I porti
Il porto è un demanio marittimo necessario che non può essere venduto.
Tutti i porti sono pubblici, dal più grande al più piccolo.
La classifica dei porti
Le categorie sono:
I. porti e aree portuali che servono alla difesa militare ed alla sicurezza dello
Stato;
II. porti commerciali di rilevanza internazionale o nazionale costituenti nodi
delle grandi reti dei trasporti e della navigazione.
Le funzioni che svolgono sono commerciale e logistica, industriale e
petrolifera, servizio passeggeri (compresi i crocieristi), peschereccia,
turistica e da diporto;
III. porti di rilevanza regionale ed interregionale nei quali le Regioni esercitano
funzioni gestorie.
L’autorità di Sistema Portuale (AdSP)
L’autorità di sistema portuale è un ente pubblico non economico di rilevanza
nazionale ad ordinamento speciale, ha piena autonomia dal punto di vista
amministrativo, organizzativo, regolamentare, di bilancio e finanziario ed è
soggetto alla vigilanza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
L’AdSP svolge i seguenti compiti:
- indirizzo, programmazione, coordinamento, regolazione, promozione e
controllo delle operazioni e dei servizi portuali;
- manutenzione ordinaria e straordinaria delle parti comuni dell'ambito
portuale;
- affidamento e controllo delle attività dirette alla fornitura a titolo oneroso
agli utenti portuali di servizi di interesse generale;
- coordinamento delle attività amministrative;
- amministrazione in via esclusiva delle aree e dei beni del demanio
marittimo ricompresi nella circoscrizione dell’AdSP;
- promozione di forme di raccordo con i sistemi logistici retro-portuali e
interportuali.
NB: ZES: “Zone Economiche Speciali”, sono aree a fiscalità agevolata.
In tali aree le imprese possono fare investimenti ottenendo delle
agevolazioni fiscali.
Gli organi dell’AdSP sono:
• Il presidente: ha una durata di quattro anni e viene nominato dal Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti.
Per svolgere tale ruolo bisogna avere due requisiti minimi: essere cittadino
di un membro UE e avere esperienza professionale nei settori dell’economia
dei trasporti e portuale.
I poteri di tale mansione sono la rappresentanza legale dell’AdSP, svolge
ruoli di ordinaria e straordinaria amministrazione, gestisce le risorse
finanziarie e rilascia le autorizzazioni e le concessioni di aree e banchine
inferiori a quattro anni;
• Il comitato di Gestione: è composto dal presidente dell’AdSP, da un
componente designato dalla Regione, da un componente designato dal
Sindaco e da un rappresentante dell’autorità marittima designato dalla
Direzione marittima.
Le principali competenze del comitato sono: approvano il Piano Operativo
Triennale, adottano il Piano Regolatore di Sistema Portuale, approvano il
bilancio di previsione e il conto consuntivo e nominano il Segretario
Generale, su proposta del Presidente;
• Il collegio dei revisori dei conti: provvede al riscontro degli atti di gestione,
accerta la regolare tenuta dei libri e delle scritture contabili, verifica la
situazione trimestrale di cassa, redige una relazione sul conto consuntivo,
riferisce al Ministero, assiste alle riunioni del Comitato di Gestione.
Il collegio è composto da tre membri effettivi.
Pianificazione e programmazione
Piano operativo triennale Piano regolatore di sistema portuale
Contenuto: Contenuto:
Strategie di sviluppo delle attività Delimitazione dell’ambito territoriale e
portuali e interventi volti a garantire il progettazione dell’assetto complessivo
perseguimento degli obiettivi del porto, individuazione delle aree
prefissati. destinate alle produzioni industriali,
all’attività cantieristica, alle
Procedimento: infrastrutture stradali e ferroviarie e
Proposto dal Presidente e individuazione delle caratteristiche e
successivamente approvato dal della destinazione funzionale delle
Comitato di gestione. singole aree.
Procedimento:
Proposta del Presidente e approvato
dalla Regione.
A livello finanziario le principali entrate sono quelle provenienti dalle regioni e
dallo Stato.
I servizi portuali
Si suddividono in due tipologie di servi:
1. Servizi alle merci: svolge le seguenti operazioni:
I. Operazioni portuali: carico, scarico, trasbordo, deposito e movimento
delle merci in ambito portuale.
