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CHINESIOLOGIA

Scienza che studia il movimento umano in tutte le sue forme sia a livello qualitativo che quantitativo

MOVIMENTO

Ci sono tantissime variabili interindividuali da considerare ma ci sono caratteristiche comuni:

- Diretto a uno scopo

- : minimi dispendio energetico e massimo risultato

Economico

- modulabile ed adattabile nelle varie circostanze

Adattato

- c’è un timing di attivazione nel tempo e nello spazio

Coordinato

Studiarlo permette di comprendere come avviene il movimento e consente lo sviluppo di una valutazione razionale, una

diagnosi precisa e un trattamento efficace dei disturbi che interessano il sistema muscolo-scheletrico

Conoscere il movimento normale e le sue caratteristiche permette di: individuare quando qualcosa non va, cogliere gli aspetti su

cui lavorare, sia in patologie ortopediche che neurologiche

È il primo strumento che abbiamo per proporre un trattamento

DEFINIZIONI

Movimento segmentario si riferisce allo spostamento di un segmento corporeo che si verifica a livello dell’articolazione

ROM Range Of Motion gradi di movimento permessi da un segmento corporeo dalla posizione di partenza a quella di arrivo

Movimenti Attivi determinati dalle attivazioni muscolari

Movimenti Passivi causati da un'altra fonte rispetto alla contrazione muscolare attiva (es. causati da altra persona)

Movimenti Accessori movimenti che l'articolazione può compiere anatomicamente ma che non possono essere eseguiti

attivamente dall'individuo perché determinati dalla lassità naturale di ogni struttura ed accompagnano i

movimenti fisiologici di un'articolazione. Possibili nelle 3 direzioni di movimento

MOVIMENTI ARTICOLARI

Il movimento articolare è essenzialmente un movimento rotatorio, attorno un asse di riferimento

Le articolazioni tra superfici articolari concave e convesse necessitano di movimenti accessori rotatori, che si realizzano con

caratteristiche differenti in rapporto alla superficie

Modalità di scorrimento reciproco delle superfici articolari: rotolamento, scivolamento, rotolamento e scivolamento, rotazione

assiale

Rotolamento più punti di una superficie che ruota contattano più punti su un'altra superficie

Scivolamento un singolo punto di una superficie contatta più punti di un'altra superficie articolare

Rotazione un singolo punto ruota su un singolo punto di un'altra superficie articolare

ARTICOLAZIONI

Strutture anatomiche che mettono in reciproco contatto due o più ossa e presentano molteplici annessi→ le superfici sono

diverse o simili, in base alla forma e alla modalità di accostamento possono determinare uno o più movimenti per i segmenti di

cui sono parte

SINARTROSI

Articolazioni fisse

Sindesmosi hanno un sottile strato di tessuto fibroso fra le superfici Sinartrosi ed anfiartrosi sono molto

Sincondrosi sono costituite da cartilagine ialina stabili

Sinfisi anno cartilagine fibrosa e tessuto connettivo Hanno la funzione di trasferire il

Sinostosi sono caratterizzate dalla presenza di tessuto osseo fra le superfici peso fra le ossa

Rinforzate da tessuto cartilagineo e

connettivo fibroso

ANFIARTROSI Movimento limitato/assente

Articolazioni semimobili

Sono dotate di legamenti e capsule articolari molto tese caratterizzate da movimenti limitati

DIARTROSI

Articolazioni mobili

La conformazione anatomica dei capi articolari consente varie possibilità di movimento che si svolgono su uno, due o su tre

piani dello spazio

Sulla base della forma delle superfici articolate tra loro e dei tipi di movimento possibile,

vengono distinti 6 diversi tipi

ENARTROSI

Una porzione di sfera viene accolta in

una concavità → triassiale, 3 gradi di

libertà

TROCLEA – GINGLIMO ANGOLARE

Una superficie a forma di

rocchetto è accolta da una

superficie concava → uniassiale,

1 grado di libertà

TROCOIDE – GINGLIMO LATERALE

Un cilindro ruota in un anello osteofibroso

→ uniassiale, 1 grado di libertà

CONDILOIDEA

Un condilo di forma ovale si muove in una concavità ellittica: i due piani sono disposti ad

angolo retto→ biassiale, 2 gradi di libertà

A SELLA

Una superficie a forma di sella si articola con una superficie concava convessa in senso

