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Storia economica del mondo

“Non esiste un rapporto sistematico fra istituzioni e realtà economica. Ogni tentativo di comprendere la natura e le modalità dello sviluppo economico prescindendo dallo studio delle istituzioni, è destinato al fallimento” Cameron. Egli mette in luce il fattore dei processi istituzionali nel tentativo di comprendere la storia economica. Prende ad esempio la curva logistica che rappresenta la legge di evoluzione di una popolazione e più in generale di una specie vivente. Cameron la utilizza per descrivere le fasi di sviluppo e crescita economica succedutesi a partire dal basso medioevo in Europa.

Le quattro fasi logistiche nella storia economica europea

Si identificano quattro fasi, logistiche, nella storia economica europea. Fasi che trovano uno sviluppo importante e poi trovano dei break:

  • La prima fase, databile intorno al XII secolo, è interrotta dalla diffusione della peste nera della metà del Trecento, si diffonde in Europa e parte dalla Cina. Causa di alcune élite di mercanti italiani che hanno rapporti con la Cina. Provoca circa il dimezzamento della popolazione europea.
  • La seconda fase si avvia alla metà del Quattrocento, in coincidenza con l’avvio dell’espansione extraeuropea e prosegue sino alla metà del Seicento. Fase importantissima che attraversa ridimensionamento.
  • La terza fase risale all’incirca alla metà del Settecento e coincide con l’avvio della cosiddetta rivoluzione industriale inglese. Si sviluppa in Europa e poi negli USA. La fase forse di più grande sviluppo economico. Il break lo si ha con la Prima guerra mondiale. Primato della grandezza passa dall’Inghilterra agli USA.
  • La quarta fase parte dalla metà del Novecento dopo le due guerre mondiali e si protrae fino al 2008.

Globalizzazione e sviluppo economico

Ultimo termine per legare il nesso che lega istituzioni a sviluppo economico è: globalizzazione. Le quattro logistiche si sovrappongono in parte con i processi di globalizzazione, in totale tre. La globalizzazione è un fenomeno che non conosce storia. Esse sono:

  • Post-colombiana, coincide con la seconda logistica, epoca delle grandi scoperte geografiche. Preparata dalle innovazioni istituzionali e influenzata dalla Spagna; ebbe come conseguenza la formazione di grandi imperi coloniali.
  • Ottocentesca, sotto il controllo dell’Inghilterra. La prima nazione industriale, chiamata l’officina del mondo, coincide con l’affermazione del liberismo economico e l’esaltazione del mercato.
  • Tardo novecentesca, si avvia dagli anni Ottanta del secolo precedente, il primato è guidato dagli Stati Uniti d’America e trae vigore dalla fine del secolo breve: fine guerra fredda e caduta definitiva dell’URSS.

Proprio a causa di questi movimenti la globalizzazione viene spesso criticata dagli storici attuali. Se globalizzazione intendiamo libertà di movimento e di commercio, oggi assistiamo a un arretramento di questi movimenti. Passo completo indietro. Fase in cui vi è una nuova competizione economica, pacifica: fra Stati Uniti d’America e Cina.

Disuguaglianza e distribuzione delle ricchezze

La disuguaglianza. Lo sviluppo economico ha accentuato o ridotto la diseguaglianza fra paesi individui e stati sociali? Le nuove ricchezze sono state distribuite in maniera equa o ha creato una nuova moltitudine di poveri? Questione complessa e controversa, che interessa i paesi occidentali. La terza globalizzazione sta riducendo la capacità di spesa e di reddito delle nazioni europee. Alcuni ceti sociali all’interno dell’Occidente si stanno piano piano impoverendo. I centri sociali populistici traggono spunto proprio da questo. Aree di sviluppo economico e industriale stanno decrescendo con il tempo.

Perché partiamo dal basso medioevo?

La modernità viene fatta coincidere con il processo di industrializzazione inglese. Tutto quello che precede il Settecento viene trattato in maniera molto sintetica. Grande errore. Durante il XII e XIII secolo si crea un’Europa che ha i tratti comuni contemporanei, area frammentata dal punto di vista politico, ma con tratti comuni in essa. Inizia ad essere utilizzato il termine ‘Europa’. I tratti comuni sono l’unità religiosa, con a capo l’autorevolezza del papato; e la relativa uniformità nell’organizzazione economica e sociale: la signoria terriera e la città. La signoria terriera (pars dominica e pars massaricia) organizzava la produzione agricola utilizzando prevalentemente il lavoro servile, i cosiddetti ‘servi della gleba’. Le città che sorgono ex novo o vengono rifondate, organizzavano la produzione di beni non agricoli.

