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Economia aziendale: microeconomia

Concetti base

Bisogni
◆ Funzioni economiche
◆ Azienda
➔ Caratteristiche morfologiche
➔ Caratteristiche fisiologiche
➔ Bilancio di esercizio
➔ Responsabilità sociale = attenzione e cura alla società, il personale che opera all'interno dell'azienda
Sostenibilità aziendale → se siamo attenti alla sostenibilità siamo responsabili
➔ Bilancio di sostenibilità

Lezione 1: concetti base

  • Bisogno e scala di bisogni
  • Bene e sue principali classificazione
  • Azienda e funzioni economiche

Nozione di economia aziendale

Uno dei pilastri di tutte le branche dell’economia è il concetto di bisogno. Il bisogno è uno stato di disagio fisico e psichico, nel senso di insoddisfazione, che avverte una persona singola o una comunità di individui. Bisogni fisici e psichici che entrano nell'interiorità dell’uomo, non tutti i bisogni vengono avvertiti allo stesso modo dalle persone. Ogni individuo ha, quindi, una sua scala di bisogni, una priorità di bisogni. La priorità che viene attribuita alla soddisfazione dei bisogni viene chiamata scala.

Il concetto di bisogno viene declinato a livello singolo, quindi bisogni individuali, ma viene anche applicato in maniera più generale, quindi bisogni collettivi, avvertiti da una comunità di persone. La scala di bisogni viene descritta rispetto al singolo ma anche a livello collettivo e varia, tenendo conto del bagaglio culturale del singolo o della comunità degli individui e il contesto in cui l'individuo vive ed opera. La scala dei bisogni è condizionata dal tempo (bagaglio culturale degli individui) e dallo spazio (condizioni ambientali).

I bisogni che vengono avvertiti dalla singola persona cambiano in base all’età anagrafica, alle esperienze vissute, quindi rispetto al proprio bagaglio culturale. Inoltre, la scala dei bisogni comunitari varia in base al livello culturale del territorio, in relazione alla qualità della vita. Ad esempio, i bisogni che i ragazzi avvertono a Pavia sono diversi rispetto ai bisogni avvertiti dai ragazzi della stessa età a Kiev, pur avendo lo stesso bagaglio culturale.

Tuttavia, anche se la scala dei bisogni può variare, la dottrina economico-aziendale si avvale di uno schema proposto da due antropologi che è rimasto tale perché è uno schema interpretativo, è lo schema della scala dei bisogni individuali disegnato da Maslow e Herzberg, due antropologi tedeschi. È una scala dei bisogni individuali che può essere adottata a livello comunitario.

Bisogni igienici (Herzberg)

  • Bisogni primari o fisiologici → elementare sopravvivenza = cibo, vestiario, casa
  • I gradini più bassi sono occupati dai bisogni primari e fisiologici come i bisogni fisici, che permettono all’uomo di vivere e svolgere le sue attività.
  • Bisogni di sicurezza → condizioni non minaccianti, continuità di reddito
  • Salendo la scala si incontrano i bisogni di sicurezza che sono rappresentati da quelli riguardanti il vivere in un contesto sereno, in un clima non condizionato dalla criminalità organizzata, quindi sicurezza personale ma anche psicologica legata dallo stato economico in cui si trova l’uomo.

Bisogni motivazionali (Herzberg)

  • Bisogno di affiliazione → Buone relazioni e integrazione con il gruppo/i di appartenenza
  • Bisogno di affiliazione significa bisogno di sentirsi appartenente ad associazioni, a una comunità, a gruppi ed essere incluso. È un bisogno importante da cui deriva il bisogno di inclusione sociale, alle pari opportunità, all'accettazione delle diversità.
  • Bisogno di stima → stima di sé e rispetto degli altri
  • Bisogno di stima e del rispetto dell’altro legato alla propria condizione psichica ed emotiva.
  • Bisogno di autorealizzazione → sviluppo del proprio potenziale umano e professionale
  • Bisogno di autorealizzazione significa sviluppo del proprio potenziale umano e professionale, cioè sentirsi realizzati e appagati di ciò che si fa.

