Definizione
X insieme tot ordinato, E ∈ X. E è limitato superiormente se E ha un maggiorante. E è limitato inferiormente se E ha un minorante.
Esempio
Es X = ℚ ∈ ∃ ŷ ℚ : x > &fracsp;p;q&frasp; con p ∈ ℤ, q ∈ ℤ, p > 0, q > 0.
E è lim. inferiore? Sì, da zero (m - 0 è un minorante di E.
E è lim. superiore? No. m = &fracsp;a;b&frasp; un magg di E.
- A e b sono discordi, impossibile, m sarebbe negativo.
- A e b sono negativi. ⇒ m = − &fracsp;a;b&frasp;, posso supporre m = − &fracsp;a;b&frasp;.
A > 0, B > 0.
Dunque ∀ x ∈ E, x ≤ M, x ≤ m = &fracsp;A;B&frasp;.
Ma &fracsp;x;̀è = &fracsp;a+b;b&frasp; ∈ E. E (A+1, B positivi) &fracsp;a+b;b&frasp; > &fracsp;a;b&frasp; → &fracsp;a;b&frasp; (non può essere un maggiorante).
Es X = ℚ, E = &bigg{;&smash[b]{&fraction&Case{m-1}{m+1};&bigg;}.
| M | O | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | ||
| M−1 | M+1 | −1 | O | ≈ &fracsp;1;3&frasp; | ≈ &fracsp;2;3&frasp; | ≈ &fracsp;3;4&frasp; | ≈ &fracsp;3;5&frasp; | ≈ &fracsp;5;6&frasp; |
E è inferiormente limitato? Sì, -1 è un minorante.
Minorante −1 ≈ &fracsp;M-1;M+1&frasp; M+∼ > 0 &right; moltiplico per M+1. −(1)(M+1) ≤ M-∼- M-1 ≤ M-∼-2 m ≤ 0.
Definizione
X insieme tot ordinato, E ∈ X. E è limitato superiormente se E ha un maggiorante. E è limitato inferiormente se E ha un minorante.
Esempio
Es X = ℚ E = { x ∈ ℚ : x > p/q con p ∈ ℤ, q ∈ ℤ, p > 0, q > 0 }.
E' lim. inferioremente? Sì, da zero (m = 0 è un minorante di E.
E' lim. superiormente? No. M = a/b un magg di E.
- A e b sono discordi, impossibile, M sarebbe negativo.
- A e b sono negativi, m = -a/-b, posso supporre m = a/b.
A > 0, B > 0.
Dunque ∀ x ∈ E, x ≤ M, X ≤ M = a/b.
MA X = a/b + ɛ ∈ E (a + 1, b positivi). Può: a/b + ɛ > a/b ⇒ a/b (non può essere un maggiorante).
Es X = ℚ, E = { M-1/M+1 }.
| M | 0 | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 |
| -1 | 0 | 1/3 | 1/2 | 3/5 | 5/6 |
E è inferiormente limitato? Sì, -1 è un minorante.
Minorante -1 M-1/M+1. M+1 > 0 ⇒ moltiplico per M+1. (-1)(M+1) ≤ M-1.
- -M -1 ≤ M-1.
- -2M ≤ 0.
E è super limitato? Sì, 1 è un maggiorante.
M-1/M+1 ≤ 1.
E è limitato.
Definizione
Sia X un insieme totalmente ordinato, sia E ⊆ X.
Si ha che ∃x ⊆X è un massimo per E se:
- x ∈ E.
- x è un maggiorante di E.
Es. nell’es precedente -1 ∈ E → -1 è un minimo di E. 1 ∉ E → 1 non è un massimo di E.
M-1/M+1 = 1; M-1 = M+1; -1 = 1 impossibile.
In realtà si dimostra che questo insieme E non ha un massimo.
Sia M-1/M+1 ∈ E un massimo di E. Faccio vedere che questo x non è un maggiorante di E.
Y = (M0+1) - 1/(M0+1) + 1 = M0/M0 + 2.
Faccio vedere che x < y.
M0-1/M0+1 < M0/M0+2 ↔ (M0 - 1)(M0 + 2) < M0(M0 + 1).
M02 + M0 - 2 < M02 + M0 -2 < 0 ∀ M0 ≥ 0.
Quindi x = M0-1/M0+1 non può essere un maggiorante, quindi E non ha un minimo.
Proposizione
X insieme tot. ordinato, E X se E ammette massimo (o minimo), supponiamo X1 < X2 sono entrambi massimi di E.
Dimostrazione
Per assurdo supponiamo che X1 < X2 sono entrambi massimi di E.
X1 ∈ E, X1 è magg di E ⇒ X1 ≤ X2.
