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L’economia dello sviluppo non ha ancora uno status chiaro. In inglese ‘’Development Economics’’

non implica lo studio dei paesi in via di sviluppo, mentre la materia in italiano lo implica. Negli

ultimi anni la disciplina ha assunto sempre più rilevanza: ‘’Lo studio dei paesi meno sviluppati sta

all’economia come lo studio delle patologie sta alla medicina. Comprendere cosa succede quando

le cose non vanno bene, aiuta a capire come le cose dovrebbero funzionare. La differenza è che in

economia la patologia è la regola: meno di un quarto della popolazione vive in paesi sviluppati.’’

(Joseph Stigliz 1989, egli studiò i paesi meno sviluppati).

Ciò implica che il 75% della popolazione mondiale viva in paesi in via di sviluppo.

Storia dell’evoluzione dell’Economia dello Sviluppo

Tre periodi:

- Alle origini, lo studio dello sviluppo era al centro del pensiero economico (Adam Smith,

Ricardo, Marx). Ci si chiedeva perché alcuni paesi erano sviluppati ed altri no.

- Durante il XX secolo è stato per lungo tempo marginalizzato (the fall) era diventato

à

predominante il pensiero neoclassico che ha al centro dello studio l’equilibrio (antitesi per

eccellenza dello sviluppo)

- Negli ultimi tre decenni, è tornato al centro della disciplina (the rise) ciò è accaduto

à

proprio per aiutare le economie sull’orlo del collasso, che sono considerate molto

pericolose. Il problema era che gli economisti non avevano gli strumenti matematici, cioè

non sapevano mettere in formule (e quindi formalizzare) le idee che sviluppavano. Circa

trenta anni fa alcuni economisti sono riusciti a formalizzare le idee che circolavano dagli

anni ’60 e ciò ha portato alla rinascita della materia.

The Fall

Tra il 1940 e il 1970, l’Economia dello Sviluppo è stata marginalizzata all’interno della disciplina

economica.

Ragione principale: il rigore matematico era il gold standard della disciplina.

I concetti base dell’Economia dello Sviluppo erano difficili da formalizzare (al tempo) à

rendimenti crescenti di scala, equilibri multipli, trappole della povertà, etc.

Economisti dello Sviluppo una nicchia all’interno della disciplina.

The Rise

A partire dagli anni 1970, gli strumenti dell’economia mainstream sono diventati più sofisticati.

Le problematiche e le risposte elaborate all’interno dell’Economia dello Sviluppo sono tornate di

interesse, a causa di due motivazioni principali:

- Problema della povertà

- Premi Nobel per economisti dello sviluppo che hanno introdotto un nuovo metodo di

approccio, cioè gli esperimenti randomizzati controllati hanno applicato lo studio

à

sull’efficacia dei farmaci all’economia: effetto placebo (si prendono due gruppi di persone

con la stessa malattia, ad un gruppo si dà la medicina mentre all’altro no e si vede come

reagiscono. Lo stesso principio è stato applicato alle politiche anti-povertà, ad esempio

tramite i trasferimenti in denaro).

L’Economia dello Sviluppo è di nuovo al centro della disciplina economica.

Prospettiva macroeconomica: perché alcuni paesi sono poveri ed altri sono ricchi? grande

à

domanda di Smith, prospettiva storica, studio sulle differenze e su cosa si può fare. Il focus è sui

paesi.

Prospettiva microeconomica: perché alcuni individui (famiglie) sono poveri ed altri sono ricchi? Il

focus è sugli individui.

Il concetto di sviluppo

Partiamo da un’analisi macroeconomica: perché alcuni paesi sono ricchi ed altri poveri?

- Perché esistono queste differenze?

- Queste differenze (e le loro cause) cambiano nel tempo? Come cambiano e perché?

Obiettivi: eliminazione della povertà, garantire accesso ad acqua potabile, allungare la speranza di

vita, aumentare accesso all’istruzione

Cosa si può fare e come?

Analisi microeconomica: analisi di variabili, effetti, e meccanismi a livello individuale, familiare o di

villaggio (reddito, salute - perché alcuni vanno dal medico ed altri no? - , istruzione, fertilità,

accesso al credito – nei paesi in via di sviluppo non esiste un sistema di banche che eroga prestiti

in caso di necessità, per cui molto spesso la comunità organizza un gruppo che mette da parte dei

soldi per chi ne ha la necessità (che poi dovrà restituire), funzione detta microcredito (che all’inizio

era riservato solo alle donne perché ritenute più affidabili) -, struttura familiare, esposizione al

conflitto e alla violenza, ecc.).

