Scienza delle costruzioni
Analisi della deformazione
Studia come un corpo cambia forma e dimensioni quando è sottoposto a forze o spostamenti.
L'obiettivo è descrivere il movimento di ogni punto del corpo e misurare quanto esso si deforma.
1. Cinematica dei corpi continui deformabili
La studia il moto dei corpi senza considerare le cause (le forze) che lo producono.
CINEMATICA
Un è un corpo in cui la materia è distribuita in modo continuo, cioè non si
CORPO CONTINUO
considerano gli spazi tra le molecole. In pratica si assume che ogni punto del corpo abbia sempre dei
punti vicini.
Quando il corpo si deforma, ogni suo punto cambia posizione.
Configurazione iniziale e finale
Si distinguono due configurazioni: posizione del corpo prima della deformazione.
CONFIGURAZIONE INIZIALE (INDEFORMATA):
posizione del corpo dopo la deformazione
CONFIGURAZIONE DEFORMATA:
Se un punto aveva coordinate dopo la deformazione assume coordinate
(; ; ), ′(; ; ).
Il passaggio tra le due configurazioni è descritto dalle FUNZIONI DI MOTO.
(; )
= ;
(; )
= ;
(; )
= ;
campo di spostamento
È spesso più utile descrivere quanto ogni punto si è spostato.
Lo spostamento è definito come u= −
Ovvero =−
= −
=−
u
Il vettore viene chiamato campo degli spostamenti. Ogni punto del corpo possiede quindi
(; ; )
un proprio vettore spostamento.
2. Misure geometriche della deformazione
Sapere quanto un punto si sposta non basta per conoscere la deformazione.
Infatti, se tutto il corpo trasla della stessa quantità, non si deforma; se tutto il corpo ruota rigidamente,
non si deforma.
La deformazione dipende quindi da come cambiano le distanze tra punti vicini.
Per studiarla si confrontano due punti infinitamente vicini.
Se inizialmente erano separati dal vettore dX dopo la deformazione saranno separati da dx.
La differenza tra questi due vettori rappresenta la DEFORMAZIONE LOCALE
Gradiente di deformazione
La trasformazione locale è descritta dal gradiente di deformazione
∂
= ∂
Il tensore F indica come vengono modificati lunghezze, angoli, superfici, volumi.
È IL TENSORE FONDAMENTALE DELLA CINEMATICA.
Misura dell'allungamento
Consideriamo una fibra infinitesima di lunghezza iniziale la deformazione diventa
dopo
0
L'allungamento relativo è
=
0
Se λ > 1 → allungamento
• λ < 1 → accorciamento
• λ = 1 → nessuna deformazione
•
3. Deformazioni infinitesime
In moltissimi problemi di ingegneria gli spostamenti sono molto piccoli.Quando gli spostamenti sono
piccoli, le rotazioni sono piccole, le deformazioni sono molto inferiori a 1, si parla di
DEFORMAZIONI INFINITESIME.
In questo caso si possono trascurare tutti i termini quadratici.
Questa ipotesi semplifica enormemente i calcoli.
Approssimazione
Il gradiente di deformazione diventa ≈ + ∇
Dove I è la matrice identità; è il gradiente degli spostamenti.
∇u
4. Tensore della deformazione infinitesima
Il gradiente degli spostamenti contiene due effetti: deformazione e rotazione.
Per separarli si scompone il gradiente.
La parte simmetrica rappresenta la vera deformazione.
Si definisce 1
(∇ )
= + ∇
2
Questo è il TENSORE DELLE DEFORMAZIONI INFINITESIME.
È una matrice simmetrica
= [ ]
Significato fisico
Gli elementi diagonali misurano gli . Ad esempio
ALLUNGAMENTI UNITARI
, ,
=
Se è: positivo → allungamento; negativo → compressione.
Componenti fuori diagonale
Le componenti descrivono le Ad esempio
DEFORMAZIONI DI TAGLIO (SHEAR).
, ,
1
= ( + )
2
Esse misurano la variazione degli angoli inizialmente retti.
