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Appunti fondamenti di urbanistica – Barbara Pizzo

Introduzione al corso

L'obiettivo del corso è quello di capire i perché e i come dell'urbanistica. L’urbanistica, nel tempo, ha cercato di dare risposta ai problemi che le configurazioni socio-spaziali hanno determinato nei diversi contesti geografici, socio-economici, politici e culturali. Essa stessa ha contribuito, in modo positivo o negativo, alla loro realizzazione, attraverso una molteplicità di punti di vista, di approcci, modelli, metodi e strumenti. Il corso si propone di insegnare a ragionare sui diversi contesti, leggere e interpretare criticamente le trasformazioni, attraverso un approccio storico. Per capirne i problemi, individuare possibili soluzioni e prefigurare assetti futuri.

Abusivismo e intervento urbanistico

29 settembre 2022: Percentuale abusivismo Roma 60% (quartieri interi abusivi es. Torre Angela). Italo Insolera, Roma Moderna, Einaudi. Urbanisti si differenziano dai sociologi urbani perché prescrittivi, intendono intervenire nella realtà per cambiarla.

L'impatto dell'urbanistica nella vita quotidiana

4 ottobre 2022: L’urbanistica ci condiziona più dell’architettura: la maggior parte della nostra vita si svolge in spazi sociali e collettivi (parco, scuola, strada, piazza, spazi commerciali…). In condizioni normali, l’uomo passa più tempo fuori casa rispetto che dentro le mura domestiche. Ciò che fa di noi esseri sociali non è solo esser parte di una forma di società, ma di vivere una vita collettiva che si svolge in spazi pubblici.

Urbanistica disciplina peculiare in cui spazio e società vanno avanti di pari passo. Una certa società produce una certa cultura, in architettura. In urbanistica vale anche il contrario: un certo tipo di spazi e di architettura contribuisce a formare anche un certo tipo di società. La relazione su cui indaga l’urbanistica è quindi biunivoca: società contribuisce a determinare certi tipi di città, spazi pubblici ed in modo simmetrico alcuni tipi di città e forme di spazi urbani contribuiscono a determinare il tipo di società. Es. Quarticciolo (nato durante il fascismo per svuotare il centro) // Parioli (palazzine di 4/5 piani per l’alta borghesia, c’è poco spazio pubblico, vd. discorso sopra una certa società contribuisce ad un certo tipo di architettura e urbanistica).

Vediamo anche che l’urbanistica determina il tipo di comunità: lo sappiamo già dalla biologia (l’ambiente condiziona l’individuo e le popolazioni), questo poi si ritrova nelle scienze sociali nella riproduzione degli stili di vita nelle generazioni.

Urbanistica e architettura

Giancarlo de Carlo, architetto che ha fatto l’Università di Urbino, Carlo Melograni un altro. Vicini alla corrente del brutalismo: elementi strutturali non si camuffano. Riprendono Herman Hertzberger. Case basse che producevano spazi urbani che permettevano sfumature dalla dimensione privata a quella pubblica, non c’è filtro, palazzi si aprono sulla strada.

Definizione di urbanistica

Come definiamo l’urbanistica? È una scienza, una disciplina, una tecnica? Disciplina aperta al dialogo interdisciplinare. Per parlare di urbanistica in alcuni casi si parla di urbanistica, in altri di pianificazione. Urbanistica ha radice urbs, dentro la parola c’è la città. Pianificazione radice piano, traduzione di planning. Si usano come sinonimi urbanistica e pianificazione, ma non è così, lo si fa da quando la cultura internazionale è diventata dominante: planning è il modo tipico internazionale per dire urbanistica.

Urbanistica è la disciplina. Nel termine pianificazione si mette in evidenza il piano, che è un mezzo, uno strumento della disciplina dell’urbanistica → urbanistica e pianificazione come sinonimi non è corretto. In Italia, dato che pianificazione viene da planning e planning è generale, parliamo di pianificazione per dire in generale planning, e l’urbanistica diventa una parte della pianificazione, quella che si occupa di più della città, poi c’è la pianificazione regionale, territoriale ecc. Riflessione sugli strumenti sta diventando preponderante rispetto a ciò che sta a monte e a valle, in Italia lo strumento principale è il piano regolatore, ed è su questo che si concentrano solitamente i corsi di urbanistica.

