Capitolo 1
Dalle comunità europee all’Unione europea: alle origini della cooperazione europea
1. Le prime idee europeiste
L’idea di un’Europa unita nasce già tra il XV ed il XIX secolo grazie a loso e politici che
immaginavano una federazione europea capace di garantire la pace tra gli Stati del continente.
Aristide Briand,
Nel XX secolo la prima proposta concreta fu avanzata dal ministro francese che
Unione europea federale,
nel 1930 presentò alla Società delle Nazioni un progetto di destinato
però a non avere seguito. movimento paneuropeo Coudenhove-Kalergi,
Nello stesso periodo si sviluppò il di che
Stati Uniti d’Europa.
sosteneva la creazione degli
Seconda guerra mondiale,
Dopo la l’Europa risultava devastata economicamente e
Stati Uniti Sovietica.
politicamente, divisa tra l’in uenza degli e quella dell’Unione
La necessità della ricostruzione ed il timore dell’espansione sovietica favorirono l’avvio di forme di
collaborazione tra gli Stati europei.
2. Il Piano Marshall e l’OECE
1947 George Marshall
Nel il segretario di Stato americano propose un programma di aiuti
Piano Marshall.
economici destinato alla ricostruzione europea, noto come
L’aspetto innovativo del piano non era soltanto l’assistenza economica, ma la richiesta che gli
Stati europei collaborassero tra loro per gestire gli aiuti ricevuti.
1948 Europea di Cooperazione Economica
Da questa esigenza nacque nel l’Organizzazione
(OECE), la prima organizzazione di cooperazione economica dell’Europa occidentale, di cui l’Italia
fu uno dei 18 paesi fondatori.
L’OECE contribuì alla ripresa economica del continente e rappresentò il primo passo verso forme
più avanzate di integrazione europea.
3. Il Movimento federalista europeo ed il Consiglio d’Europa
Manifesto di Ventotene,
Le idee federaliste trovarono espressione nel elaborato durante la
Congresso dell’Aja 1948.
guerra, e successivamente nel del
I federalisti sostenevano la necessità di trasferire parte della sovranità nazionale ad istituzioni
comuni europee e proponevano la creazione di una grande assemblea rappresentativa dei popoli
europei. 1949
Anche se tali proposte non furono realizzate integralmente, esse portarono alla nascita nel
Consiglio d’Europa,
del organizzazione dedicata alla cooperazione politica ed alla tutela dei diritti
umani. Come nel caso dell’OECE, l’Italia fu uno dei membri fondatori.
L’organizzazione rappresentò un importante strumento di dialogo e di armonizzazione giuridica tra
gli Stati europei.
4. L’UEO e la NATO
Parallelamente alla cooperazione economica e politica si sviluppò anche la cooperazione militare.
1948 dell’Europa Occidentale
Nel fu istituita, grazie al Trattato di Bruxelles, l’Unione (UEO),
nalizzata alla difesa comune degli Stati europei occidentali.
1949 NATO del Trattato dell’Atlantico del Nord),
Nel nacque la (Organizzazione alleanza
politico-militare che riuniva Stati europei, Stati Uniti e Canada. Guerra
La NATO divenne il principale strumento di difesa del blocco occidentale durante la
Fredda, ra orzando la sicurezza e la cooperazione tra gli Stati aderenti.
5. Signi cativi risultati della cooperazione europea
Le prime organizzazioni europee produssero risultati importanti.
fi fi ff fl fi fi
Sul piano istituzionale favorirono la nascita di assemblee parlamentari comuni, anticipando il
Parlamento europeo.
futuro Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo
Sul piano giuridico il risultato più signi cativo fu la
1950,
(CEDU) del che stabilì un sistema comune di tutela dei diritti fondamentali.
La CEDU prevedeva la creazione di un contingente militare europeo.
L’OECE contribuì, invece, alla liberalizzazione degli scambi commerciali ed alla creazione di
strumenti comuni per i pagamenti internazionali.
1960
Nel essa si trasformò nell’OCSE, ampliando la propria composizione oltre i con ni europei.
6. La cooperazione fra i Paesi dell’Est Europa
I Paesi dell’Europa orientale svilupparono forme di cooperazione separate da quelle occidentali.
COMECON, 1949
Sul piano economico nacque il organismo creato nel sotto l’in uenza sovietica
per coordinare le economie socialiste.
1955 Patto di Varsavia,
Sul piano militare fu istituito nel il alleanza militare contrapposta alla
NATO. Muro di Berlino
Entrambe le organizzazioni scomparvero dopo la caduta del ed il crollo
dell’Unione Sovietica.
