FONDAMENTI DI URBANISTICA
04/03/26 - LE ORIGINI DELL’URBANISTICA
Nascita della città industriale
La città e la civiltà industriale si formano in Inghilterra fra il 1760 e 1830 grazie alla scoerta di
nuove fonti energetiche e, di conseguenza, grazie ad uno sviluppo di tipo tecnologico, furono
ideati nuovi metodo per poter usufruire di quest’ultime, determinando uno sviluppo dei territori.
Si passò dallo sfruttamento dell’energia muscolare (come per azionare il telaio) ad un energia di
tipo idraulico (energia sfruttata principalmente nei grossi centri, posti in prossimità di corsi
d’acqua), per poi migrare verso l’utilizzo della nuovissima macchina a vapore di Watt (laddove ci
fosse la possibilità di avere una miniera di carbone nelle vicinanze per poter permettere
l’alimentazione della macchina.
Una conseguenza dello sviluppo urbano dei primi centri città fu la migrazione della popolazione
dalle campagne alle città: questo perchè il lavoro si stava principalmente focalizzando in esse.
Dunque, si verificò un inurbamento delle città.
Verso la fine del 700 avvennero molti avanzamenti e progressi tecnici, rendendo possibile lo
sviluppo. Nuclei familiari si trsferirono dai loro distretti agricoli ai nuovi compatti quartieri posti in
prossimità delle grandi officine. Tale necessità derivò anche dal fatto che non si disponeva di
mezzi di trasporto per consentire gli spostamenti. Nascono così nuove città, come Manchester.
Gli operai, nonostante venissero sfruttati, con il passaggio dalla campagna alla città
riscontrarono ugualmente un effetto positivo: per la prima volta ebbero la possibilità di potersi
riconoscersi in diverse categorie, assumendo ognuno di loro un ruolo proprio. Questo fu il punto
di partenza per la suddivisione della popolazione in classi, partendo con la catgoria degli operai.
Intanto, per esigenze di comercio, quali trasporto di carbone e minerali, furono sviluppate le
principali vie di comunicazione, portando alla nascita, dal 1825 in poi, delle prime reti ferroviarie.
DATI STATISTICI: SVILUPPO POPOLAZIONE DI LONDRA
1800: 1 milione di abitanti
1845: supera i due milioni di abitanti
1900: quasi 7 milioni di abitanti di abitanti (la crescita si fermerà negli anni 70)
Un aumento importante della popolazione provocò l’apertura di moltissimi nuovi cantieri, per
rendere possibile lo sviluppo e l’adeguamento del suolo cittadino rispetto al numero di abitanti.
La città fu incredibilmente inurbata.
Nei sobborghi cittadini londinesi, l’addensarsi delle case (slums) pone un grande problema, lo
smaltimento dei rifiuti: le officine ricoprono con i propri fumi inquinanti le città. A questi si
sovrappongono i fumi dei trasporti e di particolari processi produttivi. Le città si ammalano.
Durante questi anni, per cercare di risolvere o almeno attenuare le problematiche, nacque la
figura dell’ingegnere salutare, per cercare di guarire le città dai fumi tossici. A proposito di questa
malattia, in questo periodo nacquero moltissimi testi descrittivi di questa situazione, come gli
scritti di Charles Dickens.
Contemporaneamente nascono i primi testi sociologici descrittivi, il cui scopo era illustrare, ai
politici e ai rappresentanti, le condizioni precarie in cui la classe operaia era costretta a vivere, in
modo tale da aprirgli gli occhi e cercare di trovare delle soluzioni a tali problematiche. Fu così
che nacquero nuove discipline in materia, e di conseguenza nuove professioni.
Le voci legate alla malattia sono:
• abitazione: gli operai e i poveri vivono negli slums in condizioni precarie, non esistendo
standard minimi di servizi (igienici-sanitari, fognature, servizi idrici, attrezzature) che
potessero permettere il benessere delle famiglie
• Luoghi di lavoro e trasporti: spesso capitava che gli operai lavorassero distanti da casa, e il
viaggio da compiere poteva essere un problema essendo che il servizio di trasporto non era
adeguato rispetto alla popolazione, costringendoli spesso a spostarsi a piedi.
La legislazione sanitaria
L’urbanista e studioso Leonardo Benevolo ha messo in luce che la legislazione sanitaria inglese
e francese, nata per porre rimedio a situazioni come quella descritta, costituisce il diretto
precedente della moderna legislazione urbanistica.
