LA TRASCRIZIONE
L'informazione genetica contenuta nella molecola di DNA è scritta in un alfabeto formato da
quattro desossiribonucleotidi, che rappresentano le basi del codice genetico. Tuttavia, per
permettere al macchinario cellulare di utilizzare questa informazione e produrre le molecole
necessarie alla cellula, il messaggio scritto nel DNA deve essere tradotto in una forma
comprensibile per gli altri componenti cellulari.
Questo compito di traduzione è affidato alle molecole di RNA, che agiscono come
intermediari tra il DNA e i complessi proteici.
Il processo con cui l’informazione dal DNA viene riscritta in RNA si chiama trascrizione.
Esistono diversi tipi di RNA, ciascuno con ruoli
specifici:
- RNA codificanti: tra questi troviamo l’mRNA
(RNA messaggero), che trasferisce
l'informazione genetica per la sintesi delle
proteine, l’rRNA (RNA ribosomiale), che
costituisce i ribosomi, e il tRNA (RNA di
trasporto), che porta gli amminoacidi
necessari per assemblare le proteine.
- RNA non codificanti: includono il TERC, che
partecipa alla duplicazione dei telomeri (le
estremità dei cromosomi) per prevenire la
loro erosione, e l’Xist, che inattiva uno dei
due cromosomi X nelle femmine per
equilibrare il patrimonio genetico. Tra gli altri
ci sono:
- SnRNA (small nuclear RNA), coinvolto nello splicing e nella maturazione
dell’mRNA;
- SnoRNA** (small nucleolar RNA), necessario per la maturazione dell’rRNA;
- ScRNA** (small cytoplasmic RNA), che trasporta i componenti ribosomiali al
reticolo endoplasmatico,
- miRNA** (microRNA), che regola l'espressione genica inibendo la traduzione
e controlla circa un terzo dei geni umani.
Perché la trascrizione avvenga, sono essenziali:
Il DNA stampo da cui copiare l’informazione,
➢ L’RNA polimerasi, che catalizza la sintesi dell’RNA,
➢ I ribonucleosidi trifosfati (ATP, GTP, CTP e UTP) come substrati per la nuova catena
➢ di RNA,
I segnali che indicano l’inizio e il termine della trascrizione (unità di trascrizione),
➢ La complementarietà delle basi azotate, principio grazie al quale l’RNA si forma
➢ seguendo il modello dell’elica stampo del DNA.
Giulio Iozzi 1
PROCARIOTI
La trascrizione nei procarioti è un processo chiave
per la sintesi di RNA, guidato dall'enzima RNA
polimerasi. Questo grande complesso enzimatico si
lega a una sequenza specifica di DNA chiamata
promotore, che si trova solitamente all'inizio del
gene.
Il promotore funge da punto di partenza per l'RNA
polimerasi, indicandole dove iniziare a trascrivere il
DNA. Per riconoscere il promotore, l’RNA polimerasi
utilizza una sua subunità specifica, detta subunità σ,
che stabilisce la direzione della trascrizione e
l'orientamento del DNA da copiare.
Il promotore è caratterizzato da due sequenze specifiche, chiamate -35 e -10 (note anche
Pribnow box), che si trovano rispettivamente a 35 e 10 nucleotidi prima del sito di
come
inizio della trascrizione. La Pribnow box è ricca di adenine e timine (A e T), e serve come
segnale per l'RNA polimerasi per identificare correttamente il punto di avvio. Una volta
individuato il promotore, l’RNA polimerasi si lega e inizia a separare i due filamenti di DNA
rompendo i legami a idrogeno che li tengono uniti.
A questo punto, l’RNA polimerasi comincia a leggere il filamento stampo del DNA in
filamento di RNA complementare in direzione 5' - 3'.
direzione 3' - 5' e sintetizza un
Questo nuovo filamento di RNA è praticamente identico al filamento codificante del DNA
(eccetto che, al posto della timina, utilizza l'uracile).
Durante il processo, l’enzima RNA polimerasi catalizza la formazione di legami
tra i ribonucleotidi trifosfato, ovvero i "mattoncini" dell’RNA, in modo da
fosfodiesterici
costruire una catena di RNA.
L’RNA polimerasi dei batteri è costituita da un apoenzima
di quattro subunità:
(core)
- 2 subunità alfa,
- 1 beta e
- 1 gamma.
Questo apoenzima forma il complesso che, una volta
associato alla subunità sigma, diventa l’oloenzima, che ha
la capacità di riconoscere i promotori e avviare la
trascrizione.