7. L’iniziativa di Schuman e la CECA Robert Schuman
Il 9 maggio 1950 il ministro degli Esteri francese propose di porre la produzione
carbone acciaio
di ed di Francia e Germania sotto un’autorità comune.
L’obiettivo era evitare nuovi con itti tra i due Paesi e favorire la cooperazione economica.
Trattato di Parigi 1951 Comunità Europea del
La proposta portò alla rma del del che istituì la
Carbone e dell’Acciaio (CECA).
La CECA rappresentò la prima vera esperienza di integrazione europea, introducendo il principio
sovranazionalità
della ed attribuendo poteri reali ad istituzioni comuni.
Aderirono i Paesi del BENELUX e l‘Italia, che intendeva così inserirsi a pieno titolo fra gli Stati
occidentali economicamente più sviluppati.
8. L’EFTA e lo Spazio Economico Europeo
Il Regno Unito, rimasto inizialmente fuori dal processo di integrazione comunitaria, promosse nel
1959 Europea di Libero Scambio),
la creazione dell’EFTA (Associazione che riuniva diversi
Paesi europei non appartenenti alla Comunità.
Negli anni successivi i rapporti tra EFTA e Comunità europea si intensi carono no alla creazione
Spazio Economico Europeo
dello (SEE), che estese ai Paesi EFTA molte regole del mercato
europeo, pur senza attribuire loro la qualità di membri dell’Unione.
9. L’evoluzione geogra ca: dall’Europa a sei all’Europa a nove
I Trattati di Roma prevedevano la possibilità di adesione di nuovi Stati europei.
1973 Regno
Dopo una lunga fase negoziale, il primo allargamento avvenne nel con l’ingresso di
Unito, Irlanda Danimarca.
e
Norvegia,
La pur avendo rmato il trattato di adesione, rimase esclusa in seguito all’esito
negativo di un referendum popolare.
10. L’adesione della Grecia, Spagna e Portogallo
Grecia 1981.
Dopo il ritorno alla democrazia, la aderì alle Comunità europee nel
Spagna Portogallo,
Successivamente entrarono anche e che completarono il processo di
democratizzazione dopo la ne dei rispettivi regimi autoritari.
1986,
Con il loro ingresso, avvenuto nel il numero degli Stati membri salì a dodici.
fi fi fi fi fl fi fi fi fl fi
11. L’ampliamento dell’Unione europea
Mercato unico Trattato di Maastricht,
Dopo la realizzazione del e la rma del l’Unione europea
avviò una nuova fase di allargamento.
1995 Austria, Finlandia Svezia,
Nel entrarono e mentre la Norvegia respinse nuovamente
l’adesione tramite referendum. riuni cazione
Nello stesso periodo si veri carono importanti cambiamenti territoriali, come la
tedesca Groenlandia
e l’uscita della dal territorio di applicazione del diritto comunitario.
12. L’evoluzione istituzionale: le istituzioni comuni nei Trattati di Roma
Trattati di Roma 1957 CEE
I del istituirono la e l’EURATOM, prevedendo organi simili a quelli
della CECA. Corte di giustizia
Per evitare duplicazioni furono create istituzioni comuni, come la e
parlamentare.
l’Assemblea
1965 Trattato di Bruxelles Trattato sulla fusione degli esecutivi,
Nel il (noto anche come
1967) Commissione unica Consiglio unico,
entrato in vigore nel introdusse una ed un
COREPER,
ra orzando l’unità delle Comunità europee e creando il organo preparatorio del
Consiglio. Comunità Europea dell’Energia
Inoltre, con i Trattati di Roma, fu sancita la nascita anche della
Atomica (CEEA).
13. Evoluzione, crisi e rilancio del processo comunitario
Dopo il successo della CECA si tentò di estendere l’integrazione al settore politico e militare
Comunità Europea di Difesa
attraverso la (CED).
1954
Tuttavia, il progetto fallì nel a causa del voto contrario del Parlamento francese.
Conferenza di Messina 1955,
La crisi fu superata con la del che rilanciò il processo di
integrazione concentrandosi sul settore economico e preparando la nascita di nuove Comunità
europee.
14. La CEE e l’EURATOM
Rapporto Spaak Trattati di Roma
Le conclusioni del portarono alla rma dei del 25 marzo 1957,
Comunità Economica Europea
che istituirono la (CEE) e l’EURATOM.
mercato comune,
La CEE aveva l’obiettivo di creare un mentre l’EURATOM era destinata a
promuovere lo sviluppo dell’energia nucleare a ni paci ci.
