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Cap. 18 – Il bilancio

A partire dal 2005 (reg.CE 1606/2002, d.lg. 38/2005), alcune società sono obbligate mentre altre possono scegliere se applicare alla redazione del bilancio d’esercizio i Principi Contabili Internazionali, così da rendere più agevole la comparazione tra bilanci delle società facenti parte dell’UE. I principi sono emanati dall’International Accounting Standard Board (IASB) e sono obbligatori per le spa o altri strumenti finanziari quotati o diffusi in maniera rilevante, così come per particolari tipi di società (società bancarie o assicurative). L’adozione dei principi internazionali non è invece consentita per le società che possono redigere il bilancio in forma abbreviata, ossia società medio-piccole che possono adottare la disciplina del bilancio descritta nel codice. Per tutte le altre spa l’adozione dei principi è facoltativa. Una volta adottati i principi la scelta non è revocabile.

Composizione e funzione del bilancio

Il bilancio è il documento contabile che rappresenta in maniera chiara e veritiera la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico dell’esercizio in questione. È composto da stato patrimoniale, conto economico, nota integrativa e rendiconto finanziario. Può essere integrato con la relazione sulla gestione da parte degli amministratori o da relazioni del collegio sindacale o del revisore. Funzione del bilancio è quella di accertare la situazione del patrimonio (aspetto statico) della società nonché della redditività (aspetto dinamico). Inoltre permette ai soci di verificare l’andamento degli affari sociali e ai creditori l’integrità e l’entità del patrimonio. Inoltre è anche termine di riferimento in ambito tributario per il calcolo di imposte sul reddito (Ires).

Principi di redazione del bilancio

Il bilancio deve essere chiaro, veritiero e corretto. Il principio di chiarezza trova applicazione nella struttura del bilancio, quelli di verità e correttezza nei criteri di valutazione dei vari cespiti patrimoniali; il rispetto dei principi non implica tuttavia che il bilancio sia effettivamente chiaro, veritiero e corretto. Inoltre:

  • La valutazione delle voci deve essere fatta secondo prudenza ed in un’ottica di continuità dell’attività sociale, così da non far risultare utili non conseguiti e tenendo conto più della sostanza di un’operazione che della forma.
  • Il bilancio deve essere relativo all’esercizio considerato, cioè si deve tener conto delle entrate ed uscite di competenza dell’esercizio a prescindere dalla data dell’operazione; poiché il bilancio è un documento di competenza e non di cassa.
  • I criteri di valutazione non possono essere modificati da un esercizio all’altro, questo per non creare confusione e rispettare il principio della chiarezza.
  • È consentito non rispettare determinati obblighi ai fini di una rappresentazione corretta e veritiera (principio di rilevanza).

Criteri di redazione

Le voci devono essere organizzate secondo l’ordine tassativo fissato per legge, esse sono organizzate in categorie (A, B, C.), sottocategorie (numeri romani), in voci (1, 2, 3.) e in alcuni casi anche in sottovoci (lettere minuscole); così facendo ogni punto indica una voce specifica, che è sempre quella. Per ogni voce deve essere indicato l’importo dell’esercizio precedente e attività e passività non possono essere sommate ma devono essere iscritte separatamente. Nelle piccole imprese, individuate in base a vari parametri relativi al fatturato, all’attivo ed al numero di dipendenti può essere previsto un bilancio in forma abbreviata o un bilancio delle micro-imprese, dove nel primo caso non è necessario il rendiconto finanziario e nel secondo può essere omessa la nota integrativa, riducendo il bilancio al solo stato patrimoniale e conto economico.

Stato patrimoniale

Indica la situazione quantitativa e qualitativa del patrimonio della società (attivo e passivo) e deve essere redatto a colonne. Le voci dell’attivo sono divise in 4 categorie secondo il principio della liquidità crescente (ossia la trasformabilità in moneta):

  • Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti.
  • Immobilizzazioni, gli elementi patrimoniali utilizzati durevolmente dalla società:
    • Immobilizzazioni immateriali, ossia i beni intangibili che non hanno forma materiale ma rappresentano un valore per l’impresa (brevetti, avviamento).
    • Immobilizzazioni materiali, beni tangibili che hanno forma fisica (macchinari).
    • Immobilizzazioni finanziarie, titoli o partecipazioni che sono destinate a rimanere stabilmente nel patrimonio della società, altrimenti vanno indicati nell’attivo circolante.
  • Attivo circolante, facilmente trasformabile in moneta:
    • Rimanenze
    • Crediti, che non costituiscono immobilizzazioni e sono articolati in 8 voci
    • Attività finanziarie, come partecipazioni che non costituiscono obbligazioni perché si prevede l’alienazione in tempi brevi
    • Disponibilità liquide, depositi bancari o denaro in cassa
  • Ratei e risconti attivi, i ratei attivi sono ricavi di competenza dell’esercizio ma percepiti in esercizi successivi, i risconti attivi sono costi percepiti nell’esercizio ma di competenza dell’esercizio successivo.