Inizia a profilarsi in questo periodo la costruzione di un’economia di mercato, un antenato del capitalismo. Un tipo di circolazione della produzione, agricola e no, sullo scambio di merci, valutate sulla base di un prezzo, vale a dire in base ad una espressione monetaria. La creazione di una economia di mercato è sorretta dall’introduzione di alcune innovazioni istituzionali. Adam Smith utilizza la metafora della “mano invisibile”. Un italiano la chiamava “mano suprema”. Si intendeva un meccanismo impersonale e tendenzialmente efficiente, che determinando l’incontro tra domanda e offerta le equilibra attraverso il meccanismo dei prezzi. Secondo l’affermazione di Smith, il mercato è un meccanismo in grado di autoregolamentarsi e di agire in una sorta di vuoto pneumatico, un meccanismo naturale.

Il mercato è un’istituzione emersa gradatamente nel corso della plurisecolare storia economica europea, grazie all’aiuto di istituzioni. L’economia di mercato nasce in un determinato periodo storico ed ebbe profondamente bisogno di istituzioni che dovevano regolamentarlo. Senza quelle istituzioni non avrebbe potuto sorgere e funzionare. L’espressione di Smith è alquanto ideologica, la storia la confuta.

Analisi della prima logistica

Durante la prima logistica vengono poste le basi della globalizzazione post-colombiana e determina la fuoriuscita dell’Europa dalla posizione cui era stata relegata dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente. Dopo la caduta di esso, le civiltà arabe e cinese erano notevolmente superiori, maggiori tecnologie. L’Europa era un angolo qualsiasi del mondo con scarse relazioni con le aree continentali asiatiche e africane, nonostante i contatti con i due imperi mediterranei confinanti appariva frammentata e politicamente periferica. (esempio di come la storia non vada mai in un’unica direzione).

Inizia a mettersi in atto un circolo vizioso: dal XII secolo vi è una ripresa demografica (da 40 a 70 milioni, quasi un cinquanta percento) di conseguenza vi è un sensibile aumento della produzione agricola. La produzione agricola determina la creazione di surplus agricoli, eccedenze che vengono scambiate, creazione di una economia di mercato non soltanto a breve distanza fra comunità limitrofe, ma anche a lunga. A sua volta genera una nuova urbanizzazione e nuove forme dell’economia contadina. Questa novità si concentra maggiormente in città alla guida dello sviluppo economico europeo, le città italiane sono il centro di questi scambi. Cambia la geografia economica dell’Europa, premia alcune aree: Italia centrosettentrionale, laboratorio di innovazioni monetarie. Gli italiani inventano la tratta, le banche, il debito pubblico. Le città-stato italiane sono al centro della testa dello sviluppo economico europeo, ma solo nella zona centro-settentrionale. Città del nord Europa, Lubecca, Danzica, Hansa, fanno da intermediare fra Russia ed Occidente. Inoltre, vi è Barcellona che si emancipa subito dal dominio arabo e guida il movimento della Reconquista. Ultime sono le Fiandre, intermediano fra Europa e Inghilterra.

I poli non solo sono in collegamento fra di loro, ma anche con i ricchi mercati orientali. (esempio Venezia, Genova che si spingono fino alla Cina). Meccanismi di mercato a breve distanza e poi a lunga distanza.

I progressi della produzione agricola sono determinati da una serie di elementi molto importanti: nuovi contratti agrari, come la mezzadria (contratto che implicava la suddivisione a metà del prodotto), espansione delle superfici messe a coltura (superfici paludose bonificate e disboscate), innovazioni tecnologiche (ferro da cavallo o aratro col versoio in ferro), trasformazioni nell’organizzazione delle grandi aziende signorili e agricole. Frutto del passaggio del sistema di coltivazione con la sostituzione del sistema a due campi al sistema a tre campi: da rotazione biennale a rotazione triennale.

Nasce così il fenomeno dell’inurbamento, centri di commercio e di produzione. Sia dai cittadini che dalla domanda estera. La vita economica europea è rappresentata dalla ripresa dei mercati locali; urbani, permanenti e periodici, scambi via terra e via acqua, interregionali, fiere inizialmente periodiche e poi permanenti che riunivano una sorta di élite del mercato perché si riunivano i mercanti più importanti.

