Edmond de Cazalés 1804-1876
Cattolico liberale francese
Nato a Grenade-sur-Garonne, nel 1804, in una famiglia dell'aristocrazia francese, intraprese inizialmente la carriera in magistratura, tanto che servì come giudice e consigliere presso la Corte d'Appello di Montpellier.
Cazalés divenne una delle figure di spicco del movimento cattolico-liberale francese, guidato da personalità come Montalembert, Lacordaire e Lamennais (prima della rottura di quest'ultimo con Roma). A seguito della Mirari vos del 1832, egli sosteneva che la Chiesa cattolica non dovesse restare legata alle monarchie assolute dell'Ancien Régime, ma dovesse accettare la sfida della modernità e delle libertà civili.
Nel 1837 inizia gli studi di teologia e nel 1843 viene ordinato sacerdote.
Dopo la Rivoluzione del 1848, Cazalés entrò attivamente in politica, tanto che fu eletto all'Assemblea Costituente e successivamente all'Assemblea Legislativa. In Parlamento si distinse per la sua difesa della libertà di insegnamento e per il tentativo di conciliare le istituzioni repubblicane con i valori cristiani.
Collabora con l’Avenir di Lamennais, ma dopo la pubblicazione della Mirari vos, fonda una rivista “La Revue Europeenne” (1824) che si proponeva di diffondere quella parte della dottrina di Lamennais che non era caduta sotto la condanna del Papa e di raccogliere così le simpatie ed i consensi di tutti gli intellettuali cristiani d’Europa. La rivista viene fondata in collaborazione con François-René de Chateaubriand e Louis de Bonald, in un periodo in cui in Francia si discuteva intensamente del ruolo della religione, della monarchia e delle trasformazioni sociali seguite alla Rivoluzione.
Era una rivista culturale e politica che si proponeva di:
- Difendere i valori cristiani e monarchici contro le idee rivoluzionarie e illuministe.
- Promuovere il dibattito intellettuale tra cattolici, monarchici e difensori della tradizione.
- Gli articoli pubblicati affrontavano temi come la difesa della Chiesa cattolica, la critica al liberalismo, riflessioni sulla storia europea, sulla filosofia politica e sulla letteratura.
Le sue posizioni fortemente conservatrici e la critica esplicita al pensiero illuminista, alla laicizzazione e al liberalismo politico le attirarono l’ostilità sia dei governi più progressisti sia delle correnti culturali che vedevano nella modernità una strada da seguire. La rivista poteva essere vista con sospetto: alcune sue posizioni erano considerate troppo radicali o rischiavano di alimentare un clima di tensione con lo Stato. In alcuni momenti, quindi, poteva essere sottoposta a censura ecclesiastica o a pressioni per moderare i toni.
Cazalés era un convinto sostenitore del cattolicesimo tradizionale e della monarchia di diritto divino. Per lui, la religione cattolica rappresentava il fondamento morale della società e il garante dell’ordine sociale. Era contrario alle idee illuministe, che vedeva come causa di disgregazione morale e sociale, e si opponeva con forza alle riforme rivoluzionarie che miravano a separare la Chiesa dallo Stato. Credeva che solo una società fondata sulla fede cristiana, sulla tradizione e sull’obbedienza alle leggi poteva garantire la stabilità e la felicità dei popoli.
Lettera a Manzoni 15 gennaio 1832
Con questa lettera Cazalés fa recapitare a Manzoni una raccolta di numeri della rivista europea con lo scopo di difendere il cristianesimo perché, dal suo punto di vista, c’erano dei teologi che non erano d’accordo sul fatto che il cristianesimo fosse un insieme di dogmi immutabili. Cazalés presenta la rivista non come un semplice periodico letterario, ma come uno strumento di difesa e sviluppo dei principi del Cristianesimo.
- L'obiettivo è assecondare un movimento intellettuale che, secondo l'autore, sta riportando l'intera Europa verso il cattolicesimo, spesso anche "all'insaputa dei dotti".
- La rivista vuole dimostrare che la fede è compatibile con il progresso scientifico e civile.
Successivamente, Cazalés chiede a Manzoni di poter pubblicare una serie di frammenti delle sue opere sulla rivista ed iniziare così una collaborazione. Questo dimostra quanto fosse grande il desiderio di avere il nome di Manzoni associato alla rivista per darle prestigio e autorità. La rivista sarà però perseguitata e chiuderà nel 1835.
Lettera a Cazalés 29 febbraio 1832
È una lettera in risposta all’invito di collaborare alla rivista europea. Manzoni lo ringrazia per la richiesta ma rifiuta. Le sue ragioni lo porterebbero a partecipare ma non si sente preparato in materia.
Manzoni esprime innanzitutto stima e rispetto per la figura di Cazalés. Riconosce in lui uno degli spiriti più acuti e sinceri nel difendere la religione cattolica e i valori tradizionali in un’epoca di forti cambiamenti. Manzoni apprezza la coerenza e la profondità degli scritti di Cazalés, sottolineando quanto sia importante che intellettuali come lui mantengano viva la riflessione sulle radici cristiane della società. La lettera affronta il tema della crisi religiosa che attraversa
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