Biochimica 1
Basi chimiche della vita
La biochimica studia il funzionamento delle strutture che sono negli esseri viventi (non in
particolare degli esseri umani) a livello delle molecole. L’Unità di misura è Amstrong (10-10
m). Cerca di descrivere la funzione, i meccanismi, la struttura al
fine di comprendere la funzione degli organelli, delle cellule, degli
organi e quindi degli esseri viventi.
Nonostante la biodiversità degli esseri viventi, tutti derivano da
un'unica cellula iniziale. In comune abbiamo anche gli elementi
più importanti utilizzati: ossigeno, carbonio, idrogeno, azoto. Il
fosforo e lo zolfo sono anch’essi importanti perché appartenenti a
delle macromolecole, dna e proteine.
Versatilità del carbonio
Forma innumerevoli molecole e può assumere uno spettro di stati di ossidazione. Ha 6
protoni, massa molecolare uguale a 12. 1s 2s 2px 2py, in base a questa considerazione il
carbonio dovrebbe formare due legami (ci sono in realtà composti ma che non troviamo in
natura) ma è soggetto a ibridazione. L’orbitale s viene promosso a p, producendo orbitali sp.
Quindi alla fine abbiamo 4 orbitali uguali sp3 e si dispongono ai vertici di un tetraedro
regolare, quindi forma 4 legami semplici regolari tra loro. Abbiamo anche l’ibridazione sp2(1
legame sigma e 1 legame pigreco), dove troviamo solo 3 orbitali ibridi (uno rimane p) e
abbiamo un doppio legame. Sono due legami differenti, uno è su un piano e l’altro è
perpendicolare, qua abbiamo la geometria planare. Abbiamo anche il carbonio sp che forma
un triplo legame, un legame sigma e due pigreco, legame che non si trova mai nelle
molecole naturali che sono tutte sp3 o sp2.
Polimeri biologici (macromolecole)
La maggior parte delle molecole che trovo in una cellula sono proteine, poi lipidi, zuccheri e
acidi nucleici. Il resto sono piccoli metaboliti e ioni inorganici. Questi polimeri derivano da
unità monomeriche: amminoacidi, nucleotidi, monosaccaridi.
La vita non si è originata da zero ma a partire da molecole già più complesse che
inizialmente hanno avuto un’origine chimica e non biologia. C’è stata un’evoluzione
prebiotica/ abiotica dove non esistevano esseri viventi ma c’erano delle condizioni alla quale
potevano formarsi. Ci sono diverse teorie: il brodo primordiale (alcune molecole si sono
formate vicini alla superficie degli oceani usando la luce), supportata da un famoso
esperimento (Miller-Urey) e la teoria delle sorgenti idrotermali, l’energia per catalizzare le
reazione veniva dall’alte temperature delle sorgenti. Entrambe vere. Prima di queste si dice
che siano avvenuti due passaggi: reazione di condensazione (si elimina una molecola
d’acqua) unendo due molecole o più in polimeri. La reazione è reversibile che è l’idrolisi.
Attraverso questa reazione possono essersi formate delle macromolecole con funzionalità
maggiori delle piccole molecole. Per esempio riconoscere altre molecole, attraverso legami
deboli o regioni di complementarietà. Così abbiamo un riconoscimento molecolare, un
legame supermolecolare che sono legami deboli e non covalenti. Possono facilmente
formarsi e rilasciati, cosentino i processi dinamici. Si può creare un sistema di replicazione,
ritenuto come l’antenato del sistema che usano le cellule tuttora per replicarsi. 2
Cellula procariotica ed eucariotica
Possiedono una membrana che permette di mantenere separato l’ambiente intracellulare da
quello extracellulare. Non c’è compartizione, un nucleo, diversamente dalla cellula
eucariotica che possiede un sistema di membrane e compartimenti. Tutti gli esseri viventi
hanno un unica origine: si sa dal codice genetico e perché hanno un unico flusso universale
dell’informazione (dogma centrale). Si parte dal dna che forma il rna e le proteine. Anche i
macchinari molecolari che effettuano questo meccanismo hanno delle somiglianze. Con una
struttura ad albero (l’albero dell vita) possono evidenziare tutte le strutture e le relazioni di
parentela di tutti gli esseri viventi esseri viventi. Dal punto di vista molecolari dividiamo la vita
in 3 domini e non in due.
Evoluzione molecolare
L’evoluzione è governata da 4 forza: mutazioni, ricombinazioni che avvengono a livello
individuale e selezione naturale e deriva genetica che portano a ibridazioni genetiche
nell’ambito della popolazione. L’evoluzione non tende al miglioramento. È sia un processo
storico sia un processo in atto. La storia evolutiva può essere ricostruita attraverso il
confronto di dna e proteine da diversi organismi.
