Cenni di contabilità armonizzata
Parte 1: Fonti normative e principi
L'armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio è un processo di riforma, culminato con il D.Lgs 118/2011, diretto a rendere i bilanci di tutte le Amministrazioni Pubbliche, ivi inclusi gli enti locali, omogenei, confrontabili ed aggregabili.
A disciplinare l'ordinamento contabile degli enti locali, oltre il decreto sopracitato, opera il TUEL, con il D.Lgs 267/2000. Le materie oggetto di disciplina sono le seguenti:
- La programmazione
- La gestione
- La rendicontazione
- Le attività di investimento
- Il servizio di tesoreria
- Le attribuzioni dell'organo di revisione
- Il risanamento finanziario
Ogni ente locale deve perciò, nell'adozione del proprio regolamento di Contabilità, applicare i principi contabili definiti dal D.Lgs 118/2011 e dal D.Lgs 267/2000. Ciascun regolamento deve riportare:
- Competenze specifiche dei soggetti dell'amministrazione preposti alla programmazione ed alla gestione di attività di carattere finanziario e contabile
- Le norme rivolte ad assicurare la conoscenza consolidata dei risultati globali dell'ente
- Le modalità con le quali vengono resi i pareri di regolarità contabile
- Segnalazioni e valutazioni obbligatorie del responsabile finanziario
- L'istituzione del servizio di economato
- Inammissibilità ed improcedibilità delle delibere consiliari
- Modalità di assunzione degli atti di impegno
- Controllo sugli equilibri finanziari dell'ente
Il regolamento di contabilità viene approvato dal Consiglio. Ma quali sono quindi i principi contabili disciplinati dall'ordinamento?
- Principio dell'annualità, per cui bilancio di previsione e rendiconto vengono predisposti con cadenza annuale
- Principio dell'unità, per cui l'ente essendo un'entità giuridica unica, dovrà predisporre un unico bilancio di previsione ed un solo rendiconto
- Principio dell'universalità, in quanto bilancio di previsione e rendiconto includono tutte le finalità e gli obiettivi dell'ente locale, nonché i relativi valori
- Principio dell'integrità, per cui entrate e spese andranno iscritte al lordo delle spese sostenute, senza compensazioni
- Principio della veridicità, attendibilità, correttezza e comprensibilità, in quanto ogni rappresentazione in bilancio e rendiconto dovrà rappresentare dati reali e veri, adeguatamente controllati
- Principio di significatività e rilevanza, per cui un'informazione per essere iscritta deve essere in grado di influenzare il processo decisionale
- Principio della flessibilità, per cui i documenti contabili devono essere in grado di fronteggiare gli effetti di eventi imprevedibili che possono manifestarsi in corso di gestione
- Principio della congruità, che determina la verifica dell'adeguatezza dei mezzi disponibili rispetto ai fini che si intende perseguire
- Principio della prudenza, per cui nel bilancio di previsione bisogna iscrivere solo le componenti che ragionevolmente saranno disponibili e sostenibili
- Principio della coerenza, per cui deve essere garantito un nesso logico tra programmazione, gestione e rendicontazione
- Principio della continuità, e della costanza, che risponde all'esigenza di salvaguardare gli equilibri contabili nel tempo
- Principio della comparabilità e verificabilità, sia in relazione al tempo, che in relazione ai diversi enti locali
- Principio di neutralità, per cui ogni documento contabile andrà redatto seguendo i soli principi contabili e senza favorire particolari categorie di interessi
- Principio della pubblicità, per cui i documenti contabili devono essere resi pubblici, in armonia con il principio di trasparenza
- Principio di competenza finanziaria, criterio di imputazione agli esercizi finanziari, per cui tutte le obbligazioni giuridicamente perfezionate, attive e passive, che danno luogo ad entrate e spese per l'ente, devono essere registrate nelle scritture contabili quando l'obbligazione è perfezionata, con imputazione all'esercizio in cui l'obbligazione viene a scadenza
- Principio della competenza economica, per cui l'effetto delle operazioni deve essere rilevato contabilmente ed attribuito all'esercizio in cui tali obbligazioni si riferiscono, e non all'esercizio del relativo movimento finanziario
- Principio dell'equilibrio di bilancio, che analizzeremo nel dettaglio successivamente
- Principio di prevalenza della sostanza sulla forma, che si sostanzia sull'iscrizione dell'informazione contabile con veridicità, tenendo conto non solo delle regole che disciplinano la contabilizzazione
Si parla di "Principi contabili applicati", in riferimento e tutte quelle norme tecniche di dettaglio, specificazione ed interpretazione delle norme contabili e dei principi generali, volte a favorire comportamenti uniformi e corretti all'interno delle amministrazioni.
