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Diritto pubblico

La costituzione che è stata scelta dai padri costituenti, riunitisi in Assemblea costituente nel 1946, è stata poi promulgata dal Presidente della Repubblica provvisorio nel 1948. La Costituzione non viene toccata, ma viene interpretata in modo diverso. Le norme contenute all’interno degli articoli della Costituzione sono numerosissime. L’articolo è definito disposizione giuridica/legislativa (TESTO dell’articolo), ma esso contiene nei diversi commi molte norme; queste norme consentono un’interpretazione diversa. La norma è un precetto, è solo una parte del contenuto di un articolo o di un comma all’interno dell’articolo. Quando ho davanti un testo normativo, mi muovo come se fosse un’analisi testuale fatta in una lingua che devo tradurre. La prima lettura viene compiuta con un’interpretazione grammaticale; se non riesco a trarne un senso compiuto da ciò che ho tradotto, passo poi a un’interpretazione logica, e se fallisce anche questa vado a un’interpretazione sistematica, cioè analizzando tutto il complesso di norme, ossia il sistema, sarà semplice capire cosa voleva dire il legislatore.

Criteri di risoluzione delle antinomie normative

I conflitti tra le norme dell’ordinamento giuridico possono essere risolti attraverso alcuni criteri:

  • Criterio della gerarchia: la fonte più alta in grado prevale sulle altre.
  • Criterio della competenza: la potestà normativa è regolata strettamente. Ogni autore del diritto ha una propria competenza normativa. Se lo Stato emette un provvedimento legislativo in una materia spettante alla regione, si applica questo criterio e la norma statale soccomberà di fronte a quella regionale.
  • Criterio temporale (norme dello stesso grado): le leggi si succedono nel tempo, la più nuova sostituisce in maniera esplicita o implicita quella precedente. L'abrogazione esplicita avviene quando la legge più nuova dichiara esplicitamente di sostituire quella precedente, mentre l'abrogazione implicita avviene quando, parlando dello stesso argomento e dando disposizione differente, è implicito che sostituisce quella precedente.

Nel termine di norma giuridica includo anche i regolamenti, non solo quelli dell’Unione Europea, ma anche quelli dell’esecutivo, cioè della compagine ministeriale (Presidente dei Ministri). Il concetto di pubblica amministrazione è molto allargato: quindi noi intendiamo il potere esecutivo, ma anche i vari gangli dell’amministrazione (il professore è un pubblico ufficiale, lo possiamo insultarlo solo post lezione).

Esempio di terminologia: donazione è un contratto con il quale una parte arricchisce l’altra, dono a Tizio un bene e così via. Nel codice civile Napoleonico si definisce la donazione come un “atto” (non un contratto) col quale una parte arricchisce l'altra per spirito di liberalità. Gli italiani copiano spudoratamente la denominazione "Atto" copiandolo dal codice Napoleonico e nel 1942 viene scritto correttamente che la donazione è un contratto.

La consuetudine

La consuetudine è un comportamento ripetuto nel tempo, sempre uguale, tenuto da alcune persone che ritengono che il mettere in essere quel comportamento rappresenti il seguire una vera e propria norma giuridica, anche se questa norma non c’è. Gli elementi che definiscono la consuetudine sono due:

  • Psicologico: la convinzione da parte di chi mette in essere il comportamento, la convinzione di star rispettando una legge che non c’è (opinio iuris ac necessitatis).
  • Temporale: il comportamento deve essere reiterato nel tempo, indefinitamente, cioè i consociati sono d’accordo tra loro di adottare sempre quel comportamento (diuturnitas).

La consuetudine ha un valore molto relativo, assurge a fonte dell’ordinamento giuridico solo quando richiamata dalla legge: se una legge fa espresso riferimento a un comportamento consuetudinario, ecco che si parla di vera e propria consuetudine dell’ordinamento giuridico. Tuttavia, se si decide di non seguire più quella consuetudine non c’è una sanzione che fa da deterrente per continuare a seguire quel comportamento.

