BIOCHIMICA E BIOCHIMICA
MEDICA
Prof. Fanzani
La biochimica studia e descrive, il metabolismo ovvero tutte le reazioni biologiche e
chimiche che avvengono all’interno degli organismi viventi.
EQUAZIONE DELLA VITA
Reazione costituita da due reazioni, l’una l’inverso dell’altra, che rappresentano un
insieme di processi che avvengono sia nel mondo animale, la respirazione
cellulare, che in quello vegetale, la fotosintesi.
Nel mondo animale viene ossidato il glucosio, in modo da produrre energia tramite
l’ossidazione dei legami covalenti (reazione esotermica), anidride carbonica (forma
ossidata del carbonio) e acqua, perché le reazioni di ossidazione comportano la
produzione di molecole ossidate e quindi l’ossigeno è la sostanza che si riduce
trasformandosi in acqua.
Nel mondo vegetale invece l’anidride carbonica viene utilizzata per produrre
molecole di glucosio e ossigeno. Questa è una reazione endotermica, perché necessita
di energia per la produzione di glucosio partendo da anidride carbonica e acqua.
L’energia viene recuperata dalla luce solare tramite specifici pigmenti, come la
clorofilla.
Nell’essere umano le principali reazioni di ossidazione dei composti carboniosi
avvengono nei mitocondri, dove l’ossigeno è maggiormente concentrato.
Caratteristiche degli organismi viventi:
- alto grado di complessità chimica e di organizzazione a livello microscopico
- sistemi capaci di estrarre, trasformare e utilizzare l’energia
- componenti cellulari con funzione specifica e in grado di interagire in modo
controllato
- meccanismi per percepire e rispondere ad alterazioni ambientali
- capacità di autoriprodursi
- capacità di evolversi e adattarsi tramite evoluzione graduale
Gli enzimi preposti alla scissione dei legami glicosidici sono di tipo alfa nell’uomo
per cui si possono scindere solo i polimeri di tipo alfa, a differenza dei vegetali. 1
BIOMOLECOLE
Sono composti del carbonio con vari gruppi funzionali. La chimica degli organismi
viventi è organizzata intorno al carbonio che corrisponde a più della metà del peso
secco della cellula, può formare legami singoli con atomi di idrogeno e legami singoli
o doppi con ossigeno e azoto.
CARBONIO
Il carbonio è in grado di fare 4 legami, i quali sono i vertici del tetraedro, capacità
fondamentale nella formazione delle biomolecole. Il legame semplice C-C permette
la mutua rotazione attorno al singolo legame dei sostituenti di un carbonio
rispetto all’altro. Questo non è permesso quando
tra i due carboni c’è un doppio legame,
determinando così una struttura bidimensionale e
planare. Nel piano della molecola planare
giacciono al centro i due carboni legati al doppio
legame e i vertici sono occupati dagli elementi
sostitutivi di un carbonio e dell’altro. Perciò,
quando tra due elementi si instaura un doppio
legame o un legame semplice più forte del solito,
la geometria della molecola varia da
tridimensionale a bidimensionale.
Scala di ossidazione dei carboni:
1. alcani→più ridotti
2. alcoli→se l’alcol è terminale si ossida a gruppo aldeidico, se è intracatena si
ossida a chetone
3. gruppo carbossilico acido→dall'ossidazione di un’aldeide
4. CO2
CHIRALITÀ
Il carbonio viene definito chirale quando questo porta 4 sostituenti diversi, mentre se
almeno due sostituenti sono uguali il carbonio non è più chirale.
Nei sistemi biologici le molecole non chirali vengono trasformate in chirali.
GRUPPI FUNZIONALI
La maggior parte delle biomolecole sono derivate dagli idrocarburi, in cui gli atomi
di idrogeno sono sostituiti da una serie di gruppi funzionali che conferiscono
specifiche proprietà chimiche.
Caratteristiche:
- reattività
- polarità 2
- solubilità
- dimensione
- forma
Le caratteristiche dei gruppi funzionali consentono di prevedere il comportamento
del composto che lo contiene. L’attività biologica delle molecole dipende fortemente
dalla loro struttura tridimensionale. Esiste infatti una stretta relazione tra
forma-funzione: piccole variazioni strutturali possono modificare profondamente
l’attività biologica di una molecola.
L’insieme di tutte le piccole molecole presenti in una cellula in determinate
condizioni fisiologiche è definito metaboloma. La metabolomica è lo studio
sistematico del metaboloma e consiste nella identificazione e quantificazione dei
metaboliti cellulari per comprendere lo stato metabolico di una cellula, di un tessuto
o di un organismo in specifiche condizioni fisiologiche o patologiche.
