Domande complete per l'esame – Appunti di Tommaso Capozucca
1. Legittimità ed equilibrio: che cosa significano nel 1815?
Dopo la sconfitta di Napoleone a Waterloo nel 1815, le potenze vincitrici decisero di riportare l'Europa allo status anteguerra; per fare ciò decisero di intavolare le trattative di pace a Vienna, nel famoso Congresso di Vienna che si distinse in tre momenti: il congresso vero e proprio, la nascita della Quadruplice Alleanza nel 1814 e la nascita della Santa Alleanza nel 1815. Il congresso ebbe luogo fra il novembre del '14 e il giugno del 1815.
A parte della lettura semplice del congresso come restaurazione, vanno approfonditi i due principi a capo delle trattative: il principio di legittimità (promosso da Talleyrand) e di equilibrio (promosso da Metternich):
- Il primo affermava che ogni sovrano posto su un determinato trono è legittimato dal congresso stesso e quindi anche dalle dinastie degli altri paesi cuscinetto.
- Il secondo, più caro agli inglesi, prevedeva la creazione di vari stati "cuscinetto" fra le potenze e la Francia in modo tale da prevenire in futuro un eccesso di potere da parte del paese sconfitto.
Secondo le decisioni del congresso:
- Sul trono francese sarebbe tornato Luigi XVIII.
- Sul trono spagnolo andò Ferdinando VII di Borbone.
- Nel Portogallo Giovanni VI.
Il principio di legittimità però divenne presto un principio di spartizione, infatti:
- I Paesi Bassi austriaci furono annessi al regno d’Olanda.
- L’Italia tornò dall’egemonia francese a quella austriaca: il regno di Sardegna sotto Vittorio Emanuele I ingrandiva i propri domini inglobando Genova.
- Il regno delle due Sicilie tornava sotto i Borbone.
- Lo stato pontificio cedeva Avignone alla Francia e Ferrara e Comacchio all’Austria.
Sui vari troni italiani furono posti regnanti affini all’Impero austriaco. La repubblica di Venezia smise di esistere, ne fu infatti confermata l’annessione agli Asburgo come previsto col trattato di Campoformio del 1797.
Le spartizioni avvennero secondo gli interessi delle potenze egemoni che alla fine del congresso trovarono sotto il proprio dominio vasti possedimenti, come nel caso prussiano e austriaco.
Come già detto le parole chiave del congresso sono Legittimità ed Equilibrio: la legittimità non significava un ritorno sul proprio trono automaticamente, ma serviva che l’interesse del popolo e/o degli altri sovrani fosse equilibrato con l’interesse del sovrano. Per questo la parola "legittimità" si lega imposto dal congresso.
Esso, infatti, prevedeva un’Europa controllata equilibratamente dalle potenze vincitrici in modo tale da scongiurare una possibile rivalsa di un paese su un altro, doveva esserci un equilibrio fra potenze egemoniche. L’equilibrio doveva essere mantenuto da una nuova forma di diplomazia: la "conference diplomacy", una forma che sicuramente esaltava la figura del diplomatico, un uomo prestigioso e professionista, capace di intervenire in situazioni di crisi.
2. L'Europa e il sistema dei congressi dopo la caduta di Napoleone
Il sistema dei Congressi dopo la caduta di Napoleone si svolse all'interno di un sistema internazionale che partì con un'alleanza militare ovvero la Quadruplice Alleanza, di cui fecero parte Russia, Regno Unito, Austria e Prussia e proseguì con il trattato di Vienna, che solidificò le frontiere e stabilì i sovrani, per continuare con la Santa Alleanza da cui si auto-escluse l’Inghilterra in quanto in disaccordo con le decisioni prese dall’alleanza.
Inoltre, oltre al Congresso di Vienna che ristabilì gli assetti geopolitici europei, ci furono anche altri diversi Congressi, che coinvolsero numerosi Stati europei, in particolare altri 5 Congressi:
- Aquisgrana (ottobre—novembre 1818): che decretò la fine dell’occupazione militare in Francia, che venne ammessa nella Santa Alleanza.
- Carlsbad (agosto 1819): che sancì la repressione dei movimenti nazionali tedeschi.