opposto → biassiale, 2 gradi di libertà

ARTRODIA

Caratterizzata da superfici pianeggianti → scivolamenti

ELEMENTI CARATTERISTICI

CARTILAGINE ARTICOLARE

Tessuto connettivo specializzato di colore bianco perlaceo che

riveste le superfici articolari: è dotato di notevole resistenza alla

pressione e alla trazione con funzione di sostegno, concordanza

tra capi articolari e riduzione dell’usura causata dalle sollecitazioni

Ha uno spessore compreso fra 1 e 4 mm, nelle zone a bassa

compressione, e fra 5 e 7 mm nelle regioni in cui la compressione è

maggiore

Senza sollecitazioni motorie si ha: l’assottigliamento della

cartilagine la degenerazione della cartilagine fino all’anchilosi

dell’articolazione stessa

Osteoartrosi – artrosi è una malattia degenerativa che interessa le articolazioni: è una delle

cause più comuni di disturbi dolorosi

Generalmente sono più colpite le articolazioni più sottoposte ad usura e soprattutto al carico

del peso corporeo come le vertebre lombari o le ginocchia

L'articolazione interessata assottigliamento, fissurazione, formazione di osteofiti marginali

Diverso è il meccanismo patologico dell'artrite

reumatoide, ma sempre ci sono effetti di deterioramento e deformità a livello delle

articolazioni

CAPSULA ARTICOLARE

È un manicotto di tessuto connettivo denso che circonda le superfici articolari ossee in

connessione rivestendo interamente l'articolazione

Le estremità ossee sono tenute vicine, ma non unite, e allo stesso tempo protette

FUNZIONI

Secernere liquido sinoviale, che contenente albumina, utile a nutrire la cartilagine e a

lubrificare la parete delle cavità articolari

Unire i capi articolari

È costituita da due strati:

membrana – capsula fibrosa membrana fibrosa esterna in diretto collegamento con il periostio e ricca di vasi e nervi

l’inattività porta al suo ispessimento: riduce il ROM

membrana – capsula sinoviale membrana sinoviale interna ricoperta di liquido sinoviale

presenta pieghe, villosità e tessuto adiposo

LIQUIDO SINOVIALE

Liquido prodotto dalla capsula articolare che si trova a contatto con le superfici articolari: riduce l’attrito e fornisce nutrimento

alla cartilagine articolare

Permette nutrimento ed eliminazione di prodotti di rifiuto della cartilagine articolare in quanto non contiene vasi sanguigni e nervi

→ questo è possibile con l’alternanza di condizioni di carico e di scarico, quindi, è necessario che l’articolazione sia

frequentemente in movimento

VASI – NERVI

I vasi sanguigni penetrano nella capsula articolare con i capillari fino allo strato fibroso della membrana sinoviale

L’innervazione sensitiva raggiuge lo strato esterno della capsula e i legamenti dove si trovano recettori per dolore e

propriocezione

LEGAMENTI

Sono strutture connettivali costituite da fibre collagene contenenti scarso materiale elastico → dotati di forte resistenza fisica

alla trazione ma meno alla torsione

Il loro allungamento non supera il 20% della lunghezza totale a riposo

Sono dotati di vasi e nervi ma l’irrorazione sanguigna è scarsa

FUNZIONI

Aumentano la resistenza della capsula articolare

Evitano eccessiva escursione articolare e conseguente lussazione dei capi ossei

Riducono in molti casi l’affaticamento muscolare sostituendosi a muscoli nel mantenimento di

atteggiamenti posturali

ELEMENTI ACCESSORI

BORSA SIEROSA – SINOVIALE – MUCOSA

È una piccola sacca contenente del liquido sinoviale e rivestita da una membrana sinoviale

→ garantisce un miglior scivolamento di tendini, muscoli e cute sulle sporgenze ossee e tra muscoli

si trovano tra la cute e la superficie di quelle ossa che non sono ricoperte da muscoli →

Borse sottocutanee

sono borse superficiali interposte tra i muscoli che scorrono uno sopra l'altro

Borse muscolari

tra i tendini e le ossa sottostanti → dette anche guaine sierose

Borse tendinee tendono a svilupparsi nelle zone del corpo sottoposte a sollecitazioni ripetute

Borse avventizie

CUSCINETTI MARGINALI

Strutture fibro-cartilaginee con forma ad anello ricche di vasi e nervi che servono a migliorare la

concordanza fra le superfici articolari concave e convesse

MENISCHI – DISCHI

Sono strutture fibrocartilaginee interposte in alcune cavità articolari con la funzione di migliorare la complementarità delle

articolazioni, garantire ammortizzazione e aumento della superficie articolare

PLICHE SINOVIALI

Sono pieghe di tessuto della capsula che consentono il movimento articolare limitando l’eccessiva tensione delle strutture,

aumentano la superficie sinoviale

TENDINI

Sono insiemi di fibre che permettono ai muscoli di fissare le proprie estremità a un osso o alla pelle consentendo all'apparato

contrattile di svolgere le sue funzioni

Ogni muscolo possiede almeno due tendini: per convenzione si chiama origine O il tendine prossimale, cioè più vicino al centro

del corpo mentre si chiama inserzione I il tendine distale

Le terminazioni tendinee possono essere numerose sia per origine (muscoli bicipiti, tricipiti, quadricipiti), sia nei confronti del

capo terminale (muscoli bicaudati, tricaudati, quadricaudati)

