Diritto diritto dell’Unione dell’Unione europea europea 1 semestre
Le origini del processo di integrazione
Ideale di Europa unita era emerso anche nell’antichità, ma considereremo solo dal 1800 e vanno a rafforzarsi nel 1900 dopo le Prima Guerra. Si affermano tre correnti con tre diverse visioni su come dovrebbe essere realizzato il processo di integrazione europea:
Federalista
Volevano costituire un ente confederale, pur nel rispetto dell’identità nazionali degli stati coinvolti, si ritiene che la sovranità deve essere completamente delegata ad un ente diverso. Si ritiene che per creare una coesione fra i paesi è necessaria la creazione di un diverso ente dotato di una propria forza armata, di un parlamento europeo eletto a suffragio diretto, di un governo europeo.
Funzionalista
Condivide l’obiettivo dei federalista, ma differenzia il metodo per arrivare al risultato finale. Utilizza un approccio settoriale, quindi, occorre una serie di realizzazioni concrete, creare effettivamente nel tempo una comunanza tra i popoli coinvolti per poi alla fine del percorso arrivare a creare un ente sovranazionale. Graduale trasferimento di compiti in settori circoscritti. Questo gradualmente porta alla creazione di un ente federale.
Confederalista
Integrazione dovrebbe fondarsi su una cooperazione duratura tra gli stati, quindi stati coinvolti, si ritiene che la sovranità deve essere cooperano per garantire la pace e la cura di interessi comuni agli Stati. Non prevede alcuna delega di sovranità agli Stati membri, quindi l’integrazione deve essere realizzata attraverso un’inter-governativa classica in cui la sovranità rimane agli stati membri.
Queste diverse visioni si sono affermate soprattutto alla fine della Prima Guerra Mondiale e poi con la fine della Seconda Guerra Mondiale si passa dalla teoria alla pratica. Queste dottrine si traducono in progettualità politica, c’è il terreno fertile per la nascita di organizzazioni internazionali.
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Come avviene inizialmente questo processo di integrazione europea? Avviene secondo un metodo tradizionale, poi in un secondo momento, soprattutto dell’Europa occidentale, si utilizza il metodo innovativo.
Cos’è un’organizzazione internazionale? É un ente formato da un certo numero di Stati per perseguire collettivamente scopi comuni.
Come si forma questa organizzazione internazionale? Attraverso un trattato, quindi gli Stati stipulano un trattato che è un atto stipulativo, vengono scritte le competenze che spettano all’organizzazione per raggiungere l’obiettivo e si creano un organo. L’organo internazionale ha le funzioni che le vengono attribuite dai trattati.
È fondamentale anche l’apparato oltre alle competenze e ai trattati. L’apparato è l’organo che generalmente in un’organizzazione internazionale perseguono due interessi:
- Interessi degli Stati uti singoli presi singolarmente. Sono due dimensioni che coesistono.
- Interessi degli Stati uti diversi interesse generale.
Altra distinzione è:
- Organi di Stati. Sono organi che siedono persone che rappresentano lo stato di appartenenza.
- Organi di individui. Siedono con titolo individuale, con autonomia e indipendenza rispettando lo stato di appartenenza.
Alla fine della Seconda Guerra Mondiale si inizia il processo di integrazione che prima era tradizionale che si basava sul metodo intergovernativo. Caratteri del metodo intergovernativo:
- Prevalenza di organi di Stati. La maggior parte degli organi fondate su questo metodo, siedono le persone che rappresentano.
- Principio dell’unanimità. Le decisioni sono prese con l’accordo di tutti i membri.
- Assenza o rarità di poter adottare atti vincolanti. Raccomandazione che non è vincolante.
Su questo metodo si formano una serie di organizzazioni internazionali e servono per raggiungere diversi obiettivi, militare, economica e politica.
Il processo di integrazione segue anche un altro modo: metodo comunitario. Perché si sente la necessità di andare oltre al metodo tradizionale? Bisogno di trovare un metodo più efficace.
Il metodo comunitario si riferisce ad una:
- Prevalenza di organi di individui.
- Prevalenza del principio maggioritario. Decisioni prese a maggioranza.
