Controllo di gestione
TEORIA
CAPITOLO 1
INTRODUZIONE AL CONTROLLO DI GESTIONE
1. Il controllo di gestione (o controllo direzionale)
Il controllo di gestione è un meccanismo operativo che mette in moto l’azienda per realizzare gli obbiettivi
strategici.
Il controllo di gestione è il sistema direzionale con cui i manager ai vari livelli si accertano che la gestione
si svolga in condizioni di efficienza e di efficacia, in modo da permettere il raggiungimento degli obbiettivi
prestabiliti, esplicitati in sede di pianificazione strategica.
SISTEMA DIREZIONALE
Il "sistema direzionale”, è un insieme di strumenti, di procedure, che coinvolgono quella che è la direzione
aziendale ma soprattutto i manager ai vari livelli.
EFFICACIA ED EFFICIENZA
I manager devono lavorare al meglio per poter gestire al meglio l’azienda con due principali obbiettivi,
l’efficienza e l’efficacia. È importante raggiungere il corretto bilanciamento tra efficienza ed efficacia.
EFFICIENZA
Efficienza: i manager cercano di ottimizzare le risorse che vengono immesse nel sistema produttivo, cercano
di ottimizzare il rapporto input/output (ad esempio, si cerca di ridurre gli sprechi, i costi).
Si può lavorare su due tipologie di efficienza:
• Efficienza interna: lavorare sugli sprechi, evitare gli sprechi
• Efficienza esterna: pagando o la materia prima, o la manodopera cercando il miglior prezzo possibile
Però, se si cerca di risparmiare (ad esempio, nell’acquisto di un tessuto), bisogna stare attenti ad alcune
variabili (non si può scegliere qualunque tipo di fornitore), in particolar modo alla qualità.
Si può lavorare sull’efficienza, ma esistono degli standard qualitativi da rispettare ed è quindi importante
agire sull’efficienza ma sempre rispettando certe variabili.
EFFICACIA
Efficacia: cercare di realizzare tutti quanti gli obbiettivi in termini di output generalizzato, che siano beni o
servizi.
L’efficacia può essere osservata sia in ambito qualitativo (qualità del prodotto) ma si lavora con efficacia
anche quando si rispetta un determinato standard quantitativo (ad esempio, se si sono definiti determinati
volumi da vendere). 1
PIANIFICAZIONE STRATEGICA
Il controllo di gestione ha al suo monte la “pianificazione strategica”.
Il controllo di gestione fa parte di un macro-processo detto pianificazione strategica e controllo di
gestione, anche se gli obbiettivi della pianificazione sono diversi da quelli del controllo di gestione.
Vi è però un forte collegamento tra la pianificazione strategica e il controllo di gestione.
Il controllo di gestione si preoccupa di tradurre in modo operativo quelli che sono gli obbiettivi strategici
nel breve periodo, che si identifica come arco temporale breve (1 anno).
Domande:
• Quanto ci poniamo come obbiettivo di fatturato del prodotto x nel prossimo esercizio?
• Con quale consumo di risorse?
• Con quale livello di qualità?
In pianificazione strategica si da quello che è il volto durevole all’azienda. Il suo orizzonte temporale è
pluriennale, riguarda il medio-lungo periodo (3/5 anni).
Domande:
• Quali prodotti vendere?
• Su quali mercati?
• Con quale tecnologia?
• Con quale grado di integrazione?
MECCANISMO DEL CONTROLLO DI GESTIONE
Nel meccanismo del controllo di gestione si individua l’obbiettivo, si agisce, si rilevano i risultati e si
confrontano con gli obbiettivi. 2
Infine vi sono gli interventi correttivi, che rispondono alla domanda: come si può migliorare l’attuale
situazione che non sta andando verso gli obbiettivi preposti?
Gli interventi correttivi sono attuabili sia sugli obiettivi che sulle azioni.
Tutto questo meccanismo si chiama il meccanismo di feedback, che mette a confronto obbiettivi, risultati e in
qualche modo cerca di intervenire per poter correggere al meglio le azioni per poter tornare a raggiugnere gli
obbiettivi iniziali.
Il tipico meccanismo di controllo di gestione consente di individuare tre fasi duranti le quali si esercita il
controllo stesso:
PRIMA FASE
Viene fatto il controllo a preventivo (ex ante), che verifica che ci sia allineamento tra l’obbiettivo
strategico e l’obbiettivo operativo.
SECONDA FASE
Quando inizia la vera e propria gestione del business viene attuato il controllo concomitante (in itinere) e le
sue tempistiche variano a seconda del business o del settore aziendale. Consente di intervenire prima della
chiusura dell’anno se non si stanno realizzando o seguendo gli obbiettivi. Si possono evitare determinate
performance non attese.
TERZA FASE
Infine vi è il controllo consuntivo (ex-post), che è importante per comprendere il perché del successo, per
poterlo replicare, o il perché dell’insuccesso, ed evitarlo. È un sistema premiante, se il risultato è stato
portato a casa si ottiene un premio, quindi vengono stimolati i lavorati a raggiugnere determinati risultati.
