Diritto Commerciale
120 CROCETTE COMMENTATE
Questo file raccoglie 120 domande a risposta multipla di Diritto Commerciale, divise per
capitolo seguendo l'ordine classico del corso (imprenditore, azienda, concorrenza, società di
persone, S.p.A., S.r.l., cooperative e operazioni straordinarie, titoli di credito, crisi d'impresa).
Sono le domande tipiche dei test scritti a crocette e delle domande secche dell'orale.
Ogni domanda ha la risposta corretta evidenziata e una spiegazione breve con l'articolo del
Codice civile (o del Codice della crisi) di riferimento: serve a fissare il concetto e a riconoscere
i distrattori, cioè le risposte sbagliate costruite apposta per confondere. Attenzione alla
formula Nessuna delle altre risposte proposte: a volte è davvero la risposta giusta.
Il file è aggiornato al Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (d.lgs. 14/2019) e alle
modifiche del Codice civile in vigore nel 2026. Consiglio di usarlo DOPO aver studiato la
teoria, coprendo le soluzioni e segnando gli errori: le domande sbagliate vanno riviste sul
manuale.
LEGENDA COLORI: le domande in ROSSO sono le domande più ricorrenti, su cui porre
maggiore attenzione. La risposta corretta è in grassetto; sotto ogni domanda c'è la spiegazione
con l'articolo di riferimento, da leggere solo DOPO aver risposto.
CAPITOLO 1
L'IMPRENDITORE E LE CATEGORIE DI IMPRESE
Domanda 1
Ai sensi dell'art. 2082 c.c. è chi esercita:
imprenditore
un'attività intellettuale con partita IVA
a. professionalmente un'attività economica organizzata alla produzione o allo scambio di
b. beni o servizi
occasionalmente un'attività economica di scambio di beni, anche senza alcuna organizzazione
c. stabile di uomini e mezzi
qualsiasi attività diretta al guadagno, anche non organizzata
d. → La definizione dell'art. 2082 richiede TRE requisiti: professionalità (abitualità), organizzazione
(di capitale e/o lavoro altrui) ed economicità (metodo economico). Se manca anche uno solo di
questi non si è imprenditori.
Domanda 2
Il requisito della dell'imprenditore richiede che l'attività sia:
professionalità
esclusiva, cioè non affiancata da altre attività lavorative del soggetto
a. l'unica fonte di reddito del soggetto
b. svolta senza interruzioni per tutti i dodici mesi dell'anno
c. Nessuna delle altre risposte proposte, diverse da questa, è corretta.
d. → Professionalità = ABITUALITÀ e stabilità, nient'altro. NON serve che l'attività sia esclusiva (si
possono avere più imprese), né continuativa tutto l'anno (le imprese stagionali sono imprese), né
unica fonte di reddito. Anche un solo affare può essere impresa se richiede un'organizzazione
complessa e prolungata. 1
Domanda 3
Lo scopo di lucro in senso soggettivo (intento di guadagnare) è:
un requisito indispensabile, senza il quale l'attività resta fuori dalla nozione di impresa
a. necessario solo per le società
b. non necessario: basta il metodo economico
c. necessario solo per l'imprenditore agricolo e per il piccolo imprenditore artigiano
d. → L'economicità richiesta dall'art. 2082 è il METODO ECONOMICO (i ricavi devono almeno
coprire i costi). Non serve l'intento di profitto: sono imprese anche le imprese pubbliche e le
cooperative, che non perseguono il lucro in senso stretto.
Domanda 4
Il professionista intellettuale (avvocato, medico, commercialista):
è imprenditore agricolo
a. è sempre imprenditore commerciale se ha uno studio organizzato con dipendenti e attrezzature
b. è equiparato al piccolo imprenditore dell'art. 2083 c.c.
c. non è imprenditore, salvo che la professione sia elemento di un'attività d'impresa
d. → Art. 2238 c.c.: i professionisti intellettuali non sono imprenditori anche se hanno uno studio
organizzato. Lo diventano solo se la professione è un elemento di una più ampia attività d'impresa
(es. medico che gestisce una clinica privata).
Domanda 5
Ai sensi dell'art. 2135 c.c. sono attività agricole ESSENZIALI:
la sola coltivazione del fondo, con esclusione dell'allevamento praticato senza terreno
a. coltivazione del fondo, selvicoltura e allevamento di animali
b. la trasformazione industriale di prodotti agricoli acquistati in prevalenza da terzi produttori
c. Nessuna delle altre risposte proposte, diverse da questa, è corretta.
d. → Dopo la riforma del 2001 (d.lgs. 228/2001) le attività agricole essenziali sono tre: coltivazione
del fondo, selvicoltura, allevamento di animali. Il criterio è il CICLO BIOLOGICO: basta la cura di
una fase del ciclo di un vegetale o animale, anche senza terra (es. coltivazioni idroponiche,
allevamento in batteria).