Rapporti con i regolamenti dell'Unione Europea

I regolamenti dell'Unione Europea prevalgono anche sulle Costituzioni dei paesi membri, ma non prevalgono sulla prima parte della Costituzione Italiana. Non si parla di comunità economica europea; l’evoluzione avviene dopo la firma del Trattato di Lisbona: è Unione Europea, è una confederazione (questo vuol dire che in qualunque momento i membri possono abbandonare la confederazione). Siamo ancora in stato di confederazione anche perché manca una Costituzione Europea; per ora ci sono solo i trattati. Per avere una Costituzione è necessario che si elegga un'assemblea costituente e che questa abbia la competenza delle competenze (potere assoluto), ossia quello di eliminare tutti i principi fino ad allora considerati e scrivere un nuovo documento, un patto costituzionale, che leghi quindi tutti i consociati.

Non vale la regola modifico la Costituzione, ma vale la regola scrivo per la prima volta una nuova Costituzione. Abbiamo sentito dire molte volte che viene nominata una commissione per le riforme costituzionali. La legislatura ha durata di 5 anni, sempre ammesso e non concesso che il Parlamento non venga sciolto in anticipo e che quindi la legislatura non duri meno dei 5 anni previsti dalla Costituzione. La competenza delle competenze, in mano all’Assemblea costituente, non ha niente a che vedere con i poteri di una commissione per le riforme istituzionali, che ha come compito quello di individuare le aree emendabili della Costituzione.

Ad esempio, se voglio modificare la seconda parte della costituzione, posso farlo. Il sistema migliore è quello di istituire una commissione per le riforme costituzionali che studi tutti i problemi e mi comunichi i pro e i contro delle scelte che vorrò fare. Questa commissione è priva di poteri effettivi, se non quella di poteri propositivi, ossia che vi è il dibattito in Parlamento per la modifica della seconda parte della Costituzione. Hanno solo potere di proposta di disegno di legge costituzionale, una modifica dell’attuale seconda parte della Costituzione, azione già fatta molte volte, ultima volta in cui è stata fatta: 2001, modificate le norme relative agli enti territoriali, unitamente ad altre modifiche.

L’Assemblea costituente ha i massimi poteri possibili, decide senza tener conto dei limiti alla revisione costituzionale, ossia quello di scrivere un'altra costituzione. Alle spalle vi deve essere un patto costituzionale. La commissione parlamentare per le riforme costituzionali ha poteri minimi solo di proposta. Esiste l’art.2 della Costituzione Italiana che è una vera propria porta aperta sui diritti e sulle libertà e consente l’ingresso di nuovi diritti e nuove libertà.

Regolamenti comunitari

È una grossa sciocchezza dire che il regolamento dell’Unione Europea viene emesso solo dal Parlamento Europeo; è un procedimento complesso che prevede anche la partecipazione del Consiglio Europeo e per una piccola parte anche della Commissione. A livello europeo vi è un grosso problema: il Consiglio Europeo è formato dai rappresentati dei governi centrali dei 27 paesi, contravvenendo quindi al principio di separazione dei poteri. I poteri esecutivi dei singoli Stati diventano potere legislativo in Europa; quindi, i popoli Europei eleggendo i loro rappresentanti al parlamento, partecipano solamente in minima parte all’emissione dei regolamenti dell’Unione Europea, in quanto le iniziative della commissione, che poi ha dei poteri anche durante il procedimento legislativo stesso, scioglie il consiglio in ultima analisi del Parlamento.

Il Parlamento Europeo non è il solo depositario del potere legislativo in Europa, ma lo è in massima parte anche il Consiglio Europeo (da non confondere con il Consiglio D’Europa). I regolamenti dell’Unione Europea non sono l'unico strumento normativo dell'Unione Europea, vi sono anche le direttive che servono per fissare e raggiungere un obiettivo. I singoli stati aderenti poi all’unione decideranno come raggiungere quell'obiettivo utilizzando il mezzo che meglio riterranno opportuno utilizzare. Ad esempio, l’Unione Europea emette una direttiva per il passaggio all’utilizzo al led, fissando una data entro la quale non è più possibile produrre lampadine ad incandescenza ma si possono ancora acquistare quelle già prodotte perché devono essere smaltite quelle in magazzino. Se non si dà attuazione alla direttiva, si inizia la procedura di infrazione, ciò comporta una serie di sanzioni.