I bisogni collegati al turismo quali sono? Le esperienze di turismo soddisfano:

  • Il bisogno di affiliazione (esplorare altre comunità per poter comprendere meglio quel tipo di cultura comunitaria)
  • Il bisogno di autorealizzazione (Erasmus permette di accrescere il proprio potenziale umano)
  • Il bisogno di stima (far parte di uno status quo, andare in montagna in inverno)

Man mano che si sale, il valore richiesto per soddisfare i bisogni è il valore prodotto dall’economia dei servizi. Il bene è ciò che serve a soddisfare un bisogno, perché il bene può essere materiale, cioè tangibile, o immateriale, intangibile, e si fa riferimento ai servizi perché il valore può solo essere percepito. Si percepisce il servizio, la soddisfazione di quel bisogno, al momento in cui viene erogato.

Il bene soddisfa il bisogno perché ha un valore intrinseco. Il valore intrinseco (sia bene materiale o immateriale) diventa estrinseco, cioè utilità al momento in cui il bene viene consumato e di conseguenza, l’acquisto di un bene è condizione necessaria ma non sufficiente a soddisfare un bisogno, perché il bisogno si soddisfa quando il bene acquistato viene consumato. Se si acquista il bene → il bene cede utilità, ovvero cede il valore che serve a soddisfare un bisogno.

Il bene e le sue classificazioni

Tutti i beni sono economici perché sono rari e scarsi, perché per soddisfare quel bisogno devi continuare a riprodurli. In effetti ci sono beni che non sono economici perché a disponibilità limitata, ma anche essi vengono definiti economici perché vengono usati in maniera esacerbata, nel senso che bisogna fare in modo che quel bene (bene comune=commons) venga salvaguardato, protetto e accresciuto. Si fa riferimento a risorse ambientali come acqua, aria, terra.

Distinzione tra beni

  • Beni a fecondità semplice = beni che cedono la propria utilità in un solo atto di impiego, basta consumarli una volta che il loro valore intrinseco si esaurisce completamente. Ad esempio il cibo, la mascherina, la sigaretta, il mattone, le materie prime, prodotti di cortesia in hotel, cancelleria (perché entro l’anno si consumano).
  • Beni a fecondità ripetuta = beni che cedono la propria utilità in più atti di impiego, il loro valore intrinseco si esaurisce in più atti di consumo. Ad esempio i macchinari di un'azienda, gli elettrodomestici, il mobilio, i contratti assicurativi.

L’anno (12 mesi) è l’unità di misura temporale di tutte le analisi aziendali. Ciò permette di distinguere:

  • Beni a utilizzo annuale → tutti i beni a fecondità semplice sono definiti anche annuali, perché cedono la propria utilità in un arco temporale che non oltrepassa i 12 mesi.
  • Beni a utilizzo pluriennale → tutti i beni a fecondità ripetuta che per loro caratteristica fisiologica dura oltre 12 mesi, però hanno una vita limitata. Fanno parte i soggetti dovuti ad obsolescenza che riguardano un invecchiamento tecnologico, ma anche fisico, ad esempio il computer.

Distinzione importante perché su di essa si basa la contabilità, insieme di tecniche che permettono di redigere il bilancio di servizio (servono a tenere memoria delle operazioni di gestione che intercorrono tra l’azienda e l’ambiente).

Tipologia di beni

  • Beni a veloce rigiro (rinnovo) = beni che è necessario rinnovare/acquistare entro l’anno.
  • Beni a lento rigiro = beni che potranno essere rinnovati oltre 12 mesi, oltre un lasso temporale pluriennale.

Ci sono dei beni che devono essere rinnovati purché non si interrompano i processi di consumo/produttivi/gestionali, affinché il bisogno continui ad essere soddisfatto. Se non rinnovi i beni non si soddisfano bisogni e si rimane in uno stato di disagio. Quando si parla di consumo occorre considerare non solo il bisogno finale del consumatore ma anche il bisogno intermedio. In un processo produttivo le materie prime che entrano nel lavoro meccanico sono i bisogni intermedi da cui esce il prodotto finito che andrà a soddisfare i bisogni finali del consumatore.

Il consumo genera il costo: quando si consuma, si impiegano risorse e quindi si sostiene costi. I beni immateriali sono i servizi, poiché quando vengono consumati generano un costo. Il servizio è un bene a fecondità semplice, perché si consuma al momento in cui viene erogato. Al momento in cui l’azienda effettua la prestazione, il cliente/l’utente beneficia del servizio.

