Materia vivente, cellula e membrana
Membrana cellulare: ruolo di barriera selettiva e identità chimica dell'ambiente
interno La membrana funge da barriera semipermeabile e dinamica che regola il passaggio
di sostanze tra l'ambiente intracellulare (LIC) e quello extracellulare (LEC). Questo
isolamento parziale permette alla cellula di mantenere una composizione chimica interna
specifica e stabile, diversa da quella esterna.
Composizione della membrana e conseguenze sugli scambi È composta
principalmente da un doppio strato di fosfolipidi (con teste idrofile all'esterno e code
idrofobiche all'interno). Questa natura lipidica rende la membrana facilmente permeabile a
molecole piccole e apolari (es. O , CO , ormoni steroidei), ma impermeabile a ioni e grandi
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molecole polari (es. glucosio, amminoacidi), che per attraversarla necessitano di proteine di
trasporto specifiche.
Ambiente interno e compartimenti liquidi
Definizione di ambiente interno Introdotto da Claude Bernard, l'ambiente interno
corrisponde al Liquido Extracellulare (LEC) che bagna tutte le cellule dell'organismo. È il
"mezzo" da cui le cellule traggono nutrimento e in cui riversano gli scarti.
Compartimenti dei liquidi corporei L'acqua corporea è divisa in due macro-
compartimenti: il Liquido Intracellulare (LIC), contenuto dentro le cellule, e il Liquido
Extracellulare (LEC), all'esterno. Il LEC si suddivide ulteriormente in plasma (la parte liquida
del sangue dentro i vasi) e liquido interstiziale (il fluido che circonda fisicamente le cellule nei
tessuti).
Stima dei volumi medi In un adulto medio di circa 70 kg, l'acqua corporea totale è circa il
60% del peso (42 litri). Il LIC ne costituisce circa i 2/3 (28 litri) e il LEC circa 1/3 (14 litri). Dei
14 litri del LEC, circa 3/4 sono liquido interstiziale (10,5 litri) e circa 1/4 è plasma (3,5 litri).
Variabilità della percentuale di acqua La percentuale d'acqua varia in base a sesso, età
e massa grassa. Il tessuto adiposo contiene pochissima acqua rispetto a quello muscolare.
Pertanto, individui con una maggiore percentuale di tessuto adiposo (es. persone obese, ma
anche donne rispetto agli uomini in media) avranno una percentuale di acqua totale inferiore
rispetto al peso corporeo.
Omeostasi: significato e parametri regolati
Definizione di omeostasi È la capacità dell'organismo di mantenere le condizioni
dell'ambiente interno (LEC) relativamente costanti e stabili, nonostante le variazioni
dell'ambiente esterno. È indispensabile perché le cellule (e i loro enzimi) possono
sopravvivere e funzionare solo in range chimico-fisici molto ristretti.
Scambi con l'ambiente interno Dall'ambiente esterno devono costantemente entrare
nutrienti ed O per sostenere il metabolismo cellulare, mentre devono essere eliminati CO e
2 2
prodotti di scarto metabolico (come l'urea) per evitare tossicità.
Parametri regolati omeostaticamente I principali sono: concentrazione di nutrienti e gas
respiratori (O /CO ), rimozione scorie, equilibrio del pH, bilancio di acqua ed elettroliti (es.
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Na , K ), temperatura corporea e volume/pressione del sangue.
+ +
Sistemi di controllo omeostatico
Componenti di un sistema di controllo e "set-point" I tre componenti sono: il
recettore/sensore (che monitora la variabile), il centro integratore (che analizza i dati e li
confronta con un valore di riferimento ottimale, il set-point) e gli effettori (che attuano la
risposta per correggere l'eventuale errore).
Funzione del recettore Il recettore rileva variazioni (stimoli) fisiche o chimiche (es. calore,
pressione, glicemia) e converte (codifica) questa informazione in segnali elettrici o chimici
(potenziali d'azione o ormoni).
Centro integratore Integrare significa raccogliere informazioni da vari sensori, analizzarle
in base al set-point e decidere la risposta adeguata. Spesso si trova nel sistema nervoso
centrale (encefalo/midollo) o in ghiandole endocrine, in quanto sono sistemi complessi di
elaborazione.
Effettori Sono tipicamente i muscoli (scheletrici, lisci o cardiaci) e le ghiandole (esocrine o
endocrine). Producono la risposta meccanica o chimica necessaria per ripristinare il set-
point (es. brivido muscolare per generare calore).