- Troppau (dicembre 1820): dove si discusse della questione italiana e delle rivoluzioni costituzionali che scoppiarono anche in Spagna e Portogallo, l’Austria si dichiarò pronta ad intervenire.
- Lubiana (gennaio 1821): che sancì la repressione dei moti scoppiati in Spagna, Regno delle due Sicilie e Portogallo. Metternich propose l’intervento armato ma l’Inghilterra decise di non intromettersi nella politica interna degli stati e la Francia, timorosa del possibile rafforzamento austriaco, decise di opporsi. Alla fine, lo stesso Ferdinando I chiese l’intervento austriaco.
- Verona (ottobre 1822): Al Congresso furono discussi alcuni gravi problemi, tra i quali si trattarono le questioni spagnola e greca.
3. Che cos'è una generazione in senso politico-sociale e perché è rilevante la generazione dell'età romantica?
La generazione non è una corte anagrafica o un'esperienza quantitativa, ma è un'esperienza qualitativa che, a causa di esperienze particolari, ha influenzato la società. Inoltre, esistono più generazioni che vivono nello stesso momento.
La generazione dell'età romantica è fondamentale, poiché è la prima che costruisce la propria identità culturale e politica, facendo riferimento alla gioventù come elemento costitutivo della propria identità, nonché la prima che si inizia a distinguere e a condividere gli usi e i costumi, contrapponendoli a quelli dei padri. Questo avviene agli inizi dell'Ottocento poiché ai giovani (d'estrazione borghese) era consentito di studiare nelle università e di vivere la propria gioventù, a differenza dei loro predecessori, che, già in piccole età, diventavano adulti precocemente, costretti al lavoro.
L'elemento costitutivo della generazione romantica è da ricercare nella loro formazione, imbevuta della cultura illuminista e razionalista, frutto del processo di rigenerazione iniziato durante la Rivoluzione Francese (basato sulla volontà di trasformare la società partendo dalle giovani generazioni). I giovani del tempo, dunque, cresciuti in una stagione di gloria, di cui ora si sentono orfani, la reclamano, desiderosi di essere protagonisti, come gruppo sociale autonomo, della Storia.
4. Di quali temi politici, sociali e culturali s'impossessa la generazione romantica fra il Congresso di Vienna e il 1848?
La generazione romantica si occupò della:
- Questione sociale (gli emarginati, gli esclusi).
- Questione della nazionalità (esistevano molti popoli oppressi).
- Partecipazione diretta alla politica, chiedendo il suffragio universale.
All'epoca per votare c'erano diversi problemi a livello:
- Sociale.
- Anagrafico (in molti Paesi si otteneva il diritto di voto solo a 30 anni [gerontocrazia]).
- Di censo.
Per essere visibili nello spazio pubblico della Restaurazione si usarono diversi mezzi, tra cui l'associazionismo. Questo accadde, per esempio, in Francia e Germania, dove in quest'ultima esistevano leghe studentesche, che vennero represse nel 1817 da Metternich. L'Austria, infatti, temeva che il protonazionalismo dei giovani andasse a vantaggio della Prussia. Nel 1818 ci fu un congresso tra potenze per chiudere le libertà accademiche delle università tedesche. Di conseguenza, o si abbandonava, o si cospirava: la cospirazione era infatti un altro modo per rendersi visibili.
La Giovine Italia costituì un esempio di entrambi gli aspetti (benchè il suo programma fosse noto, poiché Mazzini sosteneva che uno degli errori della Carboneria fosse stato tenerli segreti, per via della minore possibilità di diffusione che ne conseguiva). Essa era un modo di appartenere. Infine, si ricorse all'occupazione degli ambienti culturali e collettivi disponibili (letteratura, giornalismo, arte, teatro). In Italia quegli anni furono gli anni della grande espansione del teatro e della costruzione di teatri nelle varie comunità. Il teatro diviene veicolo per la diffusione di idee nazionali. Col romanticismo si richiama alla mente il mito delle origini, si recupera il medioevo e il gotico per esaltare la storia medioevale che era stata strumentalizzata.
5. Questione sociale e socialismo: che cosa significano nel primo '800?
Nell’antico regime i poveri erano considerati come un elemento naturale e per questo all’interno della società venivano aiutati dalla carità religiosa.