Parte 2: Il bilancio di previsione negli enti locali ed i principali documenti di programmazione
Il D.Lgs 118/2011 sull'armonizzazione dei sistemi contabili definisce l'attività di programmazione degli enti locali quale strumento fondamentale per la previsione, gestione e rendicontazione dell'ente. La programmazione deve presentare dei caratteri essenziali, o principi, idonei a far sì che si possa definire tale; parliamo di:
- Principio di triennalità
- Principio di comprensibilità
- Principio di competenza finanziaria
- Principio di coerenza
Analizziamo ora i documenti fondamentali che caratterizzano l'attività di programmazione.
Il DUP
Il Documento Unico di Programmazione rappresenta la guida strategica ed operativa dell'ente, nonché il presupposto indispensabile per gli altri documenti contabili. Esso si compone di due parti:
- Sezione strategica (SES), caratterizzata da un orizzonte temporale pari al mandato amministrativo. Tale sezione, in coerenza con il quadro normativo di riferimento e con gli obiettivi di finanza pubblica, individua le linee programmatiche dell'ente, le principali scelte e le politiche di mandato. Nella sezione strategica troviamo altresì gli strumenti attraverso i quali l'ente intende rendicontare il proprio operato
- Sezione operativa (SEO), che si caratterizza invece per avere un orizzonte temporale pari a quello del bilancio di previsione, e rappresenta la guida ed il vincolo ai processi di redazione ai documenti contabili di previsione dell'ente. È redatto per competenza (con riferimento triennale) e per cassa (con riferimento al primo esercizio). Per ogni singola missione, la SEO indica i programmi che l'ente intende realizzare ed i relativi fabbisogni di spesa con le modalità di finanziamento
Il DUP è presentato al Consiglio dalla Giunta, per le relative deliberazioni; il termine di presentazione è il 31 Luglio di ciascun anno. Seguirà, entro il 15 Novembre, eventuale presentazione delle Nota di aggiornamento al DUP, in risposta ad eventi imprevedibili verificatisi in corso di gestione.
Il Bilancio di Previsione
È il documento contabile che espone in maniera sistematica il reperimento e l'impiego delle risorse pubbliche, come definito dalle norme vigenti. Viene redatto, con orizzonte temporale triennale, ma aggiornato con cadenza annuale, per competenza e per cassa (con riferimento triennale) e per competenza degli esercizi successivi.
Entro il 31 Dicembre di ciascun anno, il Consiglio approva il bilancio di previsione (il cui schema di delibera è stato precedentemente aggiornato entro il 15/11), per poi essere pubblicato, contestualmente al PEG, nel sito istituzionale dell'ente.
Vediamo nella pratica un esempio di bilancio di previsione, così come realmente disciplinato, una parte riguardante le entrate ed una seconda parte concernente le spese. Vediamo quella relativa alle entrate.
| Titolo | Denominazione | Tipologia |
|---|---|---|
| Titolo 1 | Entrate correnti di natura tributaria |
|
| Titolo 2 | Trasferimenti correnti |
|
| Titolo 3 | Entrate extratributarie |
|
| Titolo 4 | Entrate in conto capitale |
|
| Titolo 5 | Entrate da riduzione di attività finanziarie |
|
| Titolo 6 | Accensione di prestiti |
|
| Titolo 7 | Anticipazioni da istituto tesoriere / cassiere |
|
| Titolo 8 | Entrate per conto terzi e partite giro |
|
Nota bene: Ai fini della gestione e della rendicontazione, le tipologie sono ripartite in categorie, ed esse a loro volta in capitoli. Il Fondo Pluriennale Vincolato è iscritto nel bilancio di previsione ancor prima della suddivisione in titoli e tipologie; si tratta di un saldo finanziario, costituito da risorse già accertate, destinato a finanziamenti di obbligazioni passive dell'ente già impegnate, ma esigibili in esercizi successivi a quello in cui è accertata l'entrata. Essendo un accantonamento contabile è iscritto sia nella parte relativa all'entrata che in quella della spesa.
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