APPUNTI DI
“LABORATORIO DI PROGETTAZIONE STRUTTURALE”
PROF. Mario De Stefano _ A.A. 2020/2021
Studentessa: Letizia Panetta
Modulo di Tecnica delle costruzioni
Professore: Mario De Stefano →
Testo consigliato: “Strutture in cemento armato”, Hoepli, Milano 2008 (Cosenza, Manfredi, Pecce) Non
indispensabile ai fini dell’esame in quanto troppo dettagliato e complesso
Programma riassuntivo _ Tecnica delle costruzioni
• L’architettura in relazione al rischio sismico (pp. 2-16)
• Conferenza “Il materiale muratura e i modelli fisico-matematici” (pp. 17-21)
• Criteri di progettazione in zona sismica (pp. 22-26)
• Conferenza “Meccanismi di collasso e di rottura di pareti ed edifici in muratura” (pp. 27-30)
• Conferenza “Le cattedrali gotiche” (pp. 31-32)
• Progettazione antisismica delle strutture in calcestruzzo armato (pp. 33-38)
• Le caratteristiche del calcestruzzo e dell'acciaio (pp. 39-45)
• Stati Limite Ultimi per le tensioni normali e momento flettente (pp. 46-59)
• Analisi strutturale (pp. 60-66)
• Strutture in acciaio (pp. 67-70)
• Risposta sismica delle costruzioni in acciaio (pp. 71-75)
• Domande d'esame (pp. 76-78)
Tecnica delle costruzioni _ Mario De Stefano Lezione n.1 _ 26/02/2021
L’architettura in relazione al rischio sismico
Introduzione al corso
Sono molteplici i materiali attualmente utilizzati nell’edilizia; in Italia la maggior parte degli edifici sono realizzati
in calcestruzzo armato, perciò, il corso si concentrerà maggiormente sul calcestruzzo e sull’acciaio analizzando
in principio le loro caratteristiche.
Un ulteriore tema affrontato dal corso sarà l’analisi strutturale con le basi apprese dalla scienza delle costruzioni
(metodo delle forze, metodo degli spostamenti). Si considera però che nella scienza delle costruzioni è ancora
possibile effettuare i calcoli “a mano” perché i gradi di iper-staticità sono pochi, in questo caso i gradi di iper-
staticità aumentano ed è necessario utilizzare il metodo matriciale o degli strumenti di calcolo.
Le norme attuali richiedono delle prestazioni strutturali specifiche per ogni tipo di struttura. Le prime norme
pretendevano che le strutture di nuova costruzione non arrivassero al collasso ma, via via che le norme vengono
aggiornate, viene richiesto agli edifici una prestazione sempre maggiore, ovvero l’essere danneggiati il meno
“stati
possibile (ad esempio in caso di terremoti). Per rispettare la norma vengono svolte delle valutazioni sugli
limite”, ovvero per ogni condizione di funzionamento la struttura deve fornire determinate risposte prestazionali.
Per le strutture ordinarie gli stati limite da considerare sono due:
→
• Stato limite ultimo dimensione del collasso
→
• Stato limite di servizio dimensione del danneggiamento ma non del collasso
Per le strutture speciali, oltre a questi stati limite ne vanno considerati degli altri aggiunti. In sintesi, potremmo
dire che nell’esempio di un terremoto violento, alle strutture ordinarie viene richiesto di non collassare, mentre
alle strutture speciali (es. ospedale) viene richiesto anche di continuare a funzionare.
Il comportamento sismico dei sistemi architettonici
Le statistiche degli ultimi
25 anni che interessano le
catastrofi naturali (terremoti,
uragani, inondazioni, ecc.)
mostrano dei dati significativi
in termini di persone colpite
e vittime di questi eventi.
L’evento naturale “killer”
è il terremoto, in quanto
proporzionalmente rispetto
alle persone colpite, il numero
di vittime è altissimo (1,38%
delle persone colpite, contro
le inondazioni ad esempio
che apportano uno 0,014% di
vittime).
Il terremoto è così pericoloso
perché non è possibile
prevederlo con certezza per
poter prevenire i danni. 3
Tecnica delle costruzioni _ Mario De Stefano Lezione n.1 _ 26/02/2021
1. La pericolosità sismica è stata studiata e monitorata negli anni per essere graficizzata in mappe sismiche che
fanno da guida per la progettazione.
2. La vulnerabilità sismica è il fattore sul quale il progettista deve lavorare, ovvero è necessario progettare edifici
i cui danni in caso di terremoto sono minimi, ovvero bisogna cercare di abbassare il più possibile la vulnerabilità
sismica degli edifici che verranno realizzati.