Quando una molecola possiede un centro chirale,, possono esistere due
configurazioni speculari chiamate enantiomeri. Questi hanno la stessa formula
chimica, la stessa connettività degli atomi e sono immagini speculari non
sovrapponibili. Nella maggior parte delle biomolecole presenti negli organismi
viventi, gli amminoacidi delle proteine sono enantiomeri di tipo L.
Classificazione in base alla rotazione della luce polarizzata:
- + (destrogiro)→rotazione oraria verso destra
- - (levogiro)→rotazione antioraria verso sinistra
GRUPPO METILE
Il carbonio legato a qualsiasi altro elemento ha come sostituenti 3 idrogeni,
l’elettronegatività di C e H è praticamente uguale, di conseguenza non c’è una
preferenza di stazionamento di elettroni condivisi su un atomo piuttosto che
su un altro.
Il metano (CH4) è un tetraedro in cui i 4 idrogeni sono ai vertici della molecola e la
differenza di elettronegatività non è significativa. Nel metano, dato che gli idrogeni
hanno numero di ossidazione +1, il carbonio avrà numero di ossidazione -4. La
forma ottenuta sarà quindi la forma più ridotta del carbonio ovvero la forma che
possiede più elettroni.
L’anidride carbonica (CO2) invece è la forma più ossidata del carbonio, in cui il C ha
numero di ossidazione +4, perché gli ossigeni hanno numero di ossidazione -2,
quindi il C è povero di elettroni. 3
GRUPPO OSSIDRILE
Costituito da un carbonio legato con un legame semplice a un gruppo
ossidrile -OH il cui ossigeno fa da ponte. Questo gruppo è caratteristico
degli alcoli, il cui suffisso è -olo.
L’alcol è la prima ossidazione di un carbonio totalmente ridotto. Nel gruppo alcolico
si ha una forte differenza di elettronegatività tra idrogeno e ossigeno perciò gli
elettroni del legame tra questi due atomi avranno la tendenza a stazionare per più
tempo sull’ossigeno rispetto al tempo che trascorrono sull’idrogeno.
GRUPPO CARBONILE
Posizione di OH:
- terminale→la successiva ossidazione del carbonio alcolico
porta alla formazione di un gruppo carbonilico detto
aldeidico (O è legato con doppio legame al C anziché con
un legame semplice). Esso viene chiamato “aldeidico” in
quanto deriva da un gruppo alcolico terminale della catena
carboniosa
- interno→ossidando il gruppo OH alcolico si ottiene un altro
gruppo carbonilico intracatena che renderà il composto un
chetone
Nel chetone il numero di ossidazione del carbonio sarà uguale a quello dell’aldeide
(lo stato di ossidazione di aldeide è uguale a quello del chetone, infatti entrambi si
chiamano gruppi carbonilici).
GRUPPO CARBOSSILICO
I chetoni non possono più essere ossidati, a differenza del gruppo
aldeidico. In questo gruppo il carbonio legato con un doppio legame
all’ossigeno e all’idrogeno viene ulteriormente ossidato: permane il doppio
legame con l’ossigeno e si aggiunge un altro ossigeno che fa da ponte tra carbonio e
idrogeno Si crea in questo modo il gruppo carbossilico tipico degli acidi
carbossilici.
In biochimica il gruppo carbossilico non viene rappresentato come COOH. Questo
perché tutte le reazioni biochimiche avvengono in ambiente acquoso, in tale
ambiente una molecola con un gruppo carbossilico tende a deprotonarsi, ovvero ha
la tendenza a cedere il proprio protone (H+) all’ambiente acquoso per aumentarne la
concentrazione di protoni abbassando così il pH. Il gruppo
carbossilico in biochimica viene quindi rappresentato come
COO-.
GRUPPO FENILE 4
Ha una struttura rigida planare ed è composto da sei carboni che formano un anello
in cui i doppi legami sono alternati.
Questi doppi legami rimbalzano uno rispetto all’altro, si ha infatti un continuo
muoversi di elettroni, che al di sopra e al di sotto dell’anello creano una nube
elettronica di elettroni che continuano a girare.
ESTERE
È un legame che si verifica quando un gruppo carbossilico, ovvero un
gruppo acido, condensa con un gruppo alcolico OH. Il legame estere
avviene quindi tra un carbonio del gruppo carbossilico e un ossigeno di un
gruppo ossidrile.
