Critica letteraria e letteratura comparata
Comparatistica letteraria
La critica letteraria si sviluppa in tre aree: confronto tra testi di letterature diverse. La letteratura comparata si pone anche nel rapporto tra ciò che è letteratura e ciò che non lo è (arte, film, ecc); fa riferimento alla teoria della letteratura, studio di un autore da parte di un critico letterario; teoria = successione di figure. Un teorico, per parlare di un romanzo, non ha uno sguardo limitato a un solo romanzo, ma guarda una serie di testi, senza l'aspetto comparativo.
La teoria letteraria si concentra su che cosa fa di un testo un testo letterario. La storia letteraria è un approccio alla letteratura che nasce dopo l'Illuminismo. La storia della letteratura italiana è un’invenzione di De Sanctis. Prima erano solo trattati, senza narrazione. Attraverso la storia letteraria si ha l'idea di come si sia formata la lingua, la letteratura e in particolare la formazione della nazione italiana.
La letteratura comparata nasce nel secondo '800 (Francia; in Italia verrà più tardi) e risente del modello storiografico. Nasce come rapporto con le letterature classiche, cercando la loro presenza nella letteratura francese moderna (la contemporanea non era considerata). Compara l'antico al moderno attraverso la sua storicità.
Il contributo di Claudio Guillén
Claudio Guillén è un autore che dedica un saggio alla letteratura comparata. Nel secondo saggio "Tra l’uno e il diverso" pone l'attenzione su un'immagine nazionale e sovranazionale vocabolario condiviso, della letteratura. Si ha un per rispondere alla necessità del critico di avere una terminologia di base, ma anche per rimettere in gioco l'idea stessa di temporalità, pluralità e complessità. Se io mi muovo in un contesto sovranazionale, io ho una terminologia, ma non ho una situazione temporale unica per tutte le nazioni. Se noi guardiamo la nostra storia nazionale è semplice vedere una progressione, ma entità come il barocco (es.) sono sovranazionali. Queste categorie non sono enti naturali, ma sono differenziate tra un contesto e l'altro.
La terminologia va calata nella concretezza e vedere se funziona in più contesti. Sono state immesse nuove istanze, portate dai compartisti, per delineare la situazione critica attuale. Acquisizione della storiografia letteraria comparata alla fine del Novecento: all'eurocentrismo; rivoluzione delle categorie della narrazione storica (l’idea che storianarrare la storia della letteratura è possibile utilizzando dei modelli narrativi); letteraria come sistema aperto (rappresentazione della vita letteraria della nazione come sistema aperto es. De Sanctis. Gli scrittori leggono altri scrittori. Non si deve considerarlo il canone, la narrazione come un sistema autoreferenziale).
Il canone letterario
Il fenomeno letterario avviene per via narrativa, le storie letterarie non possono non rendere conto del mondo semiotico, non è un sistema chiuso. Gli scrittori molto spesso si possono vedere da molteplici punti di vista es. Pasolini. Serve un’enciclopedia per studiare gli scrittori è un modo di presentarli in un contesto interdisciplinare e il punto di vista (la rappresentazione e definizione della letteratura avviene attraverso il punto di vista di coloro che la osservano), fanno riferimento ai punti visti in precedenza.
Canone: campo di crisi. Ricostruzione di un canone delle opere e degli autori di tipo più inclusivo è strettamente intrecciata alla ridefinizione della storia letteraria come narrazione. Negazione di qualsiasi presunzione di oggettività che permette di pensare al canone come ad una selezione fortemente orientata in senso ideologico, prospettiva che apre la strada alla formazione di pluralità di canoni. Ogni scrittore ha un modello con cui si spinge a migliorarsi, sulla base della differenziazione dal modello. Il canone è anche una guida. Ora il canone non è più limitativo e costrittivo. È un costruito culturale. Ogni storia letteraria veicola presso i suoi lettori l'immagine di un canone, vale a dire un'antologia esemplare di testi e di autori finalizzata alla costituzione dell'identità culturale di una comunità.
Conflitti e discussioni sul canone
L'idea di canone ha portato forti conflitti e discussioni. Ci si è resi conto che qualsiasi idea di canone è parziale. Si è scoperto che il canone è un costrutto sociale che cambia nel corso dei decenni. Il rischio del canone è quello di dare l'impressione che gli autori e le opere siano qualcosa di immutabile, dare l'idea che la letteratura non sia altro che un museo.
