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Dossier | Medical Humanities – Scienze umane | UniVR 2025–2026

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA

Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia — 1° Anno 2025/2026

DOSSIER COMPLETO

Medical Humanities

Scienze umane pag. 1

Dossier | Medical Humanities – Scienze umane | UniVR 2025–2026

Indice dei contenuti

  • Introduzione alle Medical Humanities
  • Salute e malattia come costruzioni sociali
  • I modelli di salute: biomedico, biopsicosociale, integrato
  • Disease, Illness, Sickness – Le tre dimensioni della malattia
  • Lo stigma correlato alla salute
  • Strategie di gestione dello stigma
  • L'esperienza di malattia: frattura biografica e perdita del sé
  • Il degrado di coscientizzazione
  • Medicina narrativa
  • Le disuguaglianze sociali di salute
  • Disuguaglianze di genere e salute
  • Glossario dei concetti chiave

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1. Introduzione alle Medical Humanities

Le Medical Humanities (MH) rappresentano un insieme di discipline che affiancano la medicina clinica con l'obiettivo di comprendere la persona malata nella sua totalità, andando oltre il semplice «guasto organico». Giunte in Italia più tardi rispetto al mondo anglosassone, dove si parla di «sociologia della salute e della medicina», le MH non si limitano all'ambito medico ma si estendono all'arte, alla musica, alla letteratura e ad altre espressioni della cultura umana.

Perché le Medical Humanities?

La scienza ci dice cos'ha il/la paziente, le MH aiutano a capire chi è. La scienza risponde al come funziona (guasto organico), le MH spiegano che significato ha per quella persona quella malattia.

1.1 Funzioni pratiche delle MH

Le Medical Humanities svolgono quattro funzioni fondamentali nella formazione e nella pratica medica:

  • Comunicazione migliore con i pazienti
  • Gestione dei dilemmi etici
  • Comprensione del contesto sociale e culturale della cura
  • Formazione di medici consapevoli della propria posizione professionale e relazionale

Es. Una donna straniera con comprensione limitata della lingua avrà maggiore difficoltà a comprendere la diagnosi e a fidarsi della terapia. Questo non dipende dalla malattia in sé, ma dal suo contesto sociale e culturale.

1.2 Sguardi sociologici sulla malattia

La sociologia adotta tre livelli di analisi della malattia:

MACRO Sguardo dall'alto sui determinanti sociali di salute: strutture economiche, politiche e culturali che influenzano la salute delle popolazioni.

MESO Livello intermedio tra struttura sociale e individuo (non approfondito nel corso).

MICRO Report dell'esperienza di malattia attraverso la voce del medico o del paziente: vissuti, narrazioni, pratiche quotidiane.

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2. Salute e malattia come costruzioni sociali

La sociologia considera salute e malattia non solo come fatti biologici, ma come costruzioni sociali: concetti che cambiano nel tempo, nello spazio e nei contesti culturali. Alcune condizioni prima considerate malattie non lo sono più (es. omosessualità, rimossa dai manuali diagnostici negli anni '80); al contrario, alcune condizioni «normali» sono state medicalizzate, cioè trasformate in oggetti di intervento medico.

2.1 Esempi di medicalizzazione

  • Menopausa
  • Disturbi dell'umore
  • Iperattività infantile (ADHD)
  • Endometriosi (riconosciuta come patologia solo di recente)

2.2 Salute come disuguaglianza: Engels e le origini

Già nel XIX secolo Friedrich Engels osservò le condizioni della classe operaia inglese durante la rivoluzione industriale: povertà, ambienti insalubri, sfruttamento lavorativo e bassa aspettativa di vita. Da qui nasce l'idea chiave che la salute sia influenzata dalle condizioni sociali ed economiche e dall'organizzazione della società.

Es. Chi ha risorse economiche può accedere più rapidamente a cure private; chi non le ha dipende da lunghe liste d'attesa pubbliche. La salute dovrebbe essere un diritto universale, ma l'organizzazione sociale produce differenze concrete.

2.3 La malattia come «devianza istituzionalizzata»: Parsons

Talcott Parsons (1951) interpreta la malattia in chiave macrosociale. La società funziona perché ognuno svolge un ruolo sociale. Quando una persona si ammala, non può esercitare il proprio ruolo e questo crea uno squilibrio nel sistema. La malattia è dunque una forma di devianza istituzionalizzata: non è una colpa morale, ma una deviazione dalla norma del funzionamento sociale.

Il sick role (ruolo del malato)

Per evitare il caos sociale, la società crea il ruolo del malato: temporaneo, legittimato dal medico, con obbligo di seguire le prescrizioni. La diagnosi diventa ciò che legittima la sofferenza e consente all'individuo di esercitare questo ruolo. Senza diagnosi il soggetto resta privo di riconoscimento sociale.

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2.4 Definizioni di salute: dall'OMS al paradigma dinamico

La definizione OMS del 1948 — «stato di completo benessere fisico, psichico e sociale» — ha dominato per decenni. Il limite sta nell'idea di completezza/perfezione: è quasi irraggiungibile e rischia di far apparire «malata» gran parte della popolazione.

