Scheda 1
Le teorie dell’intermediazione finanziaria e l'attività bancaria
I principali approcci teorici
Le teorie dell’intermediazione finanziaria cercano di spiegare perché, nei sistemi economici
moderni, non avvengono tutte le transazioni direttamente tra risparmiatori e investitori, ma
intervengono degli intermediari come le banche.
Questi intermediari svolgono un ruolo fondamentale perché riducono costi, rischi e
imperfezioni del mercato finanziario.
Tali “imperfezioni” sono:
● costi di transazione impliciti;
● incertezza e rischi insiti nello scambio creditizio;
● caratteristiche (tipicamente asimmetriche) del corredo informativo di prenditori e
datori di fondi;
● rapporto di delega (di “agenzia”) tra datore di fondi e intermediario.
Costi di transazione
La riduzione dei molteplici costi connessi alla conclusione di qualsiasi transazione migliora
l’efficienza del processo di trasferimento delle risorse e rappresenta, quindi, una delle
principali funzioni attribuite agli intermediari finanziari.
La mancata esecuzione di uno scambio diretto è dovuta a:
● Divisibilità finita degli strumenti finanziari (costi di frazionamento)
● Costi di acquisizione ed elaborazione delle informazioni (costi di informazione,
screening, monitoring)
● Presenza di costi operativi e di negoziazione
Gli intermediari finanziari permettono di concludere operazioni che altrimenti non
sarebbero possibili.
Inoltre rendono le operazioni meno costose, perché molti dei costi che sostengono sono
costi fissi o poco flessibili.
Questo significa che, svolgendo molte operazioni contemporaneamente, riescono a
distribuire i costi su un numero elevato di transazioni, riducendo il costo per ogni singola
operazione.
Nei mercati mobiliari si svolgono operazioni finanziarie tra soggetti che sono in grado di
esternalizzare i costi informativi e operativi, cioè affidare queste attività ad altri soggetti a
fronte di bassi costi di negoziazione.
Inoltre, nei mercati mobiliari il problema della limitata divisibilità degli strumenti finanziari è
meno rilevante, perché i titoli possono essere scambiati in quantità più flessibili.
Esistono diversi tipi di intermediari finanziari.
Ogni tipologia si occupa di gestire una parte dei costi di transazione.
In particolare:
● Il broker si occupa principalmente della ricerca della controparte, cioè mette in
contatto chi vuole comprare con chi vuole vendere.
● L’investitore istituzionale si occupa della negoziazione delle operazioni sui
mercati.
Sara Masetti
● L’investment bank svolge attività di screening, cioè analizza e seleziona gli
investimenti o i soggetti da finanziare.
● La banca universale invece gestisce tutti i costi di transazione, perché svolge
contemporaneamente molte funzioni: raccolta del risparmio, concessione di credito,
analisi dei clienti e gestione delle operazioni finanziarie.
L’intermediario riduce questi costi grazie alla specializzazione.
Banca
→ analizza il merito creditizio dell’impresa
→ concede un finanziamento per l’acquisto del macchinario
→ definisce condizioni standardizzate (tasso, durata, garanzie)
→ monitora il rimborso del prestito
Mercato finanziario (alternativa)
→ l’impresa può emettere obbligazioni o strumenti di debito
→ broker e investitori istituzionali facilitano la negoziazione
→ le informazioni finanziarie sono diffuse al mercato
Senza intermediari finanziari l’impresa dovrebbe trovare direttamente investitori disposti a
finanziare l’investimento.
Questo comporterebbe diversi costi di transazione:
● ricerca della controparte disposta a prestare il capitale
● raccolta e condivisione di informazioni finanziarie (bilanci, business plan, capacità
di rimborso)
● negoziazione delle condizioni del finanziamento (tasso,durata, garanzie)
● gestione e monitoraggio del rapporto finanziario nel tempo
Il processo sarebbe complesso e costoso sia per l’impresa sia per gli investitori.
Incertezza
L’incertezza è presente in qualsiasi rapporto di scambio e assume nei contratti finanziari
un’importanza tale da essere individuata quale elemento di per sé esplicativo dell’attività
di intermediazione.
I contratti si caratterizzano per la presenza di molteplici tipologie di rischio.
