Estratto del documento

Periodi del diritto romano

Roma nasce nel VIII sec a.C., non si sa l’anno preciso. Datazioni non precise proposte dagli storici:

  • Timeo propone l’anno 814 a.C.
  • Fabio Pittore propone l’anno 747 a.C.
  • Cencio Alimento propone l’anno 728 a.C.
  • Varrone propone l’anno 753 a.C.

Oggi si ritiene quella di Varrone = inizio della storia di Roma e del diritto nel 753 a.C. Roma è una società già consolidata, con istituzioni: re, senato, assemblea popolare.

1. Periodo monarchico

Roma nasce come monarchia, definita latino-sabina all’inizio e poi etrusca.

2. Periodo della repubblica

3. Periodo imperiale

C’è una prima fase che è quella del principato e ha inizio con Augusto, che diventa principe nel I secolo a.C. = 27 a.C.

Nel III secolo d.C. arriva Diocleziano che rappresenta un punto d’incontro tra il principato e il tardo impero: con lui ci sono elementi di entrambi i periodi. Il tardo impero inizia ufficialmente con Costantino = caratteristiche diverse dal principato. Impero occidente (cade nel 476 d.C. per mano dei barbari) e oriente.

4. Periodo giustinianeo

Imperatore Giustiniano, prima dell’oriente ma poi riprende il territorio che faceva parte dell’impero d’occidente = fase più importante per la codificazione, ci sono opere di diritto significative per conoscere il diritto romano.

  • Codici privati che nascono sotto l’imperatore Diocleziano (tardo impero), ma sono voluti dai giuristi non dall’imperatore: ci sono molte fonti, codici per avere più ordine.
  • Codice teodosiano: primo codice ufficiale, voluto dall’imperatore Teodosio II.
  • Codice Giustiniano: vuole unificare il diritto, ordina la compilazione del Digesto = riunisce tutti i passi dei giuristi, compilazione del Codice = raccoglie le costituzioni degli imperatori, a partire da Adriano (molte cose del diritto di oggi vengono da quello romano).

Fasi della storia romana

1. Monarchia

Prima fase, a capo dello Stato c’è il re ma aveva diversi collaboratori (più istituzioni).

  • Re. Caratteristiche di questo potere: carica vitalizia, dura fino alla morte; non rispondeva di ciò che faceva = irresponsabile delle sue azioni (diverso invece per i magistrati, rispondono di ciò che avevano fatto alla fine della carica); carica monocratica, era solo -> eccezione: breve periodo in cui Romolo divide il regno con un re sabino, ma quando muore uno dei due si ritorna a quella monocratica. Il re non era eletto, ma creato, potere ex novo, non derivava da qualcuno. Interregnum: fase che va dalla morte di un re alla creazione di quello successivo = procedimento che richiede la partecipazione di tutte le istituzioni.
  • Senato che accompagna il re: consiglio degli anziani (pater familia), di origine aristocratica, avevano autorevolezza. Durante l’interregnum sceglievano 10 uomini e a turno per 5 giorni l’uno diventavano inter rex: per garantire la continuità del potere svolgevano le funzioni del re ma nel frattempo dovevano vedere se c’erano le condizioni per scegliere un nuovo re = gli anziani potevano scegliere chiunque, non si doveva essere per forza cittadini di Roma, anche gli schiavi potevano diventare re (uno è Servio Tullio, origine di schiavo); quando trovavano un soggetto adatto a diventare rex convocavano i comizi curiati.
  • Curia = l’assemblea popolare (rappresenta la voce del popolo) era composta solo da uomini armati (inizialmente a Roma ci sono 30 curie e insieme formano i Comizi curiati), avevano il compito di giudicare la scelta presa dal senato battendo gli scudi per dimostrare il loro apprezzamento.
  • I sacerdoti dovevano consultare gli dei attraverso gli auspici per capire se avrebbero gradito il nuovo re. Alla fine il senato ratificava la scelta presa dall’assemblea -> c’è una partecipazione di tutte le istituzioni.

L’assemblea popolare chiamata curia doveva proporre una Lex curiata de imperio: ovvero conferire l’imperium (il termine ha origine militare), che è il comando supremo al re (curia da viri: insieme di uomini armati). L’imperium non era solo un potere militare ma permetteva al re di sanzionare i cittadini o imporre le tasse dopo ciò il re può regnare.

I comizi curiati erano convocati due volte all’anno: 24 marzo e 24 maggio per diversi problemi di diritto, soprattutto privato: esempio -> c’era un testamento che veniva fatto davanti ai comizi (in epoca repubblicana però sorgono dei problemi, il testamento magari non può essere fatto davanti ai comizi, urgenza di farlo prima, si creano nuove forme di testamento).