Durante la fase di allungamento della catena di RNA, la
subunità sigma si stacca, e l’RNA polimerasi prosegue la
nuovi ribonucleotidi
trascrizione aggiungendo
della catena in formazione.S
all'estremità 3'
Giulio Iozzi 2
La trascrizione subisce delle pause nei punti del DNA poiché i legami G-C sono più difficili
da rompere, essendo costituiti da tre legami a idrogeno rispetto ai due legami dei siti A-T.
Le pause possono segnare i punti in cui l’RNA polimerasi rallenta notevolmente o si arresta
del tutto, facilitando il distacco del trascritto RNA appena sintetizzato.
Esistono due modalità principali di terminazione della trascrizione nei batteri.
1) La prima è la terminazione indipendente, dove la formazione di una struttura a
forcina o loop nell’RNA, costituita da una sequenza ricca di G-C, destabilizza il
complesso di trascrizione e facilita il distacco dell’RNA polimerasi dal DNA.
2) La seconda modalità dipende dal cosiddetto fattore ρ (rho), una proteina che
riconosce il trascritto e, sfruttando le pause dell’RNA polimerasi, si lega a essa
favorendo il rilascio dell’RNA dal complesso di trascrizione.
EUCARIOTI
Gli organismi eucarioti possiedono un sistema complesso di regolazione genica, che
consente loro di adattarsi a diverse condizioni ambientali, come variazioni nella disponibilità
di nutrienti o situazioni di stress. Questa capacità di regolazione è particolarmente
importante negli organismi pluricellulari, come piante e animali, dove la complessità dei
tessuti e la specializzazione delle cellule richiedono un controllo genico molto preciso.
Infatti, una regolazione accurata dei geni è essenziale per assicurare che essi vengano
espressi correttamente nelle varie fasi di sviluppo e durante l’intero ciclo vitale. Inoltre, è la
regolazione genica a determinare le differenze tra i diversi tipi di cellule all'interno di un
organismo.
Negli eucarioti, il processo di trascrizione è mediato da tre tipi di RNA polimerasi, ognuna
delle quali riconosce promotori specifici e trascrive diverse categorie di RNA:
1. RNA polimerasi I: specializzata nella sintesi degli rRNA, tranne quello 5S.
2. RNA polimerasi II: trascrive l’mRNA, diversi piccoli RNA nucleari (snRNA),
microRNA e RNA lunghi non codificanti.
3. RNA polimerasi III: si occupa della trascrizione del tRNA, dell’rRNA 5S e di altri
piccoli RNA.
Queste polimerasi non lavorano da sole ma richiedono l’azione di proteine aggiuntive
fattori generali di trascrizione (GTF), che contribuiscono a riconoscere il
chiamate
promotore, legare il DNA, srotolare la doppia elica e preparare il tutto per l’inizio della
trascrizione.
Nel caso della RNA polimerasi II, i GTF principali sono numerosi e ognuno con un ruolo
specifico nel facilitare il legame e l'attivazione della polimerasi.
Giulio Iozzi 3
Nel DNA degli eucarioti, il sito di inizio della trascrizione è
preceduto da sequenze di controllo che permettono
l’attacco dei fattori generali di trascrizione e dell’RNA
polimerasi. Una delle principali sequenze promotrici è la
TATA box, la quale serve da punto di ancoraggio per il
TBP che
fattore di trascrizione, il quale contiene la
riconosce la TATA box e induce una curvatura del DNA,
facilitando l’attacco di altri fattori di trascrizione.
A volte, una seconda sequenza chiamata CAAT box,
situata ancora più a monte, aiuta ulteriormente nel
reclutamento dei fattori di trascrizione.
Dopo che TBP si è legato alla TATA box, altri fattori generali
di trascrizione si attaccano alla sequenza del promotore,
formando un complesso che recluta l’RNA polimerasi II e
prepara il sito per l’avvio della trascrizione.
Perché la polimerasi inizi a trascrivere, la coda della RNA
polimerasi deve essere fosforilata in più punti, processo
che richiede ATP.
Una volta avviata, la RNA polimerasi II apre la doppia elica
di DNA, rompendo i legami a idrogeno tra le basi e creando
una bolla di trascrizione.
La polimerasi si occupa di copiare una delle due eliche del
elica stampo, in una sequenza complementare
DNA, detta
di RNA. La catena di RNA cresce in direzione 5’P → 3’OH,
seguendo un modello di tipo a chela di granchio.
Gli elementi necessari per la sintesi di RNA sono i nucleotidi di adenosina trifosfato
o altri come GTP, CTP, UTP, che forniscono l’energia necessaria per i legami
(ATP),
fosfodiesterici tra i nucleotidi dell’RNA nascente.