Con la rivoluzione industriale, la questione relativa alla povertà diventa delicata e cambia nel giro di 40 anni, perché ora si consideravano i poveri come oziosi, ovvero come persone che non volevano lavorare (si pensava che essi scegliessero una condizione esterna rispetto al lavoro, che per gli uomini, a partire dalla rivoluzione industriale, diventa naturale).
Se prima la povertà era naturale, nel mondo industriale il povero è un uomo che non vuole trovare un’occupazione e che presenta un problema alla società. Si pensava che la colpa fosse la loro, quando in realtà era solo della società che non era organizzata in modo da evitare queste situazioni.
Il tema di come affrontare la povertà cambia radicalmente: da leggi che aiutavano i poveri si passa alla nascita delle workhouse (case dove erano raccolti questi poveri che dovevano lavorare in queste strutture per guadagnarsi da vivere, in modo da abbandonare la loro condizione di oziosità).
Di conseguenza, dopo un'attenta analisi della società, bisognava porre fine alle disuguaglianze, cambiare non le persone, ma la società e i primi a porsi queste domande furono filantropi, imprenditori ed intellettuali, che però non avevano idea di come organizzare le masse (al contrario di Marx).
Ad esempio, Owen (proprietario tessile nel Nord dell’Inghilterra), invece di volere un profitto del 18%, abbassarono le loro pretese per migliorare e organizzare la vita degli operai. Abbiamo anche Fourier che creò i falansteri, ovvero grandi edifici destinati a una comunità autonoma di 1600 persone dove le attività delle persone erano scandite da un regolamento.
- Si pensava che la questione sociale non si dovesse risolvere in un conflitto violento, ma tramite un accordo pacifico.
- La fraternità era l’aspetto principale del primo socialismo.
- Per i socialisti era importante comprendere le condizioni di tutti i lavoratori, ai quali bisognava dare il diritto di voto, in particolare ciò in Inghilterra avvenne con il movimento dei cartisti, che volevano raccogliere milioni di firme in modo da presentare il loro programma politico, che comprendeva il suffragio universale, al parlamento, il quale, però, non li prese seriamente in considerazione.
[Ricordiamo il comizio cartista del 10 aprile 1848, dove si ha la prima foto della storia di un comizio operaio]
6. Qual è il nucleo della proposta di Giuseppe Mazzini?
Mazzini nel 1830/31, costruisce un’associazione chiamata "Giovine Italia", dove per entrarvi bisognava avere meno di 40 anni, questo perché quelli che avevano almeno 40 anni erano nati prima della Rivoluzione francese e perciò loro volevano solo persone/generazioni che erano legate a quei valori di rivoluzione e libertà.
Nel suo programma, oltre a favorire le nazionalità oppresse, egli affermava che l’Italia doveva essere:
- Unica (con tutti gli stati italiani uniti).
- Indipendente (senza gli austriaci).
- Libera (senza i sovrani assoluti che censurano i giovani).
- Repubblicana (perché lui veniva da Genova, che in passato era stata una repubblica).
I partecipanti della Giovine Italia dovevano dare la propria vita per quest’idea e chi entrava, aderiva direttamente anche al programma, che per loro era un obiettivo prefissato come reale e non letterario.
Accadde, però, che la prima "Giovine Italia" nasce e muore nel corso di 2 anni, perché l’organizzazione viene distrutta, ad esempio troviamo diversi giovani che per le loro idee vennero torturati o anche uccisi.
Il giovane Mazzini ebbe successo per ciò che riguarda la sua idea di nazione e il parlarne per l’Italia era una novità rischiosa ma non assurda, era infatti più pericolo parlare di Italia unita. Mazzini vuole anche unire tutti i giovani d’Europa per creare i "giovini d’Europa" (un’alleanza europea tra tutte le nuove generazioni), proposta, però, che alla fine fallisce.
Inoltre, all’epoca anche l’idea di repubblica non era semplice da concepire (poiché la parola ricordava fortemente gli anni di terrore francese con Robespierre). Mazzini aveva in mente anche un’idea religiosa che però non si concretizzò mai, perché fu un obiettivo troppo idealistico: egli sosteneva che le idee politiche vivono in un breve periodo, mentre quelle religiose sono di lunga durata; Mazzini, quindi, voleva creare una religione dell’umanità ovvero unire il genere umano tramite le nazioni per evitare la guerra, per questo esso penso di estrarre tutti quei principi comuni delle varie religioni in modo da confluire in un unico credo.