Controllo intrinseco vs estrinseco Il controllo intrinseco (o locale) è un meccanismo di
autoregolazione confinato all'interno di un singolo organo (es. dilatazione dei vasi in un
muscolo che lavora). Il controllo estrinseco coinvolge sistemi regolatori che agiscono
dall'esterno dell'organo per coordinare intere funzioni corporee (sistema nervoso o
endocrino).
Feedforward vs Feedback Il feedforward interviene per anticipare un cambiamento prima
che esso avvenga (es. salivazione prima di mangiare). Il feedback è invece un meccanismo
di correzione che interviene solo dopo che il cambiamento si è già verificato.
Feedback negativo È il meccanismo cardine dell'omeostasi. Quando una variabile devia
dal set-point, il sistema innesca una risposta che si oppone al cambiamento iniziale,
riportando la variabile alla normalità (es. se la temperatura sale, sudo per abbassarla). Il
vantaggio è la forte stabilizzazione del sistema.
Feedback positivo In questo caso la risposta amplifica lo stimolo iniziale allontanando
sempre di più la variabile dal set-point. È biologicamente utile solo per processi fisiologici
che devono essere "esplosivi" e arrivare rapidamente a una conclusione (es. il parto con
l'ossitocina, o la cascata coagulativa).
Struttura e proprietà della membrana plasmatica
Componenti e mosaico fluido Costituita da lipidi, proteine e carboidrati. Il modello "a
mosaico fluido" descrive la membrana non come rigida, ma come un fluido bidimensionale in
cui lipidi e proteine possono scivolare e spostarsi lateralmente.
Colesterolo Inserito tra le code idrofobiche dei fosfolipidi, regola la fluidità della membrana:
impedisce che diventi troppo rigida alle basse temperature e troppo fluida/instabile alle alte.
Tipi di proteine
Integrali (transmembrana): attraversano completamente il doppio strato; fungono da
o canali ionici, pompe di trasporto o recettori recettori di segnali.
Periferiche: associate alla superficie (spesso interna); fungono da enzimi o ancorano
o la membrana al citoscheletro.
Carboidrati di membrana Glicoproteine e glicolipidi si trovano solo sul lato esterno,
formando il glicocalice. Sono fondamentali per il riconoscimento cellulare ("carta d'identità"
della cellula) e l'interazione con altre cellule e molecole.
Principi generali del trasporto di membrana
Trasporto passivo vs attivo Il trasporto passivo avviene spontaneamente, seguendo il
gradiente (da dove ce n'è di più a dove ce n'è di meno) e senza consumo di energia (ATP). Il
trasporto attivo avviene "in salita", contro il gradiente, e necessita obbligatoriamente di
dispendio energetico (ATP).
Gradiente di concentrazione ed elettrochimico Il gradiente di concentrazione è la
differenza di concentrazione di una molecola tra due compartimenti. Se la molecola ha una
carica elettrica (es. uno ione), subirà anche l'influenza del gradiente elettrico (differenza di
carica tra interno ed esterno). La somma delle due forze costituisce il gradiente
elettrochimico, che stabilisce l'effettiva direzione verso cui lo ione tenderà a muoversi in
modo passivo.
Trasporto passivo: diffusione semplice
Diffusione semplice attraverso il doppio strato lipidico: La diffusione è influenzata da
diversi fattori fisici e chimici. Nello specifico è facilitata da una maggiore liposolubilità, piccole
dimensioni molecolari, una vasta area di membrana a disposizione, uno spessore ridotto
della barriera e un elevato gradiente di concentrazione.
Agitazione termica e moto casuale delle molecole: Il fenomeno si basa sull'agitazione
termica che genera un movimento costante e del tutto casuale delle molecole. A livello
macroscopico, questo moto probabilistico porta a uno spostamento netto dalle aree ad alta
concentrazione verso quelle a bassa concentrazione.
Legge di Fick: Le variabili che aumentano la velocità di diffusione netta sono il gradiente di
concentrazione, la superficie della membrana e la permeabilità della sostanza. Le variabili
che la riducono sono lo spessore della membrana e il peso (o le dimensioni) molecolare.
Osmosi e pressione osmotica/idrostatica
Definizione di osmosi: È definita come il flusso di H O (acqua) che si muove seguendo il
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proprio gradiente di concentrazione attraverso una membrana semipermeabile.
Caso in cui passa H O ma non il soluto: Se l'acqua fluisce verso un compartimento in cui
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il soluto non può attraversare la membrana, si avranno variazioni di volume nel
compartimento ricevente. Questo aumento di volume determina la comparsa di una
pressione idrostatica sulle pareti, la quale inizia a opporsi fisicamente al flusso osmotico.