- Ampio potere di adottare atti vincolanti, non solo per gli Stati, ma anche per i singoli individui, e sottoesposizioni degli atti delle istituzioni ad un controllo giurisdizionale di legittimità, organo che ha il potere di valutare la legittimità degli atti e questo organo è il tribunale di giustizia.
Allora succede che si decide di procedere verso una integrazione più qualitativa significativa.
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Qual é l’atto che determina l’inizio del processo di integrazione? Dichiarazione di Robert Schuman del 9 maggio 1950, ispirato da Jean Monet, politico francese, padre fondatore dell’UE.
Egli propone, in primo luogo alla Germania, di mettere in comune il mercato del carbone e dell’acciaio.
È un progetto che nasce come progetto franco-tedesco, ma possono aderire tutti: la Francia propone di mettere insieme la produzione franco-tedesca di carbone e di acciaio sotto una comune Alta Autorità, nel quadro di un’organizzazione alla quale possono aderire gli altri paesi europei. Dalla dichiarazione ci sono tutti i punti fondamentali per capire la formazione dell’Unione Europa.
Perché ha deciso di partire da questo ambito per iniziare il processo d’integrazione Europea? Perché si è scelto il mercato del carbone e dell’acciaio per avviare questa integrazione tra Francia e Germania, aperta a tutti i paesi che volevano aderirvi?
Si è scelto il mercato dell’acciaio e del carbone perché essenzialmente un mercato comune di questi due materiali è alla base dell’industria bellica e perché dove si estraggono questi materiali e dove si lavorano erano al centro delle contese tra Francia e Germania. Mettendo in comune la produzione del carbone e dell’acciaio, di fatto, si rende impossibile la guerra fra Francia e Germania.
La dichiarazione di Schuman fa parte della corrente funzionalista: sceglie un ambito specifico che è cruciale per l’epoca e che vengono estratti da territori contesi tra Germania e Francia. Si sceglie un approccio settoriale per iniziare un percorso, che già nell’ottica dei padri fondatori, dovrebbe portare a dalla costituzione di una federazione europea.
Era un processo d’integrazione economica con una visione politica alla base.
Cosa succede dopo la pronuncia della dichiarazione di Schuman dopo essersi accordato con il suo corrispettivo tedesco?
C’è un’adesione di altri paesi, in particolare Olanda, Belgio e Lussemburgo, ma anche dell’Italia che dopo le vicende della Seconda Guerra Mondiale, vuole tornare al centro della scena internazionale in maniera positiva. In sostanza 6 paesi concludono il trattato di Parigi firmato nel 1951 ed entra in vigore nel 1952 che istituisce la comunità Europa del carbone e dell’acciaio per la durata di 50 anni. Realizza un livello di integrazione tra gli stati membri che non si è mai visto fino a quel momento. L’obiettivo è quello di creare un mercato comune del carbone e dell’acciaio. Ha una struttura istituzionale particolare, composta da 4 istituzioni principali:
Ministro degli esteri francese.
1 Interessanti anche per la posizione geografica.
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Alta autorità
- Composta da 9 membri nominati dagli Stati membri e dotati di indipendenza e autonomia rispetto ai governi nazionali.
- Detiene il potere decisionale ed esecutivo, quindi ha un’importanza fondamentale.
- È un’organo di individui, si deduce dal fatto che i membri godono di autonomia e indipendenza, e rappresenta gli interessi generali dell’organizzazione.
- Ha il potere di adottare atti vincolati sia per gli Stati che per il settore carbo-siderurgico a maggioranza.
Consiglio speciale dei ministri
- Composto dai rappresentati dei governo degli Stati membri.
- Ha funzioni consultive e stavolta si tratta di organi di Stati, perché i rappresentanti siedono per rappresentare gli stati.
- Ha poteri limitati.
Assemblea
- Composta da delegati dei vari parlamenti nazionali e rappresenta gli interessi dei cittadini degli Stati membri.
- Diventerà poi il parlamento europeo.
Corte di giustizia
- Organo di individui, infatti composta da giudici nominati dagli Stati membri, che svolgono la funzione giurisdizionale secondo il principio di imparzialità e in condizioni di indipendenza.
Questa organizzazione internazionale ha delle caratteristiche uniche rispetto al panorama presente. Si usa per la prima volta l’espressione ente sovranazionale per descriverlo.