Domanda 6
Le attività agricole per connessione (art. 2135, c. 3 c.c.):
sono agricole solo se svolte in forma cooperativa o consortile
a. sono sempre commerciali, perché hanno per oggetto la trasformazione e la vendita al pubblico
b. dei prodotti
sono agricole se svolte dallo stesso imprenditore agricolo con prevalenza di prodotti
c. propri
non esistono più dopo la riforma del 2001
d. → Attività connesse = manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione dei
prodotti + fornitura di beni/servizi (es. agriturismo). Due requisiti: connessione SOGGETTIVA
(stesso imprenditore agricolo) e OGGETTIVA (prevalenza dei prodotti propri o delle attrezzature
dell'azienda agricola).
Domanda 7
L'imprenditore agricolo, a differenza di quello commerciale:
è soggetto alla liquidazione giudiziale ma non alla tenuta delle scritture contabili obbligatorie
a. non tiene le scritture contabili e non è soggetto a liquidazione giudiziale
b. non può mai assumere la forma di società
c. si iscrive nella sezione ordinaria del registro con efficacia costitutiva dell'iscrizione
d. → Lo statuto dell'imprenditore commerciale (scritture contabili, liquidazione giudiziale) NON si
applica all'imprenditore agricolo, che resta però soggetto alle procedure di sovraindebitamento. Si
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iscrive nella sezione speciale del registro (con efficacia dichiarativa dal 2001) e può essere società,
anche di capitali.
Domanda 8
Il ai sensi dell'art. 2083 c.c. è:
piccolo imprenditore
chi non è iscritto nel registro delle imprese
a. chi ha meno di dieci dipendenti e un attivo patrimoniale non superiore a 300.000 euro
b. chi ha un fatturato annuo inferiore a due milioni di euro
c. chi esercita l'attività prevalentemente con il lavoro proprio e dei familiari
d. → Art. 2083: coltivatori diretti del fondo, artigiani, piccoli commercianti e chi esercita un'attività
organizzata PREVALENTEMENTE con il lavoro proprio e dei familiari. Non conta il numero di
dipendenti né il fatturato (quelli sono i criteri UE per le PMI e quelli del CCII per l'impresa minore).
Domanda 9
Il criterio della prevalenza nel piccolo imprenditore significa che:
i ricavi dell'esercizio devono prevalere sui costi di produzione secondo l'ultimo bilancio
a. depositato
l'imprenditore deve lavorare almeno otto ore al giorno
b. il numero dei familiari deve prevalere su quello dei dipendenti
c. il lavoro proprio e dei familiari deve prevalere sul capitale e sul lavoro altrui
d. → La prevalenza è QUALITATIVO-FUNZIONALE: il lavoro dell'imprenditore e della famiglia
deve prevalere sugli altri fattori produttivi (capitale e lavoro altrui). Non è quindi piccolo
imprenditore chi investe ingenti capitali anche se lavora personalmente (es. gioielliere).
Domanda 10
L'impresa (art. 230-bis c.c.):
familiare
resta un'impresa individuale, con diritti patrimoniali e gestori per i familiari
a. richiede l'atto pubblico a pena di nullità
b. è sempre un'impresa agricola
c. è una società di persone irregolare, con responsabilità solidale di tutti i partecipanti
d. → L'impresa familiare resta impresa individuale: imprenditore è solo il titolare, che risponde
illimitatamente. I familiari (coniuge, parenti entro il 3°, affini entro il 2°) hanno diritto al
mantenimento, agli utili in proporzione al lavoro e a decidere a maggioranza sugli atti straordinari.
Domanda 11
Per la persona fisica, la qualità di imprenditore si acquista:
con l'effettivo inizio dell'attività
a. con l'iscrizione nel registro delle imprese, che ha a questo fine efficacia costitutiva
b. con l'approvazione del primo bilancio d'esercizio da parte dell'imprenditore
c. con l'apertura della partita IVA
d. → Vale il PRINCIPIO DI EFFETTIVITÀ: si diventa imprenditori con l'esercizio concreto
dell'attività, e si cessa di esserlo con la fine effettiva (chiusura della liquidazione). L'iscrizione nel
registro è solo pubblicità, non elemento costitutivo per l'imprenditore individuale.