Equilibrio osmotico: Il flusso netto di acqua si arresta nel momento in cui la pressione
idrostatica generatasi eguaglia esattamente la spinta derivante dalla pressione osmotica.
Diffusione facilitata tramite canali
Canali proteici e meccanismi di gating: I canali possono essere non regolati (ovvero
sempre aperti al passaggio) oppure regolati da meccanismi di "gating". I tipi di gating si
suddividono in: voltaggio-dipendente (in base alle cariche elettriche transmembrana),
ligando-dipendente (legame di una molecola), meccano-sensibile (stiramento fisico) e termo-
sensibile (variazioni di temperatura).
Aquaporine: Sono particolari canali proteici specializzati nel trasporto ultra-rapido
dell'acqua attraverso le membrane.
Canali ionici e forze elettriche: Questi pori permettono il flusso in base ad attrazione e
repulsione elettrica. La direzione di flusso dei cationi (carica positiva) e anioni (carica
negativa) è determinata dal gradiente elettrochimico.
Diffusione facilitata tramite carrier
Ruolo dei carrier: Le molecole grandi o poco liposolubili non riescono a passare da sole e
richiedono l'uso di specifiche proteine trasportatrici chiamate carrier.
Meccanismo "a cambiamento conformazionale": Il carrier si lega alla molecola, modifica
fisicamente la propria conformazione (forma) e la rilascia dal lato opposto della membrana
cellulare.
Caratteristiche chiave: Il trasporto mediato da carrier presenta specificità (riconosce
target precisi), competizione (molecole simili possono competere per il legame) e
saturazione. Il concetto di trasporto massimo (Tmax) indica la velocità limite che si
raggiunge quando tutti i carrier disponibili sono simultaneamente occupati.
Trasporto attivo: ATP e pompe
Struttura/funzione dell'ATP: L'ATP è la principale valuta energetica; il legame tra la sua
idrolisi (rottura del legame fosfato) e il lavoro cellulare permette l'esecuzione di processi
contro le forze naturali.
Caratteristiche del trasporto attivo: Avviene contro gradiente, è mediato
obbligatoriamente da proteine ed è fondamentale per creare o mantenere i gradienti
elettrochimici della cellula.
Trasporto attivo primario vs secondario: Il primario (definito anche ATPasi) idrolizza e
consuma direttamente l'ATP. Il secondario non consuma ATP direttamente, ma è accoppiato
a gradienti generati precedentemente da un trasporto primario.
Pompe: Hanno un'alta specificità, spesso eseguono uno scambio simultaneo di ioni e
possono differenziarsi in trasporto elettrogenico (se alterano l'equilibrio delle cariche nette) o
non elettrogenico.
Pompa Na /K -ATPasi
+ +
Ciclo funzionale e stechiometria: In un singolo ciclo funzionale, estrude 3 ioni Na (fuori
+
dalla cellula) e importa 2 ioni K (dentro la cellula).
+
Significato fisiologico: Il suo lavoro è cruciale per il mantenimento dei gradienti ionici e
offre un fondamentale contributo alla genesi delle proprietà elettriche della membrana.
Trasporto attivo secondario
Idea di "ione trainante": Si basa sullo sfruttare l'energia di uno ione trainante (per
esempio il Na+) che scorre fluidamente secondo il gradiente creato a monte da una pompa
primaria. L'energia di questo flusso alimenta lo spostamento contro gradiente di un'altra
molecola.
Simporto vs antiporto: Nel simporto le molecole accoppiate attraversano la membrana
nella stessa direzione, mentre nell'antiporto si muovono in direzioni opposte.
Trasporto attraverso epiteli
Due vie: paracellulare vs transcellulare: Nel passaggio attraverso tessuti epiteliali, le
sostanze possono percorrere la via paracellulare (passando nello spazio tra una cellula e
l'altra) o la via transcellulare (attraversando le membrane per passare all'interno del
citoplasma della cellula).
Elementi di potenziale di membrana
Permeabilità e potenziale di membrana: Il contributo di uno ione specifico al potenziale di
membrana (Vm) dipende direttamente dalla sua permeabilità; maggiore è la permeabilità per
un dato ione, più il Vm si avvicinerà al potenziale di equilibrio di quello ione.
Media pesata: In una cellula permeabile a più ioni, il potenziale di membrana risultante è
una "media pesata" dei potenziali di equilibrio dei singoli ioni, dove il peso è dato dalla
rispettiva permeabilità (conduttanza) di ciascuno.
