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L’età di Braudel

La Méditerranée

  • Progetto originario doveva essere uno studio su Filippo II e il Mediterraneo → analisi della politica estera del re;
  • Pubblica articolo sugli spagnoli in Nord Africa nel Cinquecento → cosa afferma?
    • Critica dei suoi predecessori → troppa attenzione a battaglie e grandi uomini;
    • Esame della “vita quotidiana” delle guarnigioni spagnole;
    • Dimostrazione stretto rapporto tra storia africana ed europea.
  • Febvre, conosciuto mentre insegnava all’Università di San Paolo, lo spinge a continuare le sue ricerche su Filippo II e il Mediterraneo, iniziate negli anni Trenta tramite lavoro di consultazione di documenti negli archivi spagnoli;
  • Durante la Seconda guerra mondiale, a Lubecca, Braudel scrive la sua tesi; trascorre molto tempo in un campo di prigionia → non può accedere a biblioteche/documenti → fa affidamento solo alla sua memoria, scrivendo su quaderni che spediva a Febvre;
  • Opera pubblicata nel 1949 → tre parti:
    • Storia del rapporto uomo-ambiente;
    • Evoluzione della storia delle strutture economiche, sociali e politiche;
    • Storia degli avvenimenti.

Burke analizza l’opera a ritroso, dall’ultima alla prima parte, perché ritiene che la storia degli avvenimenti non si spieghi senza quella delle strutture, a sua volta incomprensibile senza la storia ambientale;

Terza parte: storia degli avvenimenti

  • Parte apparentemente più tradizionale → corrispondeva all’idea originaria di una tesi su politica estera di Filippo II (storia politica, diplomatica e militare);
  • Ma… Braudel sottolinea più volte l’irrilevanza di avvenimenti e limitazioni della libertà d’azione individuale → esempi:
    • Lentezza di Filippo II non dovuta solo al suo carattere prudente → vedi collasso finanze spagnole / difficoltà di comunicazione in un impero tanto vasto…
    • Battaglia di Lepanto → la vittoria di Don Giovanni d’Austria dipese da fattori di cui lui non era nemmeno consapevole (semplice “strumento del destino” → Lepanto solo “vittoria navale”, non sufficiente a distruggere le lunghe radici continentali turche;
  • Braudel colloca individui e avvenimenti in un contesto e ambiente di riferimento, rendendoli conoscibili al prezzo di rilevarne la fondamentale irrilevanza;

Seconda parte: la storia delle strutture

  • “Destini collettivi e movimenti d’insieme” → storia delle strutture: sistemi economici, Stati, società, civiltà e varie forme della guerra;
  • Storia più lenta di quella degli avvenimenti, al passo delle generazioni, tanto che a volte i contemporanei non ne sono consapevoli;
  • Analisi strutture economico-commerciali → Impero di Filippo II come “colossale impresa di trasporti marittimi e terrestri”;
  • Comparazione strutture sociali di impero spagnolo e turco → entrambi, in maniera simile, vedono polarizzazione (nobiltà prosperava e migrava verso città / poveri sempre più poveri → pirateria e banditismo) tra Cinquecento e Seicento → Braudel parla di “tradimento” o “bancarotta” della borghesia;

Prima parte: geostoria (geografia storica)

  • Rapporto uomo-ambiente;
  • Storia quasi immobile → lento svolgimento e lente trasformazioni (spesso ritorni insistenti e cicli ricominciati);
  • Si parla di montagne, pianure, coste, isole, clima, rotte terrestri e marittime nel Mediterraneo;
  • Lunga digressione che mostra che tutti questi tratti geografici sono parte della storia; senza di essi non si può intendere né storia di avvenimenti né tendenze generali.

Esempi parte 1

  • Sezione sulle montagne → conservatorismo culturale di società montane / barriere sociali e culturali che separano genti della montagna da quelle della pianura / necessità di molti giovani montanari, emigrati e divenuti soldati mercenari;
  • Sezione sul mare → differenze tra realtà del Mediterraneo spagnolo (occidentale) e quelle del Mediterraneo turco (orientale) a livello fisico, economico, culturale → nonostante questo, regione del Mediterraneo considerata realtà unica, grazie al clima, alla vite, all’olivo e al mare.

Volontà, da parte di Les Annales, di studiare storia:

  • A livello geografico → influenza della scuola geografica francese (Vidal de la Blache / Lucien Febvre nel suo saggio di geografia storica);
  • A livello geopolitico → influenza di Ratzel (idee su imperi e isole);
  • A livello storico → influenza di Pirenne (Maometto e Carlo Magno → necessità di studiare Oriente musulmano per meglio comprendere la storia dell’Occidente cristiano);

Critiche dell’opera

  • Tesi della “bancarotta della borghesia” contestata da studiosi dei Paesi Bassi, dove i mercanti avevano continuato a prosperare;
  • Battaglia di Lepanto non fu irrilevante;
  • Idea di partenza come “storia totale”, ma dice poco sulla mentalità collettiva (diversamente da Febvre) e non dice niente su valori come onore, virilità e vergogna (nonostante avessero un peso importante per europei che musulmani);

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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