Lezione 14: Analisi di bilancio
Le sintesi di bilancio (conto economico e stato patrimoniale) formano il bilancio d’esercizio, strumento conoscitivo, periodico e obbligatorio per tutelare gli interessi dei soggetti coinvolti nella realtà aziendale. Le sintesi di bilancio permettono, in generale, di esprimere giudizi riguardo il rispetto da parte dell’azienda del principio dell’economicità e di conoscere quali sono le condizioni che potranno favorire un’economicità futura. Lo scopo dell’analisi di bilancio è il confronto tra aziende e la valutazione della loro situazione aziendale. La finalità è soddisfare esigenze conoscitive dei diversi soggetti che hanno interessi nell’azienda.
Soggetti che promuovono le analisi di bilancio
- Operatori interni: coloro che possono accedere a tutti i dati di contabilità generale. Soci che hanno lo scopo di conoscere l’andamento aziendale.
- Analisti esterni: banche, finanziatori, per compiere delle scelte riguardo ad eventuali finanziamenti, possono accedere ai bilanci pubblicati sul registro delle imprese.
Dimensioni della performance aziendale
L’analisi riguarda tre dimensioni della performance aziendale:
- Dimensione reddituale: equilibrio tra ricavi e costi (CE).
- Dimensione patrimoniale: liquidità (capacità di far fronte agli obblighi finanziari del breve periodo - 12 mesi) e solidità (capacità di far fronte agli impegni del lungo periodo).
- Dimensione finanziaria: capacità dell’azienda di generare flussi finanziari in determinati ambiti (rendiconto finanziario).
All’interno del bilancio, però, non rientrano tutti gli aspetti della vita aziendale; ad esempio il valore del marchio non può essere percepito tramite il bilancio. Dunque, gli aspetti non presenti a bilancio non possono essere analizzati.
Tecniche di analisi di bilancio
- Riclassificazione: aggregare i valori di bilancio in raggruppamenti significativi, con lo scopo di ottenere ulteriori informazioni rispetto a quelle che derivano dai prospetti ufficiali. Il conto economico si presenterà in forma scalare suddiviso in classi omogenee con risultati parziali, importanti per comprendere cosa ha contribuito in modo più significativo alla formazione dell’utile.
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Costruzione di indici di bilancio: confronto tra aggregati che derivano dalla riclassificazione tramite un rapporto o un margine. L’analisi per indici per essere efficace deve:
- Essere basata su più bilanci, quindi devo confrontare più bilanci.
- Verificare il raggiungimento degli obiettivi.
- Confrontare gli indici dell’azienda con quelli del settore (benchmarking).
- Ricostruzione dei flussi finanziari
L’analisi di bilancio parte con la riclassificazione dei prospetti di bilancio per avere un’interpretazione preliminare, continua poi con il calcolo degli indici che saranno confrontati con gli indici degli anni precedenti e con quelli del settore.
Limiti dell’analisi di bilancio
- I dati di bilancio sono influenzati da stime, congetture e standard di rilevazione.
- La riclassificazione presuppone scelte di fondo e ipotesi soggettive.
- Il calcolo degli indici non darà mai informazioni esatte ma approssimazioni utili.
Lezione 15: Riclassificazione del conto economico (a costo del venduto)
Il prospetto evidenzia i risultati delle diverse aree gestionali con lo scopo di verificare il contributo delle varie gestioni nel raggiungimento dell’utile d’esercizio. Si presenta:
- Gestione caratteristica (core business)
- Gestione accessoria (no core)
- Gestione finanziaria: costo del debito
- Gestione straordinaria: fa riferimento a tutte quelle attività che non sono correnti/frequenti (es. vendita di immobili che genera plusvalenze-minusvalenze)
- Gestione tributaria
Gestione caratteristica
I costi possono essere classificati in tre modi:
- Separando costi variabili e costi fissi ottenendo il conto economico a costo variabile del venduto.
- Distinguendo i costi in base alla funzione aziendale a cui si riferiscono, si ottiene così il conto economico a costo industriale del venduto.
- Si differenziano i costi interni dai costi esterni ottenendo il conto economico a valore aggiunto.
Gestione accessoria
- Attività di investimento finanziario: obbligazione e partecipazioni che creano interessi attivi, utili, perdite, svalutazioni.
- Investimenti in beni non strumentali: fitti attivi, oneri di gestione, plus-minusvalenze.
- Attività commerciali su aree strategiche d’affari che non sono caratteristiche.