X2 ∈ E, X2 è magg di E ⇒ X2 ≤ X1.
Segue che X1 = X2 (propr. antisimmetrica) della relazione d'ordine.
Definizione
Sia E X, X ins. tot. ord. Sia E super. limitato, si dice estremo superiore di E, si indica con supE, un minimo λ ∈ X che sia il minimo dei maggioranti di E (se ∃).
Se E non è sup. limitato, allora scriviamo supE = +∞.
Idem per l'estremo inferiore, infE è il max dei minoranti di E, se E è un. inferiormente.
Proposizione
Se ∃, sup E è unico.
Dimostrazione
Segue dall'unicità del minimo di un insieme (in questo caso, dell'insieme dei maggioranti di E).
Dimostrazione
Sia X̄ il massimo di E (la indichiamo con maxE). x è un maggiorante.
Sia y un altro maggiorante di E. Allora x ∈ E ≤ y.
Dunque x è il minimo dei maggioranti ⇒ x = sup E.
Esempio
Es E = {m-1/m+1, m ∈ N }.
Dimostriamo che 1 è l'ultimo superiore di E.
- 1 è un maggiorante: già vista.
- Se y è un maggiorante ⇒ 1 ≤ y equivalentemente dimostro se y.
Sia dunque y. Devo trovare un m ∈ N tale che y m-1/m+1 ∈ E.
m+1 > 0 ⇒ y (m-1) 1 + y (1-y > 0) m > 1+y/1-y.
Mi basta prendere m un qualunque intero più grande del numero y 1-m/1+m ⇒ y non è un maggiorante di E.
Esempio notevole
Sia E = { xi ∈ ℚ | i = 0, 1, 2,... dove xi e' il piu' grande numero con i cifre decimali dopo la virgola, tale che xi2 ≤ 2 }.
| λ | Conti | xλ |
| 0 | 02 = 0 | 1 |
| 1 | 12 = 1 | 1,4 |
| 1,4 | 1,42 = 1,96 | 1,41 |
| 1,41 | 1,412 = 1,99 | 1,42 |
| 1,42 | 1,422 = 2,01 |
E = { 1, 1,4, 1,41,... }.
Maggioranti di E
2 e' un maggiorante di E (cioe' xλ ≤ 2 ∀λ = 0, 1,...).
Infatti xλ2 ≤ 2 ∀λ per definizione di E e quindi non puo' essere xλ > 2 purche' xλ2 > 4.
Idem per 1,5 per ∀λ = 0, 1, 2,... xλ ≤ 1,5 se fosse xλ > 1,5 sarebbe xλ2 > 1,52 = 2,25.
M = { 2, 1,5, 1,42,... } e' un insieme di maggioranti di E.
Supponiamo che E ammetta l'estremo superiore in ℝ (∅ ⊂ ℝ) chiamiamolo α = ⫆ allora:
- E ∃ 1 ≤ α ≤ 2 ∈ M.
- E ∃ 1,4 ≤ α ≤ 1,5 ∈ M.
- E ∃ 1,41 ≤ α ≤ 1,42 ∈ M.
- ... E ∃ 1,4142135 ≤ α ≤ 1,4142136 ∈ M.
Facciamo quadrati: 1,99... ≤ α2 ≤ 2,00....
Si può dimostrare che:
- Se E ammette sup, α = sup E, allora α2 = 2.
Segue che:
- α ∉ ℚ.
Dunque E ⊆ ℚ, ma sup E (se è) non sta.
Teorema
Ogni insieme E ⊆ ℝ, E ≠ ∅ e sup. limitato, ammette estremo superiore in ℝ.
Es nell'es precedente E = { xi ∈ ℚ tale che ... xi2 ≤ 2 } ammette estremo superiore, α = sup E, e per il punto 1) precedenti, α2 = 2.
Dunque possiamo scrivere α = √2.
Si può anche scrivere l'allineamento decimale di α = √2.
α = 1,412...
Dove le cifre dopo la virgola sono tali che se cancello tutto quello che compare dopo la i-esima cifra, resta esattamente xi.
Teorema
Generalizzando la discussione precedente, sia y > 0, y ∈ ℝ, sia m un intero positivo, allora ∃ ed è unico il numero x ∈ ℝ, x > 0, tale che xm = y.
Si dice che x è la radice ennesima di y, e si scrive x = √my = y1/m.
Dimostrazione
E = { xi ∈ ℚ: xi è il più grande numero razionale, con i cifra decim. Tale che xim ≤ y }.
Si dimostra che E' E' superiormente limitato, e che il supE e' il numero cercato █.
