Diritto dell’Unione europea
Due test: 22 marzo e 3 maggio (scritti a crocette, risposta multipla: 30 domande in 30 minuti). Se li passi tutti e due, poi si fa la media e si registra il voto (senza fare orale); se ne può fare anche solo uno e fare l’altra parte orale e, se non si fanno o non si passano, si fa orale.
Lunedì 10:30-12.
Martedì 12-13:30.
Diritto dell’Unione europea
Parte istituzionale
Che cos’è l’Unione Europea?
È un ente giuridico. Non esiste una vera e propria definizione, ma vi sono una serie di definizioni. La prima risposta è quella che la definisce come un’organizzazione internazionale, ma dotata di caratteri propri che la distinguono; perciò questa risposta non è esaustiva. L’UE ha alcune caratteristiche che l’avvicinano ad uno Stato federale (posizione unica). Non può essere equiparata a nessun’altra entità giuridica già esistente. Ha sempre degli elementi che la distinguono da ogni altra entità.
Nascita come organizzazione internazionale
Nasce come un’organizzazione internazionale.
Ma come si crea un’organizzazione internazionale?
Essa innanzitutto è basata su un trattato internazionale sottoscritto da un numero di stati sovrani.
Prima organizzazione internazionale è l’ONU (Organizzazione Nazioni Unite).
L’UE nasce più o meno allo stesso modo: all’origine è un’organizzazione internazionale di stampo regionale: coinvolge una serie di stati sovrani accomunati dal fatto di appartenere a un’unica area geografica, che è l’area geografica europea. L’elemento geografico non è così importante e vincolante in modo rigido, possiamo individuare delle zone di confine o anche zone grigie: stati che potrebbero far parte dell’UE anche se fisicamente non sono collocati nel continente europeo, ad esempio la Turchia.
Negli anni ’50 vengono stipulati più trattati istitutivi dell’originaria comunità e si dà vita a delle organizzazioni internazionali.
Caratteri distintivi dell’UE
Tre caratteri che distinguono l’UE per come è oggi dalle altre organizzazioni internazionali sono:
- Democraticità: le altre organizzazioni non hanno democraticità. (Qualità propria del fenomeno europeo): nell’ambito della comunità siedono anche i rappresentanti dei popoli attraverso previsione del Parlamento europeo, diversamente da quanto avviene per esempio nell’ONU dove non vi è il Parlamento.
- Efficacia degli atti: regolamenti o direttive che hanno valore di legge. Entrano nello Stato, vanno a toccare i singoli cittadini. I regolamenti sono direttamente applicabili, hanno lo stesso valore della legge. Lo Stato italiano non deve, anzi non può applicare nessuna legge interna. I regolamenti sono applicabili per tutti i 28 paesi membri.
- Tutela giurisdizionale: l’UE è organo giurisdizionale proprio che si occupa di tutelare la corretta applicazione del diritto. Da un lato esercita la funzione pregiudiziale e dall’altro è possibile che quest’organo sia adito direttamente dai cittadini degli Stati Membri. Recentemente, in parte, solo un’altra organizzazione internazionale sta arrivando a eguagliare: Consiglio di Europa, con la famosa Corte di Strasburgo.
Funzione pregiudiziale: funzione propria della Corte di giustizia dell’UE attraverso la quale si instaura un dialogo tra i giudici nazionali e il giudice dell’Unione, che è la Corte di giustizia. Si chiama funzione pregiudiziale: è un intervento che si inserisce nell’ambito di un giudizio che si sta svolgendo a livello nazionale e che diventa poi preliminare rispetto alla conclusione di quel giudizio.
Personalità giuridica e sovranità
L’UE è un vero e proprio Stato all’interno del quale troviamo stati federati, es. Germania. L’UE ha una personalità giuridica autonoma. A livello di diritto internazionale gli stati si connotano come tali nel momento in cui presentano due caratteristiche:
- Sovranità esterna: indipendenza giuridica rispetto agli altri attori sulla scena internazionale.
- Sovranità interna: occorre che sia presente la triade: popolo, governo, territorio.
L’UE non ha una vera e propria sovranità interna, non ha un vero e proprio potere di governo sui popoli e territori che la costituiscono per il fatto che non ha il potere di definire autonomamente le proprie competenze, ma è necessario ricorrere all’unanimità dei consensi dei paesi partecipanti per modificare i trattati.
Quindi, su alcuni fronti l’UE non è un vero e proprio Stato ma su altri fronti sì, per esempio: quelli rispetto ai quali c’è stata una delega totale, un passaggio totale di competenze, di sovranità dagli stati all’UE. Qual è un settore su cui l’Italia non può più adottare nessuna norma? Settore monetario.
L’evoluzione dell’UE
Come siamo arrivati alla prospettiva odierna dell’UE? C’è stata un’evoluzione nel corso degli anni.
Negli anni ’50 vengono create le tre Comunità originarie dell’Unione:
- 1951 (Trattato di Parigi) → CECA, Comunità Economica del Carbone e dell’Acciaio.
Quali sono i fattori della produzione? Merci, persone (lavoratori), servizi, capitali. Messi insieme garantiscono lo sviluppo economico e devono potersi muovere liberamente tra i paesi dell’UE.
Questo trattato entra in vigore un anno dopo, cioè nel 1952. I paesi che lo sottoscrivono sono 6: Repubblica Federale Tedesca, Francia, Italia, Belgio, Olanda, Lussemburgo.
- 1957 → Trattato di Roma, EURATOM, Comunità Europea dell’energia atomica: si propone di sviluppare il comparto dello sfruttamento dell’energia atomica a fini di commercio e di promozione dello sviluppo economico dell’industria, e il trattato CEE: Comunità Economica Europea, che poi diventerà trattato sulla comunità europea nel 1992.
