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Introduzione alla contabilità aziendale

Le aziende si suddividono in due categorie: quelle che producono per il consumo e quelle che producono per il mercato. Le prime hanno un intento che può essere riscontrato internamente all’azienda stessa, e si tratta di oneri anziché costi; le aziende che producono per il mercato realizzano beni con l’intento di metterli sul mercato e ottenere profitto. La contabilità è necessaria per determinare il reddito di impresa. Nel caso delle aziende che producono per il mercato, la contabilità registra profitto e perdita entro un certo periodo, detto esercizio, che comprende l’anno solare: l’esercizio si apre il 01/01/n e si chiude il 31/12/n.

Vengono rappresentate tutte le movimentazioni dell’azienda, in particolare tutti i rapporti dell’azienda con terzi. Vi sono diverse tecniche per le registrazioni contabili: la più utilizzata è quella della partita doppia, in cui si rappresentano insieme le movimentazioni economiche e quelle finanziarie attraverso i vari conti di mastro.

Tipologie di conti di mastro

I conti di mastro non sono tutti uguali, ma si distinguono in conti economici, in cui si registrano costi e ricavi, che sono monofase, e conti numerari, detti anche finanziari, che sono bifase.

Nel caso dei conti numerari possiamo suddividerli in tre categorie:

  • Conti numerari certi: certi nell’an, nel quantum e nel quando, un esempio di tali conti è il conto banca;
  • Conti numerari assimilati: si tratta dei crediti e dei debiti, ovvero di soldi non ancora liquidi ma che lo saranno;
  • Conti numerari presunti: non sono certi né nel quanto né nel quando. Dietro a tali conti si evidenzia il principio della prudenza, tenendo conto del possibile rischio futuro.

I conti economici, il cui oggetto è la formazione del reddito e la permanenza sotto forma di capitale, si suddividono in:

  • Conti economici di reddito: acceso ai costi o acceso ai ricavi;
  • Conti economici di capitale: si rappresenta la situazione finanziaria con terzi, ma anche la situazione patrimoniale dell’azienda stessa (nel caso del conto capitale sociale in cui si tiene conto del denaro che viene messo a disposizione dell’azienda da parte dei soci).

La suddivisione della vita aziendale in esercizi

La suddivisione della vita aziendale in esercizi fornisce una contabilità frammentata che può essere descritta con una linea temporale: al momento della costituzione della società, i soci si accordano per formare un capitale sociale e dare il via alla vita dell’impresa; durante l’esercizio si effettuano le varie scritture di gestione al fine di tener conto di tutte le movimentazioni assoggettate all’azienda. Alla conclusione dell’esercizio, vengono effettuate le scritture di chiusura, dette anche scritture di assestamento, ed è il redattore di bilancio a svolgerle. All’inizio dell’anno successivo, e quindi del secondo esercizio, si effettuano le scritture di apertura.

Scritture di gestione

Esempi di scritture semplici

ESEMPIO: 01/10 si acquistano materie prime per €150 tramite banca, pagamento in contanti. Apro un conto economico denominato materie prime, movimentandolo nel dare (variazione economica negativa, +costi), evidenziando un incremento di costo. Seguendo il metodo della partita doppia, devo movimentare un conto anche nell’avere affinché la scrittura sia bilanciata: apro quindi il conto banca, che è un conto certo, in cui registro l’uscita di denaro nell’avere (variazione numeraria passiva, -denaro).

In data 03/10 vende prodotti per €1.000 e si può utilizzare lo stesso conto banca per registrare l’entrata bancaria. Apro il conto economico di reddito acceso alle variazioni positive denominato prodotti c/vendite, che viene movimentato nell’avere. In contropartita prendo il conto banca aperto precedentemente, registrando un’entrata di denaro pari a 1.000 in dare (variazione attiva, +denaro).