Uno scambio diretto tra due soggetti può avvenire solo se entrambe le parti sono
completamente d’accordo su come distribuire il rischio all’interno del contratto.
Gli intermediari finanziari permettono di concludere lo scambio proprio perché
trasformano il rischio, rendendo compatibili le esigenze delle diverse parti.
Questa trasformazione del rischio può avvenire in due modi:
→ con assunzione del rischio, cioè l’intermediario si assume direttamente il rischio
dell’operazione
→ senza assunzione del rischio, cioè l’intermediario aiuta a gestire o ridurre il rischio
senza assumerlo personalmente.
Anche i mercati mobiliari svolgono un ruolo importante nella gestione dell’incertezza.
Grazie alle loro modalità di funzionamento, essi permettono di:
→ aumentare la liquidità degli strumenti finanziari
→ rendere gli scambi più rapidi e immediati.
Sara Masetti
Inoltre, nei mercati finanziari spesso è presente una Clearing House, cioè un organismo
che si interpone tra le parti della transazione e garantisce il buon fine dell’operazione,
eliminando il rischio di controparte.
L’intermediario creditizio assume in proprio il rischio per rendere compatibili le schede di
preferenza di creditori e debitori attraverso:
● la diversificazione
● il trasferimento del rischio sugli azionisti
● il trasferimento del rischio su terzi
Come gli intermediari gestiscono il rischio
Il fondo comune di investimento riduce il rischio mediante il processo di diversificazione
del portafoglio senza assumerlo direttamente
La compagnia di assicurazione assume in proprio il rischio per effetto della legge dei
grandi numeri e per l’applicazione del principio di mutualità.
Limiti della teoria basata sull’incertezza
L’approccio che spiega l’intermediazione finanziaria attraverso l’incertezza presenta però
alcuni limiti, perché non considera esplicitamente altri aspetti importanti dei sistemi
finanziari.
In particolare non tiene conto di:
→ imperfezioni di natura strutturale che contraddistinguono l’operare dei sistemi finanziari
(es.asimmetrie informative tra banca e impresa, costi di transazione, rischio di insolvenza
dei debitori);
→ l’offerta di strumenti di pagamento (es. bonifici bancari, carte di debito e credito,
sistemi di pagamento elettronico, app di pagamento);
→ la prestazione di servizi di consulenza da parte di numerosi e variegati operatori (es.
consulenza finanziaria agli investitori, advisory nelle operazioni di finanza straordinaria,
supporto alle imprese nella raccolta di capitale);
→ l’esistenza di intermediari con funzione monetaria, i quali consentono di minimizzare
costi-tempi-rischi del trasferimento dei saldi monetari (es. banche che gestiscono conti
correnti e sistemi di pagamento, consentendo di trasferire fondi tramite bonifico o carta
senza movimentare contante).
Esempio pratico: finanziamento di un investimento industriale
Un’impresa vuole investire 800.000 € per acquistare una nuova linea produttiva che
dovrebbe aumentare la capacità produttiva e i ricavi futuri.
Tuttavia, l’operazione presenta incertezza per gli investitori:
● non è certo che il progetto generi i ricavi attesi
● l’impresa potrebbe incontrare difficoltà finanziarie
● il rimborso del finanziamento potrebbe non avvenire nei tempi previsti
Sara Masetti
→ Gli investitori devono quindi affrontare il rischio di credito e il rischio economico del
progetto.
Ruolo degli Intermediari nell'incertezza
La banca rende possibile il finanziamento trasformando e gestendo il rischio:
→ analizza il merito creditizio dell’impresa
→ richiede garanzie o collaterali
→ stabilisce tasso di interesse e condizioni contrattuali
→ monitora l’andamento dell’impresa nel tempo
La banca assume e gestisce parte del rischio rendendo compatibili le esigenze di investitori
e impresa.
Fondi comuni di investimento
→ raccolgono risparmio da molti investitori
→ investono in portafogli diversificati
→ riducono il rischio attraverso la diversificazione
Assicurazioni
→ assumono specifici rischi dell’attività economica.
→ riducono l’incertezza per imprese e investitori.
Le asimmetrie informative
In un mercato nel quale il consumatore/acquirente è meno informato rispetto al venditore,
quest’ultimo può offrire buoni affari e “bidoni” (i cosiddetti “lemons”) allo stesso prezzo,
senza che ciò sia percepito ex ante dal compratore (Akerlof, 1970, con riferimento al
mercato delle automobili usate).
