MECCANICA DELLA FRATTURA
La meccanica della frattura studia la resistenza strutturale in presenza di difetti.
I difetti sono discontinuita della microstruttura (pori, cricche, mancanze di fusione, sferoidi).
possono essere intrinseci nel materiale o nel processo
Origine delle cricche:
1) Cricche generate a seguito dell'utilizzo del componente
CRICCA
Problemi - errata progettazione
errato utilizzo
RiquaIificazione della struttura dove bisogna fare una nuova verifica considerando la cricca
Riparazione
2) Cricche generate dal processo (getti, stampa 3D, saldatura)
la chimica del materiale e quella ma varia il suo comportamento sulla base della distribuzione statistica dei difetti - ogni volta devo dichiarare il valore delle caratteristiche meccaniche, che non sono piu tabulate:
sigR, sigAoo,-1 = f(materiale, distribuzione dei difetti)
3) Cricche ipotizzate in progettazione = elevati requisiti di sicurezza (settore aeronautico, ad esempio) e impossibilita di sovradimensionare = ispezione della struttura (strumenti NDT (=te_=
cricche non distruttive, come liquidi penetranti, raggi X) -> se supera la verifica NDT vuol dire che non sono presenti cricche piu grandi della risoluzione dello strumento di misura, ma ce ne possono essere di misura uguale o minore della risoluzione)
ai = risoluzione dello strumento
af = max dimensione di cricca accettabile
ispezione -> se viene superata il componente puo tornare ad operare.
Approccio meccanico della frattura
consideriamo un piano infinitamente esteso caricato a trazione, in cui e presente un foro, in cui e presente una concentrazione delle tensioni.
In corrispondenza del foro se circolare abbiamo che: Ktg = sigpec / sig = 3 -> risultato ottenuto analiticamente nel 1898 da Kirsch
con un'ellisse abbiamo rho = b / a -> Ktg = 1 + sqrt(a / rho) -> Inglis, 1913
La cricca e un'ellisse infinitamente schiacciata -> processo al limite
Quindi per una cricca rho -> 0 => Kt rho -> +infinito => sigma pe1 -> +infinitoha un asintoto
Osservazioni sperimentali:
a) materiali criccati mostrano una certa resistenza,che quindi non si annulla
b) materiali duttili in assenza di cricche, mostranofragilità con cricche: la duttilità e una proprietàdi una struttura e non di un materiale
Approccio classico:
- progettazione statica:
materiali fragili sigma pe1 ≤ sigma R INAPPLICABILE!
una lastra di vetro criccata ha resistenza meccanica nulla,ma l'esperienza contraddice questa cosa.
materiali duttili sigma nn ≤ sigma R INAPPLICABILE!
sarebbe in svantaggio di sicurezza, non si possono nonconsiderare le cricche
- progettazione a fatica:
materiali duttili e fragili Kf - 1 = q (Ktn - 1) INAPPLICABILE!
in queste zonediventano moltoverticali le curvee non portano a 0quindi dalla formulasarebbe venuto
Kf - 1 = q (Ktn - 1) quando rho -> 0
Idea della verifica strutturale secondo la meccanica della frattura
Consideriamo un materiale lineareelastico:LE sigma yy(x): lineare elastico
caso con un materiale elasto-plastico-> non puo superare sigma s, ma l'area deveessere la medesima, per questo la curvarossa e un po' piu grande
integrale della curva = carico applicato
CRICCA
APICE
dimensione zona plastica
Ipotesi: dimensione della zona plastica piccola =>
i due campi sono simili
LE sigyy(x) ' PE sigyy(x)
Usiamo campi lineari elastici
Aumentando sigg = il campo aumenta proporzionalmente = il campo aumenta in modo omotetico
Campo lineare elastico limite
Criterio di resistenza:
sigLEyy(x) ≤ sigLEyy(x)limite
proprieta intrinseca del materiale
Osservazioni:
- abbiamo sostituito un criterio di punto (basato sulla sigpel) classico con un criterio di campo (sigyyLE(x)).
- sigyyLE(x) e rappresentativo di sigyyEP(x) => quando cio e vero siamo nel campo della meccanica della frattura lineare elastica.
Espressioni analitiche dei campi tensionali lineari-elastici - elaborate da Irwin e Williams (1957)
cricca
Apice
sigg volametto infinitesimo per l'analisi
sigxx(r,θ) = KI / √(2πr) cos(θ/2) (1 - sen(θ/2) . sen(3θ/2))
sigyy(r,θ) = KI / √(2πr) cos(θ/2) (1 + sen(θ/2) . sen(3θ/2))
τxy(r,θ) = KI / √(2πr) sen(θ/2) (cos(θ/2) cos(3θ/2))
KI def. = √2π limr->0+ [sigyy(r,θ = 0) x r1/2] ⇒ FINITO!
Fattore di intensificazione delle tensioni
campo di validita delle equazioni di Irwin
Osservazione: le equazioni valgono per il nodo I di sollecitazione
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