L’AdSP determina il numero delle autorizzazioni in relazione alle
esigenze di funzionalità del porto e del traffico, assicurando il
massimo di concorrenza;
II. Servizi portuali: prestazioni specialistiche, complementari ed
accessorie al ciclo delle operazioni portuali;
III. Rilascio delle concessioni: spetta all’AdSP che sceglie le imprese che
presentano un piano di attività coerente con la programmazione e la
pianificazione delle attività portuali.
2. Servizi tecnico-nautico: sono servizi di interesse generale atti a garantire la
sicurezza della navigazione all’interno dei porti e dell’approdo.
Tali servizi sono:
a. Il pilotaggio: Il pilota suggerisce al comandante la rotta da seguire e
fornisce assistenza nella determinazione delle manovre necessarie.
Nei porti in cui è necessario è istituita, con DPR, la corporazione dei
piloti, dotata di personalità giuridica e diretta e rappresentata dal
Capo Pilota (servizio di pilotaggio).
b. Il rimorchio: a livello di concessioni, il provvedimento che abilita
all’espletamento del servizio di rimorchio nel porto è rilasciato
dall’Autorità marittima.
Abbiamo due categorie di rimorchio:
Rimorchio-trasporto: si caratterizza per la consegna degli elementi
da rimorchiare (contratto di trasporto);
Rimorchio-manovra: operazioni medianti le quali un apposito
mezzo nautico (rimorchiatore), con l’impiego della propria forza di
propulsione, coopera allo spostamento, nell’ambito del porto, di
una nave o di altro mezzo galleggiante mediante trazione o spinta.
c. L’ormeggio: Attività consistente nel fissare ai punti di approdo la nave
che arriva in porto mediante l’uso di specifiche cime o gomene.
Il servizio è disciplinato dall’AM, che iscrive gli ormeggiatori in appositi
registri (previa verifica dei requisiti), li costituisce in Gruppo, stabilisce
numero e caratteristiche delle imbarcazioni degli ormeggiatori e
determina le tariffe del servizio.
È stata giudicata legittima la riserva del servizio in esclusiva ad un
unico gruppo di ormeggiatori, così come la determinazione delle
tariffe.
d. Il battellaggio: tale mansione viene svolta dai barcaioli: addetti alla
condotta di mezzi nautici adibiti ai servizi attinenti al traffico
nell’ambito del porto.
Il traghettamento avviene fino alla banchina, con piccole imbarcazioni,
dell’equipaggio imbarcato nelle navi in rada.
Gli aeroporti
Superficie delimitata su terra o su acqua destinata ad essere utilizzata in tutto o in
parte per l’arrivo, la partenza, la manovra, la sosta o il ricovero degli aeromobili,
con apposite strutture e apparecchiature tecnologiche strutturate a seconda del
livello dell’aeroporto.
Il demanio aeronautico è un demanio eventuale, in quanto gli aeroporti possono
appartenere anche a soggetti privati.
Fanno parte del demanio aeronautico civile statale:
a) gli aeroporti civili appartenenti allo Stato;
b) ogni costruzione o impianto appartenente allo Stato strumentalmente
destinato al servizio della navigazione aerea.
E.N.A.C.
L’Ente nazionale per l’aviazione civile (ENAC), nel rispetto dei poteri di indirizzo
del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, agisce come unica autorità di
regolazione tecnica, certificazione, vigilanza e controllo nel settore dell’aviazione
civile, mediante le proprie strutture centrali e periferiche, e cura la presenza e
l’applicazione di sistemi di qualità aeronautica rispondenti ai regolamenti
comunitari.
I compiti dell’ENAC sono:
- regolazione tecnica dell'aviazione civile e di controllo e vigilanza
sull'applicazione delle norme adottate;
- disciplina degli aspetti amministrativo-economici del sistema del trasporto
aereo;
- redige la Carta dei Diritti del Passeggero, la Carta dei Servizi Standard
- aeroportuali;
- ha compiti in materia di controllo della sicurezza.