ANIDRIDE
L’anidride si instaura quando due gruppi carbossilici condensano,
ovvero perdono una molecola di H2O. Si ottiene quindi una catena
carboniosa a cui è legato un primo gruppo carbossilico (contenente un C
legato all’O con doppio legame), un legame con l’ossigeno e un legame
anidridico con l’altro gruppo carbossilico che è stato privato del gruppo OH. Questa
struttura spiega anche la perdita della molecola di H2O: se viene perso l’idrogeno sul
primo gruppo carbossilico e il gruppo OH sul secondo gruppo COOH, il risultato sarà
la perdita di una molecola di acqua.
GRUPPI FUNZIONALI CONTENENTI L’AZOTO
L’azoto ha struttura tridimensionale tetraedrica e può fare tre legami, infatti a
differenza del carbonio che fa 4 legami, nell’azoto dell’NH3 sono presenti 4 vertici di
cui 3 rappresentati da legami con 3 atomi di H, mentre l’ultimo vertice è occupato da
un doppietto elettronico. Il doppietto elettronico disponibile associa e lega un
protone e da NH3, in ambiente acquoso, si tenderà ad avere NH4+. L’ammoniaca
quindi, in ambiente acquoso, strappa un primo protone all’acqua diventando NH3+,
strappa altri protoni all’H2O diventando NH4+ e lasciando liberi in ambiente degl
OH-, la quale concentrazione aumenta rendendo l’ambiente basico, motivo per cui
l’ammoniaca è basica.
Gruppo amminico
Il gruppo amminico in biochimica non viene rappresentato come nella figura
a lato, questo perché se l’azoto può fare 3 legami, uno col C (legato al resto
della molecola) e due con gli H, avrà il doppietto elettronico ancora libero che
si protonerà richiamando il protone dall’acqua che diventerà più basica. Il
gruppo amminico in biochimica non sarà -NH2 ma bensì -NH3+, da cui si
intuisce che si tratta di un gruppo funzionale basico che in ambiente acquoso si
protona. 5
Legame ammidico
Legame tra carbonio e azoto che deriva dalla condensazione tra un carbonio
carbossilico e un azoto amminico. È un legame covalente, quindi vengono
messi in compartecipazione degli elettroni tra i due gruppi.
Imidazolo
È un anello di 5 vertici di cui 3 sono atomi di carbonio e 2 atomi di azoto. Si
trova negli amminoacidi e nella sintesi delle basi azotate.
GRUPPI FUNZIONALI CONTENENTI ZOLFO
Lo zolfo può fare due legami.
Gruppo sulfidrilico e disolfuri
Il gruppo sulfidrilico viene rappresentato con -SH, è riducente.
Tale gruppo trova grande rilevanza, ad esempio, negli
amminoacidi e nel glutatione, molto importante per il globulo rosso. Questo gruppo
si trova in molecole molto utili come antiossidanti nelle cellule. Le cellule, infatti,
utilizzano l’ossigeno per formare energia, lo riducono da ossigeno molecolare a
molecola di acqua. In queste trasformazioni però possono esserci delle ossidazioni
inopportune che possono essere tamponate o evitate proprio grazie a molecole
riducenti (antiossidanti).
Due gruppi sulfidrilici riducenti inoltre possono ossidarsi a vicenda formando il
legame covalente disolfuro. Tale legame deriva quindi
dall’ossidazione di due gruppi sulfidrilici.
Legame tioestere
“Tio”, normalmente, è il prefisso utilizzato quando è presente lo zolfo. Il
legame tioestere è il legame tra carbonio e zolfo. Questo si instaura grazie
alla condensazione tra un carbonio carbossilico e uno zolfo sulfidrilico.
Nel caso del legame tioestere al posto dell’ossigeno è presente un atomo
di zolfo legato all’idrogeno che forma il gruppo sulfidrilico.
GRUPPI FUNZIONALI CONTENENTI IL FOSFORO
Il fosforo può fare 5 legami e lo si trova come fosfato.
Gruppo fosfato
È un gruppo acido e in figura è legato a una molecola R. La
rappresentazione riportata nella figura accanto però non si utilizza in
biochimica perché il gruppo fosfato è acido e quindi in ambiente acquoso
tenderà a cedere gli idrogeni sotto forma di protoni (gli elettroni dell’H, 6
che usciranno come H+, vengono trattenuti dall’O). Nelle biomolecole questo verrà
32-
quindi rappresentato come PO , questa scrittura permette di capire che si tratta di
un gruppo fosfato di una molecola in ambiente acquoso la cui spontaneità è quella di
cedere protoni diventando carica negativamente.
Anidride mista
Legando covalentemente un gruppo carbossilico e un gruppo acido
fosfato, si ottiene un’anidride mista.