L’idea, però, che rimase fortemente viva fu: quella di un’Italia unica e libera dallo straniero.
7. La prima rivoluzione industriale: peculiarità del caso britannico
Agli inizi dell’800 la rivoluzione industriale aveva raggiunto in Inghilterra uno sviluppo straordinario. Tutto era cominciato nel settore tessile e da quello carbonifero nei quali grazie all’applicazione del principio della macchina a vapore era stato possibile incrementare la produzione con un abbassamento dei prezzi dei beni.
Il paese aveva cinque vantaggi nei confronti degli altri paesi:
- Flotta mercantile: Il possesso di una grande flotta con armatori e compagnie mercantili a cui erano appaltati i traffici nelle colonie (la Compagnia Britannica delle Indie Orientali o British East India Company), ciò garantiva alle città inglesi approvvigionamenti di materie prime a basso costo per poi raffinarle nelle industrie.
- Governo liberale: La presenza di un governo liberale garantiva l’abolizione delle barriere commerciali con l’esterno e monopoli corporativi all’interno. Il settore tessile si era rivelato il caso privilegiato dell’innovazione tecnologica soprattutto perché permetteva accesso a un mercato sterminato. Se nel '700 le maggiori esportazioni inglesi erano i tessuti di lana, nell'800 il 40% era costituito dal cotone. Lo stato liberista inoltre permetteva l’accumulo di grandi capitali e incentivava all’investimento di questi ultimi. Esisteva un sistema bancario disposto a prestare soldi agli imprenditori a basso interesse e una rete finanziaria estesa in tutto il mondo.
- Innovazione tecnologica: L’innovazione tecnologica, macchine a vapore, locomotive e piroscafi garantivano al paese lo sviluppo economico e demografico. Le locomotive facevano aumentare la produzione e l’abbassamento dei prezzi, le macchine a vapore invece permettevano di spostare un grande numero di persone e beni dalle varie città, infine i piroscafi garantivano l’approvvigionamento di cereali dal nuovo continente che permise di evitare le carestie.
- Geologia del paese: La geologia del paese, che essendo geologicamente antico possedeva numerosi giacimenti di carbone. Il carbone era la materia prima per lo sfruttamento delle nuove tecnologie.
- Economia schiavistica: La possibilità di ottenere cotone grezzo e altre materie prime grazie all’economia schiavistica nel sud degli USA. Infine, è importante ricordare che uno dei modi che la Gran Bretagna utilizzò per abbassare i prezzi della manodopera e aumentare la produttività fu lo sfruttamento del lavoro di donne e bambini ai quali veniva concesso un salario minore rispetto all’operaio maschio e adulto.
8. Perché il cotone diventa una "merce globale"?
Il cotone (tipico dei climi umidi e caldi come India, Cina e Medio Oriente) era una pianta tessile nota agli europei da molto tempo, data la sua maggiore duttilità rispetto al lino e alla lana, di produzione europea. Già dall’inizio del '700 infatti l’Inghilterra aveva una diffusa industria tessile, caratterizzata però ancora da capannoni nei quali la tessitura avveniva manualmente.
Quando le innovazioni tecnologiche come il filatoio idraulico di Cartwright, il telaio meccanico e la macchina a vapore furono introdotte per filare il cotone, la capacità produttiva aumentò e i costi di produzione si abbassarono notevolmente. In favore dell’aumento della produzione, furono sacrificati gli operai, costretti ad orari massacranti e ad un’occupazione alienante. Grazie alla semplificazione del lavoro, dovuta alle macchine, furono assunti anche donne e bambini, prima esclusi dalla produzione, ai quali veniva corrisposto un salario minore.
Il cotone inoltre veniva inizialmente importato semi-lavorato dall’India, dove gli inglesi pagavano anche per la sua semi lavorazione. Fu allora che gli industriali e i mercanti internazionali decisero di importarlo grezzo dalle colonie meridionali del Nord America, nelle quali veniv...
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Storia Contemporanea - domande esame
-
Domande esame Storia contemporanea
-
Riassunto completo Storia Contemporanea + domande esame
-
Domande di Storia contemporanea