Parte I: I soggetti del diritto internazionale
L'ordinamento giuridico del diritto internazionale ha una natura speciale, si rivolge agli stati, alle organizzazioni internazionali, ai popoli e agli individui. Nasce nel 1648 dopo la Pace di Vestfalia. È composto da una serie di rapporti bilaterali e multilaterali che si sviluppano tra stati e organizzazioni internazionali (autonomia e consenso) e dai valori essenziali che esprimono interessi rilevanti per tutti gli stati della società internazionale.
Norme cogenti / ius cogens
Alcune norme hanno una valenza gerarchicamente superiore rispetto alle altre norme, sono state chiarite nell’articolo 53 della convenzione di Vienna del 1969, per cui i trattati che violano questo tipo di norme sono nulli. Es. divieto dell’uso della forza, diritto di autodeterminazione dei popoli, divieto di genocidio e di tortura.
Lo stato
Lo stato è un ente dotato di sovranità, la Dichiarazione sulle relazioni amichevoli di New York - 1970 garantisce il principio di uguaglianza sovrana tra stati e stabilisce che tutti gli stati sono uguali dal punto di vista formale, nessuno può imporre obblighi ad un altro.
Gli elementi essenziali che costituiscono uno stato sono:
- Sovranità -> esercizio effettivo del potere di governo su una comunità organizzata e su un territorio (es. non valgono invasione del Kuwait da parte dell’Iraq nel 1990, i governi esiliati come la Francia durante la Seconda guerra mondiale, il movimento di liberazione nazionale con sede in territorio straniero come il Fronte Polisario, autodeterminazione del popolo saharawi rispetto al Marocco nel Sahara occidentale, Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP) con sede a Tunisi – nel 2012 l’Assemblea Generale ONU ha accordato alla Palestina lo status di «Stato non membro» e vi è il riconoscimento come Stato da parte dell’UE e di alcuni Stati Membri UE – manca però il controllo del territorio (valore politico/simbolico))
- Indipendenza o autonomia -> gli stati federati, i cantoni svizzeri, le regioni non sono stati dal punto di vista del diritto internazionale, non sono soggetti autonomi e indipendenti perché riconoscono la sovranità dello stato federale. I governi fantoccio non hanno autonomia sostanziale (es. la repubblica turca del Cipro del Nord)
- Riconoscimento da parte degli altri stati -> ha effetto dichiarativo (attraverso il quale si manifesta la propensione, la volontà, di uno stato di intrattenere relazioni diplomatiche e concludere accordi con l’altro) e non costitutivo (con il riconoscimento non si costituisce un ente stato). Nel riconoscimento di uno stato non incidono la grandezza (Città del Vaticano o San Marino), il principio democratico o il rispetto dei diritti umani (Cina o Arabia Saudita); si prende in riferimento solo lo stato apparato, formato dall’apparato governativo con le sue istituzioni e gli organi che hanno precisi ruoli e competenze.
Le organizzazioni internazionali
Le organizzazioni internazionali sono enti derivati, costituiti. Si dividono in:
- Governative, costituite dagli stati, che esercitano delle funzioni che gli stati non potrebbero svolgere da soli (es. Nazioni Unite)
- Non governativi, costituite dalle associazioni nazionali per svolgere importanti nel diritto internazionale (es. WWF, Amnesty International, Croce Rossa)
Solo le organizzazioni governative possono talvolta essere considerate soggetti del diritto internazionale. Per esserlo devono avere un ruolo autonomo rispetto agli stati che le compongono, in questo modo diventano destinatarie di diritti e obblighi del diritto internazionale. La soggettività giuridica delle organizzazioni internazionali è stata per la prima volta riconosciuta alle Nazioni Unite nell’ambito del caso Bernadotte – 1949, esaminato dalla Corte internazionale di giustizia. Un funzionario ONU in missione in Palestina era stato ucciso, il suo aereo è stato abbattuto e l’ONU chiedeva una riparazione per la morte.
L’organizzazione per godere di soggettività internazionale:
- Deve avere il riconoscimento della personalità giuridica nel suo statuto (art 104 per le Nazioni Unite)
- Deve essere abilitata a concludere trattati internazionali
- I suoi organi devono adottare le decisioni a maggioranza (la NATO delibera all’unanimità)
La NATO non ha soggettività internazionale e le responsabilità per gli atti sono dei singoli stati che la compongono. Nonostante le organizzazioni siano molto numerose, il modello organizzativo è generalmente tripartito: l'assemblea (in cui si trovano i rappresentanti degli stati membri), il consiglio (con funzioni decisorie) ed il segretariato (con funzione di coordinamento e di organizzazione che svolge le questioni amministrative).