Entrambe ripresero molte caratteristiche della CECA, pur attribuendo maggiori poteri agli Stati
membri.
15. Dall’Assemblea al Parlamento europeo
L’Assemblea parlamentare delle Comunità europee si trasformò progressivamente nel
Parlamento europeo. a su ragio universale diretto,
La svolta decisiva avvenne con l’introduzione dell’elezione
1979.
prevista dal 1976 ed attuata per la prima volta nel
Questo cambiamento ra orzò la legittimazione democratica delle istituzioni europee ed aumentò il
ruolo del Parlamento nel processo decisionale.
16. Le riforme dell’Atto Unico e dei Trattati di Maastricht ed Amsterdam
Unico Europeo 1986
L’Atto del introdusse importanti innovazioni istituzionali ed ampliò le
competenze comunitarie. Consiglio europeo Tribunale di primo
Venne inoltre formalizzato il e fu prevista l’istituzione del
grado.
ff ff fi fi fi fi fi ff fi
Trattato di Maastricht 1992 europea, economica e
Il del diede vita all’Unione istituì l’Unione
monetaria Comitato delle Regioni Banca Centrale
ed introdusse nuove istituzioni come il e la
Europea.
Trattato di Amsterdam
Il perfezionò successivamente il sistema senza modi carne radicalmente
la struttura.
17. L’evoluzione politica dalle Comunità all’Unione europea
L’integrazione politica procedette più lentamente rispetto a quella economica.
Diversi progetti di unione politica furono elaborati negli anni Sessanta, ma senza successo.
Rapporto Davignon 1970,
Una svolta importante avvenne con il del che pose le basi della
cooperazione politica europea, prevedendo incontri regolari tra i ministri degli Esteri e forme di
coordinamento nella politica internazionale.
18. La Dichiarazione solenne sull’Unione europea ed il progetto Spinelli
Negli anni Ottanta si svilupparono nuove iniziative per ra orzare l’integrazione politica.
1983 Dichiarazione solenne sull’Unione europea,
Nel fu adottata la che consolidò gli obiettivi
comuni degli Stati membri. Progetto Spinelli,
Particolarmente importante fu il elaborato dal Parlamento europeo sotto la
Altiero Spinelli,
guida di che proponeva una vera e propria struttura costituzionale europea
fondata sulla democrazia, sui diritti fondamentali e su un maggiore equilibrio tra Parlamento e
Consiglio.
19. I negoziati per l’adozione dell’Atto Unico ed il suo contenuto
Unico Europeo, 1987,
L’Atto entrato in vigore nel rappresentò il primo grande aggiornamento dei
Trattati. mercato interno
Il suo obiettivo principale era completare il entro il 1992, eliminando gli ostacoli
alla libera circolazione di merci, persone, servizi e capitali.
Parlamento europeo,
L’Atto ra orzò i poteri del ampliò le competenze comunitarie in settori
ricerca, sviluppo tecnologico ambiente,
come ed promosse il percorso verso l’Unione
economica e monetaria politica estera.
e disciplinò la cooperazione in materia di
20. La cooperazione con i Paesi dell’Est Europa
Dopo la ne della Guerra Fredda, l’Unione europea si preparò all’ingresso dei Paesi dell’Europa
orientale.
Questa prospettiva rese necessaria una riforma delle istituzioni europee, realizzata principalmente
Trattato di Nizza 2001.
con il del Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea,
Nello stesso contesto venne proclamata la dignità, libertà,
che raccolse in un unico testo i principali diritti e valori comuni dell’Unione:
uguaglianza, solidarietà, cittadinanza giustizia.
e
La Carta rappresentò un passaggio fondamentale nel percorso di integrazione politica europea,
ra orzando l’identità comune dei popoli europei.
ff ff
fi ff fi
Capitolo II
Le norme nel sistema giuridico dell’Unione europea
1. Le norme convenzionali
norme primarie Trattati istitutivi
Le dell’ordinamento dell’Unione europea sono costituite dai e
dai successivi accordi che li hanno modi cati ed integrati.
principi generali non scritti,
Insieme ai esse costituiscono quella che viene spesso de nita la
“Costituzione” dell’Unione europea.