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Cosa succede dopo?
La CECA prende avvio senza problemi, le norme sono state attuate rapidamente, ebbe un grande successo e determina subito un benessere economico, un legame tra gli Stati significativo, quindi decidono di replicare il modello in un ambito molto sensibile, in particolare nel settore della difesa perché viene redatto e firmato un nuovo trattato: il trattato istitutivo della comunità europea di difesa dopo che è stato stipulato, deve essere, per entrare in vigore, ratificato da tutti gli Stati membri secondo le norme costituzionali. Prima di procedere alla rettifica, si ritiene opportuno predisporre un altro trattato di un’altra comunità politica e europea.
Perché è necessario un trattato istitutivo di un’altra comunità che ha l’intento di integrare dal punto di vista politici?
Perché non è possibile integrare gli Stati membri in un settore sensibile come quello della difesa senza che vi sia una stretta d’operazione politica fra di loro. Questi due trattati non entrano mai in vigore, queste comunità non vengono mai istituite, perché di fatto, la Francia blocca la ratifica del trattato della comunità europea di difesa, così subito dopo di fatto si blocca questo sistema di ratifica e i progetti falliscono e vengono abbandonati. C’è una fase di stallo che viene superata nella Conferenza di Messina, 1955, in cui si riuniscono i ministri degli esteri degli Stati membri.
Cosa decidono?
Decidono di convocare un comitato di studio presieduto dal politico belga Spaak che viene incaricato di studiare come rilanciare il processo di integrazione europea, ancora sulla base del funzionalismo economico. Con i progetti precedenti si era fatto il passo più lungo della gamba: gli Stati membri emozionati per il successo della CECA, avevano deciso di progredire troppo in fretta con l’integrazione dell’Unione Europea, toccando ambiti troppo sensibili. Quindi si decide di tornare alla visione iniziale accolta e proposta da Schuman e la sua dichiarazione. Quindi con il termine di questo studio di questo comitato porta alla nascita di altre due comunità: comunità economica europea e la comunità europea dell’energia atomica. Vengono predisposti due nuovi trattati che questa volta vengono firmati e ratificati da tutti gli Stati coinvolti nel processo di integrazione dell’Unione Europea. Sono i cosiddetti trattati di Roma che vengono conclusi nel marzo del 1957 ed entrano in vigore il primo gennaio del 1958.
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Di cosa si occupano queste due comunità?
CEEA
L'obiettivo è quello di creare un mercato comune settoriale volto a promuovere l'uso pacifico dell'energia atomica.
CEE
L'obiettivo principale è la creazione di un mercato comune generale.
Questa volta le due comunità non sono create per 50 anni, ma ha una durata illimitata.
La CEEA si è estinta nel luglio del 2002, 50 anni dopo la sua nascita. Trasferita alla comunità europea.
Struttura istituzionale delle due comunità è simile alla CECA, ma presenta anche importanti differenze. È diverso l’equilibrio istituzionale in queste due comunità rispetto all’equilibro istituzionale della CECA.
L’equilibrio istituzionale è diverso nell’ambito di queste due comunità perché:
- Consiglio. Composto dai rappresentanti membri, quindi è un organo di Stato e ha il potere decisionale.
- Commissione. Composta da cittadini europei dotati di indipendenza, quindi corrisponde all’Alta Autorità. Ha funzione di iniziativa legislativa e poteri di controllo.
- Assemblea. Formata dai delegati dei Parlamenti nazionali. Funzioni consultivi e piccole funzioni di controllo.
- Corte di giustizia. Funzione giurisdizionale.
Il potere decisionale in questo caso non è affidato ad un’autorità indipendente che rappresenta gli interessi generali dell’organizzazione, quello che cambia è che la CECE riguardava un ambito molto ristretto, dando poteri penetranti all’Alta Autorità. Qui si decide di affidare il potere decisionale all’organo dove stanno seduti i rappresentati dei governi degli stati membri, quindi rappresenta gli interessi degli Stati singoli. Il livello di integrazione raggiunto con la CECA non verrà mai più raggiunto in altre comunità.
Cos’è questo mercato comune che è l’obiettivo della CEE?
