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IL DETERMINANTE

DEFINIZIONE: Il determinante di A = a b c d è definito dalla formula:

det A = ad - bc

Il caso di matrici 1x1 a è elementare: in questo caso, se A = a => DET(A) = a

PROPRIETÀ

  1. det AT = det A AT = a c b d det AT = ad - cb det A = ad - bc
  2. Scambiando due righe di A (o due colonne di A), il determinante cambia segno. Esempio: scambiando le righe di A otteniamo c d a b det(B) = cb - ad = - (ad - cb) = -det(A)
  3. Moltiplicando una riga o una colonna per un numero il determinante viene moltiplicato per lo stesso numero. Esempio: moltiplichiamo la 1ª riga per k, ka kb c d det = k(ad - bc) = k · det A
  4. Aggiungendo ad una riga/colonna un multiplo di un'altra riga/colonna il determinante non cambia. Esempio: aggiungiamo alla prima colonna un multiplo della seconda A = a b c d A₁ = a e c f A₂ = b d e f det = (a+kb)(c+kd) - bc(ct+kd) = ad + kbd - bc - kbd = ad - bc
  5. Il determinante di una matrice triangolare superiore è il prodotto degli elementi sulla diagonale principale. Esempio: det 2 3 0 4 1 2 0 0 4 = 4 · 3 · 1 · 4 = 12

Il Determinante

Il determinante è definito solo sulle matrici quadrate

Definizione: Il determinante di A = a b c d è definito dalla formula: det A = ad - bc

Il caso di matrici 1×1 A = [a] è elementare: in questo caso, se A = [0] => det(A) = 0

Proprietà

  1. det AT = det A
    • AT = a c b d
    • det AT = ad - cb => det A = det AT
  2. Scambiando due righe di A o due colonne di A, il determinante cambia segno.
    • ES: Scambiando le righe di A otteniamo B = c d a b
    • det (B) = cb - ad = - (ad - cb) = - det (A)
  3. Moltiplicando una riga o una colonna per un numero il determinante viene moltiplicato per lo stesso numero.
    • ES: Moltiplichiamo la 1a riga per k ∈ R. Otteniamo B = ka kb c d
    • det = ka·d - kb·c = k(ad - bc) = k · det A
  4. Aggiungendo ad una riga/colonna un multiplo di un'altra riga/colonna il determinante non cambia.
    • ES: Aggiungiamo alla prima colonna un multiplo della seconda a b A1 = c d A2 = kb kd
    • A1 + kA2 = a + kb b c + kd d
    • det
      • (a + kb b)
      • (c + kd d)
    • = (a+kb)d - b(c+kd) = ad + kbd - bc - bkd = ad - bc
  5. Il determinante di una matrice triangolare superiore è il prodotto degli elementi sulla diagonale principale.
    • ES: det 2 0 0 1 3 0
    • 2 4
    • 0 1
    • = 4 · 3 · 1 = 12

Interpretazione geometrica del determinante

A = [a b]

     [c d]

A1 = [c]

      [d]

A2 = [a b]

      [b]

Parallelogramma generato da A1 e A2

P

det A = Area (P)

Il segno si determina percorrendo il bordo di P proiettato dall’origine lungo il vettore A1.

  • Se il bordo è percorso in senso antiorario => det A > 0
  • Orario => det A ≤ 0

I determinanti di matrici 2×2 sono aree orientate.

Esempi particolari

A2 = [0 h]

A1 = [a]

      [0]

A2 = [u]

      [h]

det(A) = a·h - u·0 = a·h

Vogliamo dare una formula per l’area (orientata) di un poligono arbitrario

conoscendo le coordinate dei vertici.

Notazione

Se A, B sono vettori colonna (2 elementi) indico con [A, B] la matrice 2×2 con colonne A, B

Es: A = [40] B = [49] => [A, B] = [-10 -9]

          [42]           [48][-42 48]

Proposizione

Scrivo P0, P1, ..., Pn i vertici di poligono P in (R2 il piano).

L’area (orientata) del poligono P è data dalla formula

Area (P) = ½ | det [P0 P1] + det [P1 P2] + det [P2 P3]

+ ... + det [Pn+1 Pn] + det [Pn P0]

MATLAB: det(A)

MAXIMA: determinant(A)

Esempio: Triangolo di base a e altezza h

P1 = [0,0]

P2 = [a,0]

P3 = [u,h]

Atriangolo = 1/2 (det [P1,P2] + det [P2,P3] + det [P3,P1]) = a·h/2

Esempio: Parallelogramma di base a e altezza h

P1 = [0,0]

P2 = [a,0]

P3 = [u,h]

P4 = [u+a,h]

Esempio: Trapezio di basi A e a, altezza h

P1 = [0,0]