Abbiamo fatto degli esempi di beni a fecondità ripetuta, di beni intangibili, perché quando si acquista o stipula un contratto di un servizio, che dà per esempio un diritto all’utilizzo di un’innovazione esclusiva, tipo il brevetto, viene concepito come un bene a utilizzo pluriennale.

Elementi cardine dell'economia aziendale

I bisogni da soddisfare, il valore per soddisfarli e le comunità di individui organizzate per creare, trasformare e diffondere quel valore sono gli elementi cardine dell’economia aziendale. L’economia aziendale nasce perché ci sono dei bisogni da soddisfare, perché è necessario produrre valore per soddisfare quei bisogni e l’azienda lo produce. L'azienda è una comunità di persone che si organizza per creare un valore (intrinseco) destinato a soddisfare specifici bisogni.

Questione economica

La questione economica nasce perché non si possono utilizzare risorse in maniera illimitata, perché una volta consumate, bisogna rinnovarle per poter soddisfare il bisogno di tutti. Tutte le aziende svolgono 5 funzioni economiche, cioè delle funzioni che vengono effettuate utilizzando risorse rare e scarse:

  • Produzione = creazione di valore = quando si produce si trasforma un input (un fattore produttivo) in un output (un prodotto finito). Si produce quando si aumenta la capacità dei beni di soddisfare i bisogni. La produzione trasforma un fattore produttivo in un prodotto finito, destinato all’immediato consumo. La produzione permette di realizzare non solo beni tangibili ma anche beni intangibili, servizi, si produce anche quando si appresta un servizio. La produzione avviene in ogni tipo di azienda, ma implica il consumo.
  • Consumo = consiste nell’impiego di risorse, per soddisfare i bisogni intermedi e finali. Un bene, come un fattore produttivo, serve a soddisfare un bisogno intermedio (quello della fase di lavorazione, dell’azienda) e un bisogno finale (del consumatore, cliente). I consumi intermedi sono quelli dell’azienda, dei soggetti che sono preposti a realizzare quel valore che serve a soddisfare i bisogni, mentre quelli finali sono quelli del consumatore, del cliente dell’azienda.
  • Risparmio = è quella parte che non viene consumata delle risorse a disposizione dall’azienda. C’è anche un risparmio economico, di risorse in termini di beni. Il risparmio non è necessariamente di natura finanziaria. Se il risparmio permette di evitare sprechi si collega come concetto ad uno dei criteri più importanti per la gestione dell'azienda, ovvero l’efficienza. Se l’azienda risparmia, è efficiente perché minimizza l’utilizzo e il consumo delle risorse che ha a disposizione, ottimizza l’impiego delle risorse. Se invece prendiamo il risparmio nella sua accezione finanziaria, allora si può passare all’investimento.
  • Investimento = è l’impiego del risparmio nell'acquisizione di beni/risorse strumentali, è la destinazione del risparmio all’acquisto di capitale tecnico, strutturale e strumentale per l’azienda. L’azienda investe nell’acquisto di un macchinario con i risparmi finanziari. L’azienda investe sia nel capitale tecnico, strutturale e strumentale, ma anche in capitale umano, quindi l’investimento è la destinazione del risparmio nell’acquisizione di beni e di risorse che consentono all’azienda di svolgere la propria attività.
  • Innovazione = è la messa in opera di un’invenzione, si innova applicando delle nuove soluzioni tecniche, tecnologiche, gestionali, quindi l’innovazione può essere gestionale, tecnica o tecnologica. Innovarsi vuol dire adottare qualcosa di diverso nei processi di produzione dell'azienda o creare qualcosa di diverso, di nuovo per l’azienda. L’innovazione può essere relativa, perché l’azienda può creare un nuovo prodotto, finito che esiste già sul mercato (può ricorrere all'e-commerce, che per se stessa è un’innovazione, ma per il resto del settore magari non lo è). Quindi una distinzione non solo fra: innovazione gestionale, innovazione tecnica, ma anche fra: innovazione relativa e innovazione assoluta → I brevetti implicano un’innovazione assoluta. L’innovazione può essere di un prodotto o di un processo lavorativo in cui si adottano nuovi strumenti di controllo/gestione. L’innovazione permette all’azienda di crescere e mantenere le proprie posizioni sul mercato ed essere competitiva. Se l’azienda non si innova, perde riconoscimento, quindi consumatori. La perdita porta l'azienda a fallire. L’innovazione è una funzione economica al pari della produzione, che dev’essere costante.

