Storia
Nel 1926 viene scatenata la prima fase bancaria.
Verso gli anni '30 le imprese partecipavano al capitale sociale delle banche e ricorrevano al modello tedesco fatto di banca mista.
Le banche orientavano i propri investimenti verso pochi settori, giustificando notevolmente i rischi.
Vi era confusione tra investimenti a breve e medio-lungo termine, ciò generava rischi di liquidità:
- Lieve e attivo circolante
- Attivo medio-lungo: immobilizzazioni
- Lieve: finanzi e attivo circolante
- Passivo medio-lungo: fornire di immobilizzazioni
Tutto ciò portò alla crisi economica nel 1923.
Nel 1933 venne istituito l'IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale).
Nel 1936 venne riscattata la legge bancaria, fondata sulla specializzazione delle banche, queste vengono suddivise in:
- Aziende ordinarie di credito: operazioni a breve termine (≤ 18 mesi)
- Istituti di credito speciali: operazioni a medio-lungo termine (≥ 18 mesi)
Il secondo fondamento è la separazione tra banca e imprese, abbandonazione del modello di banca mista.
Entrambi sono derogabili in via eccezionale su autorizzazione della Banca d'Italia.
Le banche esistenti erano:
Pubbliche
- Istituti di credito di diritto pubblico
- Casse di risparmio
Economia e gestione della banca
Storia
Nel 1926 viene scoccata la prima legge bancaria.
Verso gli anni '30 le imprese partecipavano al capitale sociale delle banche e viceversa, modello tedesco fatto di banca mista; le banche orientavano i propri investimenti verso pochi settori, giustificando malevolmente i rischi.
Vi era confusione tra investimenti a breve e medio-lungo termine, ciò generava rischi di liquidità.
- Breve = attivo circolante
- Medio-lungo = immobilizzazioni
Attivo
- Breve = finanzi e attivo circolante
- Medio-lungo = promisc di immobilizzazioni
Passivo
Tutto ciò sfociò nella crisi economica nel 1929.
Nel 1933 viene istituito l'IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale).
Nel 1936 venne riscritta la legge bancaria, fondata sulla specializzazione delle banche. Queste erano suddivise in:
- Azienda ordinaria di credito: operazioni ordinarie classiche a breve termine (≤ 18 mesi)
- Istituti di credito speciali: operazioni a medio-lungo termine (≥ 18 mesi)
Il secondo fondamento è la separatezza tra banca e impresa, abbandono del modello di banca mista.
Entrambi sono derogabili in casi eccezionali su autorizzazione della Banca d'Italia.
Le banche esistenti erano:
Pubbliche
- Istituti di credito di diritto pubblico
- Casse di risparmio
- 3) Monti di pietà (columi): aiutavano chi realmente non riusciva a restituire il denaro, richiedevano un pegno
Private
- Banche di credito ordinario: forme di società anonima (oggi SpA)
- Banche popolari: forma di cooperativa con scopo non lucrativo, non escludono sì di soci il capitale
- Casse rurali e artigiane (Bcc): condizioni agevolate rispetto il mercato
Miste
- 7) Banche di interesse nazionale: forma società anonima (privato, ma possedute dall'IRI (pubblico)
I certificati di deposito (firmanote) venivano emessi dai cambivalute (fiorchieri); tutte le banche potrebbero emettere torecontote.
Nella seconda metà dell'800 una legge limitò il potere di emissione ai sei istituti di credito: Banca nazionale del Regno d'Italia, Banca nazionale di Toscana, Banca Toscana di credito per industrie e commercio, Banca di Napoli, Banco di Sicilia e Banca romana.
A fine secolo (prime tre si fusero creando la Banca d'Italia (11/1/1894) e il primo compito fu quello di liquidare la Banca romana.
Dal 1926 solo la Banca d'Italia può emettere. Il Banco di Napoli fu acquisito da omiere e il Banco di Sicilia da Unicreari.
Oggi la BCE decide quale Banco nazionale deve stampare le banconote.
I tagli: €200: Banca d'Italia stampa i €50, 2021: Banco di Irlanda stampa i €20 e i €50.
L'euro è pubblicità in 19 Paesi su 27 dell'UE.
Dal 1936 alla Banca d'Italia si riconosciuto il controllo su tutte le banche italiane antecedente, concomitante e susseguente.
Il sistema bancario italiano era a discrezionalità amministrativa.
Per via dell'esistenza del trade-off tra concorrenza e stabilità del sistema, quest'ultimo era dato anche a concorrenzialità controllata o forzata/petrificata.
Oggi per alcune azioni basta comunicarlo alla Banca d'Italia senza ottenere l'autorizzazione, non esiste più il regime concessorio.
Controllo concomitante oggi (TUB, 1993)
Secondo l'art. 15 sulla successione delle banche:
- Succursali di banche italiane in Italia non necessitano dell'autorizzazione, ma devono comunicarlo alla Banca d'Italia, può porre un veto (più operti)
- Succursali di banche italiane in UE non necessitano
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Economia e gestione della banca Tutino