Conflitti e dimensione politica

Facciamo esperienza di pianificazione diretta e indiretta continuamente. Urbanistica contiene conflitti relativi a questioni di potere e di interessi confliggenti. Questa dimensione è necessaria da considerare per comprendere perché una città è fatta così. Urbanistica ha una dimensione politica importante. Punto importante da riconoscere: la tecnica non può mai essere avulsa da un pensiero, da un punto di vista, scelta della tecnica è sempre politica.

Nota sul libro Roma moderna: Insolera cerca le ragioni dietro a ciascuna trasformazione della città. Negli studi urbani è meglio partire dalla realtà e capire come si è arrivati, invece che partire dalle intenzioni. Qui ritorna la dimensione politica.

Altra grande differenza tra architettura e urbanistica. In architettura, la politica si realizza nel tipo di opera che fai, nel linguaggio architettonico, l’impatto della politica potrebbe essere meno forte. L’impatto delle scelte in urbanistica in termini politici è più forte: es. se tolgo tutti i trasporti pubblici impatto molto sui singoli. L’urbanistica ha a che fare con una collettività difficilmente descrivibile come comunità, nelle città ci sono interessi diversissimi.

Urbanistica e pianificazione

Riassumendo. Siamo molto più urbanisti di quanto pensiamo, in quanto pianificatori (es. pianificare un viaggio). Urbanistica e pianificazione: termine pianificazione lo usiamo come traduzione di planning, in senso ampio, in senso stretto invece si riferisce agli strumenti, che non rappresentano però tutta la disciplina. La dimensione tecnica dell’urbanistica va sempre considerata insieme a quella politica (alcuni autori sostengono si possano separare es. Mazza, altri no come Friedman).

Funzioni e spazi urbani

6 ottobre 2022: Città tipo Berlino bambini vanno da soli fin da piccoli a scuola, ad esempio, su quella strada ci sono sistemi di controllo sociale es. panettiere. In molte periferie di città come Roma mancano alcune funzioni intrecciate necessarie alla vita urbana come luogo dell’incontro (LeFebvre, vd. “Il diritto alla città”), invece le città oggi sono o luoghi del commercio o luoghi per vivere e basta. Le periferie sono pensate solo come luogo abitativo e adibito ai centri commerciali. Centri commerciali nascono nei suburbs americani facendo riferimento alle piazze delle città europee. Questo è un altro esempio di come facciamo anche inconsapevolmente pensiero urbanistico fin da piccoli.

Distinzione tra urbanistica e altre discipline

Distinzione essenziale: urbanistica rispetto ad altre discipline è una disciplina normativa, prescrittiva, diversamente dalla geografia. Geografi studiano lo spazio urbano per conoscerlo // urbanisti lo studiano con l’idea di cambiarlo, che l’idea di realtà esistente possa essere modificata. Urbanisti potenzialmente possono essere tutti i cittadini che fanno riflessioni simili al fine di modificare la società. Il tecnico urbanista è quello che indica la strada migliore per risolvere il problema, ma le idee possono venire da tutti. Urbanistica a cavallo tra disciplina tecnica e sociale. Le discipline analitiche cercano di spiegare le cause delle forze, discipline come l’architettura spiegano anche il come. Ma i come senza i perché non hanno senso. Costitutivamente orientamento transdisciplinare l’urbanistica, tiene insieme componenti di matrice analitica (perché) e tecnica (come?). Riferimento ad Insolera: spiega perché Roma è come è.

Ripasso e introduzione alle teorie della pianificazione

11 ottobre 2022: Ripasso. Ciascuno di noi nei fatti fa esperienza di pianificazione. Dobbiamo quindi comprendere quale sia la competenza specifica della disciplina dell’urbanistica/pianificazione.

Teorie della pianificazione

Urbanistica | Cosa. Introduzione alle teorie della pianificazione. Teorie della pianificazione: preliminarmente diremo che spiegano cosa è la pianificazione e a cosa serve, come funziona. In urbanistica possiamo parlare di programmazione // progettazione: diverse per il tipo di cultura e di approccio che portano avanti. In urbanistica è fondamentale parlare di regolazione, questo perché lo strumento fondamentale dell’urbanistica è il piano regolatore (è ciò che con cogenza diretta può decidere in un certo spazio, è conformativo della proprietà, dice per ciascuna area di chi è e cosa si può fare in quell’area).