Tipi di innovazioni

  • Innovazioni di prodotto → quando si inserisce un nuovo prodotto sul mercato per soddisfare nuovi bisogni;
  • Innovazioni di processo → quando i processi vengono innovati per renderli più efficienti. Quest’ultime si suddividono a loro volta in:
    • Innovazioni tecniche o tecnologiche → quando i processi di lavorazione implicano nuove tecnologie;
    • Innovazioni gestionali → attengono agli strumenti di decisione e di controllo degli effetti delle decisioni assunte, non necessariamente di tipo contabile;
    • Innovazioni organizzative → quando vengono adottati modelli di combinazione di funzione di nuova sperimentazione.

L’economia aziendale in quanto disciplina studia l’azienda, nella sua individualità, ma anche collocata in un determinato ambiente dove interrela con altre aziende. L’azienda può essere definita come “comunità di persone organizzate per creare, trasformare e diffondere valore da destinare al soddisfacimento dei bisogni umani.” Sono i caratteri morfologici e fisiologici che permettono di identificare un’azienda in quanto tale.

Macro e microeconomia

L’economia aziendale nasce come branca dell’economia, diversamente dalla macroeconomia (“economia pura”), studia ogni specifica azienda, ha un’ottica micro. ≠ La macroeconomia/economia politica studia le grandi funzioni economiche a livello di sistema paese.

Economia aziendale = scienza che studia “l’umano operare in campo economico” (Giovanni Ferrero), cioè studia l’uomo, come si comporta, quali sono le sue scelte e le sue azioni e come si relaziona rispetto ai bisogni individuali e collettivi, come utilizza le risorse per poter creare quel valore che serve a soddisfare i bisogni.

L’economia aziendale indaga, ricerca, studia i criteri da seguire per assumere razionali e responsabili decisioni operative. Offre principi e strumenti concettuali che permettono all’azienda di effettuare scelte responsabili e razionali. Le scelte razionali vogliono dire che vengono effettuate tenendo conto i criteri economici. I criteri di razionalità economica sono 3: l’efficacia, l’efficienza e l’economicità.

Criteri di razionalità economica

  • Efficienza = l’ottimizzazione/minimizzazione dell’uso delle risorse, garantendo qualità nell’impiego, quindi l’efficienza non implica scarsa qualità, che in realtà deve esserci sempre, l’efficienza stimola la produzione che deve garantire la qualità, MA evitare sprechi.
  • Efficacia = consiste nel raggiungimento degli obiettivi, nel senso lato, nel soddisfacimento dei bisogni, quindi una gestione è efficace se riesce a soddisfare i bisogni dei propri consumatori, se riesce a raggiungere i propri obiettivi, che implicano il soddisfacimento dei bisogni. L’obiettivo di un’azienda è l’utile, ma l'utile si riesce a raggiungere se si soddisfano i bisogni, è una condizione imprescindibile, quindi un’azienda gestisce in maniera efficace se soddisfa i bisogni, perché se li soddisfa conseguirà un utile, purché sia anche efficiente.
  • Economicità gestionale = è il conseguimento contestuale dell'efficacia e dell’efficienza. Un imprenditore deve tenere conto dell’efficienza e dell’efficacia in maniera contestuale, perché l’azienda può essere efficace, ma inefficiente, quindi consumare più di quanto guadagna; oppure può essere efficiente, ma non essere efficace, non raggiungere quel numero di consumatori che ti permette di coprire questi consumi.

L’economia aziendale è la disciplina che indaga sui criteri da seguire per:

  • Assumere razionali e responsabili decisioni operative

Responsabilità/essere responsabili in economia aziendale = tenere conto degli effetti, delle decisioni prese, delle conseguenze e su chi, sui portatori d’interesse (gli “stakeholders”), i quali possono essere interni, per esempio i proprietari o i dipendenti oppure esterni come i clienti, i fornitori, la pubblica amministrazione.

Quando un’azienda nasce, deve iscriversi nel Registro delle Imprese e viene detenuto dalle Camere di Commercio.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher camilla.ravazzano di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Pellicelli Michela.
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