LA STRUMENTAZIONE TECNICO-CONTABILE DEL CONTROLLO DI GESTIONE
3
Analisi di bilancio e contabilità generale: risultano essere fondamentali per il controllo di gestione.
Contabilità analitica: elabora i dati di bilancio sotto un aspetto più manageriale, supporto nel ridisegnare il
conto economico.
Sistema dei budget: insieme dei diversi budget
Informazioni extra-contabili: non solo informazioni economico finanziarie utili ma anche a tener conto
delle informazioni extra contabili come la qualità del prodotto, customer satisfaction…
Tutte queste informazioni economico-finanziarie vengono raccolte nel reporting direzionale.
4
CAPITOLO 2
IL PROFILO ECONOMICO E FINANZIARIO DELLA GESTIONE DELL’IMPRESA
Quando si valuta iil profilo conosco e finanziario della gestione globale dell’impresa si sta facendo un check-
up dello stato di salute dell’impresa
1. Lo Stato Patrimoniale
RICLASSIFICAZIONE FINANZIARIA
ATTIVO = riclassificato secondo il criterio della liquidità crescente
PASSIVO E NETTO = riclassificò secondo il criterio della esigibilità crescente
5
2. Il conto economico
RICLASSIFICAZIONE 6
Reddito operativo: il core business, tutti i componenti positivi di reddito (ricavo dei prodotti e
costi delle materie prime).
Gestione atipica: business a latere dell’attività principale (ad esempio, uffici da dismettere), non i
ricavi o costi principali.
Gestione finanziaria: non quella preponderante, ma per poter crescere l’azienda deve investire
(ampliare l’attività produttiva o acquistare un’impianto…) e si chiede un prestito alla banca. Sempre
a supporto del core business.
Gestione straordinaria: componenti positivi o negativi di reddito per qualcosa di straordinario (ad
esempio, se c’è un incendio ci sono i componenti negativi ma anche quelli positivi
dell’assicurazione). Sempre a supporto del core business.
Gestione tributaria (policy fiscale): ad esempio, le imposte differite..
7
3. Indicatori contabili
Il profilo economico-finanziario esplorato dagli indici di bilancio è così analizzabile:
REDDITIVITA’
Redditività, capire l'attitudine a dare al capitale una congrua remunerazione: ovvero remunerare tutti quelli
che sono i fattori che vengono impiegati nello svolgimento dell’attività (fornitori, personale).
La redditività si distingue in:
• Redditività globale misurata attraverso l’indicatore ROE
ROE = Reddito netto / Capitale proprio
• Redditività della gestione operativa misurata attraverso l’indicatore ROI
ROI= Reddito operativo / Capitale investito operativo
LIQUIDITA’
Ci segnala l’attitudine a fronteggiare tempestivamente ed economicamente i fabbisogni finanziari imposti
dalla gestione.
Tempestivamente: la tempestività è importante per rispettare i tempi
Economicamente: per essere tempestivo non sono economico (non farsi prestare denaro a tassi elevati).
SOLIDITA’ PATRIMONIALE
Sinonimo di equilibrio di struttura delle fonti di finanziamento, collegato al rischio finanziario causato da un
indebitamento eccessivo.
REDDITIVITA’ DELLA GESTIONE OPERATIVA
Redditività del core business dell’azienda.
La sintesi quantitativa della redditi operativa è quindi rappresentata dall’indicatore:
ROI= reddito operativo / capitale investito operativo
Come riuscire a migliorare le performance dal punto di vista del ROI?
Si va a fare la scomposizione per fattori.
Il ROI si scompone in ROS e INDICE DI ROTAZIONE DEL CAPITALE INVESTITO
ROS = Reddito operativo / Fatturato
Capacità dell'impresa di vendere al meglio
INDICE DI ROTAZIONE DEL CAPITALE INVESTITO = Fatturato / Capitale investito operativo
Quanto sono veloce a vendere 8
Per scopi di controllo è molto importante l’analisi del ROI, che a sua volta dipende dal ROS e dalla rotazione
di capitale investito.
Il ROS, a sua volta, è scomponibile così:
ROS = reddito operativo / fatturato
Il reddito operativo è dato da RICAVI - COSTI OPERATIVI, si può scomporre il reddito operativo dal
FATTURATO - I COSTI OPERATIVI / FATTURATO… FATTURATO/ FATTURATO = 1
1 - COSTI OPERATIVI / VENDITE
Quindi….
ROS = 1 - (COSTI OPERATIVI VARIABILI / VENDITE) + (COSTI OPERATIVI FISSI / VENDITE)
Per migliorare il ROI e di conseguenza il ROS:
•Si può lavorare sull’efficienza dell’impiego risorse
•Prezzo acquisto risorse (stando attenti alla qualità)
•Prezzo vendita prodotti
•Mix prodotti
Adeguatezza dei volumi (e dei ricavi) rispetto
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Controllo di gestione – Parte 3 – 10 domande di teoria delle prove d'esame + formulario
-
Programmazione e controllo delle imprese turistiche - Teoria, parte 3 - Il budget
-
Appunti su controllo di gestione
-
Controllo di gestione