3. L’esposizione sismica è strettamente relazionata alla destinazione d’uso, ad esempio se un edificio è aperto/
accessibile solo in alcune ore della giornata allora l’esposizione sismica sarà minore rispetto a un edificio
accessibile tutto il giorno; un altro fattore che influisce è l’affollamento oppure ancora il valore dei beni contenuti
all’interno della struttura.
La prevenzione sismica costituisce l’unica strategia efficace per ridurre il rischio sismico. A incidere sulla
prevenzione sismica sono le risorse economiche, le normative tecniche, la diffusione della cultura “antisismica”
e l’aggiornamento professionale di chi lavora nel campo edilizio.
Analizzando i dati globali
degli ultimi anni vediamo
che in Italia, rispetto ad
altri Paesi, per terremoti
di magnitudo 7.0 o
superiore, si registrano
un alto numero di vittime.
Ogni grado di magnitudo
equivale a un’energia
rilasciata maggiore
o minore di circa 30
volte rispetto al grado
precedente o successivo.
Il Giappone, ad esempio è uno Stato che investe molto nella prevenzione sismica, abbassando molto la
vulnerabilità rispetto all’altro grado di pericolosità sismica.
Il buon comportamento sismico di una
costruzione in zona sismica dipende
in maniera fondamentale dal livello
di integrazione della progettazione
architettonica, tecnologica e
strutturale, considerando che un ruolo
fondamentale è quello dei dettagli
costruttivi.
Inoltre si può aggiungere che la
mancata o carente prevenzione
sismica comporta comunque dei
costi in termine di vite umane e
di finanze necessarie nello stato
d’emergenza segnato dal terremoto.
Con la prevenzione perciò, sebbene
ci sia un costo iniziale si punta a un
“guadagno” futuro.
Vulnerabilità sismica degli edifici residenziali in calcestruzzo armato
CARATTERI DEL PATRIMONIO EDILIZIO ITALIANO
• Forte espansione a partire dagli anni ’60 (boom edilizio). Il patrimonio edilizio in Italia aumenta vertiginosamente
→
nel dopoguerra 10.7 milioni di abitazioni nel 1951 contro i 19.7 milioni di abitazioni raggiunte nel 199
• Le città crescono rapidamente estendendo i loro confini in una sorta di big bang edilizio allargando le loro
periferie e in alcuni casi inglobando comuni limitrofi
→ →
Sviluppo incontrollato delle città speculazione edilizia abusivismo
• Uno sviluppo così veloce e a bassi costi ha portato alla realizzazione di edifici di scarsa qualità
Il calcestruzzo utilizzato presenta spesso resistenze più basse del necessario
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Tecnica delle costruzioni _ Mario De Stefano Lezione n.1 _ 26/02/2021
L’esperienza dei terremoti passati suggerisce alcune fonti di vulnerabilità degli edifici moderni:
Configurazione morfologica o Configurazione degli elementi e/o Dettagli costruttivi
irregolarità irregolarità della interazioni tra la parte strutturale e
→ Danneggiamento del nodo “trave-
pianta dell’edificio la parte non strutturale pilastro” per mancanza di idonea
Collasso pilastri piano terra Rottura a taglio del pilastro “tozzo” staffatura
Le strutture irregolari sono una delle maggiori cause di gravi danni/collassi causati dall’azione sismica:
→
• Irregolarità in pianta distribuzione in pianta irregolare di strutture e/o masse antisismiche
→
• Irregolarità verticali massa, rigidità, discontinuità di resistenza lungo l’altezza dell’edificio
→
• Irregolarità in pianta e irregolarità verticali Alcuni elementi specifici possono arrivare al collasso precoce in
quanto viene richiesto loro una risposta sismica maggiore di quella che possono sopportare, mentre altre parti
dell’edificio non vengono sollecitate e di conseguenza non si sfrutta pienamente la capacità di reagire al sisma
dell’intero edificio.
Ad oggi ci si discosta dal progettare edifici regolari (cubi, parallelepipedi, ecc.) per diversi motivi:
La perfetta regolarità è un’idealizzazione che raramente si riscontra, a sua volta il concetto di irregolarità stesso
presenta delle sfumature. La definizione per codici si riferisce alla distribuzione di massa, resistenza e rigidezza
sia in pianta che in elevazione.
Raramente gli edifici reali soddisfano i requisiti di regolarità e sebbene anche l’irregolarità abbia dei confini non
ben definiti si può comunque distinguere in irregolarità in pianta e irregolarità in elevazione.