INGHILTERRA
In inghilterra, dove negli anni 30 dell’800 iniziarono le epidemie di colera, i primi tentativi di
ristabilire tali problematiche risalgono alla riforma elettorale del 1832 quando lo stato avvia una
serie di inchieste sulle condizioni sanitarie dei lavoratori. Fu suggerita una grande varietà di
provvedimenti per migliorare l’igiene delle città. Nacquero le prime routine urbane, introducendo
nuove figure professionali che potevano prendrsi cura del panorama urbano e dei suoi beni.
Nel 1848, con il primo Public Health act, fu istituito un General Board, da cui dipendono 183 uffici
locali con i seguenti poteri:
• Gestione del sistema fognario e dotazione delle case di servizi igienici-sanitari e fognari;
• Servizio nettezza urbana;
• Rimozione di porcili, immondezzai;
• Pavimentazione e manutenzione delle strade;
• Apertura, gestione e disciplina di spazi pubblici;
• Fornitura dell’acqua;
• Sepoltura dei morti;
• Sorveglianza delle strade.
Con queste nuove imposizioni furono poste le basi per l’urbanistica.
FRANCIA
Nel 1850, a seguito di un ennesima epidemia di colera, anche la Francia approvò una legge sulla
salute, resa esecutiva dagli uffici comunali. Essa disciplina le caratteristiche degli alloggi in
affitto, stabilendo la commissione composta da due figure, medico e architetto, che possano
valutare correttamente l’idoneità delle condizioni abitative dell’appartamento.
La legislazione sanitaria francese dice che:
“se l’insalubrità di un posto è dovuta a cause esterne e permanenti (come la presenza di una
palude) il comune, appellandosi alla legge sull’esproprio per pubblica utilità (1841) può
acquistare a basso costo tutte le proprietà compromesse nel perimetro dei lavori appellandosi a
motivi di salute pubblica”.
La legge sull’esproprio, grazie all’introduzione delle leggi sanitarie, può essere applicata al
risanamento dei quartieri di abitazione. La combinazione di queste nuove leggi rese possibile la
radicale trasformazione della città di Parigi sotto Napoleone III per opera di Haussmann.
Le tesi di Leonardo Benevolo
L’urbanistica moderna non nasce contemporaneamente a processi tecnici ed economici che
trasformano le città, ma si forma in un tempo successivo, quando gli effetti delle trasformazioni in
corso sono divenuti evidenti e entrano in conflitto tra loro, rendeno inevitabile interventi riparatori.
I primi casi di soluzione si dividono in due casi estremi:
• si ritiene di dover cominciare da capo contrapponendo alla città già esistente nuove forme di
convivenza dettate dalla pura teoria;
• Si tenta di risolvere separatamente i problemi e rimediare ai singoli inconvenienti senza tener
conto di eventuali connessioni tra loro, senza una visione complessia dell’organismo;
Al primo caso appartengono gli utopisti: Owen, Fourier, Cabet, Godin… mentre al secondo gli
specialisti e funzionari che introducono nelle città già esistenti nuovi regolamenti iginici e nuovi
impianti, trovando mezzi giuridici e tecnici per poter permettere tali innovazioni, dando inizio alla
moderna legislazione urbanistica.
Molti di queste innovazioni hanno uno sfondo ideologico riconosciile nel 1848 con i primordi del
socialismo moderno.
Le tesi di Françoise Choay
Choay vede nelle città industriale la presenza di due atteggiamenti culturali diversificati: la
cultura pre-urbanistica e la cultura urbanistica. Mentre la pre-urbanistica è il prodotto del
pensiero di studiosi, storici e politici, l’urbanistica è appannaggio di specialisti, come cultori
dell’arte e architetti
Pre-urbanisti, che contemplano anche gli utopisti di Benevolo, sono divisi in:
• Progressisti (Owen, Fourier…),
• Culturalisti (Ruskin, Morris…),
Gli Urbanisti sono divisi ugualmente in:
• Progressist (Le Corbusier, Garnier…)
• Culturalisti (Sitte, Howard…)
Choay ci fa notare che intorno la metà dell’800 si assite ad una svolta culturale urbana. Essa
consiste nel passaggio dall’arte urbana, intesa come composizione architettonica a larga scala
che vede le città modificarsi, senza preoccuparsi degli effetti prodotti sulla configurazione urbana
futura, all’urbanistica che al contrario tende a inquadrare le trasformazioni entro una proiezione
razionale dello sviluppo che ci si attende in futuro.
Cominciano a consolidarsi le tecniche di progettazione degli insediamenti e nascono i primi testi
che forniscono regole per il controllo dell’assetto cittadino.
