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Capitolo 5: l’azienda nell’approccio sistemico

L’azienda come sistema

Negli studi aziendali prevale la concezione sistemica dell’azienda, un approccio che offre una prospettiva innovativa nell’analisi e nella risoluzione dei problemi scientifici.

L’approccio sistemico si distingue per la capacità di superare la frammentazione delle conoscenze dovuta alla specializzazione nei diversi ambiti scientifici, permettendo di studiare i fenomeni in maniera unitaria, senza rinunciare a un’analisi articolata e funzionale.

Infatti, nell’ambito dell’economia aziendale, Gino Zappa interpreta il fenomeno aziendale in chiave sistemica, individuando diversi livelli di sistema: quello della dinamica economica dell’impresa, quello dell’insieme delle aziende e infine quello del sistema sociale.

All’interno del sistema azienda, egli riconosce la presenza di molteplici sottosistemi, come quelli dei fattori produttivi, delle coordinazioni gestionali, delle funzioni economiche, della produzione, dei costi, dei ricavi e del reddito.

Questa impostazione consente di analizzare l’azienda come un organismo complesso, in cui ogni parte è interconnessa e contribuisce al funzionamento e all’evoluzione dell’intero sistema.

«L'azienda, come ogni unità economicamente coordinata, è qualcosa di più della somma dei suoi componenti; il complesso ha proprietà che i suoi elementi non posseggono e non valgono a definire; né possono le caratteristiche del complesso essere date da una mera composizione delle caratteristiche dei componenti.

L'impossibilità di ridurre le caratteristiche del complesso aziendale a quelle sole dei suoi componenti si palesa specialmente quando si avverta che l'azienda è un sistema interconnesso continuamente perturbato, l'indagine del quale dischiude un vasto mondo di coerenze e di sequenze, un articolato processo di interrelazioni, necessariamente sfuggenti ad ogni configurazione statica dell'economia aziendale»

Gino Zappa, 1936

Dalle parole di Zappa si comprende chiaramente una proprietà fondamentale dei sistemi in generale e del sistema d’azienda.

Egli considera l’azienda come un’entità unitaria, sintesi di una pluralità di elementi materiali e immateriali, oggettivi e soggettivi, legati da rapporti di complementarità.

L’azienda, infatti, è un sistema sociale, non presente in natura ma creato dall’uomo nell’ambito dell’attività economica volta a procurare beni per soddisfare i bisogni umani.

Di fatto, il sistema azienda, similmente ad altri sistemi sociali, si distingue profondamente dai sistemi fisici e biologici, e possiede caratteristiche peculiari che lo differenziano anche da altre unità economiche non aziendali come la famiglia, le istituzioni religiose, i partiti o i sindacati.

Al centro della struttura e della dinamica aziendale c’è l’uomo, che conferisce all’azienda un carattere profondamente uomo-centrico: è dall’idea di una persona che l’azienda prende origine, è l’uomo che fornisce il capitale iniziale e imprime all’azienda le sue caratteristiche strutturali e dinamiche, creando le condizioni necessarie per il raggiungimento del fine economico.

Infatti, da sempre l’azienda svolge un ruolo rilevante per la sopravvivenza umana e per il progresso sociale, ruolo che si è rafforzato nel tempo grazie all’aumento delle dimensioni aziendali, alla globalizzazione delle economie e alla formazione di gruppi e altre forme di aggregazione.

Va tuttavia chiarito che il ruolo sociale dell’azienda non va confuso con il suo fine ultimo, che è economico: creare ricchezza.

Tale finalità si distingue nettamente dagli scopi e dalle motivazioni degli individui che creano o collaborano con l’azienda per soddisfare i propri bisogni.

L’azienda si configura quindi come un sistema teleologico, orientato a uno scopo preciso, cioè all’equilibrio economico durevole ed evolutivo, verso il quale tutte le sue parti si dirigono in modo coordinato.

Così come i sistemi organici, anche l’azienda è un sistema dinamico, formato da parti che si uniscono in un tutto funzionale, caratterizzato da vitalità e da un movimento continuo; la sua struttura è in costante trasformazione, poiché i processi interni, le attività e le condizioni ambientali cambiano continuamente, mantenendo però intatti i suoi tratti essenziali.

Le forze ambientali, insieme a quelle interne generate dai fattori produttivi, stimolano i cambiamenti che richiedono continue azioni finalizzate a conservare o a ripristinare le condizioni di equilibrio aziendale.

Questa natura dinamica è espressa efficacemente da Pietro Onida, che definisce l’azienda come un’entità in cui si realizza in «sintesi vitale» la «permanenza nella mutabilità».

Come tutti i sistemi sociali, l’azienda è inoltre un sistema aperto, influenzato continuamente dalle condizioni ambientali circostanti, a differenza dei sistemi chiusi che risultano estranei a influenze esterne.

L’azienda, dunque, vive di un costante interscambio con il suo ambiente, dal quale riceve input, fattori produttivi e condizioni favorevoli o sfavorevoli, e al quale restituisce output sotto forma di prodotti offerti sul mercato e di effetti esterni, positivi o negativi.

In conclusione, l’azienda si caratterizza anche per un elevato grado di complessità, essendo un sistema complesso e parzialmente deterministico, poiché alcune delle relazioni tra i suoi elementi sono di natura indeterministica.