Le Nazioni Unite
Le Nazioni Unite sono un’organizzazione governativa costituita nel 1945 con la Conferenza di San Francisco dalle ceneri della Società delle Nazioni (nata dopo la Prima guerra mondiale per evitare la nascita di altri conflitti). Originariamente ne facevano parte 55 Stati, oggi tutti gli stati della società internazionale fanno parte dell’organizzazione delle Nazioni Unite. Alcuni enti all’interno dell’ONU godono dello status di “osservatore” (es. l’Unione Europea, la Città del Vaticano, la Palestina), non sono membri ma possono partecipare ai lavori e contribuire alle discussioni, non hanno diritto di voto, quindi non possono decidere sulle delibere dell’ONU. Le funzioni sono stabilite dal preambolo della carta e dai primi articoli, la principale è il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale.
- Art. 1 Carta: obiettivi e finalità dell’ONU – le funzionalità sono gerarchicamente organizzate
- Art. 1, par. 1: mantenimento della pace e della sicurezza internazionale
- Art. 1, par. 2: sviluppo di relazioni amichevoli fra stati basate sui diritti e l’autodeterminazione dei popoli
- Art. 1, par. 3: cooperazione internazionale per la risoluzione di problemi economici, sociali, culturali, umanitari e per la promozione e il rispetto dei diritti umani
Nella prassi non si è molto seguita la gerarchia, in più occasioni non è stata mantenuta la pace in quanto molte decisioni sono spesso state ostaggio del diritto di veto di alcuni paesi e quindi la società non è potuta intervenire. Rispetto invece alla promozione e al rispetto dei diritti umani si è rivelata più utile. Nell’articolo 2 si trovano i principi che orientano l’operato delle Nazioni Unite:
- Principio di uguaglianza sovrana fra stati (dichiarazione di New York – 1970)
- Par. 3: obbligo di risolvere le controversie in modo pacifico
- Par. 4: divieto del ricorso alla minaccia o all’uso della forza
- Par. 7: principio del dominio riservato degli stati (alcune questioni sono di gestione esclusiva degli stati, domestic jurisdiction, una volta ne faceva parte il trattamento dei cittadini all’interno dello stato)
L’ART. 24 della Carta dell’ONU stabilisce che il Consiglio di sicurezza deve rispettare i principi e i fini delle Nazioni Unite, previsti negli artt. 1 e 2 della Carta, ogni volta che svolge i suoi lavori. Secondo una lettura tradizionale questi sono gli unici vincoli che il Consiglio di sicurezza ha nel momento in cui adotta delle decisioni, secondo una lettura più moderna è stato evidenziato che il Consiglio di sicurezza ha gli stessi limiti sanciti per gli stati membri ovvero, nell’adozione di misure, deve rispettare la tutela dei diritti umani fondamentali (es. embargo selettivo, che garantisca il mantenimento della pace e non precluda nessun diritto per i cittadini, invio di forze per la pace).
Gli articoli della Carta dell’ONU
- ART 3 indica i membri originari dell’ONU.
- ART 4 specifica come altri stati siano ammessi all’ONU: possono diventare membri tutti i paesi della società internazionale che siano “amanti della pace”. L’Assemblea Generale esercita un controllo sull’ammissione degli stati membri. L’espressione “amanti della pace” ha un significato politico: in origine portava all’esclusione dei paesi che avevano perso il secondo conflitto mondiale (Italia, Germania, Giappone), oggi ha un significato simbolico.
- ART 7 indica quali sono gli organi delle Nazioni Unite: Assemblea generale (dove siedono i rappresentati di tutti gli stati membri), Consiglio di sicurezza (composto solo da 15 stati), Corte internazionale di Giustizia, Segretariato (funzioni organizzative e che riguardano la pubblicità di tutti i trattati stipulati), Consiglio economico e sociale (funzione di collegamento con altre organizzazioni). Il Consiglio di amministrazione fiduciaria oggi non è più presente.
