Diritto Pubblico / 1° semestre
Prof. Roberto Pinardi
1. Stato, forme di Stato e forme di governo
Per Stato si intende un ordinamento giuridico, sovrano ed indipendente che esercita il potere in un
determinato territorio e sul suo popolo. Queste connotazioni sono tre elementi fondanti che permettono
allo stato di esistere. Si parte dallo studio della nozione di Stato attraverso fonti, grazie a cui si
analizzano l’insieme degli organi principali costituzionali, delle leggi ed i diritti che esercita sulla
popolazione.
L’ordinamento è un apparato complesso collettivo, d’insieme, che si basa sul concetto di ordine,
costituito da regole che permettono il proprio funzionamento, in modo da sviluppare uno studio
pragmatico delle sue funzioni. Viene definito giuridico in relazione al diritto e alle leggi che esercita nella
società.
Sovrano significa che lo Stato possiede un potere di comando superiore rispetto ad ogni altro soggetto
nella società, l’ente del monopolio della forza (se serve :), attraverso l’imposizione di leggi ed il rispetto di
queste ultime (ex. attraverso polizia o giudici). É un organo che, tuttavia, al giorno d’oggi, possiede limiti,
specialmente nelle democrazie moderne, al contrario dei regimi obsoleti di qualche secolo fa, come il
regime monarchico. Infatti, grazie al Principio di legalità e la Costituzione, lo stato sovrano è anch’esso
soggetto a restrizioni e limiti di potere, per evitare l’assolutismo dello stato dispotico dittatoriale.
Lo stato è sovrano ma anche originario ed indipendente, perché nasce e nessun altro Stato gli
attribuisce dei poteri sotto la sua influenza, visto che sono proclamati ed istituiti dallo stesso organo.
Lo Stato può contenere al suo interno una collettività di enti, regioni, organi autonomi e derivati, perché
soggetti da parte dello stato, all'attribuzione o sottrazione di poteri, andando a modificare la Costituzione.
Sovrano è concetto assoluto, simbolo di un’entità unica a cui è attribuito il potere, mentre, in relazione, le
regioni hanno la propria autonomia. Lo stato è anche ente indipendente, perché se fosse dipendente da
altri Stati eserciterebbe la propria forza sulla base della loro influenza.
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● 1.2 Distinzione tra soggetti pubblici e privati
I soggetti pubblici agiscono tramite la sfera del legittimo. Hanno poteri e competenze che sono conformi
e attribuite dalla legge, e dunque soggetti alle restrizioni di quest’ultima, nella sfera della legittimità. Per
esempio, nessun nuovo ente pubblico può essere istituito o riconosciuto se non per legge.
I soggetti privati svolgono funzioni nella sfera del lecito, per esempio un’attività permessa che non va
contro alla legge. Nasce con la possibilità, in linea di principio, di perseguire uno scopo che interessa
una cerchia limitata di persone (ex. società).
● 1.3 Confini e Territorio
Il Territorio è lo spazio in cui lo Stato esercita le sue funzioni e poteri. Si tratta di una condizione di
esistenza necessaria per lo Stato, perché bisogna capire fin dove si spinge la sua sovranità e si
applicano le forze di polizia nazionale e le leggi, specialmente anche per motivi religiosi e di conquista.
Terraferma e sottosuolo Spazio Aereo Mare Territoriale
Il globo terrestre è suddiviso in (in base al contesto ed al Il Territorio di uno Stato può
Stati, esclusa l’Antartide, il cui periodo storico) costituisce il essere costituito anche da una
territorio può essere utilizzato confine perpendicolare al fetta di mare su cui esercita la
per finalità di ricerca sulla base terreno fino alla fascia sua piena sovranità. Questo
degli accordi presi dall’ONU. dell’atmosfera, perché lo spazio pezzo è chiamato Mare
Lo stato può essere un’isola, extra atmosferico è libero (lancio Territoriale, che si estende di
oppure può confinare con un di satelliti). Ad esempio, gli aerei norma verso le 12 miglia marine
altro stato tramite confini naturali devono ottenere il permesso per dalle coste, dove si applicano i
o artificiali. Stabilire un confine poter muoversi da uno spazio codici di uno Stato. Questo
significa stabilire anche aereo all’altro, perché parte del comporta un sacco di complessi
l’appartenenza e la possibilità di territorio su cui si esercita la paradossi, come ad esempio il
sfruttamento di materie prime e sovranità nazionale di un fatto che in certi casi, come le
riserve di un certo luogo. Si può determinato stato. navi militari, se viene compiuto a
sfruttare anche la parte di bordo un crimine, le leggi
sottosuolo sulla base di linee adottate sono quelle del paese a
perpendicolari collegate al cui appartiene la marina militare.
confine superficiale.