• 1859: teroia general de la construction de las ciudades
• 1889: L’arte di costruire le città
• 1890: Der stätdtebau
• 1898: Garden cities of Tomorrow
• 1899: istituzione della Outlook Tower
DALL’ARTE URBANA ALL’URBANISTICA
Le teorie urbanistiche citate nei testi dell’800 raggiungono una forma “scientista”, ovvero tesi che
trovano fondamento scientifico nelle argomentazioni e nei dati statistici utilizzati per sostenerle.
Tutti gli autori delle tesi urbanistiche moderne, ad eccezione di Sitte, si appellano a discorsi di
natura scientifica, ostentando una scientificità, ma senza mai provarla. In questo senso, Le
Corbusier, che si definiva scientista, ma che di fondo non lo era, esercita raffinate forme di ciò
che Choay definisce “terrorismo verbale”.
Neologismi
Inizialmente questa disciplina non aveva nomi, dunque inizialmente passava attraverso alcuni
neologismi. Le radici alla base della parola urbanistica sono Urb/plan
• Urb: indica l’interesse della disciplina a cimentarsi con la forma fisica della città,
differenziandosi in Urbanizacion (Spagna), Urbanesimo (Italia), Urbanisme (Francia)…
• Plan: “planning”, rappresenta l’interesse della pianificazione che sottende alla disciplina
creando le precondizioni economiche, le basi culturali e sociali, affinché si determino delle
trasformazioni sul corpo della città
Geddes introdurrà il termine civics, spostando il fuoco della disciplina dalla forma fisica della
città (urbs) alla forme organizzate di partecipazione dei cittadini (civitas).
Nascita del termine “urbanizzazione”
Anche se l’urbanistica non è una scienza esatta, dotata di un linguaggio come la matematica,
essa va comunque considerata il portato del pensiero scientifico moderno. Nasce dall’incontro
fra ingeneria, arte urbana, e nuovi studi introdotti da igienisti, sociologi, geografi… il cui obiettivi
consistevano nel miglioramento del benessere dei cittadini.
I principali modelli di città in cui i primi, non ancora detti, urbanisti, si affacceranno operando
professionalmente, affrontando le problematiche poste dalle città industriali. I modelli sono 4:
• Ristrutturazione delle città preesistenti: Parigi con Haussmann;
• Ampliamento delle città preesistenti: Barcellona con Cerdà;
• Riforma delle città preesistenti: Howard;
• Negazione delle città preesistenti: progetti di insediamento indipendente dalla città storica.
L’ETÀ DELL’ANTROPOCENE IN EUROPA - 09/03/26
Il neologismo antrpocene, già proposto negli anni ‘80 dal biologo Stoermer, fu ufficialmente
adottato negli anni 2000 per indicare l’attuale epoca terrestre, nella quale le cause principali
delle modifiche che la nostra terra sta subendo (strutturali, climatiche, ambientali…) non sono
più imputabili alla natura, ma alle conseguenze delle attività eseguite dell’essere umano.
Antropocene non sostituisce il termine Olocene, tutt’oggi utilizzato per indicare l’era geologica
nella quale viviamo, ma simbolicamente indica l’impatto che l’uomo sta eseguendo
sull’equilibrio della terra, diventato instabile. Tale squilibrio viene fatto iniziare simbolicamente
nel 1784, con l’invenzione della prima macchina a vapore, di James Watt.
Si parla di antropocene quando si è registrato un notevole aumento nell’aria di sostanze come
CO2 e CH4, il che coincide con la comparsa delle prime macchina a vapore, comportando uno
squilibrio del sistema ambientale. Dalla metà del 900, l’aumento di questi squilibri determinò
una grave conseguenza: l’aumento dell’effetto serra, dovuto all’azione umana.
L’effetto serra è un fenomeno definito essenziale per la presenza e lo sviluppo della vita sulla
terra, rendendo ideali le temperature per permettere la vita. Al contrario, un eccessivo aumento
delle temperature, dovute all’azione umana, ha alterato tale equilibrio generando un fenomeno
di riscaldamento globale.
Global warming
L’espressione Global Warming indica il mutamento delle condizioni climatiche terrestri. Esso è
attribuito alle emissioni in atmosfera di crescenti quantità di sostanze, come CO2 e CH4, con
conseguente incremento dell’effetto serra.
I cambiamento del CC incidono economicamente, politicamente e per aspetti sociali e culturali.
A metà del 900, gli studiosi si resero conto che tali ripercursioni stavano diventando irreversibili.
