La centralità del fenomeno per l’economia: i consumi sono un driver di crescita fondamentale per
l’economia e per salute dei bilanci pubblici; nei paesi occidentali la propensione al consumo, misurata come
quota del PIL che si traduce in consumi finali, oscilla tra il 55 e il 65%.
C’è grande interesse verso la comprensione della domanda finale, dei driver di consumo e di acquisto, del
livello di fiducia dei consumatori
Il legame tra valore per il cliente e valore dell’impresa:
nella prospettiva di marketing, il processo di creazione di valore economico si basa sulla corretta gestione
del ciclo che collega il valore per il cliente al valore per l’impresa.
I flussi di reddito e di cassa, da cui dipende il successo economico e competitivo, deriva dall’esistenza di
clienti disposti ad acquistare con continuità i beni e i servizi offerti
Perché è importante studiare il consumatore?
Il valore per l’impresa dipende dalla fedeltà, che dipende a sua volta dalla fiducia, che dipende a sua volta
dalla soddisfazione che infine dipende dal valore il cliente.
La comprensione del processo decisionale è una premessa imprescindibile per individuare azioni efficaci di
incremento del valore
Che cos’è il comportamento del consumatore?
Insieme di processi impiegati d’individui e gruppi per la valutazione, la scelta e l’utilizzo di prodotti, servizi o
altri bene per la soddisfazione di bisogni e desideri
Attore: individuo Oggetto del comportamento: prodotti e servizi
Attività e processi: acquisto Scopo finale: soddisfazione
Una prospettiva interdisciplinare:
- TEORIA ECONOMICA: dati i prezzi di tutti i prodotti e il reddito, il consumatore sceglie in mod
perfettamente razionale tra le diverse alternative riuscendo massimizzare la propria utilità e
soddisfazione.
Utile per l’analisi dei meccanismi di mercato che portano alla formazione dei prezzi (micro e macro), ma
semplifica la complessità dei processi di consumo e sottovaluta l’irrazionalità dell’individuo
- PSICOLOGIA APPLICATA ALLO STUDIO DEL COMPORTAMENTO ECONOMICO, COGNITIVA E
COMPORTAMENTALE:
l’uomo è un essere sociale e l’interazione tra individui è alla base della teoria del comportamento
economico.
Il comportamento di consumo dell’individuo è influenzato da elemento quali la personalità, il sistema di
valori, gli atteggiamenti e le motivazioni.
Per comprendere le scelte di consumo, bisogna analizzare gli stimoli interni ed esterni del processo di
apprendimento, la struttura cognitiva e percettiva, le modalità con le quali si elaborano le informazioni.
Il comportamento non è indipendente da quello che fanno gli altri ed è presente una differenza tra il
reale e il percepito: non sempre la percezione corrisponde alla realtà;
Psicologia cognitiva: gli individui sono in grado di elaborare e riorganizzare autonomamente le
o informazioni e per creare nuova conoscenza, quindi le azioni sono il risultato di un processo di
elaborare; 1
alla teoria economica “dice” che c’è un’interpretazione a monte delle informazioni
Psicologia comportamentale: il comportamento del consumatore è il risultato di un processo di
o condizionamento attuato attraverso stimoli esterni;
Per esempio spinta gentile
- SOCIOLOGIA: il consumo è un fenomeno sociale, per cui le preferenze non si formano in modo
autonomo ma sono l risultato di interdipendenze sociali (influenza di classi, cultura e gruppi di
riferimento).
L’individuo cerca beni che conferiscono un determinato prestigio sociale.
Il livello di soddisfazione non deriva tanto dall’aver esaudito il proprio sistema di bisogni individuali,
quanto dalla comparazione tra i propri consumi e quelli dei gruppi sociali con cui interagisce
- ANTROPOLOGIA: il significato dell’esperienza di consumo dipende dalla rilevanza del contesto
culturale.
Il comportamento è influenzato da fattori culturali: i beni di consumo consentono all’individuo di essere
riconosciuto e accettato dagli altri soggetti che fanno parte del medesimo network di relazioni sociali,
ovvero “tribù”;
fa leva sull’aspetto culturale
Lo studio del comportamento del consumatore non può essere circoscritto alla sola considerazione delle variabili
economiche e psicologiche, ma deve includere fattori di natura sociale e culturale.