Tipologia dei mercati

I mercati che nascono sono tre:

  • Locali, iniziano a tenersi presso le dimore signorili, o nei villaggi, con frequenza periodica.
  • Mercati urbani, permanenti o periodici, iniziano a svolgersi in quelle città che rappresentavano nodi essenziali dei flussi degli scambi commerciali.
  • Mercati interregionali, le fiere inizialmente periodiche, poi permanenti, riunivano i mercanti provenienti dalle principali aree europee.

Muta della popolazione

La popolazione urbana è legata all’economia di mercato, alle attività manifatturiere ed ai servizi connessi agli scambi. La popolazione urbana era formata da mercanti, che esercitavano la mercatura a livello locale, ma anche a lunga distanza; da artigiani, che esercitavano un’attività insieme produttiva e commerciale nelle botteghe (luoghi di produzione e di vendita); da lavoranti, impiegati nelle manifatture urbane; da professionisti, come notai, giudici, avvocati, medici.

La popolazione urbana agiva in maniera corporata, mai individualmente. Il riferimento è agli organismi chiamati arti in Italia, ghilde in Inghilterra, corpi di mestiere di Francia. Gerarchicamente articolati in Maggiori (Cambio, Mercanti di Lana, Notai) e Minori (Fabbri, Falegnami ecc.).

L’importanza di questo fenomeno? Questi organismi svolgevano una serie di funzioni fondamentali:

  • Funzioni di carattere assistenziale.
  • Funzioni giurisdizionali.
  • Di controllo del processo di formazione professionale e del processo o ciclo produttivo.

Come? Fissando qualità e prezzi delle materie prime, fissando il numero di lavoranti, i livelli salariali, qualità e prezzi delle merci. Stabilivano standard qualitativi elevati.

Economia di mercato e corporazioni

Quello che avveniva nelle corporazioni influenzava fortemente i criteri economici. I due criteri sono la giustizia commutativa e distributiva. Il primo fa riferimento a quanto avrebbe dovuto avvenire sul mercato, reciprocità e lo scambio tra equivalenti: le parti si scambiano i prodotti secondo la teoria del giusto prezzo (fondata da Tommaso d’Aquino). Il secondo stabiliva l’immutabilità dell’ordinamento sociale; che deve essere messo in opera dallo Stato mediante una forte regolamentazione o disciplinamento.

Disciplina del lavoro: corporazioni di mestieri (o Arti). Disciplina del commercio: sistemi annonari e calmieri. Sistemi annonari dovevano distribuire una serie di prodotti alle persone. Il disciplinamento degli scambi mirava a conservare la pace sociale. I calmieri erano una serie di norme che impedivano di salire entro una certa norma. Disciplina del comportamento: leggi suntuarie (proibivano l’ostentazione del lusso) e opere di carità.

Il bene comune e il giusto prezzo

Qual era il fine del disciplinamento? Il bene comune, il “buon governo” si applica per questo fine. Era compito delle istituzioni fissare il “giusto prezzo”, laddove il mercato lasciato a se stesso tende a creare tensione tra prezzo effettivo e prezzo vero (equo).

Tipi di economia di mercato

Che tipo di economia di mercato si profila in questo periodo? Risposta a questa domanda è duplice: dobbiamo distinguere due livelli di economia di mercato. Il primo livello è detto mercato pubblico (public market) raggruppava quella serie di mercati regolati come prodotti alimentari, dei principali manufatti, delle materie prime più usate, del lavoro. Tutti questi mercati non decidevano loro il prezzo, ma erano le istituzioni ad orientare e influenzare fortemente l’attività commerciale. Si cerca così di preservare la comunità per ottenere il bene comune. Si capisce così che il mercato lasciato a se stesso può sovvertire. Idea di fondo è che deve agevolare entrambi gli scambisti.

Il secondo è detto private market un mercato libero, sul quale operavano i grandi mercanti impegnati nel commercio a lunga distanza. Essi lucravano sui prezzi d’acquisto e prezzi di vendita (forma chiamata modernamente di arbitraggio). Mercato libero non regolamentato e trova il suo punto nodale nelle fiere che assumono una duplice funzione, fiere commerciali e finanziarie (momenti di incontro in cui non solo si scambiano le merci, ma si scambiano debiti e crediti reciproci). Debiti e crediti fra mercanti. La zona dove si svolgevano le più importanti fiere era nel mercato di Francia, nella zona della Champagne.

Innovazioni tecnologiche e organizzative

Lo sviluppo economico poggia sull’introduzione di una serie di innovazioni tecnologiche:

  • Ruota idraulica, muoveva diversi ordigni meccanici, applicati ad essa (gualchiera, serviva a battere i panni).
  • Diffusione quasi ex novo dei mulini a vento, impiegati per una serie di attività.