Stato unitario a base regionale

È impropria la definizione di Governatore della Regione Lazio, ma Presidente della Regione Lazio, questo perché “governatore” implicherebbe la presenza di uno Stato Federale (ad esempio il governatore dello stato federale di New York). Invece, la definizione di Stato Unitario a base regionale significa che lo Stato può decidere di eliminare le regioni con una modifica della seconda parte della Costituzione. Nel 1946 fu proposto il sistema delle regioni e molti dei padri costituenti fecero notare che le regioni avrebbero rappresentato un sistema perverso di moltiplicazione dei centri di spesa, determinando un disavanzo e un debito pubblico molto grosso, e così è stato; non ci sono stati dei vantaggi per i cittadini.

La forma di Stato è quella che non è modificabile, la nostra repubblica non può essere modificata in monarchia o qualcos’altro (ai sensi dell’art.139). Non abbiamo vincoli di forma di governo, una differenziazione di esse è: repubblica parlamentare (nostra) e presidenziale. La forma presidenziale per eccellenza è quella in cui vi è un’elezione diretta o semidiretta del Presidente della Repubblica.

Chiunque dica che il Presidente Americano è direttamente eletto dal popolo dice una sciocchezza, sono i grandi elettori che eleggono il Presidente degli Stati Uniti. Essi dichiarano in partenza di quale schieramento democratico/repubblicano voteranno, se si raggiunge il 50% + 1 dei grandi elettori in uno Stato, l’intero stato va al vincitore (elezione interposta). Il popolo mediatamente elegge il presidente degli Stati Uniti. In Francia vi è un’elezione diretta, non vi sono i grandi elettori, ma vige un semi presidenzialismo, cioè che accanto al Presidente della Repubblica vi è anche il Primo Ministro.

Per quanto riguarda il presidente degli Stati Uniti, mancando la figura di un presidente della Repubblica come in Italia, i singoli ministri vengono scelti direttamente dal Presidente della Repubblica americana, che quindi li può nominare e licenziare a suo piacimento. C’è qualcosa di simile in Italia? Sì, le regioni. Quando andiamo a votare per le elezioni regionali, noi votiamo per il Presidente della Regione che è il Presidente della Giunta Regionale (gli assessori sono scelti da esso, non dal popolo). Nel momento in cui esce vittoriosa una forza politica dalle urne, governerà per 5 anni, se si spacca la maggioranza si torna a votare automaticamente.

Rami del diritto pubblico

Il diritto pubblico si occupa del rapporto tra cittadino e amministrazione, vi è il rapporto tra amministrazione e cittadino, tra organi dello stato, tra tutto ciò che attiene alla sfera pubblica, molto più vasta della sfera che copre il diritto civile/privato. Il diritto privato si occupa del semplice rapporto tra due soggetti privati, ossia cittadini. Il lato internazionale dimostra tutta la sua inconsistenza attualmente, perché il Diritto internazionale, esterno allo Stato, mostra tutta la sua inconsistenza; esso si basa sui trattati che vengono stilati tra Stati che si riconoscono tra loro. Se il diritto internazionale si basa sui trattati, il rispetto del trattato deriva dalla buona volontà dei paesi che hanno sottoscritto il trattato stesso. È quindi labile. All’interno dell’organizzazione internazionale (ONU) i vari organismi sono espressione dei consociati. Le risoluzioni che possano promanare da questa organizzazione sono sempre soggette al diritto di veto di alcune nazioni più importanti all’interno dell’ONU. Se l’ONU decidesse di prendere decisioni nei confronti di questi grossi popoli, non potrebbe, perché incontrerebbe il veto del popolo stesso.