L’Assemblea Generale è l’organo con la composizione più ampia, ha la possibilità di sospendere il diritto di voto di uno stato membro (ART 5 della carta) in due casi: quando ci sono sanzioni contro lo stato (Serbia) o quando lo stato non paga i contributi obbligatori per finanziare l’attività dell’organizzazione. Le sue competenze sono sancite nell’ART 10 e sono molto ampie. Si vota a maggioranza semplice 50% + 1 o a maggioranza qualificata per questioni particolarmente importanti.
L’Assemblea Generale ha la possibilità di emanare atti non vincolanti (atti di soft law), le delibere vincolanti vengono emanate sono in due casi specifici: quando le delibere sono in materia di spesa o quando vi è la istituzione di una procedura referendaria con cui si realizza l’esercizio del diritto all’autodeterminazione dei popoli (consuetudine consolidata nel tempo). Il ruolo per il mantenimento della pace (limiti dettati dal ruolo preminente del Consiglio di sicurezza).
L’ART 13 della carta affida all’Assemblea Generale la funzione di sviluppo progressivo e codificazione in testi scritti del diritto internazionale consuetudinario. L’AG ha istituito un organo sussidiario per svolgere questa funzione: la commissione del diritto internazionale (progetti di articoli – quindi atti di soft law - del 2001 sulla responsabilità internazionale degli stati e del 2011 sulla responsabilità internazionale delle organizzazioni).
Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite
Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite è l’organo che ha poteri operativi più incisivi fra tutti gli organi dell’ONU ma ha dei compiti più limitati rispetto a quelli dell’Assemblea Generale. Le sue competenze e funzioni sono indicate nei capitoli 6 e 7, sono il nucleo fondamentale della carta di San Francisco.
Il Consiglio di sicurezza è composto da 15 membri, 5 permanenti (hanno diritto di veto – Repubblica popolare cinese, Russia, Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, cioè i paesi vincitori della Seconda guerra mondiale – assetto che è rimasto tale dal 1945) e 10 membri non permanenti, che sono eletti a rotazione dall’assemblea generale ogni due anni (articolo 23 paragrafo 2 della carta); nella composizione si cerca sempre di creare un equilibrio mondiale rispetto al numero di stati rappresentati in ogni continente.
Le modalità di voto del Consiglio di sicurezza: art 27 stabilisce quali sono le maggioranze da seguire per le deliberazioni, ogni membro ha un voto (art 27 paragrafo 1). Si distinguono:
- Le questioni procedurali –> serve il voto favorevole di 9 membri su 15 e non c’è la possibilità di esercitare il diritto di veto
- Le questioni non procedurali / sostanziali -> serve il voto favorevole di 9 membri compresi i 5 membri permanenti, sembrerebbe tutti (c’è il diritto di veto da parte dei 5 membri permanenti)
Prassi applicativa più flessibile: il CdS può adottare delibere non procedurali (con diritto di veto) anche quando un membro permanente si astiene. Il diritto di veto è un problema in relazione alle questioni che riguardano lo stato dotato di diritto di veto (Cina, Russia, Gran Bretagna, Francia, USA) e anche per i paesi “amici”. ES. USA per Israele L’art 27 paragrafo 3 stabilisce che per stabilire se le decisioni sono procedurali o no i membri permanenti possono usare il loro diritto di veto -> il sistema del doppio veto, grande potere dei membri permanenti, che possono determinare se la questione sarà procedurale o non procedurale e quindi se potrà essere sottoposta al loro diritto di veto o no.
Il segretario generale delle Nazioni Unite adotta dichiarazioni e decisioni che sono atti di soft law, ha un ruolo significativo rispetto all’istituzione di missioni militari delle Nazioni Unite. Il consiglio economico e sociale, il cui ruolo è sancito dall’art 62, ha un ruolo importante nella prassi. L’articolo 62, par. 2: “fa raccomandazioni al fine di promuovere il rispetto e l’osservanza dei diritti umani e delle libertà fondamentali per tutti”.
L’art 7 par 2 stabilisce che ogni organo può istituire degli organi sussidiari, sono molto numerosi e spesso molto importanti che hanno acquisito competenze fondamentali (commissione del diritto internazionale – svolge funzione che l’art 13 della carta attribuisce all’assemblea generale rispetto allo sviluppo e alla codifica del diritto internazionale, tribunali ad hoc istituiti da risoluzioni del Consiglio di sicurezza come il tribunale penale per l’ex-Jugoslavia o per il Ruanda) hanno rilevanza autonoma.