Equazioni: L'equazione di Nernst serve a calcolare il potenziale di equilibrio per un singolo
ione, mentre l'equazione di Goldman-Hodgkin-Katz (GHK) viene utilizzata per calcolare il Vm
tenendo conto della permeabilità relativa di più ioni contemporaneamente.
Potenziale di membrana e sue variazioni
Potenziale a riposo: È negativo perché, a riposo, la membrana è molto più permeabile al
potassio (K ) che al sodio (Na ), tendendo quindi verso il potenziale di equilibrio del potassio,
+ +
che è un valore negativo.
Variazioni di Vm: Il potenziale di membrana cambia quando variano le conduttanze (gNa e
gK). Se aumenta la permeabilità per il sodio, il Vm si sposta verso E (depolarizzazione); se
Na
aumenta quella per il potassio, il Vm si sposta verso E (iperpolarizzazione).
K
Cellule eccitabili: risposte passive
Depolarizzazione vs Iperpolarizzazione: La depolarizzazione è una riduzione della
negatività interna (Vm meno negativo), mentre l'iperpolarizzazione è un aumento della
negatività (Vm più negativo) in risposta a correnti di stimolo.
Membrana come circuito RC: La risposta elettrica è lenta perché la membrana si
comporta come un circuito elettrico formato da un condensatore (la capacità del doppio
strato lipidico, C ) e un resistore (i canali proteici aperti, R /g ).
m m m
Costante di tempo (τ): Rappresenta la velocità con cui il potenziale di membrana cambia
in risposta a uno stimolo; dipende dal prodotto della resistenza (R ) e della capacità (C ).
m m
Costante di lunghezza (λ): Indica la distanza lungo cui un potenziale elettrotonico si
propaga prima di decadere significativamente; dipende dal rapporto tra resistenza di
membrana (R ) e resistenza interna del citoplasma (R ).
m i
Risposte attive: potenziale d'azione (PA)
Concetto di soglia: È il valore critico di depolarizzazione che la cellula deve raggiungere
per innescare un potenziale d'azione "tutto o nulla".
Fasi del PA:
1. Depolarizzazione: Innescata dall'apertura rapida dei canali Na voltaggio-dipendenti.
+
2. Ripolarizzazione: Dovuta all'inattivazione dei canali Na e alla contemporanea
+
apertura dei canali K voltaggio-dipendenti.
+
3. Post-iperpolarizzazione e ritorno al riposo: Il potenziale scende momentaneamente
sotto il livello di riposo a causa della persistenza dei canali K aperti, prima di tornare
+
al valore basale.
Ruolo della pompa: La Na /K -ATPasi è fondamentale nel lungo periodo per ripristinare e
+ +
mantenere i gradienti ionici consumati durante il potenziale d'azione.
Periodo refrattario e codifica
Refrattario assoluto: Periodo in cui è impossibile generare un nuovo PA, causato dal fatto
che i canali Na sono inattivati e devono recuperare.
+
Refrattario relativo: Periodo in cui è possibile generare un PA, ma è necessario uno
stimolo di intensità maggiore perché la soglia è più alta; l'ampiezza del PA potrebbe risultare
ridotta.
Conseguenza: Questi periodi impongono un limite fisico alla frequenza massima con cui
un neurone può scaricare potenziali d'azione.
Propagazione del potenziale d'azione
Meccanismo: Il PA si propaga tramite correnti locali elettrotoniche che depolarizzano il
segmento di membrana adiacente, innescando un nuovo PA.
Unidirezionalità: È garantita dal periodo refrattario del segmento di membrana appena
attivato, che impedisce la propagazione all'indietro.
Monticolo assonico: È la zona specializzata del neurone, solitamente sede di innesco del
PA grazie a un'alta densità di canali voltaggio-dipendenti.
Mielina e conduzione saltatoria
Fibre mieliniche vs amieliniche: La mielina isola l'assone, aumentando notevolmente la
velocità di conduzione e riducendo il dispendio energetico.
Nodi di Ranvier: Sono i punti privi di mielina dove si concentra l'attività elettrica
(generazione del PA). La conduzione è "saltatoria" perché il segnale sembra saltare da un
nodo all'altro.
Effetto della mielina: Aumenta la costante di lunghezza (λ) riducendo la dispersione di
corrente e diminuisce la capacità di membrana (C ), permettendo una propagazione più
m
rapida delle correnti elettrotoniche.
Trasmissione sinaptica (colin
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