Ha tra i propri obiettivi:
• la garanzia della qualità dei servizi resi all'utente;
• la tutela dei diritti del passeggero;
• rispetto e tutela dell'ambiente e del territorio;
• limitazione dell'impatto ambientale dei sedimi aeroportuali;
• riduzione dell'inquinamento acustico ed atmosferico prodotto dagli
aeromobili.
La classificazione
I. In rapporto alle dimensioni e all’importanza delle attrezzature e all’impiego
del traffico aereo:
- primo livello (adibiti al traffico intercontinentale o internazionale);
- secondo livello (adibiti al traffico nazionale);
- terzo livello (adibiti ai collegamenti a breve raggio).
II. In base alla titolarità dell’esercizio:
• Statali (civili e militari);
• Regionali o provinciali;
• Privati.
III. Sotto il profilo strutturale:
➢ Aeroporti;
➢ Campi di fortuna: aerodromi destinati all’atterraggio e alla partenza di
aeromobili costretti all’approdo; il loro utilizzo è concesso solo in casi di
necessità;
➢ Campi di volo: aerodromi utilizzati per la partenza e l’arrivo di alianti;
➢ Idroscali: aree marine o lacuali per l’ammaraggio degli idrovolanti o
elicotteri muniti di galleggianti;
➢ Aviosuperfici: aree idonee all’uso di aeromobili, non appartenenti al
demanio aeronautico e disciplinate da norme speciali, amministrati dai
privati;
➢ Elisuperfici: idonee all’uso di elicotteri; stessa disciplina delle aviosuperfici.
I modelli di gestione e le società aeroportuali
Modelli di gestione aeroportuale attualmente esistenti:
1. gestioni aeroportuali dirette da parte dell’ENAC (aeroporti minori);
2. gestioni aeroportuali ad esaurimento (alcuni aeroporti di interesse
nazionale);
3. gestioni aeroportuali totali (modello attuale): l’aeroporto è affidato ad un
unico concessionario per una durata temporale non superiore ai 40 anni.
Gli aeroporti d’interesse nazionale sono assegnati in uso gratuito all’ENAC (art.
693) che li affida in concessione a imprese che assumono la gestione
dell’infrastruttura.
Il gestore può assegnare in subconcessione a privati beni e servizi aeroportuali con
gli utenti che sono tenuti a pagare i diritti aeroportuali.
Le società di gestione aeroportuali sono costituite esclusivamente sotto forma di
società di capitali, con i soci che possono partecipare senza il vincolo della
proprietà maggioritaria (soci pubblici: Regioni, Province, Comuni, Enti locali e
Camere di commercio).
Il gestore aeroportuale svolge i seguenti compiti:
- assicura il puntuale rispetto degli obblighi assunti con la convenzione ed il
contratto di programma;
- organizza l’attività aeroportuale;
- corrisponde il canone di concessione;
- assicura la presenza dei necessari servizi di assistenza a terra;
- applica in casi di necessità e d’urgenza e salva ratifica dell’ENAC, le misure
interdittive e di carattere temporaneo previste dal regolamento di scalo e
dal manuale di aeroporto;
- redige la Carta dei servizi in conformità alle direttive emanate dal
- ministero dei trasporti e dell’ENAC e garantisce il rispetto dei previsti livelli;
- assicura i controlli di sicurezza su passeggeri, bagagli e
- merci, conformemente alle disposizioni.
Oltretutto il gestore ha degli obblighi da rispettare:
➢ Garanzia della presenza in aeroporto dei necessari servizi di handling: forniti
direttamente dal gestore, da fornitori terzi o in autoproduzione dai vettori;
➢ Garanzia di un adeguato accesso agli impianti: in favore dei fornitori e delle
compagnie aeree che autoproducono a condizioni adeguate, trasparenti,
obiettive e non discriminatorie;
➢ Gestione in esclusiva delle infrastrutture centralizzate: sistema smistamento
e riconsegna bagagli; pontili per imbarco/sbarco pax, impianti centralizzati
per alimentazione, condizionamento, riscaldamento e sghiacciamento,
sistemi informatici; impianti distribuzione carburante, impianti stoccaggio e
lavaggio materiali catering.
I servizi aeroportuali
I servizi aeroportuali si suddividono in due macro-classi:
1. Servizi aeroportuali generali: dove troviamo i servizi necessar
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