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● 1.4 Popolo ≠ Popolazione ≠ Residenza
Il Popolo è l’insieme dei cittadini di un certo stato, coloro che possiedono la Cittadinanza. La
Popolazione è l’insieme delle persone che vivono sul territorio nazionale, mentre i Residenti sono
coloro che vivono stabilmente in un determinato posto. Ad esempio, uno straniero può far parte della
popolazione ma non del popolo, perché non ha la cittadinanza (gli vengono riconosciuti vari diritti, tra cui
il diritto alla sanità, ma non quello di voto).
La Nazione è l’insieme degli abitanti definiti tali per la lingua, la cultura, le tradizioni, la religione, ecc…
Alcune parti della Costituzione si rifanno al concetto di Nazione, come l’art- 51, comma 2, ammettendo a
cariche elettive anche gli Italiani non appartenenti alla Repubblica (hanno la nazionalità italiana, vivono
in territori che dal punto di vista storico o geografico sono considerati italiani, ma che appartengono ad
altri Stati).
Solo i cittadini possiedono tutti i diritti all’interno di quello Stato. Detto ciò, è dunque importante definire
chi è cittadino e chi no. In tutti gli ordinamenti, esiste una legge sulla cittadinanza, come si acquista o
come si perde (legge n.91 del 1992). L’acquisto alla nascita può essere adottato attraverso due modi:
- diritto di sangue (Ius Sanguinis), da almeno un genitore italiano, anche se nasce all’estero
(fenomeno della doppia cittadinanza). Secondo una legge obsoleta antecedente il 1992, solamente
il padre, se italiano, poteva trasmettere la cittadinanza al figlio.
- diritto di territorio (Ius Soli), il bambino acquisisce la cittadinanza se è nato sul territorio italiano, ma
a due condizioni: è figlio di genitori ignoti o apolidi (soggetti che non hanno alcuna cittadinanza)
oppure che secondo la legge di quello stato, i genitori entrambi stranieri non possono trasmettere la
cittadinanza al bambino, e che dunque rimarrebbe senza. Oggi, quando si è figli di due stranieri su
territorio italiano, il bambino deve aspettare i 18 anni per poter ottenere la cittadinanza.
Lo Stato è definito anche come ente necessario, dal punto di vista della cittadinanza, dove quest’ultima è
assegnata secondo il volere della legge. Al contrario, esistono anche enti volontari, come ad esempio un
partito, oppure un’associazione, a cui ci si può iscrivere. All’interno dello Stato esistono:
- Lo Stato Apparato →indica l'insieme delle strutture politiche che esercitano i poteri sovrani (ex. lo
stato italiano impone troppe tasse, i decreti vengono gestiti dal Governo).
- Lo Stato Comunità →indica il popolo localizzato in un territorio e organizzato politicamente (ex. lo
stato francese che ha combattuto contro lo Stato Tedesco).
Le Leggi dello Stato possono essere divise in tre categorie a seconda del loro oggetto in questione, ad
esempio per l’organizzazione e funzionamento dello Stato apparato (funzionamento e direzione del
Governo), oppure secondo i rapporti tra Stato Apparato e Stato Comunità, oppure infine attraverso i
rapporti tra i privati, che si svolgono esclusivamente tra enti privati tramite accordi stabiliti da soggetti
privati (il diritto commerciale, le successioni, i rapporti di famiglia).
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● 1.5 Forme di Stato
Una forma di Stato è l’insieme delle finalità, quindi degli obiettivi che uno Stato persegue, e quindi dei
valori cui ispira la propria azione, i quali determinano le caratteristiche principali del rapporto tra Stato
apparato e Stato comunità. Nella storia, in senso diacronico, da quando è nata questa organizzazione
pubblica, sono esistiti vari tipi di stato, ognuno perseguendo obiettivi diversi, a seconda del rapporto
anche tra l’ente che detiene la forza/potere e lo Stato comunità. Ovviamente il passaggio da una forma
di Stato all’altra è sempre graduale e anticipata da movimenti culturali e cambiamenti a livello
socio-politico.