Gestione caratteristica + gestione accessoria = gestione operativa.
Gestione caratteristica + accessoria + finanziaria = gestione ordinaria.
Il risultato che si ottiene dopo aver individuato la gestione caratteristica e quella accessoria, EBIT, prende il nome di Reddito operativo.
Gestione straordinaria
- Componenti che non sono di competenza economica: sopravvenienze attive-passive, perdite su crediti.
- Modifiche strutturali dell’azienda.
- Operazioni ed eventi infrequenti.
- Cambiamento nell’applicazione dei principi contabili.
La riclassificazione del conto economico a criterio del costo del venduto consente di:
- Comprendere i fenomeni che hanno determinato il risultato reddituale: i contributi delle singole gestioni al reddito netto.
- Ottenere informazioni per comprendere la capacità di reddito tendenziale.
- Esprimere giudizi riguardo l’equilibrio reddituale e, in generale, l’economicità dell’azienda.
Indici di composizione dell’assetto reddituale
Il CE riclassificato può essere sottoposto ad ulteriori elaborazioni per approfondire l’analisi di bilancio.
- Conto economico percentualizzato: incidenza in % delle voci di ricavo e costo in rapporto ai ricavi netti di vendita (pongo i ricavi uguali a 100 e calcolo le percentuali delle altre voci). Lo scopo è valutare le variazioni percentuali nel tempo e rispetto alle altre aziende del settore.
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Calcolo degli Indici, quali:
- ROS = reddito operativo gestione caratteristica (oppure EBIT) : ricavi di vendita. Ci indica quanto rimane di reddito dopo le vendite.
- Profit margin = reddito netto : ricavi netti di vendita.
- Time interest earned = EBIT : oneri finanziari. Incidenza degli oneri sulla redditività aziendale. Maggiore è il valore, minore è l’incidenza degli oneri sulla redditività.
- Incidenza delle imposte = imposte : risultato prima delle imposte %.
Riclassificazione stato patrimoniale
Principi di riclassificazione
- Criterio finanziario: quello che noi usiamo. Vi è più enfasi sulla tempistica con cui le voci si trasformano in liquidità.
- Attivo: ordine decrescente di liquidità.
- Passivo: ordine decrescente di esigibilità, criterio della scadenza.
- Pertinenza gestionale: prospetto a sezioni contrapposte. Nell’attivo si trova il capitale investito nella gestione operativa; mentre nel passivo si trovano i debiti di finanziamento e il PN. Vi è più enfasi sulle aree gestionali e la redditività.
Lo scopo della riclassificazione dello SP è la ricostruzione dell’equilibrio finanziario per verificare la solvibilità, che si divide in:
- Liquidità: equilibrio del breve periodo.
- Solidità: equilibrio medio-lungo periodo.
Dalla riclassificazione possiamo valutare:
- Elasticità strutturale,
- Composizione e struttura degli impieghi, quindi capacità dell’azienda di trasformare i suoi attivi in mezzi monetari capitalizzazione,
- Composizione e struttura delle fonti di finanziamento, peso dei debiti sul capitale proprio equilibrio strutturale,
- Confronto tra composizione e natura delle fonti e impieghi, equilibrio monetario,
- Grado di copertura degli impieghi immediati e giudizio sulla liquidità.
Indici di liquidità
- Quick ratio = (attivo corrente - disponibilità) : passività correnti.
- Current ratio = attivo corrente : passività correnti.
Indici di solidità
- Grado di indebitamento globale = passività : PN.
- Grado di indebitamento strutturale = passività consolidate : PN.
- Grado di copertura delle immobilizzazioni (indice di copertura essenziale) = PN : attivo immobilizzato.
Se > 1 l’azienda è solida, ciò significa che il capitale proprio è in grado di far fronte agli investimenti del lungo periodo.
Se < 1 l’azienda è in disequilibrio, quindi ha chiesto finanziamenti per coprire gli investimenti. Questo non è un aspetto necessariamente negativo, perché magari l’indebitamento consegue da perdite passate, distribuzione di tutti gli utili oppure un forte sviluppo aziendale che ha richiesto elevati finanziamenti.
Redditività del capitale
La redditività del capitale indica il rapporto tra una configurazione di reddito e il capitale investito per produrre quel reddito.
Analisi della redditività
Si basa su due indici:
- ROE che indica la redditività del capitale proprio. Misura quindi il rendimento dell’investimento effettuato dagli azionisti.
