Capitolo 20
Leggere il bilancio oltre i numeri: riclassificazione e analisi
Il bilancio d’esercizio è uno strumento indispensabile per valutare la salute economica, finanziaria e patrimoniale di un’impresa.
Tuttavia, la sua struttura originaria, imposta da logiche fiscali e giuridiche, non è pensata per favorire un’analisi approfondita della gestione aziendale.
Per questo motivo, si rende necessaria un’operazione chiamata riclassificazione, che consiste nel riorganizzare e rielaborare le voci presenti nel bilancio secondo criteri gestionali più funzionali alla lettura e all’interpretazione dei dati.
Attraverso la riclassificazione, si rende il bilancio più chiaro e utile, facendo emergere tre aspetti fondamentali:
- La situazione economica, cioè la capacità dell’impresa di generare margini e utili;
- La situazione patrimoniale, che riguarda la solidità dell’azienda e il rapporto tra fonti e impieghi;
- La situazione finanziaria, che si concentra sulla liquidità e sull’equilibrio delle fonti di finanziamento.
A seconda del tipo di bilancio a disposizione, il lavoro di riclassificazione può essere più o meno complesso.
Se si parte da un bilancio civilistico, redatto secondo gli articoli 2424 e 2425 del Codice civile, il processo è generalmente più semplice e può essere in buona parte automatizzato, poiché lo schema di base è già standardizzato.
Diverso è il discorso per il bilancio contabile, costruito sul piano dei conti interno dell’azienda, in cui le voci sono grezze e spesso organizzate secondo logiche operative piuttosto che analitiche.
In questo caso, la riclassificazione richiede un lavoro più articolato, che può durare diverse ore e che necessita di esperienza e competenza.
Nel dettaglio, per riclassificare un bilancio contabile è necessario associare a ciascuna voce contabile una classe di appartenenza.
Le classi possono riferirsi a costi di produzione, vendita e distribuzione, pubblicità, ricerca e sviluppo o costi generali.
Nelle aziende più strutturate, queste categorie possono essere ulteriormente suddivise, ad esempio per area geografica, come nel caso dei costi di distribuzione in Italia, in Europa o in Sud America.
La mappatura accurata delle attività aziendali è quindi fondamentale per costruire un sistema di riclassificazione efficace, che risponda anche ai bisogni informativi del management.
Poiché la riclassificazione del piano dei conti si fa una sola volta, è meglio affidarsi a un esperto.
Oltre a svolgere il lavoro tecnico, egli potrà anche consigliare lo schema più adatto agli obiettivi dell’azienda.
Esistono infatti diversi modelli di riclassificazione, sia per il conto economico che per lo stato patrimoniale.
Modelli per il conto economico
Per il conto economico è possibile adottare diversi modelli:
- A valore aggiunto, che evidenzia il margine operativo lordo;
- A costo del venduto, utile per mettere in risalto il margine industriale;
- A margine di contribuzione, che consente di calcolare il margine di contribuzione.
Modelli per lo stato patrimoniale
Per lo stato patrimoniale, invece, si può scegliere tra il criterio finanziario, che consente di analizzare il margine di tesoreria e il margine di struttura, o la pertinenza gestionale, utile per valutare il capitale fisso e il capitale circolante operativo.
Una volta riclassificato il bilancio, si può procedere con l’analisi vera e propria, che ha l’obiettivo di diagnosticare la salute dell’impresa.
Attraverso l’analisi si valutano le performance economiche, la situazione finanziaria e la solidità patrimoniale.
Per farlo, è necessario costruire un sistema coordinato di indicatori, calcolare i principali flussi finanziari e interpretare i risultati ottenuti per arrivare a una valutazione complessiva della gestione.
È importante sottolineare che gli indici di bilancio, presi singolarmente, offrono informazioni limitate.
Hanno valore solo se inseriti in un contesto più ampio, che tenga conto della loro comparazione.
Ci sono due principali modalità di confronto: la prima è la comparazione nello spazio (cross-sectional analysis), che confronta gli indici dell’impresa con quelli di altre aziende del settore, con valori medi di comparto o con benchmark standard; la seconda è la comparazione nel tempo (time-series analysis), che confronta gli stessi indicatori riferiti a più esercizi consecutivi della stessa azienda, per evidenziare tendenze e dinamiche evolutive.
Per effettuare queste comparazioni è fondamentale innanzitutto attribuire correttamente l’impresa a un settore, ad esempio tramite il codice ATECO, e successivamente individuare fonti pubbliche affidabili da cui estrarre dati comparabili.
Bisogna poi valutare il grado di omogeneità tra i dati a confronto, adattarli se necessario e calcolare le medie o mediane di settore.
In conclusione, la riclassificazione del bilancio è un passaggio fondamentale per trasformare un documento civilistico, pensato per fini legali e fiscali, in un bilancio gestionale capace di supportare l’analisi economico-finanziaria.
Solo attraverso questa trasformazione è possibile sfruttare pienamente il potenziale informativo del bilancio, orientare le scelte strategiche e migliorare il controllo di gestione.
Sito: https://farenumeri.it/riclassificazione-bilancio/
Appunti: Capitolo 21
La riclassificazione dello Stato patrimoniale
Lo Stato patrimoniale è uno strumento fondamentale per comprendere la situazione economico-finanziaria di un’impresa.
Tuttavia, così come è predisposto dal bilancio civilistico secondo le norme di legge, esso non è pensato per finalità gestionali.
Infatti, fornisce informazioni principalmente a fini legali, fiscali e contabili, risultando quindi poco adatto a supportare decisioni operative e strategiche.
Per questo motivo si ricorre alla riclassificazione, ovvero un’operazione che riorganizza le voci del bilancio in modo più leggibile e funzionale all’analisi.
In questo modo lo Stato Patrimoniale civilistico viene trasformato in un bilancio gestionale, capace di evidenziare i rapporti tra le fonti di finanziamento e gli impieghi di capitale.
La finalità della riclassificazione
La riclassificazione del bilancio ha come obiettivo principale quello di aumentarne la capacità informativa, così da consentire una valutazione più precisa della “salute” di un’impresa.
Grazie a questo processo diventa infatti possibile esaminare vari aspetti fondamentali della gestione aziendale.
In primo luogo, permette di comprendere se gli investimenti dell’impresa siano caratterizzati da rigidità o, al contrario, da maggiore elasticità, con implicazioni dirette sulla flessibilità operativa.
Allo stesso tempo, consente di valutare il livello di indebitamento e il grado di autonomia finanziaria, elementi essenziali per stimare la solidità patrimoniale.
Un ulteriore contributo della riclassificazione riguarda l’analisi della correlazione tra le fonti di finanziamento e gli impieghi di capitale, utile a verificare l’equilibrio tra mezzi a disposizione e utilizzo degli stessi.
Collegata a questo tema è gra
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Bilancio e analisi economico-finanziaria - Teoria, parte 0 - Introduzione al bilancio
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