Analizzare il comportamento del consumatore significa studiare il processo decisionale di scelta del prodotto e
del servizio dal momento in cui sorge il bisogno fino al momento successivo all’atto di acquisto
Esistono tre approcci per studiare il consumatore:
- approccio COGNITIVO: i comportamenti derivano da un processo di elaborazione cognitiva diretto al
raggiungimento di obbiettivi specifici;
il nucleo centrale è il processo di scelta: il consumo è una conseguenza di azioni che prendono avvio
nel momento in cui l’individuo raccoglie le informazioni che derivano dall’ambiente esterno, le
immagazzina nella memoria e le trasforma in convinzioni, da cui poi originano comportamenti abituali;
i processi cognitivi più rilevanti sono quelli dell’attenzione, comprensione e integrazione: il risultato
finale è l’intenzione, ossia la previsione di attivare un determinato comportamento;
il comportamento e le strutture cognitive sono influenzate anche dalla dimensione affettiva ed
emotiva: in passato sottovalutata o considerata come mera distorsione cognitiva, oggi è parte
integrante del comportamento;
attenzione, tempestati al giorno d’oggi di informazioni e le aziende si scontrano di più sul prendere
L’approccio COGNITIVO
l’attenzione del consumatore
STIMOLO AFFETTO E COGNIZIONE
ATTENZIONE MEMORIA
COMPRENSIONE
INTEGRAZIONE
COMPORTAMENTO 2
- approccio COMPORTAMENTALE: i comportamenti derivano da influenze esterne di tipo ambientale
(fisico o sociale), non si considerano i processi cognitivi e gli eventi mentali, ritenuti estranei alla sfera
dell’analisi scientifica e “insondabili”;
i comportamenti vengono spiegati in base alle relazioni con gli stimoli esterni ambientali, mentre non
ci si interroga su come il consumatore percepisca e interpreti tali stimoli;
si osserva il comportamento (variabile dipendete) e le cause esterne che lo determinano (variabili
indipendenti);
gli stimoli ambientali si combinano tra di loro e influenzano le condotte degli individui attraverso un
processo di condizionamento: questo processo ripetuto favorisce l’apprendimento del soggetto e
origina il comportamento che diventa in quale modo “automatico”
L’approccio COMPORTAMENTALE
raccoglie le basi della spenta gentile
STIMOLO AFFETTO E COGNIZIONE
COMPORTAMENTO
(Modello Stimolo-Risposta)
- approccio ESPERIENZIALE/CULTURA DEL CONSUMO: i comportamenti derivano dall’influenza di una
forte componente emotiva e affettiva;
il consumatore non viene considerato un individuo razionale, capace di confrontare diversi prodotti e
di scegliere quelli con la performance migliore, in base ai vincoli di budget;
focus sull’esperienza di consumo piuttosto che sull’atto di acquisto: si cerca di comprendere cosa
accade quando il prodotto entra nel quotidiano del consumatore;
l’esperienza di consumo non è considerata come un processo individuale, ma frutto di interazione
sociale;
sociologia e antropologia
Per comprendere a fondo il comportamento del consumatore bisogna integrare i tre approcci:
- cognitivo: condizione decisionale-informativa
le decisioni dipendono da n processo che parte dalla ricezione di stimoli informativi e conduce alla
scelta(“razionale”)
- comportamentale: condizione di scarsa consapevolezza
le decisioni sono avviare da stimoli esterni (leve marketing) che non vengono filtrate dal sistema
cognitivo (“inconsce”)
- esperienziale: condizione non utilitaristica, esperienziale
le decisioni sono influenzate dalle emozioni suscitate dal contesto e dalle interazioni sociali (“mente
emotiva”)
Le decisioni dell’individuo non discendono solo dalle informazioni che definiscono il contenuto di un
problema, ma anche dal modo in cui tale problema è rappresentato («frame»)
Esempio prosciutto
Gruppo 1: “con il 25% di massa grassa”
Gruppo 2: “con il 75% di massa magra” 3
Il potere dell’architettura della scelta e del nudging:
gli operatori economici (pubblici o privati) possono migliorare il processo decisionale dell’individuo
attraverso l’architettura della scelta e ricorrendo alle “spinte gentili” (nunding)
“qualsiasi aspetto dell’architettura delle scelte che altera il comportamento degli individui in maniera
prevedibile senza proibire alcuna opzione o modificare in misura significativa gli incentivi economici” (Thaler
2021)
Non siamo individui «razionali», ma dei «razionalizzatori»
La mente cognitiva ha limiti di capacità elaborativa e vincoli di tempo: troppe informazioni non ci
conducono a scelte più razionali, ma ci portano all’inazione
- la mente emotiva si attiva prima della mente cognitiva e le trasmette i segnali necessari per l’azione
- la mente cognitiva razionalizza e porta a compimento scelte già avvenute a livello emotivo
Le decisioni non sono governate da «deduzioni logiche», ma da «automatismi» mentali che sfuggono al
controllo razionale.