- ROA che indica la redditività del capitale investito. Misura il rendimento di tutti gli investimenti effettuati dall’impresa.
ROE reddito netto : capitale netto.
Formula: L’indice è determinato da tre fattori, quali:
- La redditività operativa (RO/AN).
- Il rapporto d’indebitamento (leverage) (AN/CN). Serve per conoscere la solidità patrimoniale dell’impresa, cioè la sua capacità di far fronte agli impegni verso i terzi. Esso esprime la relazione che vi è tra il capitale investito e i mezzi propri, definendo in modo indiretto il peso del capitale di terzi.
- L’incidenza del reddito netto sul reddito operativo (RN/RO), tasso d’incidenza della gestione extra-caratteristica. Esso esprime il peso dei componenti di reddito della gestione extra-caratteristica, cioè gli oneri finanziari, le imposte e i componenti straordinari.
AN = attivo netto.
RO = reddito operativo - EBIT.
CN = capitale netto.
Quindi il ROE può essere definito come = RO/AN x RN/RO x AN/CN.
ROA (ROI) reddito operativo : attivo netto.
Formula: I fattori determinanti sono:
- La redditività delle vendite (ROS).
- Tasso di rotazione del capitale investito (vendite/AN).
Quindi in conclusione il ROE è formato da: ROS x vendite/AN x RN/RO x AN/CN.
Leva finanziaria
L’effetto leva è deducibile dalla formula:
ROE = ROA + MT/CN x (ROA - i)
i = tasso medio di interesse = oneri finanziari : passività consolidate (+ passività a breve che generano interessi, solo se ci sono).
- Se ROA < i allora ROE < ROA, l’effetto leva è negativo.
- Se ROA > i e MT > CN, allora ROE > ROA e l’effetto leva risulta positivo e l’indebitamento aziendale presenta un effetto moltiplicatore.
Analisi comparata
Elementi comuni:
- Ricavi netti di vendita pari a 2.000.
- Tot. Attivo di 1000.
- Capitale di terzi di 750.
- Capitale proprio di 250.
Profilo reddituale
- Azienda A: tutto equilibrato, in quanto l’utile è conseguito grazie al contributo della gestione caratteristica; l’effetto leva risulta positivo in quanto il ROA 8% < ROE 10%, quindi l’indebitamento aziendale pari a 3 ha un effetto moltiplicatore superiore rispetto all’effetto demoltiplicatore degli oneri extra.
- Azienda B: stesso utile dell’azienda A, ma conseguito grazie alla gestione patrimoniale.
- Azienda C: stesso utile ma conseguito grazie alla gestione straordinaria, il ROA si presenta pari all’1% a causa della bassa redditività delle vendite (ROS 0,25%).
- Azienda D: stesso reddito della gestione caratteristica di A, ma con un costo medio del debito superiore pari al 10%, che porta ad un ROA 8% > ROE 1%, dunque vi è un effetto leva negativo, in quanto l’effetto demoltiplicatore degli oneri finanziari è superiore rispetto all’effetto moltiplicatore del rapporto di indebitamento.
Profilo patrimoniale
- Azienda A: situazione equilibrata con un rapporto di indebitamento pari a 4, indici di liquidità nella norma (1 e 2), è solida in quanto il capitale proprio è in grado di coprire l’attivo immobilizzato e si presenta un equilibrio strutturale in quanto PN + passività sono coerenti con gli investimenti effettuati (indice di copertura globale).
- Azienda B: il quick ratio risulta basso (0,6), quindi le disponibilità liquide e differite non sono in grado di coprire i debiti del breve periodo.
- Azienda C: eccessivo indebitamento (leverage 10) e bassa copertura delle immobilizzazioni, il capitale proprio dunque non è in grado di coprire gli investimenti e l’azienda è ricorsa in modo sistematico al capitale di terzi, indebitandosi. L’azienda è sotto-capitalizzata (indice di autonomia finanziaria).
- Azienda D: squilibrio nel breve e nel medio-lungo periodo. Le disponibilità liquide non sono in grado di coprire i debiti del breve periodo; il capitale proprio non basta per far fronte agli investimenti quindi l’azienda ha ricorso a capitale di terzi. L’indice di copertura globale mostra che non vi è coerenza tra fonti e impieghi.
(Per le formule complete degli indici guardare schema fornito dal prof)
Note
- Se chiede di calcolare: Redditività capitale -> calcolo ROE, ROA, i, TIME INTEREST EARNED e spiego la leva finanziaria.
