Diritto tributario
Il tributo è da sempre il mezzo con cui lo Stato acquisisce risorse per sopravvivere.
I tributi appartengono al genus delle entrate dello Stato. Tra le entrate dello Stato, i tributi sono la principale, nel senso che costituiscono tra il 90 e il 95% delle entrate totali.
Queste entrate possono essere classificate:
- Di diritto privato
- Di diritto pubblico.
Quelle di diritto privato derivano dall'esercizio di attività economiche sul mercato, come la gestione del demanio pubblico o di beni pubblici; in questi casi, lo Stato esercita attività economica, ad esempio tramite concessioni, e i proventi di tali attività confluiscono nelle casse dello Stato.
Le entrate principali sono però di diritto pubblico, cioè quelle obbligatorie, necessarie per il funzionamento dello Stato e per garantire i servizi pubblici; tra queste, le due categorie principali sono i tributi, che coprono circa il 95% delle entrate, e le sanzioni pecuniarie, che sono la risposta dello Stato alle violazioni delle norme di diritto pubblico, sia amministrative che penali. Infine, vi sono i prestiti forzati, che però vengono utilizzati raramente.
Pertanto, i tributi sono l'entrata principale e più importante nel bilancio dello Stato.
Essi si manifestano come:
- Obbligazioni di pagamento di fonte legale rivolte ai cittadini in virtù della loro appartenenza alla collettività;
- Entrate più importanti nel bilancio dello Stato;
- Definiscono la modalità di definizione di politiche sociali e di manovre di politica economica.
Il diritto tributario, dunque, è la disciplina giuridica che studia l’introduzione e l’attuazione dei tributi nel nostro ordinamento.
- Opera attraverso i tributi e agevolazioni (deroga all’applicazione dei tributi);
- Ha le fondamenta nelle norme costituzionali;
- È una materia considerata di secondo grado in quanto recepisce istituti di altre discipline.
Scienza delle finanze
Il diritto tributario si occupa di introdurre e applicare i tributi, ma la progettazione e l’elaborazione dei tributi stessi sono il compito di una disciplina diversa, non giuridica, ma scientifica: la scienza delle finanze.
Questa scienza studia e sviluppa le tipologie di tributi basandosi su considerazioni economiche, la forma di Stato, gli obiettivi da raggiungere e le condizioni socioeconomiche. La scienza delle finanze riflette su come diverse tipologie di tributi possano essere introdotte e quali effetti possano produrre.
Una volta che i tributi sono progettati dalla scienza delle finanze, vengono scelti e introdotti dal legislatore nel sistema giuridico, trasformandosi da ipotesi scientifica in diritto positivo. In questo modo, essi diventano parte integrante del sistema tributario di uno Stato.
Il diritto tributario, infine, è una branca del diritto finanziario, che studia la finanza pubblica, ovvero le entrate e le spese dello Stato.
Il diritto tributario, come accennato, si occupa delle entrate dello Stato e rappresenta quindi la parte del diritto finanziario che riguarda tali entrate. Al contrario, la contabilità pubblica si occupa delle spese dello Stato. Insieme, il diritto tributario e la contabilità pubblica costituiscono il sistema del diritto finanziario.
Principi costituzionali del diritto tributario
Per comprendere come il diritto tributario si struttura nello Stato italiano, è importante considerare che esso si basa sui principi della Costituzione, che oggi recepiscono anche i principi europei e internazionali.
Con la globalizzazione, l'ordinamento fiscale non è più esclusivamente nazionale; il diritto tributario, originariamente legato alla sovranità dello Stato, ha ampliato i suoi confini e ora deve rispettare anche normative europee e internazionali.
Il diritto tributario presuppone altre discipline. Per definire le fattispecie giuridiche, esso fa riferimento al diritto civile e al diritto commerciale, poiché si applica a soggetti giuridici e a società che operano nell’ambito economico.
Inoltre, il diritto tr