Domanda 12
L'imprenditore occulto è:
chi esercita di fatto l'impresa dietro un prestanome
a. l'imprenditore che ha cessato l'attività senza cancellarsi dal registro
b. il socio accomandante della s.a.s.
c. l'imprenditore che non ha adempiuto all'obbligo di iscrizione nel registro delle imprese
d. → Teoria dell'imprenditore occulto: chi domina un'impresa dietro un prestanome dovrebbe
rispondere delle obbligazioni insieme a lui. Oggi il CCII (art. 256) prevede l'estensione della
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liquidazione giudiziale al socio occulto e alla società occulta.
Domanda 13
L'incapace (minore non emancipato, interdetto) può:
iniziare una nuova impresa commerciale con l'autorizzazione del giudice tutelare
a. solo continuare un'impresa già esistente, con autorizzazione del tribunale
b. esercitare l'impresa senza alcun limite, purché assistito dal rappresentante legale
c. non esercitare mai un'impresa
d. → Artt. 320 e 424 c.c.: per minore e interdetto è ammessa solo la continuazione dell'impresa già
esistente, previa autorizzazione del tribunale. Il minore EMANCIPATO invece può anche iniziare
una nuova impresa commerciale (art. 397 c.c.). L'inabilitato può solo continuare (art. 425).
CAPITOLO 2
LO STATUTO DELL'IMPRENDITORE COMMERCIALE
Domanda 14
L'iscrizione nella del registro delle imprese ha, di regola, efficacia:
sezione ordinaria
normativa
a. di semplice pubblicità notizia, senza effetti sull'opponibilità ai terzi
b. dichiarativa: i fatti iscritti sono opponibili ai terzi
c. costitutiva, perché l'impresa nasce solo con il deposito dell'atto presso la camera di commercio
d. → Art. 2193 c.c.: efficacia DICHIARATIVA. Presunzione assoluta di conoscenza per i fatti iscritti
(il terzo non può dire di non saperlo); per i fatti non iscritti l'imprenditore deve provare che il terzo
li conosceva.
Domanda 15
L'iscrizione nel registro delle imprese ha efficacia COSTITUTIVA:
per le società di persone, che senza iscrizione non vengono ad esistenza
a. per le società di capitali e le cooperative
b. per l'imprenditore agricolo iscritto nella sezione speciale dal 2001
c. per l'imprenditore individuale commerciale non piccolo
d. → S.p.A., S.a.p.a., S.r.l. e cooperative VENGONO AD ESISTENZA come persone giuridiche solo
con l'iscrizione (art. 2331), che fa acquistare la personalità giuridica. Per le società di persone
l'iscrizione ha invece efficacia dichiarativa (senza iscrizione la società è irregolare ma esiste).
Domanda 16
L'iscrizione nelle sezioni speciali del registro delle imprese ha efficacia:
di pubblicità notizia, salvo che per l'imprenditore agricolo
a. dichiarativa in ogni caso, come nella sezione ordinaria
b. costitutiva per i piccoli imprenditori e dichiarativa per le società semplici
c. Nessuna delle altre risposte proposte, diverse da questa, è corretta.
d. → Le sezioni speciali servono solo a rendere noti i dati (pubblicità notizia). Unica eccezione: per gli
imprenditori agricoli, dal d.lgs. 228/2001, l'iscrizione nella sezione speciale ha efficacia
dichiarativa.
Domanda 17
Sono obbligatorie per l'imprenditore commerciale (art. 2214 c.c.):
scritture contabili
il solo libro giornale
a. il libro giornale, il libro degli inventari e le altre richieste dall'impresa
b. il solo bilancio d'esercizio, corredato dalla nota integrativa e dalla relazione sulla gestione
c. il libro dei soci e il libro delle adunanze assembleari
d. 4
→ Libro giornale = registrazione cronologica di tutte le operazioni. Libro inventari = redatto
all'inizio e poi ogni anno, si chiude con il bilancio. In più le scritture richieste dalla natura e dalla
dimensione dell'impresa (libro mastro, libro cassa, libro magazzino). Va conservata anche la
corrispondenza.
Domanda 18
Le scritture contabili e la corrispondenza vanno conservate per:
20 anni, e in ogni caso fino alla cancellazione dell'impresa dal registro
a. 5 anni dalla data dell'ultima registrazione
b. 10 anni dalla data dell'ultima registrazione
c. Nessuna delle altre risposte proposte, diverse da questa, è corretta.
d. → Art. 2220 c.c.: conservazione per 10 anni dall'ultima registrazione; ammessa anche la
conservazione su supporti informatici. Attenzione: il termine decorre dall'ULTIMA registrazione,
non dalla data di apertura del libro.
