· Botanica
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Introduzione Alla Botanica
Gli esseri viventi consumano energia che deve essere ricavata dall’ambiente in cui vivono. Vengono
distinte tre principali modalità di assunzione del nutrimento:vi sono organismi in grado di produrre il
loro stesso cibo (vegetali), organismi che possono assorbire dall’ambiente in cui vivono ( funghi, saprofiti o
parassiti), altri che lo ingeriscono (animali). I vegetali sono in grado di trasformare la sostanza inorganica
in sostanza organica, ovvero di assumere anidride carbonica dall’aria, acqua e sali minerali del terreno,
producendo uno zucchero semplice il glucosio e liberando nell’atmosfera ossigeno molecolare; tale
trasformazione avviene utilizzando l’energia solare catturata dal pigmento clorofilla. Questo processo è
noto come fotosintesi clorofilliana ed in virtù di esso i vegetali vengono definiti autotrofi o produttori,
mentre tutti gli altri esseri viventi che riciclano la materia organica prodotta dalle piante vengono
qualificati come eterotrofi o consumatori.
Tra le principali caratteristiche delle piante ricordiamo che: le cellule vegetali sono circondate da una
parete rigida costituita principalmente da un polimero di glucosio chiamato cellulosa; I vegetali non sono
mobili e non posseggono né un sistema nervoso né un sistema escretore, nonostante ciò sono in grado di
percepire molte variazioni dei parametri ambientali, rispondendo alle sollecitazioni un efficiente sistema
ormonale, la crescita e lo sviluppo di nuovi organismi continuano fino a morte dell’individuo con unità
strutturali chiamati moduli, ciascun modulo nasce, si sviluppa indipendentemente dalla vita dell’intero
organismo, organismi di questo tipo vengono detti modulari. L’aumento delle dimensioni è dovuto alle
divisioni cellulari alcune zone particolari, a carico di tessuti chiamati meristemi, ove la condizione
embrionale permane per tutta la vita.
Si stima che la terra si sia formata circa 4,5 milioni di anni fa ed i più antichi organismi forse li sono stati
rinvenuti in Australia all’interno di rocce di 3,5 milioni di anni fa, Si tratta di organismi procarioti con la
struttura cellulare molto semplice, privi di nucleo e gli organuli delimitati da membrane. Circa 2,5
milioni di anni fa è risultata fondamentale l’evoluzione da parte di alcuni procarioti, i cianobatteri, di cui
processo che portò alla formazione di sostanza organica e all’accumulo di ossigeno nell’atmosfera: la
fotosintesi. Segue l’evoluzione strutturale e funzionale della cellula, Con una compartimentazione in
organuli delimitati da membrane e con un nucleo contenente l’informazione genetica, I fossili più antichi
gli organismi di questo tipo chiamati eucarioti risalgono a 2200 milioni di anni fa.
Teoria endosimbiotica
La teoria endosimbiotica è stata creata per giustificare delle caratteristiche peculiari dei mitocondri e dei
plastidi, e in particolare la presenza di una doppia membrana che li delimita dall’ambiente esterno, la
presenza di un DNA di tipo procariotico e dei ribosomi.
Infatti secondo tale teoria i plastidi e i mitocondri rappresentano il prodotto dell’evoluzione a cui ha
seguito un processo di endosimbiosi primaria e, in questo processo, una ancestrale cellula eucariotica ha
endocitato una cellula procariotica (nel caso dei plastidi si tratta del cianobatterio) in grado di compiere la
fotosintesi clorofilliana esattamente come le piante (gli organismi in grado compiere la fotosintesi
clorofilliana sono i plastidi, i cianobatteri e le alghe verdi); invece nei mitocondri si tratta di un α -
proteobatterio (ormai estinto) in grado di utilizzare l’ossigeno, specie ossidante e nociva se non si
posseggono i mezzi per l’utilizzo di quest’ultimo e per la difesa da una non corretta riduzione
dell’ossigeno molecolare.
Naturalmente l'endosimbiosi è seguita da svariati processi evolutivi che hanno portato alla trasformazione
dell’α -proteobatterio in mitocondrio e del ciano batterio in plastide. Tra questi vediamo il trasferimento
di geni del genoma del procariotica endocitato al nucleo della cellula eucariotica.
LA CELLULA VEGETALE
Il singolo organismo può essere formato da una sola cellula (unicellulare)o da più cellule (pluricellulare).
Negli organismi unicellulari la singola cellula deve svolgere tutte le funzioni, mentre nei pluricellulari
esistono diversi tipi di cellule ognuno svolge una funzione diversa. gli organismi viventi vengono
suddivisi in procarioti e eucarioti. Le cellule procariotiche sono le più semplici.
