Storia dell'arte contemporanea
23-03-2021
Impressionismo e il punto di rottura
L'impressionismo, se è vero che rappresenta un punto di rottura per molti aspetti, merita attenzione! Altrimenti si perdono ricerche e proposte come la pittura di paesaggio romantica inglese, francese, e tedesca; le sperimentazioni della scuola di Barbizon; e la pittura di paesaggio nella pittura militante (questa sì di rottura) di Courbet. La pittura che privilegia il paesaggio sperimenta una pittura libera, indipendente dai gagli dell'accademia e della tradizione, in linea con la cultura dell'epoca. Non solo in ambito letterario, ma anche filosofico, con l'affermazione del Positivismo e la scienza come possibilità e garanzia di progresso; desiderio di conoscenza, ma anche controllo e dominio della realtà.
I pittori impressionisti mettono a punto un metodo di lavoro strumentale a questo desiderio di restituzione del dato di realtà e di controllo e manipolazione della realtà nelle sue forme di rappresentazione pittorica. La pittura all'aria aperta è veloce, spesso operata sulla tela come letteratura vuole, spremendo il colore dal tubetto sulla tela. Questa condizione è possibile grazie ad avanzamenti tecnologici chimici e colori sintetici, da poter utilizzare in tubetto anche in tempi lunghi; non più colore naturale, macinato in studio con tempi più lunghi di realizzazione e brevi di utilizzazione. Nei modi e obiettivi di questa pittura non va mai perso di vista il rapporto con scienza e tecnologia.
Gli anni Sessanta e il contesto
Stiamo parlando degli anni Sessanta. Abbiamo visto gli esordi e la prima maturità di Manet, poi gli anni Settanta e Ottanta, considerati anni centrali. Dalla prima mostra del '74, allestita nel salone di Nadar, in un circuito underground, lontano dai luoghi deputati della produzione e ricezione artistica (ancora la normalità era il Salon); inoltre, lo studio fotografico aveva a che fare con la cultura visiva moderna (guardare la realtà radicalmente differente e tecnologicamente avanzato). Troppa enfasi è stata posta in passato sull'aderenza della fotografia al dato di realtà. Ci sono scelte tecniche ben precise: cosa fotografare, come fotografarlo, da quale punto di vista, con quale taglio? Lo stesso per i processi di stampa, come la risoluzione, per esempio. Il prodotto finale è condizionato dalla scelta del supporto e da eventuali interventi in corso d'opera che possono essere operati sull'esito finale.
Questo ridimensiona la fama di realisti tout court quali gli impressionisti, reintegrando il discorso in un più ampio spettro di opzioni all'interno delle quali si calano. Si dichiaravano pittori indipendenti, non si riconoscevano in un manifesto programmatico, unilaterale, perentorio. All'interno del gruppo convivono linguaggi e poeti diversi, accomunati da un approccio alla realtà in linea con la cultura dell'epoca. I primi sostenitori della pittura impressionista furono gli intellettuali più in vista, come Zola che difende su carta e penna gli impressionisti, Proudhon, filosofo ed economista, sodale della pittura rivoluzionaria di Courbet, e Huysmans, attento osservatore della pittura impressionista.
Il neo-impressionismo
Dal 1884 al 1886 si tengono mostre impressioniste, e nell'ultima si darà la definizione di neo-impressionismo. Questo segna il superamento e la morte di ricerche di indirizzo più tipicamente impressionista, a beneficio di un nuovo linguaggio che Fénéon aveva definito in riferimento alla generazione di pittori più giovani, i puntinisti, che radicalizzeranno questo approccio scientifico alla pittura e alla sua rappresentazione per immagini.
Degas e il giapponismo
Un tratto comune e trasversale agli interessi di molti pittori francesi di fine secolo è l'interesse per stampe francesi e giapponismo. Lunghi soggiorni di Degas in Italia, dove era presente un ramo della famiglia a Napoli. La famiglia Bellelli, baronale campana, originale del Salernitano e di stanza a Napoli. Qui ritratti a Firenze, dove la famiglia era andata in esilio: il barone era stato fervente rivoluzionario risorgimentale, che aveva spinto per l'Unificazione del paese. Per questo, come il padre di Dante Gabriel Rossetti, era stato esiliato dal Regno delle Due Sicilie per finire nel Granducato di Toscana. Molte delle opere di Degas erano conservate dai parenti italiani, fino almeno agli anni Venti del Novecento.
Opera giovanile di Degas
Questa opera giovanile (1860-62) privilegia la naturalezza di una posa non artefatta, concepita non a beneficio dell'affermazione di uno status sociale, ma di un'intimità domestica, familiare, colloquiale, casuale ed eccentrica: il capofamiglia è ritratto di spalle, mentre le figure femminili hanno lo sguardo orientato su orizzonti diversi. L'angolo di casa non è centrale solo ad un'idea di decoro borghese, ma alla visione che Degas aveva del ritratto ufficiale o mirato alla restituzione di personalità ben precise. Persino nei ritratti su commissione manterrà fedele a questa linea, un "tranche de vie" (pezzo di vita), prelevato così, in maniera naturale, non filtrata, immediata. Questo è l'assunto di poetica di base su cui era costruita tutta la nuova frontiera della letteratura naturalista francese, dove scompare l'autore per una letteratura sic et simpliciter.
Legame con la fotografia
Il legame con la fotografia è evidente: punto di vista ravvicinato, due chiusure laterali, taglio chiuso e stretto dell'ambientazione domestica denunciano una consuetudine del medium fotografico. In Degas ritroviamo questa pittura veloce, sintetica, giocata su contrasti netti di bianco e nero. Poco attenta a restituire in maniera virtuosistica quei dettagli che pure in altri dipinti da Salon di questi anni puntavano alla resa minuziosa di ogni particolare in maniera preziosa e puntuale. Qui prevale questa idea di una rapidità e velocità da presa diretta sulla realtà.
Degas, Place de la Concorde
Degas, "Place de la Concorde" (Il visconte Lepic con le figlie), 1875. Altro ritratto, dipinto più tardo di circa un decennio, negli anni d'oro della pittura impressionista: è del 1875, un anno dopo l'esordio di impressionisti come gruppo più o meno costituito, benché in assenza di un manifesto o cooptazione ufficiale. Sono pittori che condividono istanze comuni.
In maniera ancora più radicale sono sviluppate quelle premesse a proposito del dipinto precedente: taglio fotografico, linea dell'orizzonte che si alza.
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