Qual è in urbanistica la relazione tra teoria e pratica? Teoria e pratica nel campo dell’urbanistica sono inscindibili: non esiste teoria senza pratica, ma neppure pratica senza riflessione teorica. Orientamento dell’urbanistica: far sì che le cose accadano, si cerca di far succedere realmente le cose. Per far avvenire il cambiamento bisogna avere chiaro che ci sono diversi modi perché ciò accada. Il piano regolatore quindi è uno strumento, non è tutta l’urbanistica, ce ne sono tanti altri; è essenziale solo perché deve porre dei limiti più in termini burocratici, di coerenza. Ci sono tanti modi possibili non solo perché ci sono tanti strumenti possibili, ma anche perché ci sono tante situazioni di contesto diverse e specifiche. Per l’urbanistica teoria e pratica sono strettamente connesse.

Teorie sostantive e procedurali

Diversi e molteplici modi di affrontare le Teorie della progettazione. Esistono diverse famiglie di teorie e diverse teorie all’interno di ciascuna famiglia. Andreas Faludi distingue tra teorie sostantive e teorie procedurali.

  • Teorie sostantive: partono dall’oggetto.
  • Teorie procedurali: sono astratte, indipendenti dall’oggetto (es. primo principio della termodinamica, separate dall’oggetto nel senso che non cambia se cade una foglia o un sasso).

Secondo Faludi, solo le teorie procedurali sono “vere teorie”. Andreas Faludi studia a Vienna, lavora in Olanda, paese in cui si è praticata di più l’urbanistica. Focus sull’Olanda. Netherlands = terre basse. Si cercò di recuperare terre sommerse dall’acqua, con progetti idraulici. Nasce in tempi recenti un Movimento contro l’urbanistica, contro la pianificazione, che la giudica una dittatura.

Testi di riferimento di Faludi. 1973 “A Reader in Planning Theory” (Oxford: Pergamon); 1978, “Essays on Planning Theory and Education” (Oxford, Pergamon). Faludi si è occupato anche della pianificazione a livello europeo, European Spatial Development Plan: gruppo di ricerca per capire quale potesse essere la configurazione dell’Europa. Ha una esperienza sia di didattica che di ricerca. È stato al centro di un dibattito dopo la pubblicazione del testo del 1973, in cui mette in fila una serie di teorie ed interpretazioni della pianificazione e propone una sua idea di teorie della pianificazione. NB: lui non è un teorico puro. Egli sostiene che esistano 2 modi di affrontare le teorie della pianificazione:

  1. Sostantive: se devo dire cosa è la pianificazione, e se dico che si occupa di città e territori uso una teoria sostantiva, perché parto dall’oggetto di studi. Ma non è sufficiente parlare dell’oggetto dell’urbanistica per spiegarla: è necessario specificare teorie e pratiche di riferimento, specifiche della determinata disciplina.
  2. Procedurali: le uniche teorie valide per l’urbanistica. Bisogna dire ad esempio che l’urbanistica è prescrittiva, che strumenti usa. Per spiegare veramente cos’è l’urbanistica occorrono teorie procedurali, che non partono dall’oggetto, ma sono astratte e generali.

Critica a Faludi

Critica a Faludi: non possiamo pensare che le teorie dell’urbanistica non dipendano dall’oggetto, è importante la specificità di un contesto. Le teorie della pianificazione non possono essere pienamente sostantive, relative all’oggetto ma neanche solo procedurali, perché non aiutano a risolvere i problemi concreti: sono troppo astratte e generali. La risposta così radicale di Faludi, bianco o nero, ha scatenato un enorme dibattito tra teorici. Faludi e anche Pizzo: l’unica critica rilevante è quella del gruppo dei neosostantivisti che ragiona come Pizzo ci spiega. Le teorie sostantive non spiegano da sole le cose, ma bisogna ricordare che l’urbanistica è site-specific, non si può prescindere dall’oggetto.

Le teorie procedurali sulla pianificazione sono un set di procedure, un insieme, un sistema che costituiscono proprio il cuore della pianificazione. Riprendono la procedura utilizzata per prendere decisioni per certi territori, spiegano questo processo decisionale, il passaggio da obiettivo a decisione. Questo modus operandi si applica a qualsiasi contesto (riprendiamo quanto dicevamo nelle lezioni introduttive, modus operandi che applichiamo anche nell’organizzazione di un viaggio).