Conoscere questi «automatismi» è fondamentale per orientare le politiche di marketing delle imprese!!!
LA COMPLESSITÀ DEL PROCESSO DECISIONALE CONSUMATORE
Una duplice dimensione di analisi
- dimensione cognitiva= preacquisto
- dimensione comportamentale= aspetto visibile comportamento del consumatore
Cognition-affect-behaviour -> la sfera cognitive influenza affettiva da cui deriva il comportamento
Una duplice prospettiva: dal consumatore allo shopper
- comportamento di consumo: analisi del processo decisionale riferito alle scelte del prodotto e del
brand
- comportamento di acquisto: analisi del processo decisione riferito alla scelta del punto vendita e dei
prodotti all’interno dei punti vendita
Consumatore ≠ shopper
- consumatore: quando ha un bisogno
- shopper: traduce il bisogno in comportamento d’acquisto
Perché studiare il comportamento di acquisto?
Il punto vendita non è solo un luogo di approvvigionamento dei prodotti, ma un media di comunicazione in
grado di influenzare il sistema di preferenze del consumatore, atteggiamenti e convinzioni
Il luogo di acquisto può influire sulle scelte di
Il luogo di acquisto può influire sulle scelte di consumo:
consumo TOTALE ACQUISTI
100%
Acquisti non programmati di categoria
Acquisti programmati di categoria 22%
78%
marca Switching di marca marca impulso
programmata marca ricordata 17%
62% 16% 5%
ACQUISTI ACQUISTI DECISI NEL PDV
PROGRAMMATI A CASA 38%
62% 4
La complessità del processo decisionale dipende da:
a) tipologia di beni
b) coinvolgimento psicologico
c) novità del problema decisionale
TIPOLOGIA DI BENI
Frequenza di acquisto
Il processo di scelta del consumatore dipende dalle caratteristiche oggettive del bene che l’impresa intende
proporre al mercato (commodity approach)
Le caratteristiche oggettive sono:
- frequenza di acquisto
+ -
• Acquisti routinari • Acquisti occasionali
• Mancano le fasi di analisi e ricerca • Ricerca delle informazioni e
delle informazioni valutazione delle alternative
• Le scelte si fondano su convinzioni • L’atteggiamento può dipendere da
Valore unitario
radicate frutto di esperienza diretta o componenti non razionali (emotive,
apprendimenti passivi desiderio di appartenenza)
• Comportamenti ripetuti • Le scelte si fondano sulle
• Insieme evocato (composto dalle informazioni raccolte e sulle
alternative oggetto di scelta) è stabile esperienze anche altrui
- valore unitario
+ -
• Elevato sforzo cognitivo • Ridotto sforzo cognitivo
• Aumenta la soglia di accessibilità • Si riduce la soglia di accessibilità
rispetto al reddito in corrispondenza rispetto al reddito in corrispondenza
Grado di complessità
del quale il prodotto entra a far parte del quale il prodotto entra a far parte
della domanda del cliente della domanda del cliente
• Aumenta l’estensione temporale del • Impatta poco sull’estensione
processo di scelta e influenza temporale del processo di scelta e
direttamente il sistema di preferenze influenza direttamente il sistema di
del cliente preferenze del cliente
- grado di complessità
+ -
• Elevato livello di apprendimento • Modesto livello di apprendimento
necessario per apprezzare le necessario per apprezzare le
potenzialità del prodotto potenzialità del prodotto
• Processo di adozione lento • Processo di penetrazione del
• Processi valutativi complessi che mercato veloce
portano il consumatore ad affidarsi • Processi valutativi più semplici e
alla marca o al prezzo come fondati su elementi oggettivi
indicatore di qualità 5
In base a questi tre fattori possiamo definire i beni i due categorie: beni banali e beni problematici
Beni banali (convenience goods):
- attività di acquisto routinari
- modesto valore unitario
- ridotta complessità basso fabbisogno informativo
- bassa disponibilità a investire tempo nell’acquisto
- le scelte vengono assunte sulla base di poche variabili (prezzo)
- la scelta del punto vendita precede la scelta della marca
- concentrazione degli acquisti e scelta punti vendita despecializzati
- scelta punti vendita a libero servizio
- scelta del canale on line despecializzato
Beni problematici (shopping e speciality goods)
- attività di acquisto non ripetitiva elevato valore unitario con elevati dosi di servizio