5. Tensore della rotazione rigida infinitesima
La parte antisimmetrica del gradiente degli spostamenti rappresenta invece la ROTAZIONE
, cioè un movimento che non provoca deformazione. Si definisce
RIGIDA 1
(∇ )
= − ∇
2
Questa matrice è antisimmetrica
= −
Essa descrive esclusivamente la rotazione del corpo.
Significato
Se un corpo ruota come un blocco rigido cambia orientamento e non cambia forma. Per questo
motivo il tensore della rotazione non produce deformazioni.
Scomposizione fondamentale ∇ = +
Il gradiente degli spostamenti può essere scritto come cioè
gradiente = deformazione + rotazione
Questa relazione è fondamentale nella teoria dell'elasticità.
6. Equazioni di congruenza (o di compatibilità)
Non tutte le distribuzioni di deformazione sono fisicamente possibili. Le deformazioni devono
essere tali da derivare da un unico campo di spostamenti continuo. Le condizioni che garantiscono
questo prendono il nome di: oppure
EQUAZIONI DI CONGRUENZA EQUAZIONI DI
.
COMPATIBILITÀ
Significato fisico
Immaginiamo di assegnare casualmente delle deformazioni in punti diversi del materiale. Può
succedere che, tentando di ricostruire il corpo deformato, alcune parti: si sovrappongano; si
separino; presentino "strappi" o discontinuità. Questo è impossibile per un materiale continuo. Le
equazioni di congruenza impediscono tali situazioni.
Forma matematica
Nel caso tridimensionale esistono , ottenute imponendo che
SEI EQUAZIONI DI COMPATIBILITÀ
le derivate seconde degli spostamenti siano compatibili tra loro.
Una delle più note è 2 2
2
+ =2
2 2
Le altre hanno una struttura analoga e coinvolgono le diverse componenti del tensore delle
deformazioni.
Perché sono importanti?
Le equazioni di congruenza permettono di: verificare se un campo di deformazione è fisicamente
realizzabile; ricavare il campo degli spostamenti a partire dalle deformazioni; garantire la continuità
del materiale durante la deformazione.
Sono fondamentali nei problemi di elasticità, nella meccanica dei solidi e nel metodo degli elementi
finiti.
Analisi della tensione
è una parte fondamentale della Meccanica dei Solidi e della Scienza delle Costruzioni. Il suo obiettivo
è studiare le che si sviluppano all'interno di un materiale quando esso è sottoposto
FORZE INTERNE
a carichi esterni. Conoscere lo stato di tensione permette di verificare se una struttura è in grado di
resistere ai carichi senza rompersi o deformarsi eccessivamente.
1. Sistemi di forze
Ogni corpo è soggetto a che possono essere applicate direttamente sulla superficie
FORZE ESTERNE
oppure distribuite nel volume. Le forze si distinguono in: , che agiscono su ogni
FORZE DI VOLUME
punto del materiale (ad esempio il peso dovuto alla gravità). , che agiscono
FORZE DI SUPERFICIE
sulle superfici del corpo (ad esempio una pressione o una forza applicata da un altro corpo). Quando
queste forze vengono applicate, all'interno del materiale si sviluppano delle , che
FORZE INTERNE
hanno il compito di mantenere il corpo in equilibrio.Per studiare queste forze si immagina di tagliare
idealmente il corpo con un piano. Le due parti ottenute esercitano una forza reciproca attraverso la
superficie di taglio: questa distribuzione di forze interne è descritta dal concetto di .
TENSIONE
2. Concetto di tensione
La tensione (o sforzo) rappresenta l'intensità delle forze interne distribuite su una superficie
infinitesima del materiale. Se su una superficie di area ΔA agisce una forza ΔF, la tensione media è
Δ
Δ
Facendo tendere l'area a zero si ottiene la tensione in un punto:
Δ
= lim Δ
Δ→0
Il vettore tensione dipende dall'orientazione della superficie considerata.
Componenti della tensione
Il vettore tensione può essere scomposto in due componenti.