Nel 1958 entrano in vigore questi due trattati e abbiamo 3 comunità distinte: comunità europee: CECA, EURATOM, CEE. Hanno però alcune istituzioni comuni: Assemblea parlamentare, Corte di giustizia, Comitato economico sociale; quello che rimane distinto è invece l’istituzione che detiene il vero e proprio potere esecutivo, perché ancora non abbiamo l’unica Commissione e l’unico Consiglio, ma abbiamo il potere esecutivo conferito ad organi differenti a seconda della comunità di riferimento.
Le comunità però si fondano sulle 4 libertà e mirano a realizzare questo mercato interno caratterizzato da condizioni di concorrenza che non siano falsate. Gli esecutivi delle 3 comunità vengono fusi nel 1965: trattato di fusione degli esecutivi; da qui in poi vi sono la Commissione e il Consiglio.
Dopo questi trattati (CECA, EURATOM, CEE) nascono le Comunità europee originarie.
Principali tappe di sviluppo
Tra le principali tappe di sviluppo da allora fino a oggi dobbiamo ricordare alcuni momenti fondamentali:
1986: Atto unico europeo:
- Semplifica i trattati originali, fa sì che nel Consiglio si passi alla votazione a maggioranza qualificata anche se non tutti gli stati sono concordi perché la comunità si è allargata, altrimenti si avrebbe una paralisi istituzionale.
- Si inserisce il Parlamento nella procedura legislativa in sede di consultazione.
- Politica estera comune.
1987: si inizia a parlare di una forma embrionale di cooperazione nella materia di politica estera.
1992 → Trattato di Maastricht: crea per la prima volta l’Unione Europea come concetto formale ma anche sostanziale. Avvia i paesi membri alla cooperazione su determinate materie che non erano mai state prese in considerazione.
Vista come un tempio su tre colonne (integrazione):
- 3 comunità: CECA, EURATOM e CEE.
- PESC: politica estera e di sicurezza comune.
- Cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale. Anche chiamato pilastro GAI: giustizia e affari interni.
Tre pilastri distinti, gli stati membri non sono disposti a cedere le proprie competenze in modo improvviso.
Atti diversi tra 1° e 2°/3° pilastro: atti non immediatamente vincolanti, ma che esprimono raccomandazioni, es.: decisione quadro.
1° pilastro → Metodo comunitario.
2° e 3° → metodo intergovernativo proprio delle organizzazioni internazionali.
Il secondo e terzo pilastro sono materie nuove.
1° pilastro → metodo comunitario.
2° e 3° → Metodo intergovernativo proprio delle organizzazioni internazionali che si fonda sul principio di unanimità, quindi gli stati hanno uguali dignità.
Cittadinanza europea
Con il Trattato di Maastricht nel 1992 si crea il concetto di cittadinanza europea, quando si abbandona la prospettiva mercantilistica che aveva accompagnato la Comunità Economica Europea fino a quel momento, quando si decide che quest’organizzazione non riguarda più il mercato ci possiamo anche occupare di un concetto più ampio, cioè la cittadinanza.
Con questo trattato si stabilisce che ciascun cittadino di un paese membro ha il diritto ad avere anche direttamente la cittadinanza dell’Unione, es.: circolare e soggiornare liberamente negli stati membri anche se non si svolge un’attività lavorativa o altro; es.: protezione diplomatica consolare garantita dall’UE ai propri cittadini, sicché se io mi trovo in uno stato terzo, quindi al di fuori dell’Europa, e ho bisogno del supporto del mio stato d’origine perché mi trovo in difficoltà, per esempio ho smarrito dei documenti, in questo caso mi rivolgo alla rappresentanza diplomatica o consolare del mio stato di appartenenza.
Ma cosa succede se non vi è una rappresentanza del mio stato d’origine nello stato in cui mi trovo? In quanto cittadino dell’UE io ho diritto a rivolgermi a qualunque altra rappresentanza diplomatica o consolare di un paese membro dell’UE che dovrà apprestarmi il supporto così come farebbe con un proprio cittadino; sarà poi quell’ufficio che dovrà mettersi in contatto con la rete del Ministero degli affari esteri del mio paese e compiere le necessarie verifiche.
Unione monetaria
Maastricht è molto ricco dal punto di vista delle riforme che introduce, ricordiamo che con questo trattato viene avviato il percorso per l’Unione monetaria: in sostanza si stabiliscono le tappe per quella che diventerà poi l’unione monetaria per l’ingresso della moneta unica, si fissano i momenti in cui deve essere cristallizzato il tasso di cambio tra le monete nazionali e la futura moneta unica, si stabilisce in quali momenti la moneta unica entrerà in circolazione virtualmente, quando verrà annessa nel mercato.
Si pongono anche le basi per un’unione economica e politica che poi non si realizzerà pienamente soprattutto dal punto di vista politico perché, quando gli stati decidono di usare una moneta unica, occorre anche una gestione congiunta della politica economica; l’intento era quello di arrivare a una condivisione delle tre politiche in senso più ampio ma le cose sono rimaste bloccate.
Trattato di Amsterdam
1997: Trattato di Amsterdam, entrato in vigore nel 1999.
- Ha rappresentato una tappa importante per quanto riguarda il cammino verso la promozione dei diritti umani da parte dell’UE, si è posto l’accento sul fatto che la protezione e la promozione dei diritti umani è uno degli obiettivi fondamentali per quanto riguarda l’UE. Non è un elemento irrilevante perché la Comunità nasce come economica e non considerava i diritti degli individui. Si approverà poi un catalogo di diritti che è proprio specifico dell’UE.
- Nel frattempo vi sono nuovi stati che entrano.
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