Osservazione
Nella dim. precedente, al posto di E posso prendere ̃ ={∈ℚ, >0 tale che ᵐ≤} ̅={∈ℝ, >0 tale che ᵐ≤}.
Definizione
Sia = /, con , ∈ ℕ, ≠0 primi tra loro. Sia ∈ℝ, >0.
Si definisce ᶜ= / : = (1/) = ()1/.
Analogamente, se = / ≠0, ∈ℤ (anche negatini) (primi tra loro).
Y ̅ᶜ = / = (1/) = ()1/.
Ricordo che ᵐ se 0) e' ᵐ = 1/−.
Es −7 = 1/−(−7) = 1/7.
Esempio
Es 2√2 = ?
√2 ∈ℝ, √2 ∉ℚ.
Si ragiona "per approssimazioni successive".
√2 ≃1,4142...
₀ =1,4; ₁ =1,4; ₂ =1,41; ₃ =1,414...
22 =4.
21,4 =214/10 =27/5=2=(27/5)².
21,41 =
PoiChe' 2>1 al crescere degli esponenti ₀ ≤ ₁ ≤ ₂ cresce anche 2₀ ≤ 2₁ ≤ 2₂...
E = { 2x0, 2x1, 2x2 }.
2√2 := sup E.
In generale
Volendo definire yκ con y > 1 (idem per 0 < y < 1) scrivo (κ ≥ 0).
c = a0.a1.a2... a0 ∈ N. a1, a2, a3 = {0, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9}.
E = { ya0, ya0a1, ya0a1a2, ... }.
Poniamo yκ := sup E.
Osserviamo se c ∈ Q.
Es E = { y3, y3.3, y3.6; ... }.
sup E = y3.76....
Osservazione: valgono le solite regole dell'elevamento a potenza.
Osservazione. N.B. se y > 0 yn e' positivo.
Cioè √4 = 2. x2 = 4, x = ±2.
Proposizione
Sia a > 0, a ≠ 1 (a ∈ R) e sia y ∈ R, y > 0.
∃ ed è unico il numero x ∈ R tale che ax = y.
Si dice che x e' il logaritmo in base a di y, x = alog(y).
Dimostraz. Valgono le proprieta' dei logaritmi.
Valore assoluto
Definizione
Sia x ∈ ℝ, si dice valore assoluto di x il numero reale |x| definita da:
|x| = { x se x ≥ 0 -x se x < 0.
Proposizione
∀x ∈ ℝ e ∀a ∈ ℝ, a ≥ 0 si ha |x| ≤ a ⟷ -a ≤ x ≤ a.
Dimostrazione
⇒ x ≥ 0 allora |x| ≤ a diventa x ≤ a dunque 0 ≤ x ≤ a ⇒ -a ≤ x ≤ a.
• x < 0 allora |x| ≤ a diventa -x ≤ a ⟹ -a ≤ x dunque -a ≤ x < 0 ⟹ -a ≤ x ≤ a.
⇐ • x ≥ 0 allora |x| = x dunque |x| ≤ a diventa x ≤ a vero per ipotesi.
• x < 0 allora |x| = -x dunque |x| ≤ a diventa -x ≤ a cioè -a ≤ x vero per ipot..
Teorema (Disug. triangolare)
∀x, y ∈ ℝ si ha |x + y| ≤ |x| + |y|.
Dimostrazione
Supponiamo che -|x| ≤ x ≤ |x| (⟷ |x| ≤ |x|) -|y| ≤ y ≤ |y|.
Sostituendo -|x| - |y| ≤ x + y ≤ |x| + |y| - a(|x|+|y|) ≤ x+y ≤ a(|x|+|y|) (per la propos. preced) |x+y| ≤ |x|+|y|.
Definizione
Siano a, b ∈ R, a < b si dice intervallo limitato di R un sottoinsieme di R del tipo seguente:
- [a, b] = {x ∈ R: a ≤ x ≤ b} Intervallo chiuso.
- (a, b) = {x ∈ R: a < x < b} " aperto.
- [a, b) = {x ∈ R: a ≤ x < b} " semiaperto a dx.
- (a, b] = {x ∈ R: a < x ≤ b} " a sx.
Limitati nel senso delle def. viste prima. a è un minorante, b è un maggiorante.
Si dicono int. illimitati i seguenti sottoinsiemi di R sia a ∈ R:
- (a, +∞) = {x ∈ R: a < x} Aperto.
- [a, +∞) = {x ∈ R: a ≤ x} Chiuso.
- (-∞, +∞) = R.
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Appunti lezione Analisi 1
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Appunti terza lezione di Metodologia clinica 1
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Appunti Terza prova intercorso Analisi matematica 1
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