IL 05/10 viene acquistato un impianto dalla società, utilizzato per la produzione di beni. Si apre quindi il conto economico di reddito acceso ai costi pluriennali (si tratta di qualcosa di duraturo, un costo che si effettua adesso e non si dovrà effettuare per un lasso di tempo rilevante) movimentandolo nel dare, e in contropartita si prende di nuovo il conto banca registrando in avere l’uscita di denaro. Le scritture all’interno del libro giornale devono essere continuative, ordinate cronologicamente, poiché l’azienda ha l’obbligo di tenere l’elenco di clienti e fornitori (art. 29 del D.P.R. 633/72), come segue:

Per ottenere la scrittura completa detta anche scrittura composta, bisogna tener conto dell’imposta indiretta sul valore aggiunto (IVA): infatti, ai sensi dell’art. 1 D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuati nel territorio dello Stato nell’esercizio di imprese, o nell’esercizio di arti e professioni e sulle importazioni da chiunque effettuate vanno tassate. Nel caso in cui l’impresa acquisti dal fornitore un prodotto che è tassato, vanta un credito nei confronti dello Stato; nel caso invece della vendita di prodotti, l’impresa contrae un debito nei confronti dell’erario. L’IVA ordinaria è pari al 22%, e va registrata nel conto numerario assimilato denominato erario c/IVA.

Esempio di vendita con IVA

ESEMPIO: 06/10 vendo merci per €200+IVA, incasso lo stesso giorno. La permutazione finanziaria rileva l’estinzione del credito verso i clienti a fronte dell’entrata di denaro nel conto banca. Le uniche operazioni senza IVA imponibile sono quelle di finanziamento. Nel caso di vendita, l’impresa si trova a debito di imposta, nel caso di acquisto, l’impresa si trova a credito di imposta. Se il periodo di imposta si chiude a credito, questo può essere computato a detrazione dei debiti successivi, ai sensi dell’art. 27 D.P.R. 633/72. Se invece il periodo di imposta si chiude a debito, bisogna effettuare il 16 del mese la liquidazione, saldando il conto erario c/IVA e registrando un’uscita di banca pari al valore del debito.

Cambiali

Nel caso in cui vi sia un pagamento dilazionato, gestito da cambiali, che sono un titolo di credito all’ordine che attribuisce al possessore il diritto di farsi pagare, le scritture sono diverse. Possiamo suddividere le cambiali in:

  • Cambiali tratte: non sono coinvolti solo due autori, e il debitore richiede ad un terzo individuo di saldare il suo debito alla scadenza. Si tratta di un terzo che ha un debito con il nostro debitore;
  • Cambiale vera e propria: coglie la promessa di un soggetto a pagare un debito.

La cambiale può essere emessa o ricevuta: nel caso di cambiale emessa, è l’impresa ad ottenere una cambiale emessa dal proprio fornitore per l’acquisto di materie prime e la cambiale è detta passiva; nel caso, invece, di cambiale ricevuta, è l’impresa ad emettere una cambiale nei confronti del cliente che ha acquistato prodotti, in tal caso si tratta di cambiale attiva.

ESEMPIO: 20/01 acquisto merci per €200+IVA regolata a dilazione di un mese con l’emissione di cambiale passiva. In caso di cambiale attiva le scritture sono speculari, la differenza è il nome del conto della cambiale: infatti invece di cambiale passiva, il nome del conto sarà cambiale attiva.

Rettifiche di acquisti e vendite

Nel caso in cui venga restituita parte della merce venduta/acquistata, si utilizza un conto economico di reddito acceso alle rettifiche dei ricavi/costi, denominato resi su vendite o resi su acquisti. Abbiamo tre casi differenti di reso:

  • Il reso avviene prima del pagamento, ma successivamente all’emissione della fattura;
  • Il reso avviene prima del pagamento e prima dell’emissione della fattura;
  • Il reso avviene dopo il pagamento e dopo l’emissione della fattura.