Cultural studies = canone come principale interesse. Gran Bretagna anni '60 e Stati Uniti anni '80. Studi sul canone. Si interessa dei rapporti tra cultura e società. Idea che dietro al canone ci siano degli interessi e delle forti ideologie (es. assenza delle autrici nei libri). Nuova apertura verso la letteratura andando contro il canone dell'epoca. Queste nuove prospettive ridimensionano la validità oggettiva della storia letteraria. La storiografia mimetica letteraria viene considerata ora (prima era considerata della realtà socio-culturale) come una forma di narrazione quale testo poetico, un discorso costituito da intrecci e strategie narrative finalizzati a legittimare l'esistenza di alcune figure collettive (la patria, la nazione, la tradizione) e ad escluderne altre minoritarie (minoranza linguistica, letteratura femminile). La letteratura è realtà essa stessa, è molto più che mimetica.
Storiografia letteraria e neostoricismo
Prospettiva tradizionale della storiografia letteraria: presunzione di oggettività, l’opera letteraria è vista come rappresentazione mimetica e attendibile della realtà socio-culturale. Storia letteraria come narrazione: opera storiografica considerata quale testo “poetico”, le cui strategie sono finalizzate a legittimare o escludere i diversi soggetti culturali.
Contesto statunitense anni '70 Hayden White: neostoricismo (mette al centro l'importanza della storia, facendola vivere attraverso una narrazione), l'opera storiografica costituirebbe un testo poetico, cioè narrativo, una narrazione che presenta forme retoriche individuabili e analizzabili dalla critica. Il neostoricismo rifiuta la tradizionale distinzione tra testo e contesto. Non si tratta di falsificare la storia, ma di renderla usufruibile ai posteri. La storia non è altro che una costruzione narrativa e retorica, accessibile in forma testuale.
New historicism e new criticism
Il new historicism (anni '60) riporta l’attenzione sulla storia. Utilizza gli strumenti della critica letteraria per dimostrare che le storie, che sono narrazioni, rispondono a degli interessi di una parte ben precisa della società. È divergente dal new criticism. New Criticism: anni '30/'50. Nasce per reazione allo storicismo europeo. Si parlava molto della forma e poco dei contenuti. Idea di un canone immortale (in occidente), era un'idea legata agli imperialismi europei, come se il canone fosse universale. Astrazione dei prodotti dell’immaginario, intesi come valori universali, dalla materialità storica e sociale. Questa corrente si concentra sulla singolarità opera, portatrice di valori ritenuti universali e trascendenti. Visione della letteratura che aveva vinto sui modelli storicisti. Paradigma dominante. Si concentrava sull’opera letteraria e sulla sua letterarietà, vale a dire sulla sua specificità del testo a discapito del contesto storico e dai rapporti tra gli autori e le diverse letterature nazionali.
Il neostoricismo colloca l'ideologia del new criticism in una concezione monolitica e analistica. Alle grandi storie la nuova critica sostituisce una pluralità di storie.
L'enciclopedia nel postmoderno
L'enciclopedia: in epoca postmoderna si assiste al recupero del modello enciclopedico-erudito settecentesco. L'enciclopedismo, con la sua pluralità di voci e prospettive, rappresenta la sfiducia verso le ideologie elaborate dalla modernità che contraddistingue il postmoderno (atteggiamento disincantato verso la storia), un rifiuto verso qualsiasi tipo di credo particolare a cui viene preferita una combinazione eclettica di prospettive, una rappresentazione combinatoria sconnessa, priva di qualsiasi tratto d'unione. Rappresentazione tradizionale della storia: linearità e continuità; monologo. Rappresentazione postmoderna della storia: discontinuità e caleidoscopio; dialogo. Puzzle postmoderno = esistono tante storie letterarie quanti sono i lettori possibili. Decostruzione dell’idea tradizionale di storia letteraria.