In caso di lesioni tendinee gravi, che comportano una rottura totale o parziale del tendine, si ha la perdita del movimento

generato dal muscolo interessato

MUSCOLI

Sostengono e muovono il corpo, mantenendo una postura stabile in statica e in dinamica

Proteggono le ossa permettendo il corretto funzionamento delle articolazioni

Riscaldano il copro con la loro contrazione

I muscoli involontari contribuiscono al funzionamento degli organi interni

Sono composti da fibre bianche a contrazione rapida che garantiscono

velocità e fibre rosse a contrazione lenta che garantiscono resistenza

MORFOLOGIA

È data dal diverso orientamento delle fibre rispetto al tendine e dalla direzione

della spinta

I muscoli possono essere mono – poli articolari in base al numero di

articolazione su cu passano

TIPI DI CONTRAZIONE

C ISOMETRICA

Il muscolo sviluppa tensione contraendosi ma a livello articolare e → statica

non c’è movimento non varia la lunghezza

C ISOTONICA

Contrazione dinamica in cui il muscolo sviluppa contro un carico o resistenza e , le fibre si

tensione costante varia la lunghezza

accorciano o si allungano

C concentrica

Il muscolo sviluppa tensione e si accorcia, le sue inserzioni si avvicinano

Ne deriva un movimento articolare nella direzione del muscolo attivato

C eccentrica

Il muscolo sviluppa tensione e si allunga, le sue inserzioni si allontanano

FASCIA

Una struttura di tessuto connettivo che ricopre muscoli, gruppi di muscoli vasi sanguigni, nervi e organi, stabilizza, racchiude e

separa i muscoli e gli organi interni

Le sue funzioni sono sostegno, protezione e stabilità a seconda della localizzazione anatomica

Le fasce contribuiscono a stabilizzare le articolazioni e mettono in comunicazione fra loro vari gruppi muscolari, per permettere

un movimento selettivo, di un distretto specifico, o globale

RUOLO DEI MUSCOLI

AGONISTA

Muscolo correlato all’inizio e all’esecuzione del movimento preso in esame

Realizza una contrazione che può essere concentrica o eccentrica controllando la gravità

ANTAGONISTA

Ha azione opposta rispetto al muscolo agonista

Realizza una contrazione eccentrica o concentrica che si adatta al lavoro dell’agonista

FISSATORI

Muscoli che con una contrazione isometrica tengono fisso un segmento osseo, permettendo così l’azione coordinata di

agonista ed antagonista per il particolare movimento selettivo

SINERGICI

Cooperano durante l’esecuzione di un particolare movimento si tratti di movimenti in cui si sviluppa potenza o movimenti fini, di

precisione

RACHIDE

La colonna vertebrale è formata da 33 vertebre, ossa brevi,

sovrapposte fra loro

7 cervicali sostegno del capo

12 toraciche – dorsali protezione di organi vitali

5 lombari supportare il peso del tronco

5 sacrali

4 coccigee

Le funzioni sono il sostegno – movimento del tronco

grazie a stabilità e elasticità e la protezione di midollo

spinale e radici nervose

Sul piano frontale è rettilinea

Sul piano sagittale presenta delle curve fisiologiche che

permettono di mantenere lo sguardo orizzontale e

aumentare la resistenza del rachide alle sollecitazioni

→ lordosi curve a concavità posteriore cervicale 35°,

lombare 40° e cifosi curve a convessità posteriore

dorsale 35°, sacrale 40°

L’angolazione delle curve si misura calcolando l’angolo

formato dalla linea che passa per il piatto superiore alla I

vertebra e da quella che passa dal piatto inferiore dell’ultima

vertebra del distretto in esame

Lo sviluppo del rachide parte da un’unica cifosi che dopo 1,5-2 mesi inizia a subire sollecitazioni in seguito ai primi tentativi di

estensione del capo

La lordosi cervicale si definisce nel II trimestre

La lordosi lombare inizia a definirsi a 10-12 mesi con la stazione eretta e si realizza pienamente a tre anni di età