Il segmento di DNA che viene copiato è ciò che chiamiamo gene, e deve possedere
sequenze specifiche che guidano l'RNA polimerasi, indicando dove iniziare e dove terminare
la trascrizione.
La trascrizione si conclude quando la RNA polimerasi II incontra specifiche sequenze di
terminazione. A valle di queste sequenze, le proteine associate alla polimerasi inducono un
taglio nell’RNA nascente e si forma una coda di poli-A al termine 3’ del trascritto. Questa
coda è essenziale per la stabilità dell’mRNA e per la sua successiva esportazione dal nucleo
al citoplasma.
Giulio Iozzi 4
FATTORI DI REGOLAZIONE DELLA TRASCRIZIONE
Negli eucarioti, la trascrizione non è solo regolata da fattori generali, ma anche da proteine
regolatrici che modulano l'efficienza e la
velocità di questo processo.
Gli attivatori e repressori sono proteine
che si legano a specifiche sequenze di
DNA per aumentare o inibire la
trascrizione.
Gli attivatori si legano a sequenze dette
enhancer, incrementando il tasso di
trascrizione, mentre i repressori si legano
a sequenze chiamate silenziatori e
inibiscono l’attività trascrizionale.
Nonostante possano trovarsi anche molto lontano dal promotore, la struttura del DNA
permette loro di agire grazie alla sua flessibilità: piegandosi, il DNA può avvicinare gli
attivatori o ai repressori alla polimerasi, permettendo loro di esercitare il proprio effetto
regolatorio anche da grande distanza.
MATURAZIONE DELL m-RNA EUCARIOTICO
La maturazione dell’mRNA eucariotico è un
processo complesso che distingue in modo
significativo gli eucarioti dai procarioti.
- Nei procarioti, un singolo trascritto può
codificare più proteine in modo
continuo, e l’estremità 5' del trascritto
termina con tre fosfati.
- Negli eucarioti, invece, ogni trascritto
mRNA codifica in genere una sola
proteina, e subisce modifiche
specifiche sia all'estremità 5' sia
all'estremità 3', necessarie per il
corretto funzionamento e stabilità del
messaggero.
Nei geni eucariotici troviamo sequenze segmentate, composte da esoni (sequenze
codificanti) e introni (sequenze non codificanti).
L'mRNA eucariotico deve subire varie modificazioni per diventare funzionale:
l’aggiunta di un cappuccio al 5';
➢ una coda di poli-A al 3';
➢ lo splicing per rimuovere gli introni,
➢ talvolta anche, un processo chiamato editing per modificare le sequenze codificanti.
➢
Giulio Iozzi 5
L’aggiunta del cappuccio (o CAP) consiste nel legare una guanosina monofosfato (GMP)
all’estremità 5' dell’mRNA, attraverso un legame che comporta la perdita di un fosfato e il
capovolgimento della GMP stessa.
Il cappuccio serve a proteggere l’mRNA dalle ribonucleasi, che altrimenti degraderebbero
l’mRNA, e facilita anche il legame del ribosoma, fondamentale per l’inizio della traduzione.
Inoltre, il cappuccio è necessario affinché l’mRNA possa attraversare i pori nucleari ed
essere esportato nel citoplasma, dove avverrà la sintesi proteica.
All’estremità 3' dell’mRNA viene aggiunta una lunga sequenza di adenine, la coda poli-A.
Questa coda serve a stabilizzare l’mRNA, proteggerlo dalla degradazione nel citoplasma e
facilitare il trasporto.
La poliadenilazione è mediata da specifici fattori proteici che riconoscono il segnale di
poliadenilazione e tagliano l’mRNA in prossimità del sito di aggiunta della coda poli-A.
SPLICING
Il processo di splicing elimina le sequenze introniche dal
cuce insieme gli esoni
trascritto primario (pre-mRNA) e
per formare l’mRNA maturo.
Nello splicing, gli spliceosomi (complessi di snRNA e
proteine (snRNP)) riconoscono le sequenze specifiche
agli estremi degli introni, tipicamente GU all’estremo 5' e
AG all’estremo 3'.
Durante il taglio, si forma una struttura chiamata lariat, o
cappio, in cui l’introne viene eliminato e gli esoni si
uniscono. Questo processo avviene in particolari regioni
nucleari dette speckles, e l’mRNA maturo ottenuto
presenta, a partire dal 5', il CAP, una regione non
tradotta, la sequenza codificante con il codone di inizio e
fine, e infine il segnale di poliadenilazione seguito dalla
coda poli-A.