La forma di una cellula vegetale e data principalmente la sua parete cellulare, quando una cellula
vivente viene trattata con enzimi che degradano la parete, assume una forma sferica detta
PROTOPLASTO.
Il CITOSOL È la porzione del PROTOPLASTO contenuta all’interno della membrana plastica ed
esclusa dai compartimenti, si tratta di una soluzione colloidale costituita da acqua ioni lipidi proteine
enzimatiche e strutturali zuccheri nucleotidi ormoni, inoltre sono presenti RNA ribosomi e gli elementi
del citoscheletro.
Si definisce citoplasma l’insieme costituito dal citosol e degli organelli cellulari escluso il nucleo e i
vacuoli. LE MEMBRANE
Le cellule vegetali contengono diversi di membrane tra cui la principale è la membrana plasmatica o il
plasmalemma che circonda la cellula. Altri organelli come il nucleo i plastidi i mitocondri e il vacuolo.
le membrane formano anche il reticolo endo plasmatico e l’apparato di Golgi. Una delle caratteristiche
fondamentali dei lipidi di membrana è la presenza di domini idrofilici (che amano l’acqua) e domini
idrofobici (che odiano l’acqua) molecole anfipatiche.
La membrana plasmatica interagisce con la parete cellulare, formando dei legami fisici tra le molecole
della parete e gli elementi del citoscheletro; inoltre partecipa alla sintesi e all’assemblaggio dei polimeri
della parete. Il plasmalemma insieme al reticolo endoplasmatico forma i plasmodesmi. Le cellule
plasmolizzate hanno dei sottili filamenti, che collegano le pareti cellulari ai protoplasti delle cellule. Le
membrane sono permeabili all’acqua che può diffondere attraverso la componente lipidica. Nelle
membrane sono localizzate delle proteine, il cui nome è aquaporine che formano dei canali per l’acqua,
aumentando la conduttanza idraulica delle membrane
FUNZIONI PRINCIPALI: RIVESTIMENTO, comunicazione, adesione tra cellule adiacenti, barriera
selettiva di sostanze in entrata e in uscita della cellula, turgore cellulare.
I COMPONENTI PRINCIPALI: FOSFOLIPIDI, molecole anfipatiche e le proteine.
CARBOIDRATI+PROTEINE=GLICOPROTEINE
CARBOIDRATI+FOSFOLIPIDI= GLICOLIPIDI
IL SISTEMA DI ENDOMEMBRANE
Nella cellula e continua la necessità di un meccanismo di smistamento e di direzione di ogni singola
proteina al compartimento di destinazione. Tutte le proteine sono sintetizzate sui ribosomi nel citoplasma
dove avviene il primo evento di smistamento.
Una parte di esse rimani al citoplasma o viene indirizzata ai plastidi ai mitocondri ai perossisomi e al
nucleo. il resto viene indirizzato al reticolo endoplasmico definito sistema di endomembrane. I
compartimenti che costituiscono il sistema di endomembrane sono il reticolo endoplasmatico, l’apparato
di Golgi, il vacuolo, la membrana plasmatica.
IL RETICOLO ENDOPLASMATICO
Il reticolo endoplasmico è formato da una rete tridimensionale di tubuli continui cioè da sacchi appiattiti
che decorrono sotto la plasmatica attraverso il citoplasma e si connettono all’involucro nucleare. Al
microscopio a fluorescenza appare come una rete di cisterne tubulari e lamellari molto dinamiche che
modificano continuamente la loro struttura.
Il reticolo Endoplasmatico viene suddiviso in R.E. RUVIDO (ribosomi adesi alla membrana) e R.E.
LISCIO (privo di ribosomi).
Il R.E. è lasede della sintesi di cumulo di alcune proteine di riserva, di lipidi di membrana e dei trigliceridi
di riserva. I corpi proteici che vengono poi usati come fonte di amminoacidi durante la germinazione e la
crescita delle plantule. Nei semi oleosi sono presenti numerosi corpi lipidici in cui vengono accumulati i
trigliceridi. I siti di accumulo prendono il nome di OLEOSINE, queste piccole proteine eviterebbero la
diffusione con altri corpi lipidici liberi nel citoplasma. Il RE è coinvolto nei processi ossido-riduttivi e
interviene nella regolazione della concentrazione di calcio citosolico.
L’APPARATO DI GOLGI
Nelle piante l’apparato di Golgi è dato dall’insieme di numerose pile, ciascuna costituita da 5-10 cisterne
sovrapposte, appiattite al centro e più dilatate ai margini, distribuite in tutto il citoplasma. Nelle piante
l’apparato di Golgi e coinvolto nella sintesi dei glicolipidi di membrana plasmatica e vacuolare il sintesi
assemblaggio dei polisaccaridi della matrice parietale.