P2 = [A,0]

P3 = [u+a,h]

P4 = [u,h]

Atrapezio = (A+a)·h/2 (utilizzando factor (>):)

Interpretazione geometrica delle matrici 3x3

|det A| = volume

SVILUPPO DI LAPLACE DEL DETERMINANTE

Es: Posso (1,1) ⇒ (-1)1+1 = 1

- Posso (1,2) ⇒ (-1)1+2 = -1

Lo sviluppo di Laplace si fa lungo una riga o una colonna

ESEMPIO

A = 1 2 53 4 12 1 3

Notazione: il determinante di una matriceA = | * * | | * * |s'indica con det A = | * * | | * * |

det A = |1 2 5||3 4 1||2 1 3|

Facciamo lo sviluppo di Laplace secondo la 1º riga:

+1 | 4 1 | - 2 | 3 1 | + 5 | 3 4 | |- 1 3| |- 2 3| | 2 1|

= +1 ( 3 * 4 - 1 * 2 ) - 2 ( 3 * 3 - 6 * 1 ) + 5 ( 3 * 1 - 1 * 2 )= -1 * 2 * 5 = -2

Facciamo lo sviluppo di Laplace secondo la 2º colonna:

-2 | 2 5 | + 1 | 2 5 | - 1 | 2 3 | + 3 | 1 3 | |- 2 3| |- 1 3| |- 4 5| |- 4 3|

= -2 ( 3 * 3 - 2 * 1 ) + 4 ( 1 * 3 - 5 * 2 ) - 1 ( 4 * 4 - 5 * 3 )= -2 -7 + 16 = 2

ESEMPIO

Usiamo operazioni elementari su righe/colonne + Laplace

(det. cambia segno se moltiplico per-1 la 3º riga)

APPLICAZIONI DEI DETERMINANTI ALLA GEOMETRIA

GEOMETRIA PIANA

Equazione di una retta passante per due punti assegnati

P1(x1, y1) e P2(x2, y2)

in equazione si dato da

| x y 1 || x₁ y₁ 1 || x₂ y₂ 1 | = 0

ESEMPIO

P1(2, 6) => | x y 1 | = | x + 3 y - 5 0 | | 2 6 1 | | 5 1 0 |P2(-3, 5) => | -3 5 1 | | -3 5 1 |

Sviluppo secondo 3a colonna:

(perché ha due zeri ≤ un uno)

x + 3 y - 5| 5 1 | = x + 3 - 5y + 25 = x - 5y + 28 5 4

Equazione: x - 5y + 28 = 0

STUDIAMO L'EQUAZIONE

| x y 1 || x₁ y₁ 1 | = 0| x₂ y₂ 1 |
  • verifichiamo che
  • è l'equazione d'una retta
  • passa per P1 e P2 se P1 ≠ P2
① | x y 1 | | x₁ y₁ 1 | =0 | x₂ y₂ 1 | | y₁ 1 | | x 1 | | x y |= -| y₂ 1 | + x₁ | y₂ 1 | + y₁ | x₂ 1 | a b c = 0 ✔ ② | x y 1 | | x₁ y₁ 1 | =0 | x₂ y₂ 1 |

Sostituisco le coordinate di P1. Otteniamo

| x y 1 || x₁ y₁ 1 | = 0 ✔| x₂ y₂ 1 |(perché ci sono due righe uguali (1a=2a))(sottrarrò R₂ a R₁ ottengo una riga di tutti zeri)

SOSTITUISCO LE COORDINATE DI P2. OTTENIAMO

perché ci sono due righe uguali (r2 = r3) (sottriamo r3 = r2 ottengo una riga di tutti 0)

UNA FORMULA ANALOGA VALE NELLO SPAZIO: SE Pi (xi, yi, zi), i = 1, 2, 3 SONO 3 PUNTI NON ALLINEATI

UN'EQUAZIONE DEL PIANO PASSANTE PER P1, P2, P3 È

Nel piano di equazione della retta, passante per PA (x1, y1) e // al vettore ̅(u, v) è GL1 I valori di x, y e z sono le coordinate di un punto GL1 0 valori invece sono una direzione

ESEMPIO

P (4, 2) ̅(3, -1)

Equazione: x + 3y - 10 = 0 ̅(3, -1) // alla retta ̅(3 + t) (4, 2) => ̅ // u

NELLO SPAZIO

  • Piano per 3 punti (ogni volta)
  • Piano per due punti e // ad un vettore
  • Piano per un punto e // a due vettori (indipendenti)

2)

P1 (x1,y1,z1)

P2 (x2,y2,z2)

v̄ (a, b, c)

| x      y      z      1   |

| x1 y1 z1 1 |

| x2 y2 z2 1 | = 0

| a      b      c      0 |

3)