Il termine «sviluppo» è utilizzato nel linguaggio comune e in molti ambiti disciplinari con il

significato di accrescimento.

L’economia dello sviluppo studia il processo di sviluppo economico: l’oggetto dell’accrescimento è

l’economia di una area o di un paese in un determinato periodo

Ma la dimensione dell’accrescimento non esaurisce il concetto il processo di sviluppo è

accompagnato da un insieme di cambiamenti/trasformazione della struttura economica (e da

questo differisce dal concetto di crescita).

Il termine ‘sviluppo economico’ ha assunto significati diversi:

1) Crescita del prodotto Economisti classici (Smith, Ricardo), lo sviluppo economico era la

à

crescita del prodotto

2) Trasformazione strutturale Strutturalisti e keynesiani, dopo la Seconda guerra mondiale

à

con gli economisti strutturalisti, lo sviluppo cambia la struttura economica di un paese

(l’Italia ha attraversato un periodo di trasformazione strutturale da economia agricola ad

industriale)

3) Miglioramento della qualità della vita paradigma di riferimento a partire dagli anni ’80,

à

teoria dei bisogni essenziali e concetto di sviluppo umano (Amartya K. Sen e UNDP), lo

sviluppo deve portare ad un miglioramento della qualità della vita altrimenti non è

completo. Ad esempio, non misuro solo più il grano che produco ma anche se le persone di

quel paese sono felici e stanno bene.

Questi tre significati sono anche l’espressione di approcci teorici diversi e di diversi periodi storici.

Sviluppo come crescita del prodotto

Lo sviluppo economico coincide con la crescita dell’attività economica e della produzione. Per

capire se un paese è sviluppato o meno si guarda a:

- I paesi classificati sulla base della crescita del prodotto

- Il prodotto si misura come:

PNL (attribuibile ai cittadini dovunque si trovino - GNP)

o PIL (attribuibile ai cittadini che operano nel paese - GDP)

o Prodotto pro-capite (poiché la popolazione nei paesi è diversa) però dobbiamo

à

o sempre ricordarci da cosa proviene un elevato livello di PIL pro-capite; infatti,

l’Arabia Saudita potrebbe avere un livello più alto di quello italiano; eppure, questo

proviene tutto dal petrolio e quindi non si può dire che sia un paese più sviluppato.

Il prodotto pro-capite è il rapporto tra PIL e popolazione.

I paesi con un PIL pro-capite alto sono considerati sviluppati mentre quelli con un PIL pro-capite

basso sottosviluppati.

Sviluppo come trasformazione strutturale

Sviluppo economico come fasi di un processo lineare teoria degli stadi di Rostow

à

Il concetto di ‘modernizzazione’:

- Esiste un unico sentiero di cambiamento e i paesi che arrivano dopo seguono un percorso

già tracciato da quelli che sono arrivati prima (economia agricola economia

à

manifatturiera economia dei servizi

à

- Non esistono possibili forme diverse di organizzazione dell’economia

- I PVS si devono ‘modernizzare’, cioè devono diventare simili ai PS, seguendo lo stesso

percorso

Il processo di sviluppo economico genera una trasformazione strutturale dell’economia in cui

avvengono numerosi cambiamenti. Questi cambiamenti riguardano sia la struttura economica che

quella politico/istituzionale:

- Composizione settoriale dell’economia

- Cambiamento delle tecniche

- Cambiamento delle infrastrutture

sanità, istruzione, comunicazione, etc.

o

- Formazione di nuove istituzioni e regole comportamentali

regole formali e non che influenzano i comportamenti economici

o

Idea di stato molto presente nell’economia.

Passaggio da una economia precapitalistica (economia agricola) ad una economia capitalistica:

- Crescita del prodotto

- Cambiamento della composizione dell’economia (declino dell’agricoltura e formazione del

settore terziario)

- Cambiamento della società e formazione di nuove classi

- Cambiamento delle istituzioni (cambiamento dei rapporti di proprietà, del ruolo dello

stato, delle infrastrutture)

Gli stadi di sviluppo di Rostow (1960)

Egli fu uno dei pilastri dell’economia dello sviluppo (anche se ancora veniva definita crescita). Il

suo lavoro si chiamava ‘’Un manifesto non comunista’’ proprio per sottolineare i vantaggi del

modello capitalistico.