Legame fosfoanidridico
Legame covalente tra due gruppi fosfato, è altamente energetico.
Questo legame consente alla molecola di ATP di essere la molecola
energetica per eccellenza per tutte le trasformazioni biologiche,
consente quindi agli organismi di compiere lavoro di qualsiasi tipo
(chimico, meccanico, osmotico, di biosintesi).
STEREOISOMERI
Gli isomeri sono molecole che possiedono la stessa formula bruta, ma differiscono
per struttura o disposizione spaziale. Presentano proprietà chimiche e fisiche
differenti perché i legami tra gli elementi sono organizzati in modo diverso.
Isomeri:
- costituzionali/strutturali→hanno formula bruta identica ma diversa
connettività, per cui anche diverse proprietà fisiche e chimiche dovute ai
legami differenti degli elementi che compongono la molecola
- stereoisomeri→hanno formula bruta identica, stessa connettività ma
diversa orientazione spaziale degli atomi che li rende non sovrapponibili
Metabolismo dell’acido lattico
I batteri lattici fermentano il glucosio e tramite il processo anaerobico producono
piruvato che viene scartato sotto forma di acido lattico (L). Viene prodotto anche nei
muscoli, in caso di attività fisica, e nei globuli rossi, perché non hanno mitocondri
ma sono carrier. Il piruvato serve a fini energetici alla cellula solo in presenza di
mitocondri, dove entra nel metabolismo ossidativo. Il lattato prodotto nei tessuti
viene trasportato dal sangue al fegato, dove viene riconvertito in piruvato. Il piruvato
può poi essere trasformato in glucosio tramite gluconeogenesi, contribuendo al
mantenimento dell’omeostasi glicemica. Questo processo è noto come ciclo di Cori.
La gliceraldeide (idrossipropanale) è un’aldeide a tre atomi di carbonio ed è
idrossilata sul carbonio 2 che è un centro chirale.
ENZIMI E STEREOSPECIFICITÀ 7
Gli enzimi sono catalizzatori biologici che accelerano le reazioni chimiche cellulari.
Ogni enzima possiede un sito attivo, cioè la regione della proteina in cui si lega il
substrato. Il riconoscimento del substrato avviene tramite stereocomplementarietà
strutturale, secondo il modello chiave-serratura (o più modernamente modello
dell’adattamento indotto).
Grazie a questa specificità strutturale, gli enzimi sono spesso stereospecifici, cioè
riconoscono e catalizzano la reazione solo di uno specifico enantiomero.
Talidomide→farmaco commercializzato negli anni ‘60 e ‘70 come anti-nausea
soprattutto per le donne gravide, ma causò la nascita di neonati con alterazioni
congenite dello sviluppo degli arti come amelia (assenza degli arti) e vari gradi di
focomelia (riduzione delle ossa lunghe degli arti). Questo era dovuto al fatto che
rilasciava un enantiomero tossico nell’uomo che portava a teratogenicità (effetto
off-target non prevedibile) perché interferiva con il processo di sviluppo degli arti
METABOLISMO
Insieme delle reazioni biochimiche che servono per trasformare i nutrienti (macro e
micro) in intermedi più piccoli, ovvero la trasformazione di molecole carboniose in
intermedi più piccoli fino all’ossidazione del loro atomo di carbonio.
Il prefisso “macro” nella parola macronutrienti indica che bisogna introdurne in
quantità elevate, ci sono anche i micronutrienti (vitamine e sali minerali) che sono le
molecole che necessitano di essere assunte in quantità irrisorie, dai mg anche ai
1
nanogrammi, ma sono tutti essenziali .
Il glucosio non è un composto essenziale, in quanto il corpo umano è in grado di
produrlo a partire dal fegato (e parzialmente anche dal rene) tramite la
gluconeogenesi in caso di deficit ed è presente come riserva sotto forma di glicogeno
nei muscoli (300/400 g) e nel fegato (80 g). Se un muscolo ha bisogno di sostenere
uno sforzo utilizza il glicogeno endogeno, per consentire la contrazione muscolare,
anche in presenza di ipoglicemia (in questo caso la scarsa presenza di glucosio
determina una competizione tra sistema muscolare e nervoso). Il muscolo è un
tessuto policarburante per cui può utilizzare anche i grassi come fonte di energia.
Tipi:
- catabolismo→trasforma i macronutrienti introdotti con la dieta in molecole
di scarto, grazie agli enzimi, rilasciando l’energia
- anabolismo→trasforma i singoli componenti in macronutrienti
L’essere umano necessita di
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