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Storia dell'arte contemporanea - 22/03/2021

Thomas Couture, Romans of the Decadence

Si stanno consumando gli strappi più clamorosi di un sistema artistico blindato e rigoroso; si celebrano dipinti di questo tipo, in stile "pompier": nudità esibita e giustificata in quanto pittura di storia, ma con la malizia del corpo nudo del prestante pompiere. Soggetti storici della Roma antica → deboscia, crisi dell'Impero, che lo porterà alla dissoluzione.

Ambientazione filologicamente corretta (sia interni che ricostruzione di atmosfere e ambienti precisi, con evocazione di sontuosi banchetti, statue lungo tutto il colonnato e portico, dettagli di arredo o costumi rappresentati). Adesione puntuale e storicamente fondata e inoppugnabile dell’antico → si esaspera ciò che già si faceva nel Neoclassicismo (erudito filologismo che conferisce pesantezza, ridondanza, eccessivo citazionismo).

Riferimento ai sintomi di una cultura borghese sempre più votata al tracollo, fallimentare rispetto alla classe dominante a cui si era sostituita dalla Rivoluzione francese in poi → ‘800 secolo della borghesia → si cerca di creare nuovo ordine sociale; già in dipinti di questo tipo si vedrebbe già l’illusione e la fallacia di tali obiettivi. C’è anche severa e bacchettona morale borghese, che criticava vizi privati ed esaltava le pubbliche virtù.

Rimane la lezione di una straordinaria pittura di mestiere; virtuosismo elegante, preciso e capace di evocare il passato come immagine vivida (quasi in presa diretta → ciò che, di fatto, farà il cinema nel ‘900 → scenografie, interni, ambientazioni, atmosfere dettagliate). Questi esempi sono lontani dalle novità radicali (vedi pittura di paesaggio francese, tedesca, inglese), con ritorno ai medioevi, propugnati dai nazareni e preraffaelliti o con pittura romantica – più passionale e interessata alla cronaca del proprio tempo che alla riesumazione di forme antiche di bellezza.

Sempre a metà secolo, Chassériau, The Tepidarium, 1853

Rievocazione dell’antica Roma. Pittura in cui, in questi ultimi anni, si è tornati con maggior interesse (rispetto ad anni Ottanta del Novecento → datano a quelle decadi primi impegni iconografici e museali, es. Musée d’Orsay a Parigi, dedicato non all’Ottocento modernista e orientato a macinare nuove conquiste dal punto di vista di un’idea sperimentale di ricerca artistica visti, ma un Ottocento interessato al recupero di valori della tradizione, che rappresentavano discorso pubblico ufficiale della pittura dell’epoca).

Questi dipinti esposti ai Salons con grande consenso di pubblico e critica ortodossa e conservatrice; venivano acquistate dallo Stato per pubbliche collezioni (questo è il caso di questo dipinto). Fenomeni noti come classic revivals → fenomeni che riguardano Francia, Gran Bretagna, ma anche Italia (esempi diversamente declinati, che però si combinano con pittura di storia più in generale).

Si parla anche di pittura neo-pompeiana, con riferimento a rievocazioni della Roma imperiale, sulla scorta della fortuna che – nell’immaginario collettivo – assume Pompei, distrutta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. e divenuta nell’Europa dell’800 una sorta di exemplum di città attraversata dalla deboscia e, per questo, distrutta dalla collera divina, affidata a manifestazione selvaggia della natura.

Altro protagonista di questa pittura da Salon è Alexandre Cabanel

Qui vediamo The Birth of Venus, 1863. Esibizione della nudità femminile esplicita, in maniera provocante. Metabolizzate dal discorso ufficiale come nascita di Venere, che nasce dalla spuma delle onde del Mar Mediterraneo. La nudità non genera scandalo, è accettata, proprio perché associata al genere accademico della pittura di storia.

In questi casi è condizione necessaria. Il quadro di storia impone il nudo, che dunque è casto. Laddove lo stile o l’occasione (anche formale) della messa in scena di un nudo del genere non era subito percepita, in quel caso generava (vedi Gustave Moreau, antesignano del simbolismo, riformatore della Grand Art, pittura di storia rivista e corretta al filtro di una sensibilità contemporanea → nudità femminili associate a forme zoomorfe) scandalo.

Condizione essenziale della pittura accademica era la copia e rielaborazione costante di modelli alti di una storia della pittura antica e, in particolare, italiana. Ancora nel ‘500 e ‘600 erano considerati momenti più alti da cui ispirarsi per realizzazione delle opere. È ancora esercizio di bricolage, epidermico, condotto sulla superficie di riferimenti e fonti visive. È vero che è facile riconoscere dietro un dipinto del genere tutta una tradizione visiva che affonda nelle venerazioni.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

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