L’acqua come solvente biologico
Determina la forma delle macromolecole biologiche in essa contenute, che avrebbero
un’altra forma in un altro solvente.
Mezzo in cui sono disciolti e trasportati i reagenti e i prodotti delle reazioni biochimiche.
Partecipa attivamente alle reazioni biochimiche, anche attraverso le sue componenti ioniche:
H+ e OH-.
L’acqua è polare, presenta una parziale carica positiva, nell’idrogeno e negativa
sull'ossigeno. Le molecole d’acqua formano legami a idrogeno: l’idrogeno è legato
covalentemente a un atomo più elettronegativo (come l’ossigeno). Non si ha una
sovrapposizione completa ma parziale degli orbitali. Legame più debole di quello covalente,
circa 20 kj mol. Importante nelle proprietà delle molecole biologiche ed è un legame 3
direzionale, crea un allineamento tra le molecole (le orienta). Il ghiaccio forma una struttura
regolare di legami a idrogeno, struttura cristallina, in cui le plmolecole occupano una
posizione fissa e formano interazioni con altre molecole a formare legami a idrogeno. In
totale per ogni molecola forma 4 legami a idrogeno (2 come donatore e 2 come accettore). Il
ghiaccio ha una densità inferiore dell’acqua per questo galleggia. Mentre la struttura
dell’acqua allo stato liquido, sebbene formata da legami a idrogeno, ha una struttura
irregolare. Abbiamo una continua formazione e rottura di legami a idrogeno. Inoltre l’acqua
liquida possiede una tensione superficiale.
Le sostanze idrofiliche sono solubili in acqua, molecole che sono cariche o polari ( per
esempio il sale dove si formano interazioni con gli ioni che con l’acqua). Gli ioni vengono
solvatati dall’acqua quindi reagiscono sia con la carica positiva sia con la carica negativa.
Queste molecole d’acqua intorno allo ione continuano a muoversi. Poi le molecole polari
formano legami a idrogeno con l’acqua (alcoli, ammine, acidi carbossilici, carbonile). Le
molecole che non si sciolgono e che non interagiscono con l’acqua sono le molecole
idrofobiche. Un lipide per esempio non si scioglie ma piuttosto interagisce con altre gocce
lipidiche, questo fenomeno viene detto effetto idrofobico. L’interazione con l’acqua è
sfavorevole perché abbiamo una diminuzione di entropia delle molecole, così questo fa sì
che si avvantaggi la minimizzazione della superficie rispetto al volume.
Le molecole che hanno sia una caratteristica idrofila e idrofobica sono dette anfipatiche(
hanno una parte polare, l’acido carbossilico, e idrofobica, catena). Come per esempio gli
acidi grassi. Importanti perché formano le strutture utilizzate dagli esseri viventi: le micelle
(espongono all’acqua la parte idrofila e viceversa) oppure i doppi strati, particolare struttura
a due code, dove le teste polari si espongono all’acqua e all’interno dello strato abbiamo una
parte idrofobica.
Pressione osmotica
È una forza che si genera quando esiste una membrana e c’è una differenza di
concentrazione tra due compartimenti. La forza è determinata dal movimento del solvente
da una regione dove è meno concentrata a una regione dove il soluto è più concentrati.
Importante per gli esseri viventi: una cellula mantiene lo stesso volume se immersa in una
soluzione isotonica.
Dialisi
Se abbiamo una membrana selettivamente permeabile ad alcune molecole, ci sarà un
equilibrio. Noi possiamo concentrare maggiormente le molecole che non passano. Questa
tecnica è chiamata dialisi e serve per tonificare le sostanze. 4
Legame a idrogeno
Legame debole ma modifica le caratteristiche delle molecole.
L’etanolo è un liquido e ha una temperatura di ebollizione minore di quello dell’acqua. Il
legame C—H non forma legami a idrogeno.
L’atomo donatore/accettore del legame idrogeno deve essere fortemente elettronegativo più
dell’idrogeno ( N, O). Abbiamo tutta una serie di interazioni legami idrogeno: molto impor n
tanti per le strutture di proteine e acidi nucleici. Interazione tra azoto e l’ossigeno carbonilico
come accettore. Anche lo zolfo può formare legami idrogeno però più deboli (hanno una
distanza maggiore).