- punti vendita specializzati con elevati dosi di servizio
- canale on line solo se specializzato e/o in presenza di elementi di rassicurazione (reputazione del
venditore, presenza di una rete fisica di supporto, assistenza clienti)
- vendita assistita
- punti vendita specializzati con elevati dosi di servizio
- canale on line solo se specializzato e/o in presenza di elementi di rassicurazione (reputazione del
venditore, presenza di una rete fisica di supporto, assistenza clienti)
N.B. Capire se il bene è banale o problematico non dipende solo dalle caratteristiche oggettive ma è anche
soggettivo, dipende dal diverso grado di coinvolgimento psicologico, che si riflette sulla scelta del prodotto
e del canale di acquisto (Esempio frutta, profumo e cellulare)
COINVOLGIMENTO PSICOLOGICO
Il processo di scelta dell’individuo non dipende solo dalle caratteristiche oggettive del bene, ma sempre più
dal grado di coinvolgimento psicologico del consumatore
Low vs High involvement goods
Low vs high involvement goods
- +
Si ricorre alla Si ricorre a più fonti
sperimentazione diretta informative per la sua
del bene quale principale valutazione
fonte informativa per la sua
valutazione
Prevalgono bisogni Prevale il fabbisogno
convenience informativo
Il diverso grado di coinvolgimento impatta sui processi di scelta nei confronti dei prodotti e dei punti
Il diverso grado di coinvolgimento impatta sui processi di scelta
vendita nei confronti dei prodotti e dei punti vendita
Il coinvolgimento psicologico dipende da:
- Rilevanza che l’individuo attribuisce alla categoria: “elementi soggettivi difficilmente generalizzabili”
valenza funzionale
o valenza psico-sociale
o valenza emotiva legata al processo di consumo in cui il prodotto acquistato troverà impiego
o 6
Legami tra il prodotto e la personalità del cliente (categorie di basso valore e alta frequenza possono
suscitare un elevato coinvolgimento se rilevanti per l’individuo, es. biologico)
- Grado di rischio percepito: “incertezza sull’esito della decisione di acquisto e relative conseguenze sul
piano dell’integrità fisica, economica, psicologica e sociale”
rischio funzionale, connesso al timore di una performance inadeguata
o rischio economico finanziario, connesso al timore di una perdita di denaro
o rischio psicologico, connesso all’autostima e al giudizio degli altri
o rischio fisico, conseguenze negative per la salute
o
Come agire sul rischio percepito?
Comprendere la natura del rischio percepito orienta le scelte di marketing volte a contenere tale rischio
- la comunicazione interpersonale è efficace nel caso di rischio psico-sociale mentre quella
istituzionale può essere efficace nel caso di rischio funzionale
- la comunicazione può fare leva sulla percezione di rischio psicosociale al fine di accrescere il valore
del brand
ESEMPIO FOPPAPEDRETTI: “Ti sei mai chiesto cosa pensano quando aprono il tuo regalo? A Natale
scegli Foppapedretti
- visibilità sociale dei processi di consumo e di acquisto: “aumenta il rischio psico-sociologico percepito
e la rilevanza del prodotto sul piano simbolico”
Riguarda beni a elevata potenzialità segnaletica, che servono all’individuo per affermare la propria
personalità e per differenziarsi dagli altri
Esempi: pellicce veri e uso di vinted -> importante antropologico
- contesto in cui avviene l’utilizzo del prodotto/servizio: “il contesto influenza il sistema motivante
(benefici), percettivo e valutativo del consumatore (importanza attribuiti)”
il medesimo bene può generare un diverso coinvolgimento psicologico in funzione del contesto di
utilizzo (formale, informale, ecc...);
Come misurare il grado di coinvolgimento psicologico
comprende il ruolo del contesto aiuta le imprese a sviluppare politiche di differenziare funzionale o
simbolica (es. autoconsumo, occasioni speciali, regali)
Come misurare il grado di coinvolg
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Consumer behaviour
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Consumer Behaviour Analysis
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Appunti Consumer Behaviour
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