Faludi e la pianificazione

Diverse famiglie di teorie, e diverse teorie all’interno di ciascuna famiglia “Planning is a set of procedures. The theory we present rests on this belief. We will analyze the implications of this assertion and then identify the steps on behavior in fields where planning, as we define it, is practiced. What we have to say applies equally well to such diverse endeavours as urban land use planning, national economic planning, business planning, and others, for the same steps are followed no matter what the substantive or geographic focus”. Qui parla di pianificazione in modo generale, non necessariamente della pianificazione spaziale, urbana, territoriale ossia dell’urbanistica. Critica il modo di fare urbanistica (in particolare il salto creativo connesso alle analisi prima del piano). Cerca un tipo di legittimazione per la pianificazione simile a quella di altre scienze.

La natura specifica della pianificazione. Teoria della pianificazione è strettamente connessa alla pratica. Riferimento all’incrementalismo, teoria dei processi decisionali utilizzata anche in urbanistica che procede per piccoli aggiustamenti, senza obiettivo di lunga durata prefissato. È più importante considerare vincoli di tempo e di budget, più che l’obiettivo finale. Gli elementi dei set di procedure possono cambiare.

Se consideriamo la pianificazione come set di procedure, il focus è su come vengono prese le decisioni, sul processo decisionale, e sulla logica che lo guida. Questo rende la teoria “astratta e generale” perché il processo può essere applicato a contesti e situazioni (ambienti) molto diversi. L’esistenza di teorie astratte e generali permette di unificare la pianificazione sotto pochi riferimenti, Faludi negli anni ‘70 cerca di avvicinarla alle scienze dure, in modo tale da massimizzare la potenzialità della disciplina di essere ascoltata con uno statuto disciplinare più forte. Faludi vuole rispondere ad un problema di legittimazione.

Il piano regolatore di Roma

Piano regolatore di Piccinato a Roma. Previsioni che ha fatto in termini di numerosità della popolazione: dagli anni ’60 agli anni ’70 Roma sarebbe arrivata a 5 milioni di abitanti, numero mai teoricamente raggiunto. Predominanza di alcune élite imprenditoriali anche nella costruzione del piano regolatore. Vd. caso di Puccini: imprenditore romano che ha realizzato grattacieli abusivamente a Roma zona Axa, Acilia, lo stesso del lago allo SNIA. Vd. dibattito “Terrazze del Presidente”. Il comune alla fine ha negoziato con l’imprenditore, deve restituire al pubblico beni pari al danno procurato. Non è mai accaduto quanto richiesto, ovvero il raddoppio della strada per favorire la circolazione.

Ritorniamo alla legittimazione dell’urbanistica desiderata da Faludi. Ma la sua riflessione è girata solo tra gli urbanisti che hanno interesse per la teoria al di là della professione. Altra spiegazione di Faludi:

“The theory of planning rests on a distinction between a) Theories used to comprehend the milieu within which planning operates and b) theories of how planning itself works. The theory of planning is concerned with the latter as opposed to, for example, 'economic theory’ and 'social theory' which planners and others use to structure their understanding of economy and society. The proponents of the theory of planning thus argue that 'procedural knowledge' is distinct from 'substantive knowledge' and that this distinction holds for all types of planning: planning theory deals with those features of organizations and procedures of planning which are similar in all its field, including their systematic variations”.

Conclusioni

13 ottobre 2022: In questo corso ci soffermeremo sulle teorie di Faludi e di Ferrara. Le teorie di Faludi sono degli anni ’70. Distingue tra teorie sostantive e procedurali. Domanda tipica esame: come definiresti l’urbanistica con una teoria sostantiva? L’urbanistica è una disciplina che studia città e territori, oppure il rapporto tra spazio e società. Da un lato definiamo l’urbanistica che studia città e territori, dall’altro studiamo la pianificazione che Faludi presenta come un processo decisionale. La pianificazione urbana per come la stiamo studiando noi è a metà tra il set di procedure (teorie procedurali) e l’urbanistica come definizione sostantiva. Per questo Faludi accetta la critica dei neosostantivisti, che sostiene proprio questo. Se facciamo coincidere pianificazione (tipo quella del viaggio) con un processo decisionale allora potrebbe essere separabile dall’oggetto, ma dal momento che ci stiamo occupando di pianificazione dobbiamo considerare per forza l’oggetto, per questo ci serve un approccio intermedio tra le teorie (neosostantivisti). Le teorie procedurali invece non arrivano ai contesti concreti, specifici, socio-culturali.

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/21 Urbanistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elisabetta.chiesa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Progettazione urbanistica 1 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Pizzo Barbara.
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