  • Diritto comunitario: Ben diverso è quello che succede in questo ambito, ovvero nell’ambito dell’Unione Europea e dei 27 paesi che ne fanno parte. Gli organi dell'Unione Europea, gli organi principali, cioè il Parlamento, la Commissione e il Consiglio, hanno un peso senz'altro maggiore rispetto ad altri organi, di altre realtà internazionali. Vi è una ricaduta all’interno dei paesi membri perché i regolamenti dell’UE rientrano nei regolamenti dei paesi membri.
  • Diritto costituzionale: riguarda la Costituzione, il funzionamento dei vari organi Costituzionali e l’organizzazione dello Stato stesso, che è stato deciso dai padri costituenti dal 1946 al 1948 e che esce fuori dal testo costituzionale del 1948; riguarda la tripartizione dei poteri: potere legislativo, poi il potere esecutivo e infine il potere giudiziario.
  • Diritto amministrativo: regola l'attività dello Stato e degli altri enti pubblici, le norme sono contenute in numerose leggi amministrative. Esiste anche, tra i tanti codici, anche un codice amministrativo, che è appunto una raccolta di queste regole. Il diritto amministrativo è di importanza fondamentale nelle nostre vite: ad esempio, non è possibile per il docente durante gli esami dire a uno studente: “ora ti siedi e visto che non sei stato attento alle lezioni etc. tu l’esame non lo superi”, ai sensi del diritto amministrativo perché costituirebbe, tra le altre cose, un eccesso di potere. Eccesso di potere che determina la nullità dell'atto amministrativo. Perché l'esponente della pubblica amministrazione, cioè il professore, utilizzerebbe il suo potere non per lo scopo previsto dalla legge, che è quello di accertare la conoscenza, ma per uno scopo diverso. Il rapporto tra la pubblica amministrazione e il cittadino è sempre su due piani diversi.
  • Diritto penale (ramo diritto pubblico): insieme di regole che hanno poi sanzioni importanti nei confronti di chi pone in essere il reato, ha come scopo di mantenere l’ordine pubblico, la buona coesistenza delle persone l’una con l’altra, evitare violenze di tipo morale e fisico, che hanno lo stesso tipo di gravità. Vi è la regola di tipizzazione del reato: solamente ciò che costituisce reato per il Codice penale è punibile. Se il fatto non costituisce reato, non è punibile, ci sono anche delle cause di esclusione di punibilità (esempio caso di forza maggiore: che si verifica nel caso in cui io sono in seggiovia su un sedile doppio, sono con uno sciatore e se io mi accorgo che la seggiovia sta cadendo, io posso buttarlo giù). Principio importante: solamente in base a una legge che sia preesistente al momento della commissione del fatto, io posso essere condannato. Vale il criterio temporale. Nel diritto penale non si utilizza nemmeno l’analogia, è un fenomeno interpretativo, ossia non è possibile applicare una norma prevista per un’altra fattispecie al diritto penale, o c’è o non c’è la norma penalistica. L’analogia è applicabile a tutti gli altri diritti.
  • Diritto processuale: sono procedimenti che confluiscono nel processo, alcuni sono autorizzati dal codice di procedura. Si dice sempre, ha ragione, che una causa può essere vinta da un bravo processualista (perde tempo abbastanza da far scattare la prescrizione o fa delle richieste che portano il processo a una determinata conclusione). Il diritto processuale decide sull’andare a buon fine o meno di una causa.
  • Diritto ecclesiastico: c’è stato un concordato che è stato sottoscritto prima del 1929 e poi nel 1983 per regolare i rapporti tra lo Stato italiano e la chiesa cattolica. La “particolarità” della religione cattolica è quella di avere uno Stato (Vaticano) e quindi il concordato ha un trattato internazionale a tutti gli effetti e poi un concordato per il matrimonio in chiesa (questo ha risvolti giuridici: gestione dei beni, dei figli, dell’eredità dei coniugi), chi sposa in comune non ha gli effetti religiosi pur avendo tutti gli effetti visti nella sfera del diritto privato, anche convenzioni finanziarie che regolano il pagamento di tasse e imposte per beni della Chiesa Cattolica che sono in tutto il mondo.
  • Diritto tributario e diritto finanziario: in ultimo diritto tributario e diritto finanziario, quindi imposte e tasse, che i cittadini devono pagare allo Stato. Le sue norme sono contenute in varie leggi. Il diritto finanziario poi stabilisce le regole che lo Stato e gli enti pubblici devono seguire per reperire i mezzi finanziari necessari alla costruzione di opere pubbliche e quant'altro. Quindi il reperimento delle risorse avviene attraverso la raccolta delle imposte e delle tasse e che poi vengono reimpiegati nella società civile.

Diritto penale

Il diritto penale fa parte del pubblico generale e regola i rapporti tra i consociati in una società e ha lo scopo di far mantenere, a questi consociati, una vita consona al principio di legalità. C’è una regola molto precisa delle norme penalistiche che prevede la tipicità della norma penalistica: se il fatto costituisce reato, è previsto da una norma penalistica. Se invece il fatto è irreg...

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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

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