P1 (x1,y1,z1)

P2 (x2,y2,z2)

P3 (x3,y3,z3)

1 (a1, b1, c1)

2 (a2, b2, c2)

| x      y      z      1   |

| x1 y1 z1 1 |

| x2 y2 z2 1 | = 0

| a1 b1 c1 0 |

| a2 b2 c2 0 |

LEZIONE 22/11/2022

A matrice: RANGO di A è

  1. NUMERO di PIVOT di una matrice ridotta a scala con operazioni elementari sulle righe di A
  2. MASSIMO numero di righe di A LINEARMENTE INDIPENDENTI
  3. MASSIMO numero di colonne di A LINEARMENTE INDIPENDENTI
  4. dim Im fA = dim fA IRm = IRn fA(x) = x

DEFINIZIONE: n-dici SOTTOMATRICE di una matrice A una matrice A che si ottiene dalla matrice A eliminando alcune righe e/o alcune colonne

ES

[ 1 2 3 4 5] [ 2 4] [ 6 7 8 9 10] [ 7 9] ← ELIMINO LA COLONNA [11 12 13 14 15] [12 14] 1, 3, 5

DEFINIZIONE: n-dici A una matrice. Si dice MINORE di ORDINE p della matrice A il DETERMINANTE di una sottomatrice (quadrata) di ordine p.

ES

1 2 3a [1 2 3 |] ← | 1 2 | | 1 3 | | 2 3 | 2 3 | 4 5 | 5 6 |b [4 5 6 |] ← | 4 5 | | 4 6 | | 5 6 | 4 5 | 5 6 | 6 7 |c [7 8 9 |] ← | 7 8 | | 7 9 | | 8 9 | 7 8 | 8 9 | 9 10 | | 4 2 | | 5 6 | UNICO MINORE di ORDINE 3 | 7 8 |

CALCOLO DEL RANGO DI UNA MATRICE TRAMITE I MINORI

PROPOSIZIONE: n-dici A una matrice. Allora

il rango di A è r <=>

  • 1. ESISTE UN MINORE NON NULLO DI ORDINE r
  • 2. OGNI MINORE DI ORDINE r+1 è NULLO

ES

A  

|2 4| =   = 4-4 =0

|6 3| 2 0

|6 2| 4 3 2 0

  • Minori di ordine 1#0
  • Minori di ordine 2 =0

rango (A)=1

PROPOSIZIONE (T. ORLATI)

rx(A)

  • Esiste un minore non nullo di ordine r m=det(M)N matriciale
  • Ogni minore di ordine r + 1

m' = det(M')

dove H'

M'

    

ALGORITMO PER IL CALCOLO DEL RANGO DI UNA MATRICE

  1. A matrice data

A != 0?

          

r(A)=0

O STOP

  • Scelgo un elemento non nullo di A

      

Calcolo i minori di ordine 2 che contengono a0i

Sono tutti nulli?

NO

  • Scelgo un minore di A

m2 = det(M2)

dove H2

Calcolo i minori di ordine 3 che contengono H2

Sono tutti nulli?

No

  • Scelgo un minore non nullo di A

mk = det(Mk)

dove HK =

Calcolo i minori di ordine k+1 che contengono HK

Sono tutti nulli?

Si

r(A)=k

NO

Prima o poi troveranno e trovo il rango

MAXIMA:

[4 2 3]

5 0 7

9 10 40

Per ottenere 6 0

10 4

1

Submatrix[0,M1] [1]

ESEMPIO

  • Prendo il termine (1;4) diverso da zero quindi v≥1
  • Prendo 1 22 3 ≠0 quindi v≥2
  • Prendo le matrici che contengono Mz e calcolo il determinante

1 2 3 12 3 | 4 = 01 4 1

v≥2

| 12 | 11 3 1 = 3 - 2·2 = -1 ≠ 0 v≥2

2 33 1

quindi v(A) = 2

1 24 1 = 0

TEOREMA DEGLI ORLATI -> equazioni di una retta nello spazio

ES.1

Trovare l'equazione della retta passante perP1(1,2,5)P2(-4,2,1)

P(x,y,z)ossia allineati

rank x y z1 2 5-4 2 1 = 2

Varia il teorema degli orlati per trovare l'equazione della retta

  1. Trovo un minore di ordine 2 non nullo
  2. Trovo l'equazione della retta imponendo che i minori di ordine 3 che ORLANO siano 0

x y z1 2 5-4 2 1

x11 = 22

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Scienze matematiche e informatiche MAT/03 Geometria

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LucaBBBB di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Algebra e geometria lineare e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Venturini Sergio.
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