Il trasporto delle proteine del RE all’apparato di Golgi avviene mediante il TRASPORTO
VESCICOLARE un rivestimento proteico che è una struttura transitoria che, a partire da proteine
presenti nel citoplasma si assembla alla superficie della nascente vescicola. Dopo la formazione della
vescicola, il rivestimento proteico si disassembla rapidamente, per permettere la fusione della vescicola
nuda con la membrana. Endocitosi ed esocitosi
Le macromolecole sono troppo grandi per attraversare la membrana, pertanto vengono espulsi (esocitosi)
o acquisiti (endocitosi) tramite vescicole.
L’endocitosi è il processo che permette di portare macromolecole dentro la cellula o dentro l’organulo. La
membrana plasmatica si infossa e attornia la sostanza, per poi formare una vescicola che la porta
all’interno. L’endocitosi comprende:
- vengono inglobate grosse particelle o cellule.
FAGOCITOSI:
Viene usata dai protisti come nutrimento e dai leucociti (globuli bianchi) per difendere inglobando
sostanze estranee.
- vengono inglobate sostanze più piccole e fluidi. Permette ai capillari di ricevere
PINOCITOSI:
velocemente le sostanze dal sangue.
- altamente specifica poiché dipende dai recettori, che sono proteine
ENDOCITOSI tramite recettori:
integrali situate in specifiche regioni denominate fossette rivestite, che sono a loro volta rivestite da un’altra
proteina, la clatrina. Viene utilizzata per inglobare colesterolo.
L’esocitosi è il processo opposto all’endocitosi, che porta all’espulsione di molecole dalla cellula. Le
vescicole dentro cui erano racchiuse si uniscono alla membrana plasmatica. Attraverso l’esocitosi vengono
espulsi enzimi digestivi, sostanze di rifiuto, neurotrasmettitori.
IL CITOSCHELETRO
Il citoscheletro é una complessa rete di filamenti proteici che si estende ne cistol. Esso ha la funzione di
scheletro della cellula ma non é una struttura stabile e rigida ma altamente dinamica, che si organizza
durante il ciclo cellulare, nel differenziamento e nella morfogenosi. il l‘organizzazione spaziale interna
della cellula, infatti oltre ad assicurare la stbilitá strutturale del citoplasma, presiede anche a motilitá
cellulare provvedendo al movimento dei costituenti interni della cellula o della cellula stessa in alcuni
casi, e questo avviene con il posizionamento di alcuni organelli e collegandoli tra di loro.
I componenti fondamentali del citoscheletro sono tre tipi di polimeri proteici filamentosi: microtubuli -
filamenti di actina - filamenti intermedi;
Queste tre categorie si distinguono per diametro, diversa natura della subunitá e distinte propriet’
meccaniche.
MICROTUBILI
Sono dei cilindri cavi con un diametro di circa 25nm, sono generalmente lunghi e si formano per
associazione di migliaia di subinitá di tubulina e sono anche abbastanza rigidi. Presentono una polaritá
strutturale poiché possiedono due estremitá biochimiche diverse; l’estremitá ß-tubulina ha una maggiore
velocitá di assembleggio delle subinitá, mentre l’estremitá α-tubulina polimeizza piú lentamente.
FILAMENTI DI ACTINA
Sono detti anche microfilamenti sono costituiti da due catene lineari di actina avvolte l’una intorno
all’altra a spirale. La subunitá dei filamenti di actina é una proteina globulare, rispetto ai microtubili i
filamenti sono piú sottili e hanno un diametro di7nm e sono corti e flessibili. Anche essi sono strutture
polari con due estremitá che hanno differente carica elettrica.
FILAMENTI INTERMEDI
I filamentiintermedi hanno un diametro di 10nm e alcontrario delle altredue categorie sono strutture
abbastanza stabili e durature. La loro funzione é conefrire alle cellule resistenza meccanica contro lo
stiramento. Questi si trovano non in tutte le cellule eucariotiche. I filamenti intermedi sono proteine con
strutture quaterarie complesse a seconda della subunitá proteica di base.
Questa categoria di filamenti intermedi forma la lámina nucleare ossia una struttura che rafforza
l’involucro nucleare, anlogamente alla fine della mitoosi la defosfirilazione delle lamine determina la
riassociazione in fiamenti e l’assemblaggio della lamina nucleare.
PROPRIETA’ DINAMICHE DEI MICROTUBULI E DEI FILAMENTIDI ACTINA
Sono entrambe strutture instabili e dinamiche che si asemblano e disassemblano continuamente. Questo
dipende dalla capacitá delle loro subunitá costituenti di legare e idrolizzare nucleotidi. Le molecole di
tubulina lo fanno con il GTP mentre le molecole di actina con ATP. Ognuna di queste libera nel
citoplasma porta legato un nucleoside trifosfato che viene idrolizzato dal rispettivo difosfato dopo
l’incorporazione nel filamento, il legame finale riduce la stabilitá del filamento. Tubulina e actina
polimerizzano con un meccanismo simile; l’actina fa un comportamento dinamico chiamato mulinello, i
microtubuli presentano lo stesso fenomeno in parte ma orevalentemente hnno un comportamento
chiamato instabilitá dinamica.