(Ratei sono di competenza dell’esercizio, ma percepiti dopo, i risconti non sono di competenza dell’esercizio ma sono percepiti in quest’ultimo; i ratei attivi sono ricavi e i risconti costi, quando sono passivi i ratei sono costi e i risconti ricavi.)

Voci del passivo

  • Patrimonio netto, composto dal capitale sociale nominale e dalle riserve che possono essere entrambi aumentati o diminuiti nel caso di utili o perdite; non sono vere e proprie passività ma sono indicate in esse per ragioni contabili.
  • Fondi per rischi o oneri, sono accantonamenti per la copertura di debiti certi o probabili di cui non si conosce la data o l’ammontare alla chiusura dell’esercizio.
  • Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato.
  • Debiti, distinti in 14 voci.
  • Ratei e risconti passivi, i ratei passivi sono costi di competenza dell’esercizio ma sostenuti in esercizi successivi, i risconti passivi sono ricavi percepiti nell’esercizio ma di competenza degli esercizi successivi.

Conto economico

Rappresenta il risultato economico dell’esercizio attraverso la rappresentazione dei costi e dei ricavi, deve essere redatto in forma scalare così che i componenti negativi e positivi vengano esposti nella stessa colonna. È articolato in 4 sezioni:

  • Valore della produzione, dove vanno indicati e sommati i ricavi di competenza e le variazioni positive o negative delle rimanenze.
  • Vanno poi sottratti i costi della produzione, come ammortamenti o svalutazioni; ottenendo così per differenza il risultato lordo della gestione.
  • Vanno iscritti e sommati i proventi ed oneri finanziari, proventi derivanti da partecipazioni, interessi attivi o passivi, utili e perdite sui cambi.
  • Rettifiche di valore di attività finanziarie, dovute a rivalutazioni e a svalutazione delle stesse.

Ogni voce deve essere sommata in modo da avere il totale per ognuna, così facendo e sommando ulteriormente tutte le voci si ottiene il risultato lordo che al netto delle imposte va trascritto nello stato patrimoniale.

Rendiconto finanziario

Rappresenta i flussi finanziari (cash flow), cioè gli incassi o i pagamenti che hanno determinato una variazione della disponibilità liquida della società. Essi possono essere raggruppati in:

  • Flussi dell’attività operativa, relativi al normale esercizio dell’attività di impresa.
  • Flussi dall’attività di investimento, relativi alla realizzazione o smobilizzazione di investimenti.
  • Flussi dall’attività finanziaria, incassi di prestiti o di conferimenti o pagamenti di dividendi o interessi.

Nota integrativa

Illustra e specifica le voci dello stato patrimoniale e del conto economico. Essa fornisce informazioni integrative come i criteri di valutazione o le partecipazioni in società controllate.

Relazione sulla gestione

Analisi fedele, equilibrata ed esauriente della situazione della società e relativamente alla gestione nei vari settori in cui ha operato, anche attraverso imprese controllate e con particolare riguardo ai costi, ricavi e investimenti.

La redazione del bilancio comporta per molti cespiti (es. immobili) diverse valutazioni e stime per determinare il valore da iscrivere nel bilancio, infatti tramite varie manipolazioni contabili si potrebbe “gonfiare” l’utile o formare riserve occulte. Già sono stati illustrati i principi di prudenza e continuità del metodo di valutazione, ed è necessario fissare anche il principio del costo storico. Infatti le immobilizzazioni di ogni tipo sono iscritte al costo di acquisto o di produzione insieme ai costi accessori. Per le immobilizzazioni materiali ed immateriali che vengono utilizzate per più tempo da hanno una durata limitata (es. macchinari) viene ripartito il costo fra i vari esercizi di probabile durata del bene attraverso un piano di ammortamento. Per quanto riguarda le svalutazioni, se il valore di un’immobilizzazione risulta minore del costo storico dovrà essere iscritto in bilancio quel determinato valore. Alcune regole sono dettate per particolari tipi di immobilizzazioni.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AntoScocca05 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Salerno o del prof Apicella Domenico.
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