Tensione normale
È la componente perpendicolare alla superficie. Indica se il materiale è soggetto a: TRAZIONE
(tensione positiva); (tensione negativa). Si indica con
COMPRESSIONE
Tensione tangenziale (o di taglio)
È la componente parallela alla superficie. Produce uno scorrimento relativo tra le varie parti del
materiale. Si indica con
3. Assiomi di Eulero
Per descrivere completamente lo stato di tensione si utilizzano gli assiomi di Eulero, che
stabiliscono alcune proprietà fondamentali delle tensioni interne. Essi affermano che:
Le forze interne sono distribuite continuamente nel materiale | Ogni superficie interna possiede un
vettore tensione. | Il vettore tensione dipende dal punto e dall'orientazione della superficie. | Le
tensioni soddisfano il principio di azione e reazione: le tensioni sulle due facce opposte della stessa
superficie sono uguali in modulo e opposte in verso.
Questi assiomi costituiscono la base della teoria della tensione continua.
4. Tensore di Cauchy
Poiché il vettore tensione cambia con l'orientazione della superficie, è necessario introdurre un
oggetto matematico che descriva tutte le possibili tensioni in un punto. Questo oggetto è il
. Esso lega il vettore tensione alla normale della
TENSORE DELLE TENSIONI DI CAUCHY
superficie tramite la relazione: ()
=
dove: σ è il tensore di Cauchy; n è il versore normale alla superficie; t è il vettore tensione agente su
quella superficie.
Questa relazione è nota come .
FORMULA DI CAUCHY
5. Componenti del tensore della tensione
Nel sistema cartesiano tridimensionale il tensore di Cauchy è rappresentato da una matrice 3×3:
= [ ]
Componenti normali
Gli elementi sulla diagonale sono le tensioni normali: σxx ; σyy ; σzz
Esse rappresentano le tensioni lungo gli assi x, y e z.
Componenti tangenziali
Gli elementi fuori diagonale rappresentano le tensioni tangenziali: τxy; τyx; τxz; τzx; τyz; τzy;
Esse descrivono le azioni di taglio.
Simmetria del tensore
Dall'equilibrio dei momenti si ricava una proprietà fondamentale:
=
=
=
Di conseguenza il tensore di Cauchy è . Per questo motivo le componenti
SIMMETRICO
indipendenti sono solo sei, invece di nove.
6. Equazioni di equilibrio interno
Affinché il corpo rimanga in equilibrio, le tensioni interne devono bilanciare le forze di volume. Le
equazioni di equilibrio derivano dal principio fondamentale della statica: somma delle forze uguale
a zero; somma dei momenti uguale a zero. Nel caso tridimensionale si ottengono tre equazioni
differenziali. Ad esempio lungo l'asse x:
+ + + = 0
dove rappresenta la forza di volume per unità di volume (ad esempio la gravità). Esistono
analoghe equazioni lungo gli assi y e z. Queste equazioni descrivono l'equilibrio ALL'INTERNO
del materiale.
7. Equazioni di equilibrio ai limiti (condizioni al contorno)
Oltre all'equilibrio interno, è necessario imporre le condizioni sulle superfici del corpo.Esse
possono essere di due tipi.
Condizioni di forza (Neumann)
Sono assegnate le tensioni agenti sulla superficie. Ad esempio: una pressione uniforme; una forza
distribuita.
Condizioni di spostamento (Dirichlet)
Sono assegnati gli spostamenti. Ad esempio: un incastro; un appoggio; un vincolo rigido.
Le equazioni ai limiti sono indispensabili per determinare un'unica soluzione del problema elastico.
8. Direzioni principali di tensione
In un punto qualsiasi il materiale può essere soggetto contemporaneamente a tensioni normali e
tangenziali. Esistono però alcune direzioni particolari nelle quali le tensioni tangenziali si annullano
completamente. Queste sono le . Le tensioni agenti lungo
DIREZIONI PRINCIPALI DI TENSIONE
tali direzioni prendono il nome di: prima tensione principale (σ₁); seconda tensione principale (σ₂);
terza tensione principale (σ₃). Le tensioni principali sono gli del tensore di Cauchy,
AUTOVALORI
mentre le direzioni principali sono i corrispondenti .
AUTOVETTORI
Importanza delle tensioni principali
Le tensioni principali sono molto utilizzate perché: eliminano le componenti tangenziali;
semplificano i calcoli; sono alla base dei principali criteri di resistenza dei materiali (ad esempio
Tresca e Von Mises).