Trattato CECA Trattati di Roma
Tra i principali trattati si ricordano il (1951), i che istituiscono
CEE EURATOM Trattato di fusione degli esecutivi Unico Europeo
ed (1957), il (1965), l’Atto
Trattato di Maastricht Trattato di Amsterdam Trattato di Nizza
(1986), il (1992), il (1997) ed il
(2001). Trattato di Maastricht,
Particolare importanza assume il nato sia per ragioni esterne, come il
crollo del comunismo e la riuni cazione tedesca, sia per ragioni interne, legate alla necessità di
mercato interno.
completare il Unione
Esso ra orza il processo di integrazione europea ed introduce l’idea di una vera e propria
europea.
Unico Europeo
L’Atto aveva già favorito la realizzazione del mercato interno ampliando i casi in
maggioranza quali cata
cui il Consiglio poteva deliberare a anziché all’unanimità, evitando così
frequenti situazioni di stallo.
L’unanimità rimaneva necessaria soprattutto per materie scali, libera circolazione delle persone e
tutela dei lavoratori. accordi internazionali,
Dal punto di vista giuridico, i Trattati europei sono veri e propri ma
presentano caratteristiche particolari. organi
Essi non si limitano a creare obblighi reciproci tra Stati, bensì istituiscono un sistema di
sovranazionali dotati di competenze proprie europea,
Fin dall’origine, i Trattati hanno avuto una forte vocazione all’integrazione andando
oltre la semplice cooperazione internazionale.
2. La revisione dei Trattati prima e dopo Lisbona
48 TUE.
La revisione dei Trattati è disciplinata dall’art.
Trattato di Lisbona 2007) Stato membro
Prima del ( rmato nel la procedura prevedeva che uno
Commissione
o la presentassero un progetto di modi ca.
Dopo la consultazione delle istituzioni interessate, il Presidente del Consiglio convocava una
Conferenza intergovernativa (CIG), che adottava le modi che di comune accordo.
rati ca di tutti gli Stati membri
Le modi che entravano in vigore solo dopo la secondo le
rispettive norme costituzionali.
In alcuni casi si è fatto ricorso a procedure sempli cate o a decisioni unanimi del Consiglio
seguite dalla rati ca degli Stati.
Trattato di Lisbona
Con il viene introdotta una distinzione tra:
• procedura ordinaria di revisione;
• procedure sempli cate di revisione.
procedura ordinaria Consiglio europeo Convenzione,
Nella il può convocare una incaricata di
elaborare un progetto da sottoporre successivamente ad una CIG.
Se le modi che non sono particolarmente rilevanti, il Consiglio europeo può evitare la
convocazione della Convenzione, previa approvazione del Parlamento europeo.
procedure sempli cate
Le consentono invece di modi care alcune parti dei Trattati senza
ricorrere alla Convenzione o alla CIG, purché siano rispettate determinate condizioni.
ff fi fi fi fi fi fi
fi fi fi
fi fi fi fi fi fi fi maggioranza
È inoltre possibile passare, in alcuni settori, dal voto all’unanimità al voto a
quali cata.
3. La ripartizione delle competenze tra la Comunità e gli Stati membri: principio di attribuzione,
principio di sussidiarietà e principio di proporzionalità
principio di attribuzione
Il stabilisce che l’Unione europea può agire soltanto nei limiti delle
competenze che le sono state conferite dai Trattati.
L’Unione non possiede una sovranità originaria come gli Stati, ma esercita esclusivamente i poteri
che questi le hanno attribuito. Corte di giustizia,
Tuttavia, la rigidità del principio è stata attenuata sia dalla giurisprudenza della
poteri impliciti,
sia dalla teoria dei secondo cui l’Unione può utilizzare anche strumenti non
espressamente previsti dai Trattati quando ciò sia necessario per il raggiungimento degli obiettivi
ssati. Trattato di Maastricht, principio di sussidiarietà
Introdotto dal il opera nelle materie che non
rientrano nella competenza esclusiva dell’Unione.
L’Unione interviene soltanto quando gli obiettivi dell’azione non possono essere realizzati in modo
soddisfacente dagli Stati membri e possono essere raggiunti meglio a livello europeo.
Il principio risponde all’esigenza di assumere le decisioni il più vicino possibile ai cittadini e
presenta una natura ambivalente:
• tutela le competenze degli Stati membri contro interventi europei non necessari;
• giusti ca l’intervento dell’Unione quando questo risulti più e cace.
Protocollo allegato al Trattato di Amsterdam
Il ha precisato i criteri applicativi del principio.
L’intervento dell’Unione è giusti cato quando la questione presenta una dimensione
transnazionale, quando l’azione dei singoli Stati risulta insu ciente o quando l’intervento
eur
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Diritto dell'Unione Europea
-
Diritto dell'Unione Europea
-
Diritto dell'Unione Europea
-
Diritto dell'Unione Europea