Mentre le storie letterarie non rendevano esplicito il punto di vista, vendonsi oggettive, le nuove storie letterarie sono portatrici di punti di vista. La molteplicità dei punti di vista è condizionata essa stessa. Le nuove storie letterarie sono ideologicamente orientate, non ricercano l'esaustività, bensì una selettività di fenomeni. Tutto è presentato come relativo, non è più dato come certo. I nuovi punti di vista sono inseriti dai nuovi movimenti femministi, coloniali, ecc.
Il valore memoriale
Il valore memoriale torna ad avere un ruolo centrale nelle storie letterarie che programmaticamente si occupano di quelle realtà confinante ai margini del canone occidentale e del discorso accademico, o che ne sono state addirittura escluse. Gli studi culturali hanno messo in crisi l'idea di nazione (che non include ma che esclude) sostenendo che deve essere rivista. La nazione (oltre alla letteratura nazionale) è una delle metafore dell'identità, che può essere luogo di esclusione e cancellazione. Esempio: woman studies. Si ha quindi un ritorno sulla centralità della società.
Il formalismo russo
Il formalismo russo: corrente critica sviluppatasi in Russia (tra il '16 e il '30), localizzazione sulla lingua del testo letterario. La parola formalismo veniva sentita come un termine riduttivo, non si va al core delle cose, del contenuto. Studio della specificità della lingua. Non si interessavano del significato dell'opera e del contesto storico o personale nel quale l’opera nasce. Si interessa delle caratteristiche linguistico-formale dell'opera. Ciò che distingue un testo letterario da altri testi. Nasce in sintonia con la linguistica di Saussure. Trovare i criteri organizzativi del linguaggio nei componimenti letterari appartenente ai diversi generi, interesse verso le caratteristiche linguistico/formali. È attento alle ricorrenze, la funzione, la modalità e il ritmo. Cerca di trovare delle leggi generali. Il formalismo non prende in esame lo stile dell’autore, differente da testo a testo (parole), bensì quelle ricorrenze, la funzione, la modalità, il ritmo, che costituiscono le caratteristiche degli articoli dei linguaggi letterari (langue). Cerca di scoprire cosa fa di un testo un testo letterario.
Langue: codice linguistico della collettività. Parole: attualizzazione individuale delle potenzialità del codice linguistico.
Questo legame con la linguistica dà un impulso alla teoria letteraria del primo '900. Strutturalismo: buona parte dei suoi iniziatori erano già noti formalisti (esodo). Circolo linguistico di Praga. La pubblicazione delle cosiddette "Tesi di Praga" ('29) segna l'anno di nascita dello strutturalismo, che si propone di affrontare lo studio della lingua letteraria attraverso criteri metodologici più rigorosi rispetto a quelli formalisti.
Le tesi di Praga
Tesi di Praga: la lingua letteraria si distingue dagli altri usi del linguaggio. La descrizione della lingua e della struttura del testo non sono la stessa cosa della lingua della comunicazione, non ha un fine comunicativo (occorre elaborare principi di descrizione sincronica). L'artista crea una possibilità nuova alla lingua. L'opera poetica è una struttura funzionale e i vari elementi non possono essere compresi al di fuori della loro connessione con l’insieme. Elementi oggettivamente identici possono svolgere, in situazioni diverse, funzioni assolutamente differenti. L'arte si differenzia dalle altre strutture semiologiche per la funzione del segno. Nella poesia, oltre al segno, siamo distratti dalla lingua. Parafrasi = intralinguistica. Attenzione diretta non sul significato, ma sul segno stesso. Si spiegava la poesia sulla base dei fatti storici e biografici e non sulla lingua (critica degli strutturalisti).
La linguistica di Ferdinand de Saussure rimane il modello di riferimento nella ricerca strutturalista della lingua letteraria, in particolare modo per alcuni temi affrontati: l’assetto sistematico del linguaggio; il suo sdoppiamento in langue e parole; la considerazione del segno linguistico costituito da significante e significato; il suo legame necessario e arbitrario; il principio irrazionale dell’arbitrarietà del segno, comunque controllato dal sistema della lingua che pone un limite all’arbitrarietà; i punti di vista sincronico e diacronico necessario per lo studio della lingua.
Roman Jakobson: "linguistica e poetica". Bisogna dedicarsi all'avanguardia. Principali fattori del linguaggio o funzioni linguistiche: mittente (emotiva); contesto (referenziale); messaggio (poetica); contatto (fatica); codice (metalinguistica); destinatario (conativa).