9. Invarianti di tensione
sono grandezze che non cambiano se si ruota il sistema di riferimento. Sono molto importanti
perché descrivono lo stato di tensione indipendentemente dagli assi scelti. I tre invarianti principali
sono:
Primo invariante = + +
1
È la somma delle tensioni normali e rappresenta la parte idrostatica dello stato di tensione.
Secondo invariante
Dipende sia dalle tensioni normali sia da quelle tangenziali. È utilizzato in numerosi criteri di
resistenza.
Terzo invariante
Coincide con il determinante del tensore delle tensioni. È legato al prodotto delle tensioni principali.
Perché sono importanti?
Gli invarianti: non dipendono dalla scelta degli assi; permettono di confrontare diversi stati
tensionali; vengono utilizzati nelle leggi costitutive e nei criteri di rottura.
10. Cerchi di Mohr
I cerchi di Mohr sono uno strumento grafico che permette di determinare facilmente: tensioni
principali; tensioni tangenziali massime; tensioni agenti su piani inclinati; orientazione dei piani
principali. Sono molto utilizzati perché consentono di visualizzare in modo intuitivo lo stato di
tensione.
Caso piano
Nel caso bidimensionale si considerano: σx ,σy , τxy . Il cerchio di Mohr è costruito nel piano
avente: asse orizzontale → tensioni normali; asse verticale → tensioni tangenziali.
Centro del cerchio
+
=
Il centro è 2
Raggio 2
−
√( 2
Il raggio vale = ) +
2
Tensioni principali
Le tensioni principali sono = ±
1,2
Esse corrispondono ai punti in cui il cerchio interseca l'asse delle tensioni normali.
Tensione tangenziale massima
La massima tensione tangenziale è =
Essa corrisponde ai punti più alto e più basso del cerchio.
Interpretazione fisica
Il cerchio di Mohr permette di capire immediatamente: se prevale la trazione o la compressione; il
valore massimo del taglio; l'orientazione delle superfici più sollecitate; le tensioni principali senza
risolvere direttamente il problema agli autovalori.
Per questo motivo è uno degli strumenti grafici più importanti nell'analisi dello stato di tensione.
Il teorema dei lavori virtuali per i corpi deformabili
è uno dei principi fondamentali della Scienza delle Costruzioni, della Meccanica dei Solidi e
dell'Elasticità. Esso permette di verificare l'equilibrio di un corpo deformabile senza analizzare
direttamente tutte le forze che agiscono su di esso. Il teorema mette in relazione forze, spostamenti
e deformazioni attraverso il concetto di lavoro virtuale. È uno strumento molto importante perché
costituisce la base di numerosi metodi di calcolo, tra cui il Metodo degli Elementi Finiti (FEM),
utilizzato per l'analisi di strutture e componenti meccanici.
1. Il concetto di lavoro
Prima di comprendere il Teorema dei Lavori Virtuali è necessario ricordare il significato di lavoro
meccanico. Quando una forza provoca uno spostamento del punto su cui è applicata, essa compie
→
un lavoro. Se una forza F provoca uno spostamento s, il lavoro è = ⋅
→
Nel caso generale, essendo forza e spostamento vettori = ⋅
cioè il lavoro è il prodotto scalare tra forza e spostamento.
2. Il concetto di lavoro virtuale
Nel Teorema dei Lavori Virtuali non si considerano spostamenti reali, ma spostamenti virtuali.
Uno spostamento virtuale è: infinitesimo; immaginario (non realmente eseguito); compatibile con
i vincoli della struttura. In altre parole, è una piccola deformazione ipotetica che il corpo potrebbe
assumere senza violare i vincoli imposti. Il lavoro calcolato su questi spostamenti prende il nome di
lavoro virtuale.
3. Il Teorema dei Lavori Virtuali
Il principio fondamentale afferma che: Un corpo deformabile è in equilibrio se e solo se il lavoro
virtuale delle forze esterne è uguale al lavoro virtuale delle tensioni interne, per qualsiasi
∗
∗
=
spostamento virtuale compatibile con i vincoli. In forma sintetica:
∗
∗
− = 0
oppure
dove l'asterisco indica che il lavoro è virtuale. Questo significa che il lavoro prodotto dalle forze
esterne deve essere perfettamente bilanciato dal lavoro interno associato alle tensioni e alle
deformazioni del materiale
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