Incarichi e poteri del re, per ogni tipo di potere aveva dei collaboratori specifici:

  • Poteri politici: il re è il capo politico della città, ha quindi poteri politici e amministrativi, rappresenta la città; come capo politico era aiutato dal prefetto della città, che sostituiva il re quando si allontanava da Roma; deve garantire la giustizia e l’ordine pubblico, reprimendo i crimini; aiutato da collaboratori che cambiano a seconda del crimine da reprimere: duoviri perduellionis = due uomini che si occupano del crimine dell’alto tradimento (uno dei crimini più gravi); quaestores parricidii = si occupano dell’altro crimine più grave, ovvero il parricidio (uccisione del padre o anche degli appartenenti al consiglio degli anziani).
  • Poteri militari: deve mantenere la pace, è un capo militare; era aiutato dai pretori, soprattutto il magister populi e il magister equitum (della cavalleria e della fanteria).
  • Poteri religiosi: il re è il sommo sacerdote, circondato da altri sacerdoti, ma lui è il più importante, comunica con la divinità, garantisce la pace sociale; come capo religioso necessitava di collegi sacerdotali (ce ne sono diversi, approfondimento dopo).

Ci sono diversi tipi di collegi sacerdotali, formati da più sacerdoti:

  • Collegio dei pontefici: composto da 5 sacerdoti; il capo di questo collegio era il pontefice massimo. Avevano un ruolo importante, ovvero il controllo sulle fonti del diritto (aveva un ruolo sacrale); nome pontefici perché in origine erano artigiani che attraverso i loro manufatti avevano offeso gli dei quindi costruirono un ponte che attraversasse il fiume e che fosse un collegamento con gli dei per mantenere la pace (da pontem facere).
  • Collegio degli auguri: erano in 3, avevano il compito di leggere gli auspici, interpretare attraverso fenomeni naturali la volontà divina; importante per la creazione del nuovo re, poiché il re che aveva questi poteri illimitati aveva però due limiti quello della divinità, non poteva offendere gli dei e non poteva andare al di fuori dei costumi, non poteva violare la tradizione.
  • Collegio delle Vestali: unico collegio femminile, chiamate così perché dovevano mantenere sempre acceso il fuoco della dea Vesta.
  • Collegio dei Feziali: 20 sacerdoti, ruolo nel diritto internazionale, quindi nella dichiarazione della guerra con riti e parole specifiche.
  • Collegio dei Flamini: ogni flamen (sacerdote) si occupa di una singola divinità, a capo di tutti c’era il flamen dialis, colui che si occupa di Giove.

Nella monarchia c’è una prima fase latino-sabina: vengono rispettate queste regole per arrivare alla creazione del re; in questa fase c’è una società di tipo agricolo-pastorizio; c’è un radicale cambiamento con l’arrivo dei re etruschi: non c’è più il rigore nel rispetto della regola della creazione del re (no interregnum), si impongono anche con la forza, diverso da prima, il re ha un potere assoluto e illimitato, non c’è un rapporto con le altre istituzioni. Il re è una figura forte e ha soprattutto un ruolo militare, cambia anche l’aspetto: le 12 guardie (12 come le popolazioni etrusche) che lo accompagnano devono portare il fascio littore = sono mazzi di verghe di rami di olmo o betulla, chiuse da un laccio rosso di cuoio e in mezzo c’è una scure. Va in giro con la sella curule (trono mobile per spostarsi: tradizionale); bastone con l’aquila come uno scettro, mantello porpora: SIMBOLOGIA DEL POTERE.

Non cambia solo il re ma anche Roma, che non è più un insieme di villaggi ma una città-stato molto importante in cui ci si dedica soprattutto al commercio e si entra in contatto con le altre civiltà, più ricca ed estesa. Città suddivisa in una cittadella e le mura intorno, oltre di esse c’era il contado, ovvero le terre da coltivare. Le mura si trovavano nel pomerio = pezzo di terra in cui non si poteva né costruire né coltivare. Al di là del pomerio vi era solo il potere militare mentre all’interno solo quello civile quindi l’esercito non poteva attraversare le mura con le armi.

Fine della monarchia: quando l’ultimo re etrusco viene cacciato: leggenda che riguarda questo episodio = fine della monarchia vista come un tentativo da parte dell’aristocrazia patrizia (parte legata al senato) di riacquistare il potere; dopo l’arrivo degli etruschi perdono tutti i loro poteri, re etrusco più vicino alla plebe che all’aristocrazia.