Innovazioni organizzative (di processo):

  • Passaggio dalla bottega artigiana alla manifattura organizzata dai mercanti-imprenditori (sono loro che organizzano il ciclo produttivo).
  • La manifattura assume due diverse forme: manifattura accentrata o ‘centralizzata’, concentrazione di lavoranti e macchinari nello stesso edificio; e manifattura ‘disseminata’ delocalizzazione di una parte della produzione nelle campagne attraverso il ricorso di lavoro a domicilio. Perché il decentramento? Da un lato mercanti e imprenditori aggiravano i vincoli corporativi operanti solo in ambito urbano con la corresponsione di salari più bassi; per le popolazioni rurali i salari monetari integravano i redditi agricoli. Il sistema di manifattura ‘disseminata’ è detto sistema dell’anticipazione o del putting out system (sistema del ‘dare fuori’) o protoindustria rurale. Si diffonde nelle campagne circostanti le grandi città e in ampie zone rurali dell’Europa medievale e poi moderna, consentì un relativo aumento del reddito, del tenore di vita, ampia circolazione monetaria e fu uno dei fattori dello sviluppo economico fino alla rivoluzione industriale.

Innovazioni istituzionali della prima logistica

Quali furono le innovazioni istituzionali della prima logistica?

  • Sfera giuridica.
  • Sfera monetaria.
  • Settore imprese.
  • Settore credito, forse il più importante.

Sfera giuridica

Il settore dove il termine giuridico può essere trasformato in norma si caratterizza:

  • Per la nascita del notariato (notai cui lo Stato certifica la publica fides fino alla certificazione dei diritti di proprietà).
  • Per la ripresa del diritto romano, operata dai dottori in legge che insegnavano nelle principali università europee.
  • Per la formazione dello ius mercatorum, formazione di un diritto proprio elaborato dai mercanti ed embrione del moderno diritto commerciale: proprio codice personale. I notai iniziano a tenere libri contabili, aiuta la costituzione della società e prendono nota dei debiti e dei fallimenti.

Sfera monetaria

Il sistema monetario è sollecitato dall’ampliamento delle transazioni commerciali. Il sistema monetario è un sistema dicotomico. Il sistema che si delinea e poggia su due pilastri: da un lato una moneta di conto o immaginaria (lira carolingia, introdotta dal padre di Carlo Magno, Pipino il breve, in base dodici) e dall’altro dalla moneta circolante (coniata con l’argento, piccola moneta che pesava 1,7 grammi, sistema monometallico). La moneta di conto inizialmente corrispondeva ad una certa quantità di Argento (lira, unità monetaria e libbra, unità monetaria inizialmente valevano la medesima cosa e pesava 408 gr di Argento) 240 denari dal peso di 1,7 grammi e dal titolo di 965 millesimi. Il titolo è il rapporto fra la presenza di materia.

Caratteristiche della sfera monetaria

Quali sono le caratteristiche della sfera monetaria? Avere un conto e avere un titolo.

Funzioni della moneta

Quali sono le funzioni della moneta? A cosa serve? La moneta è una misura di valore, rende confrontabili beni e servizi sulla base di un prezzo, moneta di conto. La seconda funzione è l’essere mezzo di pagamento o di scambio, acquisto di beni, servizi e pagamento delle imposte, moneta circolante. Ultima funzione è di riserva di valore, conservazione del valore nel tempo, moneta circolante. (Keynes sosteneva la riserva di valore, tesaurizzazione).

L’inadeguatezza del sistema monetario post-carolingio prese avvio una vera e propria rivoluzione monetaria. In che senso parliamo di inadeguatezza? Da un lato la circolazione monetaria si imperniava sui soli denari che nel corso del tempo risultarono di peso e sempre minore e una circolazione monetaria geograficamente limitata; dall’altro lato iniziarono a coesistere lire locali (monete di conto) molto diverse tra di loro in rapporto al numero di denari che si ricavano da esse, e dunque del peso. Viene meno la coincidenza iniziale e l’unità monetaria, regna una situazione caotica, ogni area aveva la sua moneta. Le esigenze degli scambi e del commercio internazionale imposero il ricorso a monete circolanti di peso maggiore e tendenzialmente stabile. Questa rivoluzione viene applicata a Venezia e Genova. Nuova moneta di 2,2 grammi d’argento. Si ritorna all’oro in conseguenza allo scambio di forti rapporti commerciali fra occidente e oriente.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gabriel.girardi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Fornasari Massimo.
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