OMS 1948 Stato di completo benessere fisico, psichico e sociale: la salute è una risorsa per la vita quotidiana, non lo scopo dell'esistenza.

The Lancet 2009 La salute come capacità di adattarsi e di autogestirsi. Passaggio da uno stato perfetto a un processo dinamico.

BMJ 2011 Capacità di adattarsi e di autogestirsi (self-management): saper gestire i sintomi, prendere decisioni informate, mantenere autonomia.

La normatività è la capacità di rispondere in modo adeguato alle richieste del contesto sociale nonostante la presenza di una patologia. Il paradosso della disabilità mostra che persone con disabilità possono riferire una qualità di vita percepita buona o soddisfacente.

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3. I modelli di salute

3.1 Il modello biomedico

Il paradigma dominante della medicina occidentale è il modello biomedico. Le sue caratteristiche principali sono la centralità del corpo, la separazione mente/corpo (dualismo cartesiano), la malattia intesa come guasto meccanico e l'obiettivo di guarigione per tornare alla condizione normale risolvendo il guasto organico.

Punti di forza Limiti
• Efficacia clinica dimostrata • Non considera la persona nella sua totalità
• Approccio rigoroso e misurabile • Ignora il contesto sociale e psicologico
• Base dei grandi successi della medicina moderna (antibiotici, chirurgia, trapianti) • Inadeguato per malattie croniche, demenze, disturbi psichiatrici

3.2 Il modello biopsicosociale (Engel, anni '70)

George L. Engel formula un nuovo paradigma che non sostituisce ma integra il modello biomedico con la persona. La salute dipende dall'interazione tra tre dimensioni interconnesse:

BIOLOGICA Organi, patologie, processi fisici, fattori biochimici.

PSICOLOGICA Emozioni, vissuti, risorse interiori, risposta allo stress.

SOCIALE Relazioni, condizioni economiche, ambiente, supporto sociale.

Es. La pellagra nel Nord Italia tra gli anni '20 e '40 era causata da una dieta povera (basata quasi esclusivamente sul mais), dovuta alla povertà. Molti pellagrosi vennero internati in manicomio e miglioravano semplicemente grazie a un'alimentazione diversa: senza considerare il contesto sociale, la medicina interpretava male la malattia.

3.3 Il modello integrato e la One Health

Il modello integrato mette insieme biomedico e biopsicosociale, cercando una medicina che ponga sempre più al centro la persona. La prospettiva One Health considera la salute come un sistema integrato tra mondo umano, animale e ambientale, accelerata dalla pandemia da COVID-19.

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4. Disease, Illness, Sickness

In inglese esistono tre parole tradotte tutte come «malattia» ma con significati sociologicamente distinti. Non si tratta di tipi di malattia diversi, bensì di dimensioni che coesistono nell'esperienza di ogni persona malata.

DISEASE ILLNESS SICKNESS
Dimensione biomedica. La malattia come la vede il curante: diagnosi, etichetta clinica, segni e sintomi oggettivi, misurabile. Vissuto soggettivo. Ciò che la persona sente, racconta, le emozioni: percezione culturalmente mediata. Rappresentazione sociale. L'idea che la società costruisce attorno a una patologia; può essere stigmatizzante.

4.1 Disease: la dimensione biomedica

La disease è un fenomeno organico indipendente dall'esperienza soggettiva, misurabile in modo oggettivo. Quando esiste una disease, è possibile ottenere un riconoscimento istituzionale: accesso a presidi sanitari, esenzioni, percorsi terapeutici strutturati. La diagnosi consente di iniziare la «carriera del malato» (termine sociologico) e il linguaggio tecnico-biomedico viene progressivamente appreso e fatto proprio anche dai pazienti.

4.2 Illness: il vissuto soggettivo

L'illness è il vissuto personale della malattia: ciò che la persona sente, racconta, le sue emozioni, la sua percezione soggettiva. Può includere aspetti non verbalizzati. L'illness è sempre culturalmente mediata: ogni cultura influenza il modo di vivere il dolore. Alcune culture esprimono il dolore nel silenzio, altre con manifestazioni evidenti. La sickness negativa (stigma) può peggiorare la disease influenzando accesso alle cure, aderenza terapeutica e qualità della vita.

4.3 Sickness: la rappresentazione sociale

La sickness è la rappresentazione sociale della malattia. È una lettura che può includere fraintendimenti, spesso basata su informazioni assenti o sbagliate. Alcune malattie sono lette come «colpevoli» o come risultato di comportamenti moralmente sbagliati. Quando una malattia è letta in questo modo, la persona sviluppa un illness più complesso e doloroso.

Es. Il tumore al seno suscita compassione (rappresentazione sociale comprensiva). L'AIDS genera giudizio morale implicito (vita sessuale sregolata, uso di droghe). Lo stigma è sempre negativo; le rappresentazioni sociali possono invece essere negative, neutre o positive.

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Scienze mediche MED/09 Medicina interna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LeoGreg di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienze umane e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Lonardi Cristina.
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