Interazione dipolo-dipolo
Non abbiamo l’idrogeno coinvolto nel legame. Ci sono più casi:
● Dipoli permanente: sono due carbonili
● Dipolo- dipolo indotto: il carbonile avvicinandosi a una molecola può indurre un dipolo
anche nell’altra molecola.
● Forze di dispersione di London: avvengono tra dipoli indotti. Si può creare una
situazione temporanea di dipolo che normalmente non formano dipoli. Abbiamo
un’attrazione elettrostatica molto debole.
Queste interazioni deboli sono fondamentali nei sistemi biologici (complesso tra due proteine
diverse). Anche l’effetto idrofobico è un’interazione. Nonostante siano deboli, abbiamo
comunque un’interazione robusta lerche si uniscono questi legami. Inoltre abbiamo molta
specificità: 5
Amminoacidi e proteine
Le proteine sono formate da alpha-amminoacidi e sono formati
Il valore normale di un pka per un gruppo carbossilico è di circa 4,8, mentre la repulsione tra
il gruppo amminico e il protone che sta uscendo abbassa il valore di pka del gruppo
carbossilico. Gruppi con cariche opposte abbassano il valore di pka stabilizzando lo
zwitterione.
Gli amminoacidi si uniscono a formare polimeri (peptidi e proteine). Tramite legami amminico
e peptidico.
Amminoacidi essenziali
Chiralità
Due molecole identiche come formula ma sono immagini speculari e quindi vengono
chimamati enantiomeri. Gli amminoacidi esisteranno in due forme diverse, una l’immagine
speculare dell’altra. Non si riescono a sovrapporre le molecole con qualsiasi rotazione.
Due enantiomeri sono difficilmente distinguibili e hanno tutte le proprietà uguali ma dal punto
di vista biochimico sono completamente diversi. Esiste un riconoscimento di forma e quindi
la cellula è capace di capire i due enantiomeri. Per esempio l’ibuprofene dove un
enantiomeri è attivo mentre l’altro no. Oppure la talidomide dove un enantiomero ha un
effetto sedativo e l’altro è molto pericoloso per malformazioni fetali. Quindi la chiralità è
importantissima. In chimica incede c’è una sola proprietà che distingue gli enantiomeri,
scoperta dal biochimico Pasteur con un esperimento in cui ha individuato due cristalli
dell’acido racemico. Erano l’immagine speculare dell’altro grano andando dal microscopio.
Sciogliendolo in soluzione ognuno dei due cristalli, le due forme ruotano in maniera opposta
alla luce polarizzata. Il polarimetro riesce a distinguere gli enantiomeri. La miscela di acido
tartarico che lui studiava proviene dalla ramificazione dell’acido racemico.
Ci sono due convenzioni per esprimere gli enantiomeri: per gli amminoacidi usiamo la
convenzione di Fischer. Lo socie triato Fischer uso la gliceraldeide e usó chiamare
D-gliceraldeide dove l’OH è a destra, mentre se è a sinistra viene chiamato L-gliceraldeide.
Non esistono enantiomeri nella Glicina. Nelle proteine si usano solamente gli L-amminoacidi.
Esiste un’altra convenzione per esprimere i centri chirali: la convenzione RS. Devono
seguire le propetira dei gruppi a seconda del numero atomico (il più grande), se giro in
senso antiorario avrò la convezione S, viceversa avrò la convezione R. Tutti sono S tranne
la Glicina.
In alcuni organismi e in alcune proteine esistono altri due amminoacidi. Sono codificati in
maniera particolare a livello del dna. Abbiamo la selenocisteina che al posto dello zolfo ha il
selenio, si trova anche nel eucarioti (incluso l’uomo). Importante nelle reazioni redox. Là
pirrolisina la triviamo in pochi batteri.
Nelle proteine possiamo ricordare degli amminoacidi modificati e vengono chiamate delle
modificazioni posttraduzionali. 6
proteine: struttura primaria
É la successione degli amminoacidi legati dal legame peptidico che li unisce in modo
lineare. Detta anche sequenza definita di amminoacidi. A seguito la proteina si organizza a
strutture tridimensionali assumendo la sua funzione. La struttura primaria degli aminoacidi è
indispensabile perché dipende poi la struttura tridimensionale delle proteine.
Punti chiave
● Le proteine sono costituite da una successione lineare di amminoacidi (sequenza).
● Gli aa delle proteine sono legati covalentemente attraverso il legame peptidico.
● La sequenza di aa in una proteina è determinata geneticamente
● Il numero di combinazioni di aa nelle sequenze è potenzialmente infinito e per
ricavare si dice 20 alla n. maggiore n maggiore è la combinazione. è impossibile
avere una proteina fatta da un solo aminoacido.