Quando lo splicing è completato, lo spliceosoma associa
junction
al trascritto un complesso proteico, l’exon
complex, che segnala che l’mRNA è pronto per essere
esportato.
Una caratteristica interessante dello splicing è che può avvenire
in modo alternativo: lo stesso trascritto primario può generare
mRNA diversi in base alla combinazione variabile di esoni inclusi
splicing alternativo permette agli eucarioti di
o esclusi. Questo
ottenere una gamma di proteine diversificate da un numero
relativamente limitato di geni.
Alcuni introni, infatti, possono essere trattati come esoni in
specifiche condizioni, ampliando ulteriormente la varietà proteica.
Giulio Iozzi 6
EDITING
Infine, il processo di editing modifica la sequenza di
alcuni nucleotidi dell’mRNA, alterando il contenuto
proteico risultante. Questo fenomeno è stato
inizialmente osservato nell'mRNA mitocondriale dei
protozoi, ma è presente anche negli eucarioti
superiori.
L'editing può consistere nell'inserzione o
eliminazione di nucleotidi, come avviene in alcuni
protozoi e muffe, o in modifiche enzimatiche dirette
nei mammiferi.
Un esempio è il gene dell’apolipoproteina B, che
subisce editing nell'intestino (ma non nel fegato),
generando due proteine diverse a seconda del
tessuto in cui si trova.
Gli mRNA a questo punto vengono esportati nel
citoplasma attraverso il complesso del poro
nucleare grazie all’azione di alcune proteine che
riconoscono queste particolari caratteristiche della
maturazione.
IL CODICE GENETICO
Il codice genetico rappresenta un insieme di regole che permette di interpretare
l’informazione genica, traducendo le sequenze di nucleotidi in amminoacidi.
In pratica, si passa da 4 basi azotate (adenina, citosina, guanina, uracile) a una catena
polipeptidica composta da 20 amminoacidi.
Per codificare un amminoacido sono necessarie tre basi consecutive, dette triplette, poiché
un singolo nucleotide non può bastare. La combinazione di 3 basi genera 4^3 = 64 triplette,
sufficienti a codificare 64 amminoacidi, ma il numero totale di amminoacidi richiesti è solo
20.
Questo porta a due effetti fondamentali, ovvero:
Codoni sinonimi: più triplette possono codificare per lo stesso amminoacido,
➔ fenomeno noto come degenerazione del codice genetico.
Codoni non senso: alcune triplette (UAA, UGA, UAG) non codificano per alcun
➔ amminoacido, ma fungono da segnali di termine della traduzione.
Ogni tripletta di basi prende il nome di codone, e l’insieme di tutte le triplette codificanti
(compresi i segnali di inizio e di stop) costituisce il codice genetico.
Questo codice è:
● Universale: identico per quasi tutti gli organismi finora studiati.
● Continuo: privo di segni di punteggiatura tra i codoni.
● Degenere: alcune triplette codificano per lo stesso amminoacido.
Giulio Iozzi 7
Il codone di inizio AUG codifica per la
metionina e stabilisce il punto di
partenza della traduzione, fondamentale
per leggere correttamente il messaggio
genetico.
Se il punto di inizio non è corretto, si
rischia di tradurre proteine errate. Inoltre,
eventuali mutazioni nella sequenza,
come la perdita o l’aggiunta di una base
(mutazioni frameshift), possono
compromettere completamente la sintesi
proteica.
Un aspetto interessante del codice
genetico è la variabilità della terza base
oscillazione rende il codice più robusto: una mutazione nella
nei codoni sinonimi. Questa
terza posizione ha spesso un impatto minimo sulla sequenza proteica finale.
Infine, la lettura del messaggio genetico avviene per codoni consecutivi, senza spazi
intermedi, e richiede un ordine preciso e una complessità che riflette l’elevata
organizzazione delle informazioni genetiche.
TRASCRIZIONE PROTEICA
Nella trascrizione l'informazione trascritta dell'mRNA viene convertita in una sequenza di
tRNA (RNA transfer) è una molecola essenziale nel processo
amminoacidi della proteina. Il
di traduzione, responsabile del trasporto degli aminoacidi dal citoplasma al ribosoma e del
loro corretto posizionamento sull’mRNA. Ha una struttura caratteristica che gli consente di
svolgere questa funzione cruciale, mediando il legame tra i codoni dell’mRNA e gli
amminoacidi corrispondenti.
La struttura del tRNA può essere rappresentata come un trifoglio planare, formata grazie a
legami idrogeno tra basi complementari. Tutte le molecole di tRNA hanno la stessa forma
costituita d
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