa è a beneficio della collettività. Con l'aumento della tassa la perdita secca cresce più rapidamente rispetto a quest'ultima.
  • Imposizione prezzi massimi: Immaginiamo che la curva di offerta si sposti verso sinistra, questo fa sì che la quantità scambiata si riduce e il prezzo del bene si alza. Questo per i beni di prima necessità può essere un problema per la collettività, allora lo stato può decidere di imporre dei prezzi massimi per quel bene. Per far sì che questa misura abbia effetto deve essere accompagnata da: razionamento, fornire incentivi, cercare di ridurre la domanda.
  • Imposizione prezzi minimi: Per un eccesso di offerta può succedere che il prezzo di equilibrio arrivi ad un punto che non permetta guadagni ai produttori. Lo stato può decidere di fissare il prezzo minimo a un prezzo più alto di quello di equilibrio. Per far sì che questa misura abbia successo devono essere adottate delle contromisure come: misure temporanee, ovvero lo stato acquista l’eccesso di offerta, applicare delle quote massime in modo che l'offerta si riduca, cercare di aumentare la domanda.

Nella realtà l'adeguamento fra domanda e offerta non è istantaneo ma si utilizzano prezzi fissi, prezzi misti o gratuiti. I prezzi fissi sono quando il produttore fissa un prezzo e vede come va nel corso del tempo. I prezzi misti si utilizzano per beni non da tutti i giorni, dove c'è una contrattazione. I beni gratuiti sono quelli offerti dallo stato, come la sanità.

Elasticità

Elasticità della domanda rispetto al prezzo

L’elasticità della domanda, η

  • Se η = 0, non varia la quantità domandata in funzione del prezzo.
  • Se 0<η<1, la domanda si dice anelastica poiché la variazione della domanda è minore della variazione del prezzo.
  • Se η=1, le variazioni percentuali sono uguali tra loro.
  • Se η>1, la domanda si dice elastica poiché la domanda varia più del prezzo.

L'elasticità può variare lungo la curva.

  • Curve isoelastiche:
    • η sempre = ∞: curva perfettamente elastica, retta orizzontale.
    • η sempre = 0: curva perfettamente rigida, retta verticale.
    • η sempre =1: elasticità unitaria.

Elasticità della domanda e ricavo

La funzione e la curva di domanda permettono di calcolare la spesa che i consumatori sono disposti a fare per un bene.

  • Il tratto della curva è più rigido, la domanda è più anelastica; un aumento del prezzo fa diminuire la quantità meno che proporzionalmente e il ricavo aumenta; una diminuzione del prezzo fa diminuire il ricavo.
  • Il tratto della curva è meno rigido, quindi la domanda è elastica; se il prezzo aumenta il ricavo diminuisce, se il prezzo diminuisce il ricavo aumenta.

Elasticità della domanda e reddito

Misura la variazione della domanda rispetto alla variazione del reddito.

  • Se il bene è normale, il segno dell'elasticità è positivo e all'aumentare del reddito aumenta la domanda.
  • Se il bene è inferiore, il segno dell'elasticità è negativo e all’aumentare del reddito diminuisce la domanda.
  • La curva di Hengel mostra come all'aumentare del reddito varia l'elasticità di un bene: fino a quando ho un certo reddito il bene è normale, quindi l'elasticità rispetto al reddito è positiva. Superata una soglia di reddito l’elasticità rispetto al reddito è pari a zero, superata un'altra soglia di reddito l’elasticità rispetto al reddito diventa negativa, quindi il bene inizia a essere un bene inferiore.

Elasticità incrociata

Misura la sensibilità della domanda di un bene verso variazione di prezzo di un altro bene.

  • Se i due beni sono indipendenti l'elasticità incrociata è uguale a zero.
  • Se l'elasticità incrociata è positiva significa che all'aumentare del prezzo del secondo bene, aumenta la domanda del primo bene, quindi i beni sono sostitutivi.
  • Se l'elasticità incrociata è negativa significa che all'aumentare del prezzo del secondo bene, diminuisce la domanda del primo bene, quindi i beni sono complementari.

Elasticità dell’offerta

Misura la variazione tra offerta e variazione del suo prezzo.

  • ε=0, la quantità non varia al variare del prezzo.
  • ε=∞, a prezzi inferiori di quello di riferimento non si offre nulla, a prezzi superiori si offre infinito.
  • ε=1, curva di offerta lineare, ce l’ho in tutti quei prodotti che non hanno costi fissi.

L’effetto di un aumento della domanda, nel breve periodo incide molto più sul prezzo che sulla quantità, nel lungo periodo invece incide più sulla quantità che sul prezzo. La curva di offerta è molto più elastica nel lungo periodo che nel breve.

Impresa come Blackbox

L'unico obiettivo dell'impresa è massimizzare il profitto, mentre l'obiettivo del consumatore è quello di massimizzare il benessere.

Profitto = ricavo totale - costo totale
π = (p*q) - (c*q)

Aumentare il ricavo

Bisogna capire come scegliere la quantità totale di prodotto da produrre. La funzione di produzione mostra la relazione tra gli input usati e l'output ottenuto in un certo tempo. Quindi per aumentare la quantità l'impresa deve:

  • Usare meglio impianti esistenti (breve).
  • Dotarsi di nuovi impianti (lungo).
  • Nuove tecnologie (lunghissimo).

Prodotto Totale (PT) = Quantità prodotta in un certo intervallo di tempo usando tutti gli input.
Prodotto Medio (PM) = Prodotto totale per ogni unità del fattore variabile. PM=PT/L
Prodotto Marginale (P’) = Variazione del prodotto totale per ogni unità in più o in meno dell'input variabile. Rappresenta di quanto aumenta o diminuisce il prodotto all'aumentare o al diminuire di un'unità dell'input variabile.
P’ = ΔPT/ΔL

P’ è crescente fin dove il PM aumenta, poi quando la crescita di PM si abbassa, P’ comincia a scendere mentre PM continua a salire leggermente. Dopo un po' P’ trascina anche PM, quindi entrambi iniziano a scendere. PM diventa massimo quando incontra P’.

Legge dei rendimenti decrescenti

Dice che se si impiegano quantità crescenti di un fattore variabile data una certa quantità di capitale, ci sarà un punto a partire dal quale il PM e il P’ del fattore variabile diminuiranno. Questo succede perché si satura il capitale, ovvero anche se ho più persone che lavorano per me il prodotto marginale diminuisce ad un certo punto.

Minimizzare i costi

Costo Totale:
- Costi fissi
- Costi variabili

Costo medio fisso = costo totale fisso / quantità
Costo medio variabile = costo totale variabile / quantità

C' = di quanto mi aumenta il costo per ogni unità prodotta = (costo totale2 - costo totale1) / (quantità2 - quantità1)

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher totto99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia ed organizzazione aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Ferrara o del prof Rubini Lauretta.
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