Domanda 19
Le scritture contabili regolarmente tenute:
fanno prova a favore solo tra imprenditori e per rapporti d'impresa
a. non possono mai essere utilizzate come prova in giudizio
b. fanno prova soltanto se vidimate ogni anno dal notaio o dal conservatore del registro
c. fanno sempre piena prova a favore dell'imprenditore verso qualunque controparte, anche
d. consumatore
→ Regola generale: le scritture fanno sempre prova CONTRO l'imprenditore (art. 2709). Possono
fare prova A FAVORE solo se regolarmente tenute, tra imprenditori e per rapporti d'impresa (art.
2710). Il giudice le valuta liberamente.
Domanda 20
L'institore è:
un commesso addetto alla vendita al pubblico
a. chi è preposto dal titolare all'esercizio dell'impresa o di una sede secondaria
b. il socio al quale lo statuto attribuisce la rappresentanza generale della società
c. il procuratore nominato per un singolo affare
d. → Art. 2203 c.c.: l'institore è l'alter ego dell'imprenditore (il direttore generale). Ha potere di
rappresentanza generale, può stare in giudizio per l'imprenditore ed è tenuto insieme a lui alla tenuta
delle scritture contabili.
Domanda 21
L'institore, salvo limitazioni pubblicate, può:
compiere qualsiasi atto, compresa la vendita dell'intera azienda del preponente a terzi
a. compiere tutti gli atti pertinenti all'impresa, ma non alienare o ipotecare immobili
b. solo atti di ordinaria amministrazione, senza potere di rappresentanza
c. solo firmare i contratti di lavoro del personale dipendente
d. → Art. 2204 c.c.: potere generale limitato agli atti pertinenti all'impresa; esclusi alienazione e
ipoteca di immobili salvo autorizzazione espressa. Le limitazioni ai poteri sono opponibili ai terzi
solo se iscritte nel registro delle imprese (art. 2206).
Domanda 22
Se l'institore non fa conoscere al terzo che tratta per il preponente:
il contratto è nullo per difetto di legittimazione
a. risponde soltanto il preponente, come nella rappresentanza generale volontaria
b. è obbligato personalmente, ma il terzo può agire anche contro il preponente
c. il terzo non ha alcuna azione
d. 5
→ Art. 2208 c.c.: deroga alle regole generali sulla rappresentanza. Il preponente risponde
comunque per gli atti pertinenti all'impresa, a tutela del terzo; l'institore risponde in proprio per non
aver speso il nome.
Domanda 23
I procuratori (art. 2209 c.c.), rispetto all'institore:
non hanno alcun potere di rappresentanza del preponente
a. hanno poteri limitati a determinate specie di atti
b. coincidono con i commessi e rispondono degli atti di gestione del preponente
c. hanno un potere di rappresentanza generale, ma non possono stare in giudizio
d. → Gerarchia degli ausiliari: institore (potere generale) > procuratori (potere per settore o specie di
atti, senza preposizione all'intera impresa) > commessi (atti che ordinariamente comporta la specie
di operazioni cui sono addetti, es. vendita al banco).
CAPITOLO 3
L'AZIENDA E I SEGNI DISTINTIVI
Domanda 24
L'azienda, ai sensi dell'art. 2555 c.c., è:
il soggetto che esercita professionalmente l'attività economica organizzata
a. sinonimo di società commerciale
b. l'attività economica esercitata dall'imprenditore
c. il complesso dei beni organizzati per l'esercizio dell'impresa
d. → Attenzione alla distinzione base: IMPRENDITORE = soggetto; IMPRESA = attività;
AZIENDA = oggetto (complesso di beni). L'avviamento è la qualità dell'azienda di produrre
profitti, non un bene autonomo.
Domanda 25
Il trasferimento dell'azienda commerciale:
richiede sempre l'atto pubblico a pena di nullità, anche senza immobili
a. non richiede alcuna forma e non va iscritto nel registro delle imprese
b. va provato per iscritto e iscritto nel registro delle imprese
c. deve essere autorizzato dal tribunale del luogo in cui si trova l'azienda
d. → Art. 2556 c.c.: forma scritta ad probationem per le imprese soggette a registrazione; l'atto va
depositato per l'iscrizione entro 30 giorni. Se nell'azienda ci sono immobili, serve la forma scritta ad
substantiam per quei beni.
Domanda 26
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Diritto del lavoro – 120 crocette commentate (contratti, licenziamenti, sindacato)
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Diritto amministrativo – 120 crocette commentate (l. 241/1990, appalti, TAR)
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Diritto commerciale
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Diritto commerciale