Istituti specializzati dell'ONU
Gli istituti specializzati dell’ONU (es. organizzazione internazionale del lavoro, organizzazione mondiale della sanità, UNESCO) hanno con le Nazioni Unite rapporti istituzionalizzati, inoltre:
- Si fondano su statuti autonomi
- Hanno una personalità giuridica autonoma
- Si occupano di molti aspetti della cooperazione internazionale
- Possono anche adottare degli atti vincolanti per gli stati che ne fanno parte
Stipulano con l’ONU dei rapporti istituzionalizzati tramite degli accordi internazionali – accordi di collegamento – cioè trattati internazionali che coordinano le attività degli istituti specializzati con l’ONU; inoltre coordinano la loro attività grazie all’invio periodico alle Nazioni Unite di informazioni sulle attività che svolgono. Gli istituti hanno una partecipazione differenziata, non tutti gli stati membri delle Nazioni Unite partecipano anche a tutti gli istituti specializzati ma tutti gli istituti si pongono in termini universali. Altri organismi di carattere regionale collaborano con l’ONU (l’organizzazione per l’unità africana, la NATO che ha funzioni in materia di sicurezza internazionale).
L'organizzazione internazionale del lavoro (OIL)
L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) è un istituto specializzato dell’ONU, è stata creata con la conferenza per la pace con il trattato di Versailles nel 1919. Non aveva un rapporto stretto con la Società delle Nazioni ma dopo la Seconda guerra mondiale si collega con le Nazioni Unite. Elabora tutti gli standard normativi internazionali in materia di lavoro, non ne fanno parte tutti gli stati membri dell’ONU. L’assemblea dell’OIL elabora dichiarazioni in materia di lavoro in forma di raccomandazioni (quindi atti giuridici non vincolanti) e di progetti di convenzione che gli stati membri non sono obbligati a ratificare ma devono comunque presentare un progetto di ratifica al loro parlamento.
Non è composta solo da rappresentanti degli stati ma ha una struttura tripartita, appartengono a questa struttura degli esponenti del governo e delle associazioni di categoria. Ha un meccanismo di controllo per assicurare il rispetto degli standard normativi elaborati, alcune norme elaborate da questa organizzazione sono vincolanti anche per i paesi che non ne fanno parte in quanto sono diventate con il tempo norme di diritto internazionale consuetudinario.
Organizzazione mondiale per il commercio
Altre organizzazioni internazionali hanno una vocazione universale e partecipazione globale ma non collaborano con l’ONU, una tra queste è l’Organizzazione Mondiale per il Commercio (WTO), che mira alla liberalizzazione del commercio mondiale. Il suo testo di riferimento era la Carta dell’Avana, arenata per lungo tempo a causa della mancata ratifica degli Stati Uniti; è stata per molto tempo sostituita dall’accordo Gatt (accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio- 1947) che ha contribuito alla liberalizzazione del commercio internazionale e che veniva applicato a tutti gli stati membri con un trattamento preferenziale nei commerci. È stata istituita nel 1994 con un assetto istituzionale particolare, infatti vi è una conferenza degli stati parti, un Segretariato e un Comitato.
Il diritto dell’organizzazione mondiale del commercio ha grande rilevanza e delle regole particolari: tratta una materia specialistica del diritto internazionale e sorgono alcuni problemi di coordinamento nel rapporto tra regole generali del diritto internazionali e regole di questa organizzazione. Alcuni commentatori hanno detto che l’OMC porta ad una globalizzazione sfrenata ed alla liberalizzazione dei commerci non rispettando altri ambiti del diritto internazionale come il diritto dell’ambiente o delle regole in materia di lavoro minorile. Si è manifestata perciò l’esigenza di mantenere un equilibrio tra il commercio internazionale ed il rispetto di questi altri valori ed esigenze da tutelare (es. regolazione della proprietà intellettuale che rientra nelle competenze dell’OMC, in particolare il problema si è posto in passato in relazione a farmaci per la cura dell’AIDS e dell’epidemia nel continente africano: i diritti delle case farmaceutiche erano protetti dall’OMC e confliggevano con il diritto alla salute e alle cure. In questo contesto si è sviluppato il concetto delle licenze obbligatorie per cui, in caso di situazioni di emergenza, viene emanato una normativa speciale che permette alle industrie farmaceutiche di produrre beni in violazione delle norme dell’OMC e la tutela della proprietà intellettuale dei brevetti. Si possono quindi produrre farmaci e violare la proprietà intellettuale garantita dal brevetto).
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.