Gli investitori sono sistematicamente in svantaggio rispetto ai prenditori che conoscono
rischio e redditività dei progetti che chiedono di finanziare.
L’emittente di passività finanziarie potrebbe non essere in grado di interpretare il mercato e
stabilirne correttamente termini e condizioni.
Gli intermediari finanziari svolgono una funzione fondamentale nel ridurre le asimmetrie
informative, rendendo possibile la conclusione degli scambi. Essi producono informazione:
● interna, grazie anche all’accesso a dati riservati;
● attendibile, perché mettono in gioco la propria reputazione e spesso assumono una
parte del rischio residuo.
In questo modo, gli intermediari contribuiscono a colmare il divario informativo tra le parti e a
migliorare l’efficienza del mercato.
Anche i mercati mobiliari intervengono per ridurre le asimmetrie informative attraverso una
serie di meccanismi regolamentari e organizzativi, tra cui:
● la disciplina dell’informazione anche nella fase precontrattuale,
● la pubblicità dei prezzi,
● la diffusione delle informazioni rilevanti (price sensitive),
● la regolamentazione dell’insider trading.
Sara Masetti
Questi strumenti aumentano la trasparenza e permettono agli investitori di prendere
decisioni più consapevoli.
Le asimmetrie informative giustificano anche l’esistenza di diverse tipologie di
intermediari, ciascuna con un ruolo specifico:
● le banche, che svolgono anche funzione monetaria;
● le investment bank, che hanno una funzione segnaletica nelle operazioni su titoli;
● altri intermediari specializzati, soggetti a regolamentazioni differenti;
● le assicurazioni, che possiedono informazioni dettagliate sulla frequenza e
sull’impatto dei rischi.
Le difficoltà nel trasferimento delle informazioni possono generare diversi problemi:
● alcuni investitori possono sfruttare informazioni privilegiate (insider trading),
causando manipolazioni del mercato (market abuse);
● gli investitori, non avendo informazioni complete, possono prendere decisioni non
coerenti con i propri obiettivi (selezione avversa);
● i soggetti finanziati, dopo aver ottenuto il capitale, possono adottare comportamenti
opportunistici a danno dei finanziatori (azzardo morale).
Per ridurre le asimmetrie informative, il sistema finanziario utilizza diversi strumenti, tra cui:
● la Centrale dei Rischi e i sistemi di informazione creditizia;
● i giudizi delle agenzie di rating;
● il documento sui rischi fornito prima della conclusione del contratto;
● il prospetto informativo per l’emissione di strumenti finanziari;
● le analisi e previsioni degli intermediari e degli analisti di mercato.
Esempio pratico
Si consideri un’impresa che richiede un finanziamento di 300.000 euro per acquistare un
macchinario.
Inizialmente, la banca dispone solo delle informazioni fornite dall’impresa, come bilanci e
business plan. Questo crea una situazione di asimmetria informativa, perché la banca non
conosce completamente la posizione debitoria dell’impresa.
Consultando la Centrale dei Rischi, la banca può invece ottenere informazioni aggiuntive,
come:
● l’ammontare dei debiti verso altre banche,
● eventuali ritardi nei pagamenti,
● il livello di utilizzo delle linee di credito.
Se emergono informazioni positive, la banca può concedere il finanziamento a condizioni
migliori; in caso contrario, può ridurre l’importo o richiedere maggiori garanzie, limitando il
rischio.
il ruolo di mercati e intermediari
Modalità nel ridurre le imperfezioni del sistema finanziario.
In particolare, i mercati mobiliari e gli intermediari operano su tre principali problematiche:
● costi di transazione
● l’incertezza
● le asimmetrie informative.
Sara Masetti
Per quanto riguarda i costi di transazione, i mercati li riducono grazie all’uso della
tecnologia, alla presenza di regole di negoziazione e di operatori specializzati come i market
maker. Gli intermediari, invece, sfruttano economie di scala, diversificazione e concorrenza,
riuscendo a offrire servizi a costi più bassi.