● Alle volte abbiamo invece delle ripetizioni ma tipicamente sono un assortimento di
tutti i 20 amminoacidi. Le proteine hanno intervalli tipici di lunghezze e frequenza di
amminoacidi. Le proteine sono lunghe alcune 100 di amminoacidi.
● Le proteine possono essere costituite da una o più catene.
● Le proteine possono essere isolate ( purificata rispetto al contenuto della cellula) e
può pure funzionare in forma isolata. Non sempre succede perché il funzionamento
dipende anche dall’associazione di altre proteine.
● Oltre 200 milioni di proteine diverse sono presenti nelle banche dati di sequenze.
● Esiste un numero finito di famiglie di proteine legate da parentele evolut
Legame peptidico
Il legame peptidico avviene tra il gruppo carbossilico del primo amminoacido e il gruppo
amminico del secondo, formando un dipeptide. In questo modo troveremo nella parte iniziale
il gruppo amminico del primo e alla coda ci sarà il gruppo carbossilico. Così avrò il legame
peptidico, una reazione di condensazione quindi viene eliminata una molecola d’acqua.
Il gruppo amminico ha caratteristiche particolari: è un gruppo polare privo di carica, inoltre
L’azoto non tende a protonarsi perché ha il doppietto occupato a fare il doppio legame con il
carbonio. La reazione di condensazione ha un
deltaG positiva quindi richiede energia e
viceversa per la reazione di idrolisi. Dal punto
di vista termodinamico è possibile rompere
questo legame con enzimi ma in assenza
questo è un legame abbastanza stabile senza
il rischio di idrolizzazione. 7
La sequenza di una proteine è geneticamente determinata
La successione di amminoacidi è determinata dalla successione di codoni dei geni scritti nel
dna. Questo è il dogma centrale della biologia. Per sapere la sequenza di una proteina mi
serve sapere la sequenza di codoni, anche il punto di inizio e fine, e inoltre la tabella
corrispondente al codice genetico. La sequenza di una proteina può essere rappresentata
con il metodo FASTA oppure con solo le sigle.
Composizione di proteine
Ogni proteina la possiamo caratterizzare con un nome. -asi è un enzima.
Le proteine con pochi amminoacidi sono rare.
~40 aa piccole.
> 1000 aa grandi.
La sintesi proteica diventa un processo molto lungo e complicato con proteine lunghe per
l’organismo quindi è più conveniente avere proteine medie lunghezze. La lunghezza media
delle proteine è circa 100-300 aa.
Le proteine sono formate appunto da amminoacidi, ma alcuni sono più comuni di altri. Gli
amminoacidi alifatici (leucina, alanina, glicina, valina) sono quelli più comuni e sono usati per
garantire la struttura delle proteine. Invece alcuni sono usati con parsimonia come la
cisteina, triptofano, perché appunto molto dispendiosi nella loro sintesi.
Alcune proteine possono essere usate da fonti naturali, la prima fu la mioglobina di
capodoglio. L'avvento della tecnica del dna ricombinante ha rivoluzionato il metodo di studio
delle proteine. Attraverso un sistema di sovraespressione sfruttando delle cellule che 8
producono proteine. Viene inserito un dna che contiene la sequenza genica della proteina
che voglio studiare più un sistema di trascrizione in grado di riprodurre la proteina. Queste
sono tecniche di clonaggio molecolare.
Fattori critici per la purificazione delle proteine
Le proteine sono molecole delicate e occorre prestare attenzione a fattori che possono
disturbare il suo funzionamento. Per esempio il ph, troppo acidi/basici sono pericolosi, quindi
utilizziamo delle soluzioni tampone. La temperatura modifica le proteine, le denatura, quindi
inibendo la loro funzione. Le purificazioni infatti vengono fatte in camere fredde. Le proteasi
sono inibitori. Ci sono proteine che sono molto deperibili con l’invecchiamento quindi è molto
importante il mantenimento della proteina con il congelamento in azoto liquidò o con la
deidratazione dove viene ridotta a polvere.
Procedure di purificazione
● salting out: tecnica che separa le proteine in base alla solubilità. Usa un sale che
fa un’interazione con l’acqua sottraendola alle proteine. Così che ad un certo punto
poi precipitano. È possibile poi allontanare il sale e ottenere la miscela in forma
solubile. il precipitato si chiama anche pellet invece la miscela prende il nome di
superstante.
● cromatografia su colonna: abbiamo una fase solida e una fase di movimento. Poi
abbiamo una matrice bianca che
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