Canto V Inferno
La Divina Commedia è divisa in tre cantiche: Inferno, Purgatorio e Paradiso. Di 33 canti ciascuno, più il canto primo dell'Inferno che è uno in più.
Dante e il suo viaggio
Dante deve fare un percorso. Qualcuno pensa che questo viaggio sia stato reale. Dante è accompagnato dalla sua guida. Dante è stato obbligato dalla volontà divina. Dante è accompagnato da Virgilio, che è uno degli autori più importanti dell'età classica, ha scritto l'Eneide. Dante è accompagnato da una guida, Virgilio, (uno degli autori più importanti dell'età classica, che ha scritto l'Eneide); che racconta la grandezza di Roma a partire dalla sua fondazione. Dante sceglie Virgilio come guida perché come Virgilio è il maggior autore, così Dante vuole essere il maggiore autore del volgare, quello che poi diventerà il nostro italiano. Il poema di Dante è il trionfo del cristianesimo: Dante è profondamente religioso, e per questo era un uomo del Medioevo.
Temi e simbolismi
Il modo in cui Dante parla dell'amore sembra troppo spirituale per le generazioni dopo Dante, ma allo stesso tempo sembra ateo per il finale che La Divina Commedia ha. Tra queste che dorme assoluto e materiale, si troverà un compromesso nelle generazioni future. Virgilio ha il compito di illustrargli ciò che vede, ovvero tutto l'Inferno che gli sta intorno. Dante sta raccontando al lettore, usa una forma metrica particolare, ovvero la terzina.
Linguaggio e metrica
Poscia deriva dal latino, lo preferisce all'italiano. Poscia significa "Poiché" — indica una causa o un dato temporale? Letteralmente significa "Dopo che", che in italiano viene detto anche poiché. Complemento di causa: fa prevalere la causa sul tempo. Il tempo è qualcosa che serve per spiegare ciò che ci circonda, a capire il mondo che abbiamo intorno. Dante faceva riferimento alla sua memoria (un testo in versi era molto più facile da ricordare). La prima testimonianza scritta della Divina Commedia risale a qualche anno dopo la stessa. Il figlio Pietro di Dante afferma che alcuni versi sono mal interpretati.
Importanza della scrittura
La scrittura è qualcosa di prezioso. La forma definisce anche il contenuto. Udito: fa capire che Dante dà importanza all'ascolto di tutto quello che gli circonda. Dottore: Competente in un determinato campo, argomento. Virgilio lo chiama così. È qualcuno che sa. Questo ci fa capire perché Dante ogni volta che chiama Virgilio non lo chiama per nome. Virgilio è nominato a seconda della funzione che assume in quel momento. Verso 70 è dottore, verso 73 è poeta: conosce l'animo umano. Prima è Dotto, e poi poeta (cambia la sua funzione).
Punteggiatura e comprensione
Dante segue con Io cominciai verso 73. Dante non aveva la minima idea che esistessero (i segni di punteggiatura). Per Dante la scrittura era rara (La Divina Commedia la teneva nella sua memoria). Per la generazione di Dante non esistevano i due punti e le virgolette, dopo il 1500 con l'invenzione della stampa furono introdotte. La punteggiatura nel parlato non esiste. La punteggiatura è un elemento artificiale, la di comincia ad utilizzare perché faciliterà la lettura e la corretta interpretazione del testo. Se Dante non avesse scritto Io cominciai (deve fare l'idea di cambio delle parti), non si sarebbe capito chi parla. Queste cose sono funzionali, queste cose servono per il lettore a comprendere quello che sta succedendo.
I lussuriosi e il contrappasso
Si sta parlando dei lussuriosi, quelli che si sono lasciati sottomettere la ragione, sono quelli trascinati dal piacere. Contrappasso: ciclone che li sbatte contro la parte eri di questa grotta infernale. Queste anime che soffrono una pena che è materiale, che fa loro del male. Si lamentano, anche se sono incorporei. La pena è eterna, qualcosa che non cambierà mai nel tempo. Pietà mi giunse: è una parola chiave, che rappresenta Dante. Dante prova pietà, si lascia commuovere, perché Dante è la prima volta che incontra dei dannati, e parla con loro. Si sentiva smarrito (ha perso la coscienza).
Seconda terzina
Dante ci sta mettendo di fronte il due: vanno insieme, sono uniti, una coppia. (Paolo e Francesca). Sembrano essere così leggere, che fluttuano nel vento. Il vento unisce a un'idea di visione (perché si vedono gli effetti del vento), ma lo sentono anche. È il vento ascoltato. Paion: indica che sembrano essere leggeri, perché sono uniti, sono insieme. L'idea che Dante incontri due personaggi come questi è raro. A parlare sarà una sola voce tra i due, per raccontare la storia che è successa a loro. (Parlerà solo Francesca, perché si carica di più emotività, che farà commuovere Dante, ma anche il lettore).
Terza terzina
L'utilizzo di elli. Elli si rivolse: disse a me. Il verbo è molto importante per...
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Appunti sul V Canto Inferno di Dante
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Dante, Inferno, canto I, v. 48
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