I primi risultati si videro solo circa negli anni 70, organizzando degli eventi il cui scopo era quello
di promuovere metodi e strategie con il quale cercare di riparare a tali danni, a scala globale:
• 2015: Risoluzione ONU “Trasformiamo il nostro mondo vs Agenda 2030 per lo SvS”
• 2015: COP 21 di Parigi
• 2019-24: lncio del Green Deal Europeo
Dichiarazione di Stoccolma all’Agenda ONU 2030
•
Nel 1972, attraverso la Dichiarazione delle Nazioni Unite di Stoccolma, pronunciata in
occasione di una conferenza sull’ambiente, si avanza per la prima volta la necessità di un
allternativa al vecchio modello di sviluppo, attraverso una concezione che allude ai principi
ambientali moderni.
• Dichiarazione di Rio de Janeiro all’Agenda ONU 2030
Nel 1992, in occasione della Conferenza mondiale di Rio sull’ambiente, viene introdotto il termine
Sviluppo Sostenibile. I principi enunciati vengono guidati attraverso tre convenzioni principali:
• Convenzione sui cambiamento climatici;
• Convenzione sulla diversità biologica;
• Convenzione sul contrasto alla desertificazione.
La conferenza di Rio adotta un piano nominato agenda 21 (da realizzare entro il XXI secolo).
Le COP
Nel 1995 si inaugurano le COP, conferenze internazionali annuali fra paesi che hanno ratificato
la Convenzione Quadro delle nazioni Unite sui cambiamenti climatici. La prima COP fu a Berlino.
• Nel 2012 si tenne la Conferenza ONU RIO+20, nota per la dichairazione “Il futuro che
vogliamo”, che prepara il percorso per la comunicazione del progetto Agenda 2030 e dei suoi
17 obiettivi sostenibili.
• Nel 2014, il 5° report dell’ IPCC riporta risultati gravi facendo riferimento al riscladamento
globale. Dal 1950 ad oggi, si è registrato un aumento inersorabile delle conseguenze gravi.
COP 21
• Nel 2015, la COP 21 di Parigi si è rivelata la più importante Conferenza globale per
accordare i 27 stati membri su come combattere il CC.
• Nel 2018 l’accordo di Parigi comincerà ad essere declinato soltanto con la Cop 24 di
Katovice, tenutasi a Dicembre 2020: il covid rallenta il processo, ma al tempo stesso,
contribuirà a rendere più evidente la necessità di de-carbonizzazione del globo.
Dal 2015, con l’accordo di Parigi, gli stati membri si erano impegnati a:
• Contenere l'aumento della temperatura media globale al di sotto di 2°C rispetto ai livelli
preindustriali e a proseguire gli sforzi per limitare l'aumento della temperatura a 1,5°;
• Aumentare la capacità di adattamento delle città agli impatti del CC e promuovere
resilienza climatica e sviluppo a basse emissioni di gas serra, in modo da non minacciare la
produzione alimentare;
• Rendere i flussi finanziari coerenti con un modello di sviluppo resiliente al clima.
Agenda 2030
La risoluzone “trasformiamo il nostro mondo” si serve di 17 obiettivi, contenuti all’interno
dell’Agenda 2030, come principi per determinare un mondo più sostenibile. I goal perseguono
principi di uguaglianza e indirizzano la gestione delle risorse naturali ed umane alla
soddisfazione dei bisogni delle generazioni presenti e future.
L’insieme degli studi condotti dall’IPCC arrivarono alla conclusione del fatto che per risolvere il
CC non è sufficiente contenere l’aumento delle temperatura media terrestre, ma bisogna anche
garantire il massimo dell’equità per ottenere un livello accettabile di benessere globale.
L’Agenda 2030 imegna le nazioni membre a siluppare e portare a segno i 17 obiettivi,
garantendo di raggiungere i prefissati obiettivi sociali ed ecologici.
Nel 2021, l’UE si è servita di un debito di 750 mld di euro per iniziare il programma Next
Generation EU, e i relativi Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza (PNRN), mentre circa 390
mld di euro sono stati versati come contributi a fondo perduto da disrubuire nei vari paesi.
L’italia è stata tra i paesi a ricevere un quantitativo di fondi maggiore, risultando fondamentale
per il rinnovo del paese, in particola modo furono avviati progetti di:
• Transizione verde;
• Trasformazione digitale e innovazione;
• Salute e contrasto alla povertà.
Nel complesso furono eseguiti piani di riqualificazione energetica, attraverso l’uso di incentivi
fiscali a lunga durata; finanziamenti di piani di sicurezza idrogeologica, con riduzione di pe
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