2. Repubblica

(Res publica = cosa di tutti, del popolo, ancora molto diviso in quest’epoca)

Quando finisce la monarchia gli storici dell’epoca parlano di ritrovata libertà: in realtà non cambiava molto, anzi ora riemerge la teoria secondo cui il re in realtà non era stato eliminato del tutto come istituzione della repubblica del nuovo ordine ma era stato ridotto a un ruolo marginale, era un semplice sacerdote: rex sacrorum = re delle cose sacre, non aveva più un grande potere politico ma si occupa solo di affari religiosi.

La Repubblica eredita dalla fase monarchica anche il Senato, costituito da 300 uomini. Si riscontra una certa continuità anche nelle assemblee pubbliche: durante la monarchia il re Servio Tullio aveva creato un nuovo esercito basato sul censimento (ricchezza); questa struttura diventa in epoca repubblicana la base dell’assemblea popolare più importante: comizi centuriati.

Divisione in base al censo in età monarchica la si ritrova nella divisione dell’esercito: 193 centurie suddivise in 18 centurie di cavalieri; I classe di 80; II di 20; III di 20; IV di 20; V di 30; 5 centurie che sono al di fuori delle classi di cui 4 che comprendono artigiani e musicisti e una di coloro che non avevano reddito.

Questo vale anche quando dovevano votare, non potevano farlo tutti, si doveva arrivare al quorum, solo quelle più ricche votavano = democrazia apparente.

Chi sale al potere dopo l’allontanamento del re? All’inizio salgono al potere dei tribuni, poi sostituiti dai consoli, cambiano spesso di numero alla fine diventano due; non si vuole un solo magistrato per timore di un ritorno alla monarchia. Due consoli di cui uno è un plebeo: devono controllarsi a vicenda per evitare il ritorno al re (monocratico).

Contrapposizione tra patrizi e plebei

Anche la contrapposizione (sia sociale che giuridica) tra patrizi e plebei non nasce in età repubblicana ma era già presente in età monarchica con delle differenze. In epoca repubblicana ci sono delle rivendicazioni da parte dei plebei (i patrizi erano quelli che avevano un legame più forte con il re nella fase monarchica mentre i plebei erano più legati ai re etruschi). Ancora oggi non si sa chi fossero i plebei, ci sono molte teorie: una massa sbandata di ex sudditi del patriziato; per altri discendevano dai patrizi che all’origine costituirono la città. I plebei avevano divinità diverse, fa pensare che avessero origine diversa = 3 divinità: Cerere (dea delle messi = si dedicavano all’attività agricola), Libero e Libera.

Per approvare istituti propri dei plebei si utilizzavano i sacerdoti Feziali fossero di un’origine diversa, loro si occupano del diritto internazionale, popoli stranieri.

Con l’inizio della Repubblica i plebei si ribellano e si ritirano sul monte sacro dell’Aventino e chiedono delle rivendicazioni:

  • La remissione (cancellazione) dei debiti
  • L’abolizione della schiavitù per insolvenza (se non pagavano)
  • La partecipazione alla divisione delle terre (conquistate attraverso le guerre)
  • L’equiparazione politica (non potevano accedere alle magistrature)
  • La capacità matrimoniale

I plebei si organizzano come se fossero un altro Stato creano una loro assemblea pubblica = concilia plebis tributa, che non aveva valore per gli altri romani, in cui eleggevano i loro rappresentanti politici: i tribuni della plebe (di svariato numero, alla fine diventano 10) avevano un potere straordinario, aumentano il numero così che non abusassero del loro potere, dovevano evitare i soprusi dei magistrati dei patrizi. Poi eleggevano gli aediles (da aedes = il tempio) che si occupavano della cura dell’archivio e del tesoro.

Pian piano si raggiunge un pareggiamento delle classi: nel 445 a.C. si ha il plebiscito Canuleio che permette ai plebei di sposarsi con i patrizi; raggiungono alcune magistrature; ma il passo più importante è segnato dall’emanazione delle Leggi Liciniae Sextiae nel 367 a.C. = dal nome dei due tribuni della plebe che propongono queste leggi (non si sa se siano esistite davvero): sono un compromesso, riguardano la spartizione del territorio, remissione dei debiti e soprattutto per la prima volta un plebeo può divenire console: questo segna la nascita di un ordinamento costituzionale patrizio e plebeo. Non era così immediato che i plebei ricoprissero tali ruoli perché il Senato si opponeva, faceva resistenza, si raggiunge un ulteriore compromesso: si crea una nuova magistratura, quella del pretore che sarà assegnata ai patrizi. Pretori che prima avevano origine militare (monarchia) ora invece amministrano la giustizia.