La transizione dal sottosviluppo allo sviluppo è descritta come il passaggio attraverso una serie di

stadi comuni a tutti i paesi.

Tutte le società nella loro dimensione economica sono posizionate in una delle 5 categorie: 1) la

società tradizionale;2) le precondizioni per il decollo verso lo sviluppo auto-sostenuto; 3) il decollo;

4) il passaggio verso la maturità, e 5) l’età de consumo di massa.

Questi stadi non sono solo descrittivi. […] Essi non sono solo un modo per generalizzare alcune

osservazioni fattuali sul processo di sviluppo delle società moderne. Hanno una coerenza interna e

una continuità. […]

Essi costituiscono, in sostanza, sia una teoria della crescita economica e anche, più in generale,

anche se in modo parziale, una teoria della storia moderna nel suo complesso.

Rostow (1960). The Stages of Economic Growth: A Non-Communist Manifesto. Cambridge

University Press, 1960, p. 4.

Come i PS, i PVS devono passare dallo stadio del decollo verso lo sviluppo autosostenuto

Condizione necessaria: la mobilitazione del risparmio (domestico e straniero) per generare un

investimento sufficiente a generare la crescita.

- Stadio 1 “società tradizionale”: maggioranza della popolazione opera nel settore primario

in un'economia di sussistenza e autoconsumo. Limitato sviluppo e utilizzo di scienza e

tecnologica nell’attività economica

- Stadio 2 “prima del take off”: sviluppo di una serie di precondizioni fondamentali per il

decollo (infrastrutture, istituzioni, istruzione obbligatoria, accumulazione del capitale, e

comparsa, crescita e diffusione dell’imprenditorialità). Livello tecnologico ancora modesto.

- Stadio 3 “take off”: modificazioni strutturali e trasformazione sociale e culturale. Gli

investimenti sono mirati e programmati in modo scientifico. Compare un apparato politico

sociale capace di favorire e garantire uno sviluppo sociale costante e cospicuo

- Stadio 4 “maturità”: il processo di takeoff si consolida (diversificazione dell’economia,

ascesa e declino dei diversi settori, industrializzazione, riduzione degli squilibri sociali e

territoriali)

- Stadio 5 “consumo di massa”: tutta l’organizzazione sociale è improntata sul modello

economico che impone un consumo crescente di beni e servizi ad alto valore aggiunto

In quegli anni c’è stato il processo di indipendenza della maggior parte dei paesi africani, ci sono

molti nuovi stati e Rostow voleva dare delle ‘’ricette’’ ai governi (infatti, dice molto chiaramente

che gli stadi non sono solo descrittivi).

Sviluppo come miglioramento della qualità della vita

Le ‘’ricette’’ di Rostow non hanno funzionato benissimo, molte economie con un alto Pil hanno

livelli di sanità e istruzione molto bassi.

Il concetto di sviluppo umano elaborato da Amartya K. Sen, grazie al quale si passa da una

prospettiva macro ad una micro.

Il processo di sviluppo deve essere finalizzato al miglioramento della qualità della vita degli esseri

umani:

- Non basta la crescita del prodotto che potrebbe non essere né necessaria né sufficiente à

la crescita del prodotto deve essere vista come un mezzo e non come il fine.

- Bisogna verificare che questi progressi e cambiamenti abbiano una ricaduta in termini di

benessere della popolazione.

Lo sviluppo è un processo di allargamento delle scelte che si aprono agli individui, un paese

sviluppato è quello che dà più scelte agli abitanti rispetto alla condizione precedente.

La crescita della produzione non garantisce l’ampiezza delle scelte, ma ne è una condizione

necessaria. Ma sono anche ugualmente necessarie la libertà e la democrazia

L’obiettivo è lo sviluppo degli esseri umani in tutte le loro dimensioni. Se vogliamo confrontare

due paesi che abbiano uno stesso livello di PIL ma uno ha un regime democratico e l’altro

dittatoriale: il primo paese è più libero e quindi più sviluppato.