PROTEINE MOTRICI E ACCESSOIE
Il citoplama é in continuo movimento; questo movimento consiste nello spostamento di organelli e
vescicole lungo tracce di microtubuli e filamenti di actina, ma questo movimento dipende dalle proteine
motrici. Esse usano l’energi di idrolisi dell’ATP per muoversi lungo i filamenti citoscheletrici trasportando
organelli e vescicole. Le proteine motrici che legano i microtubuli appartengono a due famiglie le
chinesine che vanno verso l’estremitá “piú“ e le deneine che vanno verso l’estremitá “meno“. Le proteine
motrici che legano i filamenti di actina appartengono alla faamiglia delle miosine che si spostano da
meno verso il piú. La funzione delle proteine motrici quindi é quell di effettuare i trasporti intercellulari
sui filamenti citoscheletrici in mdod ATP-dipendente. Ci sono anche altre proteine accessorie in grado di
legare l’una o l’altra delle de categorie di filamenticitoscheletrici modificandone le proprietá.
COINVOLGIMENTO DEL CITOSCHELETRO NEL CICLO CELLULARE
Durante il ciclo cellulare della cellul vegetale si individuano diversi apparati citoscheletrici, e sono
l’apparato interfasico di microtubuli corticali, la banda preprofasica, il fuso mitotico e il fragmoplasto.
APPARATO INTERFASICO DI MICROTUBULI CORTICALI
Avviene in interfase e la loro funzione è dare direzione di sintesi delle microfibrille che daranno la forma
alla cellula in espansione.
BANDA PREPROFASICA
Compare prima della profase, è formata da microtuboli e filamenti di actina co-allineati che formano un
anello sotto la membrana plasmatica (al centro della banda c’è il nucleo).
FUSO MITOTICO
Assicura la corretta ripartizione dei cromosomi nei due nuclei figli durante la mitosi.
FRAGMOPLASTO
Si origina nel citoplasma (zona centrale) tra i due gruppi di cromosomi figli durante l’anafase. Guida le
vescicole dell’apparato di Golgi per creare la nuova parete.
I VACUOLI
I vacuoli sono organelli caratteristici della cellula vegetale che svolgono molte funzioni importanti
per le strategie cellulari di sviluppo della pianta. Vengono definiti i compartimenti intracellulari
contenenti materiale derivato da vie biosintetica intracellulari oppure importato dall’ambiente
extracellulare per endocitosi trasporto facilitato o per diffusione.
In alcuni punti della cellula, il RE si richiude a formare compartimenti isolati in cui avvengono
specifiche funzioni metaboliche. Ad alcune di queste vescicole è stato dato un nome specifico:
lisosomi, gliossisomi, perossisomi, ..., vacuoli.
LISOSOMI: digestione di macromolecole(proteine,polisaccaridi,grassi) GLIOSSISOMI:
conversione di grassi in zuccheri
PEROSSSOMI: attività catalasica.
Sono regioni della cellula delimitate da una membrana singola che prende il nome di tonoplasto o
membrana vacuolare(costituita da fosfolipidi e proteine). Racchiudono succo vacuolare: acqua ed
altri componenti (per es. ioni inorganici, zuccheri, amminoacidi, acidi organici, sostanze che
cristallizzano.
La grandezza del vacuolo può variare a seconda dello stadio di sviluppo cellulare, le cellule non ho
ancora differenziate e contengono numerosi piccoli vacuoli mentre la cellula adulta alla maggior
parte del volume cellulare occupato.
La funzione che svolge il vacuolo all’interno della cellula varia a seconda della natura delle sostanze
che racchiude. inoltre è coinvolto nella risposta delle piante agli stress biotici e abiotici. Nelle cellule
vegetali la crescita è dovuta soprattutto all’aumento del contenuto d’acqua del vacuolo. La presenza
del vacuolo centrale fa sì che il citoplasma venga confinato ad un sottile strato periferico in questo
modo aumenta la superficie di scambio tra la cellula e l’ambiente esterno. I vacuoli svolgono un
ruolo fondamentale nel mantenimento del turgore cellulare. L’ambiente extracellulare acquatonico
rispetto al citoplasma e ipotonica rispetto al succo vacuolare ciò determina un flusso d’acqua
dall’ambiente esterno al citoplasma e da questo altro culo causando un amento del suo volume.
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