Relativamente all’incertezza, i mercati favoriscono la liquidità e la specializzazione degli
strumenti finanziari, mentre gli intermediari svolgono un ruolo più attivo attraverso
l’assunzione, la trasformazione e il trasferimento dei rischi.
Infine, per quanto riguarda le asimmetrie informative, i mercati intervengono con obblighi
informativi e organizzazione degli scambi, mentre gli intermediari producono direttamente
informazioni, riducendo il divario tra le parti.
costi di agenzia
Questi derivano dal rapporto di agenzia tra principal, cioè il soggetto che delega,
proprietario di un’attività e agent, cioè colui che agisce per conto del primo.
Il problema nasce dal fatto che il principal non può osservare perfettamente il
comportamento dell’agent e che i loro interessi possono divergere, generando il cosiddetto
moral hazard generando I costi di agenzia.
Un esempio concreto è quello di un’impresa che affida la gestione contabile a un
professionista esterno: per evitare comportamenti opportunistici, il proprietario deve
sostenere costi di controllo, come revisioni o sistemi di monitoraggio.
Questo esempio mostra come i costi di agenzia siano concreti: ogni volta che si delegano
responsabilità senza poter osservare l’agente direttamente, si generano costi aggiuntivi per
garantire correttezza e allineamento degli interessi.
Nel contesto finanziario, questi problemi si manifestano sia “a monte” sia “a valle”.
A monte, l’intermediario potrebbe sfruttare le informazioni a proprio vantaggio rispetto agli
investitori.
A valle, il soggetto finanziato potrebbe adottare comportamenti rischiosi dopo aver ottenuto
il prestito.
I problemi e i costi che ne derivano possono essere ridotti sia richiedendo una
remunerazione più elevata a fronte dei prestiti maggiormente soggetti a tali rischi, sia
predisponendo contratti flessibili.
Esempio di comportamento scorretto dell’impresa (“a valle”)
Una banca concede un prestito di 1 milione di euro a un’impresa per finanziare un progetto
relativamente sicuro, ad esempio l’acquisto di nuovi macchinari.
Dopo aver ottenuto il finanziamento, l’impresa potrebbe:
● utilizzare il denaro per un investimento molto più rischioso, ad esempio entrare in un
nuovo mercato altamente incerto;
● oppure distribuire dividendi agli azionisti invece di investire nel progetto previsto;
● oppure assumere ulteriore debito, aumentando il rischio complessivo.
Se l’investimento rischioso va bene, gli azionisti guadagnano molto.
Se invece va male, la perdita ricade soprattutto sulla banca, che rischia di non essere
rimborsata.
Sara Masetti
Fintech
Le maggiori e più veloci opportunità di raccolta ed organizzazione delle informazioni
consentono agli operatori Fintech di fondare (e sfruttare) il proprio vantaggio competitivo
sulla capacità di elaborare enormi quantità di dati (proliferazione di hard information) anche
provenienti da fonti ‘non tradizionali’.
Tale elemento sta determinando una modifica radicale del paradigma informativo; finora,
infatti, le informazioni raccolte presso la clientela sono state prevalentemente di tipo hard
mentre oggi è crescente l’uso di dati di natura non finanziaria (soft information).
La vera discontinuità è però rappresentata dalla crescente capacità di codifica delle soft
information che possono essere trasformate in dati (ranking, scoring, ecc.) utilizzabili da
algoritmi in grado di dare un giudizio quantitativo utile alla presa di decisioni.
Le innovazioni tecnologiche hanno rivoluzionato il processo di intermediazione finanziaria,
soprattutto grazie alla capacità di raccogliere ed elaborare grandi quantità di dati.
Oggi, oltre alle informazioni tradizionali, vengono utilizzati anche dati non finanziari, le
cosiddette soft information, che possono essere trasformate in dati quantitativi attraverso
algoritmi, machine learning e intelligenza artificiale.
Questo ha portato a una riduzione dei costi di ricerca, di matching e di distribuzione, oltre a
un passaggio da relazioni personali a interazioni sempre più digitali.
Criteri di classificazione degli intermediari
Gli intermediari finanziari possono essere classificati in base all’attività svolta e alla funzione
economica.
Una prima distinzione riguarda il modello di attività:
● Emissione di moneta → svolge funzione monetaria → tipicamente le banche
● Intermediazione creditizia → erogazione del c
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