Misurare lo sviluppo

- Paesi meno sviluppati

Terzo Mondo (fanno parte del primo mondo coloro che seguono il modello

o americano, invece coloro che seguono il modello sovietico sono considerati il

secondo mondo)

Developing countriesà accezione positiva ‘’sviluppanti’’, cioè paesi in via di

o sviluppo

Less developed countries paesi meno sviluppati

à

o Least developed countries (LDCs) è l’unica a non essere una definizione vaga

à

o Emerging economies emerse dopo la caduta dell’ex blocco sovietico, sono coloro

à

o che stanno per raggiungere i paesi sviluppati (paesi emergenti)

- Paesi sviluppati

Primo mondo

o Developed countries

o Industrialized countries

o Western countries

o

Un paese può appartenere ad entrambe le categorie, dipende dal contesto che si analizza.

I paesi posso essere anche classificati sulla base dei progressi nell’industrializzazione e del livello di

sviluppo raggiunto:

- OECD gruppo dei paesi più industrializzati

à

- Paesi di nuova industrializzazione (NICs) come Taiwan

à

- BRICS Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica

à

Quali sono i paesi in via di sviluppo (PVS)

I paesi possono essere classificati sulla base del PIL (PNL) pro capite

World Bank definition (2019):

- Low income: < 1005

- Lower-middle income: 1006 - 3955

- Upper-middle income: 3956 - 12.235

- High income: > 12.234

Least developed countries

Lista specifica che viene compilata ogni due anni, dipende da tre indicatori:

- Sulla base del reddito: la soglia è $1,242 PNL pro capite annuale

- Economic vulnerability: indicatore composito (8 dimensioni): popolazione, % di

popolazione di zone costiere basse, remoteness, vittime di disastri naturali, concentrazione

dell’export, instabilità dell’export, % of agricoltura e pesca in GDP, potere di acquisto del

reddito

- Sulla base dell’Human Asset Index: sulla base di Sen, l’indice HAI misura il livello del

capitale umano e comprende cinque indicatori:

salute: % di popolazione sottoalimentata, tasso di mortalità sotto i 5 anni; mortalità

o materna

istruzione: tasso di iscrizione alla scuola secondaria, tasso di alfabetizzazione degli

o adulti

Far parte di questo gruppo dà dei vantaggi dal punto di vista degli accordi internazionali che danno

accesso a delle misure di supporto (regole per aiutare questo tipo di economie come dei tempi più

lunghi per raggiungere gli obiettivi, fondi, supporto per partecipare ai forum internazionali).

Sviluppo come crescita

- Sviluppo economico misurato dall’andamento del PIL (tanto più alto è il PIL, tanto più

l’economia è florida)

- Visione basata sulla tradizione di welfare economics

Aumento PIL pro-capite è un aumento del reddito medio, che diventa aumento

o utilità

Aumento della produzione implica aumento di occupazione

o

The world by income l’Africa subsahariana è il paese con il PIL pro-capite più basso.

à

Problemi nell’uso del indicatori PIL

- Non tutta l’attività economica è inclusa un genitore che accudisce un bambino: incluso

à

nel PIL se qualcuno fosse pagato per questo lavoro.

- Non ci dà informazioni sulla distribuzione del reddito non considera le disuguaglianze, a

à

parità di PIL la ricchezza potrebbe essere in mano al 10% della popolazione (ad esempio in

Arabia Saudita) o al 60% (come in Italia).

- Non si rileva la parte ‘sommersa’ dell’economia molto elevata per i PVS: larga parte

à

dell’economia è informale (non registrata).

- È un indicatore che non tiene conto del cambiamento della struttura economica (es. due

paesi che hanno lo stesso PIL, ma uno viene dalle spese sanitarie e l’altro dal petrolio,

quindi non va a guardare cosa c’è dentro il PIL). Non ci fornisce informazioni sulla sua

composizione.

- Include anche la produzione di attività “cattive” come le spese militari

à

- Non si possono effettuare confronti diretti fra paesi poiché per esempio il PIL italiano è

à

in euro mentre il PIL statunitense è in dollaro. Allora si deve convertire il prodotto di ogni

paese (espresso in valuta locale) nella stessa valuta usando un opportuno tasso di cambio.

Problemi nel compare il PIL tra paesi

Si possono confrontare i risultati economici tra paesi utilizzando tasso di cambi

Problema: il tasso di cambio ufficiale può essere sopra/sottovalutato e molto volatile

Altro problema: differenza fra prezzi interni e prezzi internazionali anche se il tasso di cambio è

quello di mercato, la conversione dei prezzi in dollari può far risultare il paese più

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Scienze politiche e sociali SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ciaociaololg di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia dello sviluppo sostenibile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Sabatini Fabio.
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