Operazioni di abbuono

Si tratta di un’altra rettifica di costi/ricavi insieme ai resi, che abbiamo già trattato, agli sconti e ai premi. Gli abbuoni vengono concessi quando si effettuano ordini più consistenti: nel caso di abbuono attivo è l’impresa ad acquistare dal fornitore il quale concede a questa l’abbuono, che impatterà sulla stessa in maniera positiva; in caso di abbuono passivo viene concesso ad un acquirente da parte dell’impresa nel momento della vendita, risulterà quindi negativamente poiché si tratta di un ricavo minore.

Vale lo stesso discorso per lo sconto, ma facendo riferimento a questo, parliamo di percentuale; i premi seguono lo stesso meccanismo, sono indipendenti dalla mole dell’ordine, e vengono utilizzati per mantenere un rapporto con l’acquirente.

ESEMPIO: Vendo per €100+IVA con abbuono passivo pari a €10+IVA.

Anticipi a fornitore e anticipi da cliente

Vi sono casi in cui parte del pagamento viene anticipato, viene, cioè, dato un acconto al fornitore, o viene ricevuto un acconto da parte di un cliente. Bisogna riportare sul libro mastro e sul libro giornale lo sfasamento temporale in termini di pagamento: nel momento in cui registrerò l’arrivo/la cessione di merci o prodotti, andrò a rettificare debiti/crediti.

Dal lato dell’impresa distinguiamo: anticipi a fornitore, nel caso in cui sia l’impresa ad acquistare materie prime, ed il conto numerario risulterà assimilato acceso alle rettifiche dei debiti; viceversa, anticipi da clienti, nel caso in cui l’impresa venda prodotti ad un cliente, risulterà un conto numerario assimilato acceso alle rettifiche dei crediti.

ESEMPIO: Il 20/01 si ordina merce per €200+IVA, concedendo un anticipo pari a €20+IVA e il 30/01 arriva la merce con fattura. Vi sono due macroscritture e due momenti diversi: il primo è quello della registrazione dell’anticipo con annessa uscita di banca (manifestazione finanziaria); il secondo momento è quello dell’arrivo della merce con fattura, registrando il costo. Le scritture relative all’anticipo da clienti sono speculari a queste.

Acquisto del fattore lavoro

Si parla dell’acquisto del fattore lavoro dipendente e autonomo. Il dipendente non si preoccupa di pagare le imposte, poiché in tal caso l’impresa assume la posizione di sostituto d'imposta, ovvero calcola le imposte e le versa egli stessa. Gli autonomi invece devono preoccuparsi dell’aspetto fiscale.

Tornando all’acquisto del fattore lavoro dipendente, un esempio di imposta che grava sul lavoratore ma viene versata dall’impresa è l’IRPEF (Imposta di Reddito sulle Persone Fisiche), ad aliquota marginale per scaglioni di reddito, al contrario dell’IRES, cioè un’imposta sul reddito della società che ha aliquota unica. L’impresa deve versare anche quelli che sono definiti come oneri sociali, ovvero dei contributi che gravano sul datore di lavoro, cioè un costo aggiuntivo alla retribuzione del dipendente. L’impresa calcola contributi e imposte a carico del lavoratore, che vengono trattenuti e versati agli Enti e all’Erario.

ESEMPIO: Un dipendente riceve il 27 di ogni mese una retribuzione netta (reddito lordo) pari a €1.000; deve pagare oneri sociali pari al 25% della retribuzione netta ad enti previdenziali e assistenziali. Le scritture sono le seguenti: dopo aver effettuato le seguenti scritture, bisogna detrarre dal conto “dipendenti c/retribuzioni” l’8% di oneri sociali, e il 23% ai fini IRPEF, che corrisponde al carico fiscale del datore di lavoro; contestualmente si decremento il debito nei confronti del dipendente. Le scritture sono le seguenti: arrivate a questo punto, registro l’uscita di banca saldando il conto “dipendenti c/retribuzioni”.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher aleevaccaroo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Bianchi Maria Teresa.
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