Stato Assoluto →caratterizza l’Europa dal 1500 (fine del Medioevo) al 1700 (Rivoluzione francese)
- In principio, dal punto di vista economico, nel Medioevo, l'economia era chiusa, di tipo autarchico,
dove tutto il territorio era diviso in feudi; i sudditi producevano tanto quanto era necessario alla
sopravvivenza dei feudatari, senza sviluppare surplus e commercio di scambio.
- Con la scoperta dell’America, l’economia si trasforma attraverso lo sviluppo di una produzione al di
fuori del feudo, insieme alla scoperta di nuovi prodotti. Quindi, nasce un'economia aperta, su più
larga scala a circolazione di capitale, perché per il commercio iniziano ad essere essenziali i porti o
le opere pubbliche, e a seguito delle sempre più numerose guerre, i soldati dovevano essere pagati.
- Nasce l’amministrazione pubblica dei tributi, a cui è assegnato il compito di riscuotere i tributi (le
tasse) e controllare la spesa pubblica nei diversi settori.
- Il re pretende di esercitare il potere perché gli arriva direttamente da Dio, una sorta di
autolegittimazione del potere per motivi trascendenti. Man mano, tuttavia, il re è affiancato dalla
borghesia commerciale, che si arricchisce di cultura e di potere, sui cui il re fa conto per poter
pagare le proprie guerre e le opere pubbliche (dopo aver pagato i tributi, non avevano voce in
capitolo su dove indirizzare il denaro).
- Tuttavia, si inizia sempre di più a diffondere il movimento Illuminista, in base a cui avviene il rifiuto
dell’origine trascendente del potere sovrano, portando ad una crisi dello stato assoluto.
Stato Liberale →si sviluppa a partire dalla fine del ‘700 fino agli inizi del ‘900.
- La prima caratteristica è che non è interventista, lasciando ai cittadini maggior libertà possibile,
perché la parte di economia pubblica è minima ed inferiore rispetto allo Stato Assoluto.
- Il Governo è generalmente formato da pochi ministeri, il minimo indispensabile affinché uno Stato
possa esistere: Interno (sovranità interna, polizia), Giustizia (monopolizza la forza attraverso i
giudici), Esteri e Difesa (riguardano l’indipendenza dello Stato), e Finanze (strumentale agli altri).
- Nascono alcuni meccanismi come la legittimazione popolare del potere, in base a cui debba esistere
un organo eletto dai cittadini (anche se inizialmente da pochi), come il Parlamento.
- Nasce il Principio di legalità e lo Stato di diritto, in base a cui la legge vige ugualmente su tutti i
cittadini, in parallelo alla divisione dei poteri (Montesquieu / 1748): il potere pubblico tanto più è
concentrato tanto più è pericoloso. Ogni organo pubblico deve possedere un piccola fettina di
potere, limitando così la possibilità di intervenire di un solo organo, insieme al controllo reciproco del
potere legislativo, esecutivo e giudiziario assegnato a diverse istituzioni.
- Lo Stato Liberale entra in crisi a seguito della 2° rivoluzione industriale, che porta ad uno
sconvolgimento industriale molto forte: avviene lo spostamento della popolazione dalle campagne
alle città, nascono le prime produzioni di massa, dove gli operai (condizioni di vita pessime) erano
però esclusi dall’attività politica del Parlamento.
- Il concetto di eguaglianza (Statuto Albertino) è al tempo solo formale, perché lo stato persegue
come politica il trattamento uguale di tutti i cittadini in base alla discendenza di ogni cittadino (figlio
del re diventa re, figlio del contadino rimane contadino). Infine, non c’è riconoscimento di tutte le
libertà associative, come l’organizzazione di partiti e sindacati, specialmente tra i poveri (i corpi
intermedi non vengono mai riconosciuti).
Stato Interventista →nel corso della prima metà del ‘900, nascono contemporaneamente dopo lo stato
liberale, stati di carattere interventista, costituiti da un apparato più grande e che si occupa di molte
funzioni, dove la pubblica amministrazione è pesante perché lo stato si occupa di tante cose:
- lo Stato Totalitario (stato fascita o nazional-socialista, comunista):
● vede una vittoria del vecchio regime, come potere nelle mani di uno solo, insieme alla negazione
del conflitto sociale, lo sciopero illegale, ed i sindacati disciolti.
● Si tratta di una forma di stato che attecchisce l’Europa del primo novecento (regime fascista si
assedia con le leggi Fascistissime, 1925), con un forte accentramento del potere in un partito unico
(Germania sotto Hitler, Spagna sotto Franco e Portogallo sotto Salazar).