- Redditività -> calcolo ROE, ROA, i, ROS, PROFIT MARGIN.
- Liquidità -> calcolo quick ratio e current ratio.
- Equilibrio strutturale -> calcolo il grado di copertura delle immobilizzazioni e il grado di indebitamento strutturale.
- Elasticità strutturale -> faccio (Attivo breve)/tot attivo.
- Rischio finanziario -> calcolo il grado di indebitamento strutturale e globale, e poi guardo la leva finanziaria.
- Capitalizzazione -> PN/tot passivo.
- Investire nel medio-lungo periodo -> prendo in considerazione chi ha la migliore Leva finanziaria e migliori indici di solidità.
- Investire nel breve periodo -> guardo la leva e gli indici di liquidità.
Lezione 16: Sistema informativo aziendale
La gestione e l’organizzazione di ogni azienda hanno bisogno di dati e informazioni che provengono sia dall’interno che dall’esterno della realtà aziendale. Le rilevazioni identificano le operazioni di raccolta, rappresentazione e diffusione di tali dati e informazioni; tra le rilevazioni si distinguono quelle contabili e quelle extra-contabili.
Finalità del processo di rilevazione
- Informative: attirare l’attenzione degli operatori aziendali sui fenomeni e fatti aziendali.
- Prescrittive: compiere delle scelte.
- Controllo: verifica dei risultati.
Il sistema informativo aziendale è un insieme ordinato di elementi che raccolgono, elaborano, scambiano e archiviano dati con lo scopo di produrre e distribuire le informazioni alle persone che ne necessitano, in un determinato momento e luogo, per svolgere le proprie attività in azienda. Il sistema dunque prende dati e genera informazioni.
Piramide della conoscenza
Essa definisce che ci sono diversi livelli di strutturazione del sapere, che partono dal dato e arrivano alla sapienza. Il sistema informativo si ferma ai primi due livelli della piramide.
Esempio:
- Dati: nome: Mario, cognome: Rossi, Codice fiscale: RSSMRI80A01H5.
- Informazione: il codice fiscale di Mario Rossi è RSSMRI80A01H5.
- Conoscenza: nel 2018 Mario Rossi ha dichiarato più redditi rispetto al 2017 poiché ha ottenuto una promozione.
Il sistema informativo è composto da vari elementi, quali dati, procedure, principi, mezzi e persone, che generano informazioni utili all’azienda.
Il SI supporta le rilevazioni, in particolare per quanto riguarda le rilevazioni contabili si fa riferimento al sistema della contabilità generale (sottoinsieme del SI). Questo sotto-sistema produce il bilancio d’esercizio, documento con rilevanza giuridica che deve seguire specifiche norme giuridiche del C.C. (art 2423 e seguenti).
Nel CE i componenti negativi di reddito sono rilevati per natura e sono definiti costi elementari; per scopi di analisi, però, può essere utile raggruppare tali costi rispetto ad oggetti di riferimento (funzioni aziendali, fasi di lavorazione). In particolare ciò può essere molto utile in aziende complesse e multi-prodotto. Conoscere il costo di una fase di lavorazione o stabilire il prezzo di un prodotto, non è possibile attraverso la contabilità generale. Si introduce quindi la nozione di costo di produzione (somma dei valori attribuiti ai fattori produttivi impiegati in una data attività produttiva) che si riferisce a coordinazioni e combinazioni parziali, fino ad arrivare al costo di prodotto.
Per comprendere la nozione di costo di produzione bisogna attingere anche alle rilevazioni extra-contabili (contabilità dei costi), quindi bisogna uscire dal sistema della contabilità generale. Quando alla contabilità dei costi si affiancano i ricavi (con le loro informazioni extra-contabili) e la contabilità analitica.
Contabilità generale vs contabilità analitica
Contabilità analitica
Essa elabora i costi e ricavi provenienti dalla contabilità generale, con lo scopo di svolgere analisi spaziali e temporali del risultato reddituale per risolvere problemi di gestione. Lo scopo, dunque, è fornire informazioni gestionali periodiche sui costi di produzione e i risultati parziali per combinazione produttiva, per soddisfare le esigenze conoscitive e operative dell’impresa.
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Economia aziendale 2 Parziale
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Economia aziendale
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Riassunto di Economia Aziendale - Primo Parziale
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2° parziale economia aziendale (costi ed investimenti)