La cifosi dorsale è già presente alla nascita e raggiunge la sua forma fisiologica nel periodo della pubertà

VERTEBRA

Il corpo vertebrale è la parte anteriore: è un cilindro che

presenta superfici pianeggianti superiori e inferiori che ospitano

dischi intervertebrali. Dalla parte posteriore partono due

protuberanze radici-peduncoli che collegano il corpo e la parte

posteriore della vertebra, l’arco vertebrale, una formazione

ossea a forma si arco che forma un foro vertebrale. La

successione dei fori forma il canale rachideo all’interno del

quale passa il midollo spinale

Ogni peduncolo, allontanandosi dal corpo aumenta di volume

formando un blocchetto osseo, la massa apofisaria da cui si

sviluppano i processi articolari superiori e inferiori che

presentano una faccetta articolare e i processi trasversi con

direzione laterale

Procedendo dorsalmente, i processi trasversi si appiattiscono e

formano le lamine che si uniscono medialmente e formano un

processo

diretto posteriormente, il processo spinoso

Considerando il rachide nella sua lunghezza si individuano una colonna

formata dai corpi vertebrali e due formate dalla

principale colonne secondarie

sovrapposizione della apofisi articolari

ARTICOLAZIONI

INTERAPOFISARIE

Artrodie tra le apofisi articolari → guidano i movimenti intervertebrali, la forma e l’orientamento delle faccette articolari

SOMATICHE

Anfiartrosi tra i dischi intervertebrali e i corpi vertebrali

→ hanno la funzione di assorbire e distribuire i carichi

attraverso la colonna e il suo punto di maggiore

adesione delle vertebre

DISCO INTERVERTEBRALE

Unisce due corpi vertebrali fra loro adiacenti (sono 23)

Ha una struttura ben definita:

il nucleo polposo è la parte centrale ed è formato

cartilagine ialina molle → contiene acqua per 88%, fibre

collagene e fibre connettivali elastiche e sottili

L’anello fibroso è la parte esterna: circonda il nucleo

con fibre collagene concentriche che hanno decorso

obliquo e incrociato con andamento da verticale a

obliquo verso il centro. Questa struttura permette di

modificarsi per adattarsi ai movimenti UNITA’ FUNZIONALE SPINALE FSU

È costituita da due vertebre adiacenti e dai tessuti molli interposti

Il pilastro anteriore A ha funzione di sostegno: è solido e resistente

L’arco posteriore B ha funzione dinamica: è mobile

Il segmento passivo I è costituito dalla vertebra

Il segmento motore II è formato da disco, forame di coniugazione, articolazioni

interapofisarie, legamento giallo e legamento interspinoso → sono responsabili

del movimento della colonna vertebrale

Il disco è privo di vascolarizzazione

→ lo scambio tra disco e tessuti circostanti avviene attraverso le

superfici articolari e ossee: se il disco è sottoposto a carico rilascia

liquidi e cataboliti che migrano verso il centro del corpo vertebrale.

Quando la pressione assiale si riduce recupera sostanze

nutrizionali e liquidi, si arricchisce di acqua e incrementa il suo

spessore

È bene alternare momenti di carico e scarico, importante per lo

scambio di metaboliti. Il movimento è importante per una

distribuzione uniforme in tutto il disco delle sostanze nutritive

Lo spessore del disco è diverso ai vari livelli del rachide perché diverso è il carico: in direzione cranio-caudale lo spessore

aumenta

La maggiore o minore mobilità del segmento è determinata dal rapporto tra altezza del disco e altezza del corpo vertebrale

LEGAMENTI

UNISCONO I CORPI VERTEBRALI

Longitudinale anteriore

Decorre anteriormente ai corpi vertebrali dall’occipite fino a livello del

sacro dove si ispessisce

Longitudinale posteriore

Decorre posteriormente ai corpi, ricopre gli archi dall’occipite al sacro

In corrispondenza di ogni spazio intervertebrale si allarga a formare un

rombo

ANNESSI AL COMPARTIMENTO POSTERIORE

Giallo

Unisce le lamine vertebrali di due

vertebre adiacenti

Costituito da fibre elastiche: grosso e

resistente

Intertrasversario

Si trova nell’apice di ogni apofisi

trasversa

Interspinoso

Tra due processi spinosi

Ha linee di trazione verticali o

leggermente inclinate

Sovraspinoso

Tra gli apici dei processi spinosi dalla

7° vertebra cervicale all’osso sacro

Ha decorso verticale ed è

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Scienze mediche MED/41 Anestesiologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Cate-V di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Chinesiologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Casadei Emanuela.
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