● Si tratta di uno stato interventista, che si occupa anche dell’organizzazione della vita privata dei
cittadini, grazie all’istituzione del ministero della propaganda, insieme alla negazione
dell’eguaglianza formale (ex. leggi razziali).
- lo Stato Socialista nasce con la Rivoluzione russa del 1917:
● i proletari prendono il potere ed installano una forma di stato che si rifà ad un progetto ispirato al
pensiero Marxista. Marx critica lo stato liberale in quanto diviso in classi, dove i mezzi di
produzione di massa erano nelle mani di pochi, mentre la stragrande maggioranza era costituita
dalla classe operaia, che per vivere doveva lavorare ed essere sfruttata.
● Per superare queste ingiustizie, occorre arrivare alla proprietà collettiva dei mezzi di produzione.
La dottrina marxista mira all’estinzione dello Stato, risultato della divisione della società in classi.
● Tuttavia, nel “socialismo reale”, il partito unico comunista ed i suoi gerarchi instaurano una forma di
stato capillare ed interventistica per il controllo della vita privata dei cittadini.
- lo Stato Sociale è presente in molte realtà europee, fra cui anche l’Italia, e vede un compromesso tra le
varie classi e la possibilità di convivere:
● il manifesto dell’uguaglianza sostanziale (art. 3, comma 2, Cost.) stabilisce che la Repubblica
(sintesi di tutti i poteri pubblici) debba rimuovere gli ostacoli economico-sociali che
pragmaticamente limitano la libertà e l'eguaglianza dei cittadini.
● Nello stato liberale ci sono solo libertà negative, che si ricollegano al senso di uguaglianza formale
tra i cittadini, senza l’intervento da parte dello stato (ex. no arresto), mentre nello Stato sociale i
diritti sociali devono essere garantiti dalla Repubblica (pp.212).
● Lo Stato Sociale non garantisce uguaglianza in arrivo (tutti con lo stesso stipendio), ma stessa
base di partenza, affinché tutti possano realizzarsi. Lo stato sociale è uno stato interventista che
conta molti ministeri.
● Nel campo dei diritti sociali, possono agire anche i privati. Già nel 48, l’istruzione poteva essere in
mano anche ai privati, insieme anche all’assistenza privata, come le assicurazioni.
● Dopo la riforma del 2001, esiste la sussidiarietà orizzontale, tra pubblico e privato (art. 118, ultimo
comma, Cost.), un principio generale, che vale per tutte le attività non economico-sociali. Sulla
base del principio di sussidio, un soggetto o un ente che aiuta un altro: in particolare l’ente
pubblico può sempre intervenire in aiuto del privato per far sì che questa attività venga svolta in
maniera efficiente, un controllo e verifica dello standard richiesto affinchè l’attività possa esistere.
● Si allarga la fetta di popolazione che può votare, fino ad arrivare al suffragio universale e al
pluripartitismo. Si tratta di uno stato a costituzione rigida, sulla base del principio di legalità, a cui si
aggiunge quello di legittimità costituzionale, che può essere solo modificata attraverso un percorso
aggravato e complesso di leggi costituzionali e d’accordo fra tutte le forze politiche (≠ stato liberale
era monoclasse, unico giocatore che cambia le regole quando vuole, e la Costituzione era molto
flessibile).
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● 1.6 Classificazione di Stati odierni
É possibile ancora suddividere i diversi stati a seconda dell’importanza conferita al principio di
autonomia territoriale, che può essere di livello:
- UNITARIO: stato tipico di epoche passate ma anche oggigiorno, dove tutto viene deciso dal governo
nazionale, senza autonomie regionali e articolazioni come province e comuni (Francia).
- FEDERALE: la Costituzione USA introduce per prima una forma di stato federale.
● esistono gli stati-membri, che hanno competenza generale, a cui si attribuisce l’autonomia
decisionale che si estende a tutto ciò che non è presente nella Costituzione. Possono esercitare
la giurisdizione, ognuno con propri processi, tribunali e codici.
● Esiste un esercito comune, ma per mantenere un ordine interno ogni stato possiede proprie forze
armate, strutturate diversamente da stato a stato.
● gli Stati sono rappresentati da una delle due Camere del Parlamento, formata in proporzione alla
popolazione degli Stati, mentre al Senato siedono in ugual numero 2 senatori per ogni stato,
perché questo organ
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