Innanzitutto, è fondato sulle 4 libertà di circolazione di merci, persone, servizi e capitali. Si tratta di una libera circolazione dei fattori di produzione. Riguarda le persone attivamente attive. A completare questo progetto, questo mercato ci sono una serie di politiche: politica agricola comune, fino a quel momento non è stato affidato ad un’organizzazione internazionale, politica dei trasporti, politica commerciale, politica di concorrenza, ravvicinamento delle legislazioni nazionali.
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L’evoluzione del processo di integrazione europea
Questa forma di cooperazione iniziale, avviata con l’istituzione delle 3 comunità, rappresenta un fortissimo dinamismo che si manifesta sotto diversi profili. In inglese, per definire questo processo d’interazione europea si utilizza “the deepening” e “the widening” perché l’evoluzione delle comunità si manifesta, innanzitutto, dal punto di vista della membership che si evolve a partire dagli anni ’50, momento in cui gli Stati membri sono 6, fino ad arrivare a 28 stati membri, ora sono 27. C’è tutta questa evoluzione dal punto di vista della membership, diciamo, dell’Unione perché non si parla più di Comunità ma di Unione.
Poi abbiamo un’evoluzione delle comunità, in particolare della comunità economica europea che è il nostro punto di riferimento, dal punto di vista dei fini, degli obiettivi perseguiti. Lo vedremo quando andremo ad esaminare gli obiettivi dell’UE. C’è una grandissima evoluzione tra gli obiettivi perseguiti dalla CEE e gli obiettivi che ha l’UE oggi.
C’è un’evoluzione significativa anche per quanto riguarda le competenze e anche il quadro istituzionale si evolve. Questo porta ad un approfondimento del processo d’integrazione, dell’integrazione tra gli Stati membri con una serie di compromessi.
Dalla fine degli anni ’50 fino alla metà degli anni ’80 circa, si ha un periodo di stabilità giuridica: essenzialmente, salvo piccole modifiche specifiche ai trattati, in questa fase i trattati istitutivi non subiscono delle revisioni generali, ma vengono attuate le disposizioni dei trattati. Si cerca di avviare il mercato comune che è uno degli obiettivi fondamentali per cui è stata istituita la CEE, quindi ci sono in questa fase solo queste piccole modifiche. Le istituzioni delle varie comunità fino ad un certo punto erano separate, in particolare consiglio e commissione erano distinte per ciascuna autorità e poi con il trattato sulla fusione degli esecutivi vengono accorpate: il quadro istituzionale diventa unico. È molto più efficiente il funzionamento delle tre comunità.
Dalla metà degli anni ’80 abbiamo un periodo di revisione permanente dei trattati, cioè si susseguono in maniera ravvicinata la revisione dei trattati.
Perché?
Perché cominciano ad emergere dei problemi legati all’approccio che si è seduto nell’integrazione. Emergono quelli che sono i limiti del funzionalismo economico, perché ad un certo punto diventa difficile, per le istituzioni delle comunità perseguire obiettivi di integrazione economica che sono stati scritti nei trattati, in particolare pensando alla CEE, la realizzazione del mercato comune senza avere il potere di coordinare le politiche economiche degli stati membri. I vari settori dell’economia sono strettamente interdipendenti e sono soprattutto tutti sottoposti ad un condizionamento politico. Quindi questo approccio settoriale, se ha permesso di raggiungere grandi risultati, ad un certo punto ha iniziato a mostrare dei limiti, quindi si è avviato questo processo di revisione permanente dei trattati che di fatto è ancora in corso.
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Revisioni fatte in questo periodo
- 1 Atto unico europeo, 1986.
- 2 Trattato di Maastricht, 1992.
- 3 Trattato di Amsterdam, 1997.
- 4 Trattato di Nizza, 2001.
- 5 Trattato di Lisbona, 2007.
Atto unico europeo
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Si cerca di ovviare ai problemi che sono connaturati nell’approccio del funzionalismo economico, quindi attraverso questo atto si introduce una prima forma di cooperazione politica fra gli Stati membri, una cooperazione che riguarda gli affari esteri. Questa forma di cooperazione è del tutto esterna alla cooperazione comunitaria soggettiva al metodo comunitario, ma si comincia a fare strada un nuovo metodo delle comunità che ve
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