Il contributo di Vladimir Propp
Vladimir Propp: si proponeva di identificare le invarianti della favola. Vuole individuare la struttura intrinseca del genere. Fondatore della narratologia. Primato della funzione sui personaggi. Ricorrono un numero limitato di funzioni, la favola si regge su una struttura costante. La lingua è potenzialmente aperta, ma ci sono dei limiti (altrimenti si perderebbe). Individua 8 personaggi che sono in grado di compiere 31 funzioni narrative. Voleva ricostruire la struttura astratta della fiaba, di cui tutte le fiabe sono realizzazioni. Intervento di un falso eroe che permette alla narrazione di andare avanti un altro po’. Si parte da un equilibrio iniziale, per arrivare alla rottura dell’equilibrio che innescano le peripezie dell’eroe, per finire con il ripristino dell’equilibrio.
Tzvetan Todorov e la letteratura fantastica
Tzvetan Todorov: studio del testo narrativo, considerato come una struttura edificata su tre livelli essenziali: livello verbale (risiede nelle frasi concrete del testo); livello sintattico (relazioni che intercorrono tra le varie parti dell'opera); livello semantico (aspetto tematico dell'opera. Esistono universi solo semantici della letteratura, temi che si incontrano ovunque e sempre, e che sono poco numerosi; le loro trasformazioni e combinazioni generano la moltitudine apparente, non infinita, di temi letterari).
Negli anni '70 pubblica un contributo teorico sulla letteratura fantastica e trae le condizioni della letteratura fantastica. Per far sì che un testo possa essere considerato fantastico, in primo luogo, il mondo in cui la vicenda è ambientata deve essere riconoscibile come il nostro, in modo tale che in esso possa irrompere un evento inesplicabile che venga subito rilevato come tale e non è risolvibile. C'è una evoluzione delle leggi familiari, scientifiche e razionali. L'avvenimento deve essere inteso nella letteralmente. Il lettore implicito deve rimanere sospeso in una condizione di esitazione tra una spiegazione razionale e una irrazionale (il fantastico è questo).
Il fantastico resiste finché si conserva il dubbio, rimaniamo incastrati nel dubbio, in una sospensione di giudizio. L’esitazione che lo caratterizza lo lega al tempo del presente. Il meraviglioso non è segnato della conservazione del dubbio. Corrisponde a un fenomeno ignoto, ancora mai visto, quindi si collega con il futuro. È una dimensione letteraria non definita. Nello strano, invece, l’inesplicabile viene ricondotto a fatti noti, quindi è legato al tempo del passato.
Critica stilistica: Karl Vossler
Abbiamo la lingua al centro. Non può non essere interessata all'autore, in quanto lo stile è individuale (non si può copiare) e determinato dalla lingua che concede delle possibilità espressive. Ogni scrittore mira a creare uno stile individuale, in modo da essere diverso dai suoi modelli.
Langue: lingua storicamente data; Parole: stile individuale. Leo Spitzer: studi sullo stile. Spande l’idea di stile individuale di Vossler. L’analisi stilistica è una componente dell’analisi totale dell’opera letteraria, ma da sola non scioglie completamente la risoluzione dello stile dell’autore stesso. Spitzer indicò come linea di sviluppo del suo pensiero critico quella che va dal formalismo russo al New Criticism americano, passando per la stilistica tedesca.
Stile del singolo autore: dobbiamo trovare nella lingua dell’autore lo scarto dalla norma. Spia stilistica: specificità linguistica. Per cogliere lo stile del singolo autore devo individuare lo scarto dalla norma, quando individuo questi punti del testo, riesco a individuare lo stile dell’autore. Tutto è incentrato dall’attuazione della langue. Fasi della critica stilistica: lettura (mezzo più sicuro per individuare i centri emotivi dello scrittore nel testo, finché una peculiarità della lingua non colpisca la nostra attenzione), scarto dalla norma (aspetto più originale. A qualsiasi emozione, a qualsiasi allontanamento dal nostro stato psichico normale, corrisponde, nel campo espressivo, ad un allontanamento dall’uso linguistico normale) e circolo ermeneutico o circolo filologico (continuo andare da una parte, es. strofa, passo attraverso la spia stilistica, momento in cui il testo).
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