La struttura aziendale e le operazioni di gestione

Come si risponderebbe alla domanda “cos’è un’azienda?” Chi non ha mai studiato materie aziendali probabilmente fornirebbe una risposta intuitiva, basata sulle componenti che questo fenomeno evoca nell’immaginario comune.

Sulla base di questo immaginario, il concetto di azienda che emerge a livello intuitivo si concentra principalmente su ciò che è immediatamente percepibile, ossia il suo aspetto strutturale, costituito da beni e persone.

A questo si associa spesso l’indicazione di uno scopo, riconosciuto nell’ottenimento di un prodotto, di un reddito o nella soddisfazione di bisogni.

Questa risposta immediata consente di individuare alcuni elementi fondamentali del sistema azienda: i beni danno origine a quel sottosistema chiamato patrimonio aziendale, che definisce la struttura tecnica e finanziaria dell’azienda, mentre le persone costituiscono il sistema umano che opera al suo interno.

Il sistema umano si articola in due sottosistemi principali: da un lato il soggetto che crea l’azienda, l’imprenditore se l’azienda è individuale o i soci nel caso di una società, dall’altro i collaboratori che contribuiscono in vari modi alla vita aziendale, offrendo un apporto lavorativo, direttivo o esecutivo.

Se una prima risposta intuitiva si concentra sull’aspetto strutturale tecnico, finanziario e organizzativo, un’analisi più approfondita evidenzia che il sistema umano agisce quotidianamente sui beni per realizzare il processo produttivo ed economico.

Oltre alla struttura, emerge così un aspetto dinamico, legato al sistema delle decisioni e delle operazioni che derivano dall’azione intelligente dell’uomo, il quale utilizza le risorse monetarie ed economiche a disposizione per svolgere l’attività aziendale.

Negli studi di tipo aziendale, questo sistema coordinato di decisioni e operazioni realizzate dall’uomo sui beni prende il nome di gestione, un processo continuo che si realizza dal momento in cui l’azienda nasce fino a quando cessa la sua attività.

Per comprendere meglio i momenti fondamentali del processo gestionale, immaginiamo di costituire un’azienda.

La prima operazione consiste nel dotare l’azienda del fattore produttivo generico: il denaro.

Per questo fattore è necessario stabilire la misura del capitale monetario che permetta all’azienda di operare nel settore scelto.

Questa fase di reperimento delle risorse monetarie si chiama finanziamento e dà origine al primo elemento strutturale: il capitale, solitamente conferito in forma monetaria.

Il capitale apportato dal soggetto che crea l’azienda, imprenditore o soci, è messo a rischio nell’attività aziendale e, in caso di eventi negativi, chi ha investito questo denaro rischia di perderlo; per questo viene definito “capitale di rischio” ed esprime il particolare debito che l’azienda ha nei confronti della proprietà.

Di solito, i mezzi monetari forniti dalla proprietà devono essere integrati tramite finanziamenti da parte di altri soggetti esterni; in questo caso la struttura finanziaria dell’azienda cambia, perché al capitale di rischio si aggiunge il debito verso terzi, ai quali l’azienda dovrà restituire periodicamente parte del capitale insieme a un prezzo, rappresentato dagli interessi passivi.

La seconda operazione riguarda l’impiego del denaro raccolto, ovvero l’investimento per acquisire i vari fattori produttivi specifici, materiali e immateriali, necessari per svolgere l’attività aziendale.

L’investimento determina un primo cambiamento nella struttura tecnica del capitale: i mezzi monetari si trasformano in mezzi economici come fabbricati, impianti, materie prime, servizi e così via.

Contemporaneamente vengono assunti i lavoratori in base alle esigenze dei processi produttivi e viene definito un adeguato assetto organizzativo, assegnando responsabilità e compiti, coordinando le attività e adottando meccanismi operativi per stimolare il raggiungimento degli obiettivi aziendali.

Dopo aver dotato l’azienda di un capitale monetario e aver investito tali risorse per acquistare i fattori produttivi necessari all’attività, i fattori vengono immessi nel processo produttivo e combinati per ottenere un output, ossia il prodotto.

Questa fase, detta produzione o trasformazione, ha una particolarità che la distingue dalle precedenti: non comporta scambi di denaro con l’esterno, essendo un’attività interna all’azienda, per questo viene chiamata “gestione interna”.

Una volta ottenuta la produzione, l’azienda si impegna a raccogliere i frutti della sua attività collocando i prodotti sul mercato per recuperare gli investimenti fatti, vendendo a un prezzo che remuneri il valore dei fattori produttivi impiegati e lasci un margine di guadagno al titolare che ha investito il proprio capitale rischiando nell’attività aziendale.

Questa fase è chiamata disinvestimento o vendita.

Le operazioni di finanziamento, investimento e vendita, poiché coinvolgono l’azienda in relazioni con soggetti esterni, vengono denominate operazioni di “gestione esterna”.

L’azienda secondo un approccio definitorio

Nel periodo in cui Gino Zappa elabora la sua teoria dell'azienda, lo scenario economico e sociale subisce profondi cambiamenti, così come si trasforma l'ogg

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mario_Vargiu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Sassari o del prof Giovanelli Lucia.
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