Magistrature

Magistratus indicava sia la magistratura che il singolo magistrato.

  • La magistratura è elettiva: i magistrati sono eletti attraverso i comizi; i magistrati maggiori sono eletti attraverso i comizi centuriati (assemblea pubblica più importante in epoca repubblicana); i magistrati minori (meno importanti) sono eletti attraverso i comizi tributi.
  • I magistrati hanno durata temporanea: diverso dall’epoca monarchica (non è una carica vitalizia, come quella del re) durano per lo più un anno (ci sono eccezioni: il censore in carica per 18 mesi e il dittatore che dura in carica 6 mesi).
  • Sono magistrature onorarie: non sono retribuite, non percepiscono alcun compenso, anzi spendono molto per allestire i giochi (fanno propaganda).
  • Le magistrature sono collegiali: (i consoli e i censori sono due, solo il pretore è uno) così che possano controllarsi a vicenda.

Classificazione delle magistrature

  • Magistrature cum imperio: imperium era affidato al re durante la monarchia e ai magistrati durante la repubblica (contrapposto alla potestas: normale potere per il magistrato); magistrature sine imperio: il censore (uno dei magistrati più importanti) e i magistrati minori non hanno l’imperium; il censore non ha bisogno di tale potere per svolgere i suoi incarichi.
  • Magistrature ordinarie: la carica si rinnova alla scadenza (esempio: quando esce di scena un console c’è subito dopo il console successivo); magistrature straordinarie: magistrati eletti solo in circostanze particolari (esempio: dittatore).
  • Magistrature permanenti: la carica dura da un’elezione all’altra, non finisce prima dell’elezione dell’altro magistrato, c’è una continuità; Magistrature non permanenti: il magistrato non permane nella sua carica (quella del censore: eletto ogni 5 anni ma rimane in carica per 18 mesi).
  • Magistrati curuli = deriva dal nome del trono, ovvero la sella curule; sono i magistrati di origine patrizia (si distinguono dai plebei) e magistrati non curuli.

Classificazione dei magistrati più importante

  • Magistrature maggiori (sono quelli che hanno gli auspici maggiori: interpretano la volontà degli dei) = sono il console, il pretore, il censore e il dittatore.
  • Magistrature minori: edili e questori.

Per i cittadini che volevano intraprendere la carriera politica dovevano percorrere tutte le tappe, dalla magistratura minore a quella maggiore: percorso chiamato cursus honorum percorso regolato dalla Lex Villia del 180 a.C.: stabilisce le tappe e anche gli intervalli tra una magistratura e un’altra. Al vertice c’era il console poi il pretore, l’edile e il questore. (il dittatore no perché è una carica straordinaria).

Caratteristiche delle magistrature maggiori

1. Censore

(introdotto nel 443 a.C. e nel 434 si stabilisce che il potere ha una durata di 18 mesi attraverso una Lex Milia): magistratura maggiore (con gli auspici maggiori), non permanente e sine imperio; si diventava censore solo dopo essere stati prima console; in età repubblicana c’erano i comizi centuriati (avevano origine dalla creazione del re etrusco dell’esercito: conta la capacità patrimoniale): il censore aveva il compito di fare il censimento = il censore convocava con un editto i cittadini nel campo Marzio fuori dal pomerio (stabiliva la data): dovevano dare le loro generalità, indicare le persone che avevano sotto la loro potestà (famiglia, servi) e comunicare l’entità dei beni immobili (hanno trovato delle schede che indicano questi dati: ci sono delle fonti). Il censimento veniva fatto ogni 5 anni (potevano essercene alcuni straordinari, si verifica spesso durante l’imperio).

C’erano due registri: uno serviva per motivi militari, per attribuire nella classe giusta dell’esercito i paterfamilias; l’altro registro serviva per scopi tributari, per fissare le tasse in base alle ricchezze (dopo aver calcolato le ricchezze di ognuno stabilivano le tasse). Altro compito dei censori: dovevano valutare il comportamento dei cittadini: potevano emettere una nota censoria e d

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 44
Diritto Romano Pag. 1 Diritto Romano Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 44.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto Romano Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 44.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto Romano Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 44.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto Romano Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 44.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto Romano Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 44.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto Romano Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 44.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto Romano Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 44.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto Romano Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 44.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto Romano Pag. 41
1 su 44
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze giuridiche IUS/18 Diritto romano e diritti dell'antichità

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mariannaiavarone03 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Elementi di diritto romano pubblico e privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Cuneo Paola.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community