IRREGOLARITÀ STRUTTURALE IN PIANTA
L’irregolarità in pianta è caratterizzata da una distribuzione planimetrica degli elementi strutturali e/o delle masse
e comporta l’attivazione di un comportamento di tipo torsionale con cospicue rotazioni dei solai. Un legame
stretto tra distribuzione delle masse e distribuzione delle rigidezze elimina empie eccentricità tra centro di massa
e centro di rigidezza e dà luogo ad un comportamento traslatorio dell’edificio.
Concentrando le rigidezze strutturali su un lato o distribuendole male, otterremo una considerevole eccentricità
(distanza) tra il centro di massa CM e il centro di rigidezza CR. Tanto più grande è l’eccentricità, tanto più grande
sarà l’effetto torsionale ovvero un moto roto-traslatorio. Le parti prive di elementi strutturali si muovono più
facilmente in caso di sollecitazioni.
Più sono vicini il centro di massa MC della struttura e il centro di rigidezza MR, minore è l’effetto torsionale
causato da una possibile sollecitazione. 5
Tecnica delle costruzioni _ Mario De Stefano Lezione n.1 _ 26/02/2021
Esempi di relazione massa-rigidezza
Le piante con centro di massa e centro di
rigidezza coincidenti possono comunque
generare un effetto torsionale definito
avvitamento. In questi casi è bene pensare
di inserire degli elementi strutturali sul
perimetro.
Caso (c) dello schema confrontato alle
soluzioni preferibili, ovvero i casi (d) ed (e)
Rigidezza e resistenza torsionali
In aggiunta alla rigidezza e resistenza
laterali, le strutture devono possedere
un’adeguata rigidezza e resistenza
torsionali, al fine di limitare lo sviluppo
di moti torsionali degli impalcati
che tendono ad indurre uno stato
di sollecitazione non uniforme sugli
elementi strutturali.
Da questo punto di vista, distribuzioni
degli elementi sismo-resistenti tali
che gli elementi principali siano
collocati nelle zone perimetrali
dell’edificio presentano chiari vantaggi
(centrifugazione delle rigidezze e delle
resistenze).
Il dimensionamento dei pilatri per
carichi verticali, considerando le aree
di influenza, risulta inadeguato poiché
conduce ad una scarsa centrifugazione
di rigidezze e resistenze.
IRREGOLARITÀ STRUTTURALE IN ELEVAZIONE
L’irregolarità in elevazione dell’edificio è causata da brusche variazioni di masse, rigidezze e resistenze lungo
l’altezza dell’edificio, le quali comportano la formazione di piani soffici o deboli nei quali, a causa della
concentrazione di sforzi o di richieste di duttilità, si può innescare un collasso prematuro.
Piano terra in scarsa rigidezza Configurazione regolare in altezza
Piano intermedio in scarsa rigidezza
Gli edifici a pianta libera presentano L’irregolarità può presentarsi anche
delle irregolarità in alzato al a un piano intermedio esattamente
pian terreno, dove mancano le come per il piano terra.
tamponature rispetto ai piani
superiori. In questi casi l’irregolarità può
portare al collasso del piano
interessato, mentre il resto
dell’edificio riesce a mantenere il
comportamento scatolare.
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Tecnica delle costruzioni _ Mario De Stefano Lezione n.1 _ 26/02/2021
→
IRREGOLARITÀ STRUTTURALE & N.T.C. 2008 Aggiornamento normativo avvenuto nel 2018
Le irregolarità, sia in pianta che
in elevazione, non consentono
un’uniforme distribuzione del danno e
quindi un efficace sfruttamento delle
risorse (resistenza e duttilità) dell’intera
tecniche
struttura. Le N.T.C. (norme
per le costruzioni) 2008 penalizzano
gli edifici classificati come irregolari
attraverso la prescrizione di forze
sismiche di progetto più elevate.
Criteri di regolarità in pianta (N.T.C. 2018)
• Pianta approssimativamente simmetrica rispetto a due direzioni ortogonali e forma della pianta abbastanza
compatta; possono essere presenti delle convessità, purché la linea convessa non generi un’area maggiore
del 5% dell’area totale della pianta;
• Piante non troppo allungate: il rapporto tra i lati non devono essere maggiori di 1:4;
• I solai devono essere particolarmente rigidi, ovvero non devono presentare deformazioni trascurabili.
Criteri di regolarità in elevazione (N.T.C. 2018)
• Elementi continui dalla base alla sommità degli edifici;
• La rigidezza e la massa rimangono costanti lungo tutto l’edificio o variano gradualmente;
• I corpi arretrati non devono essere posti a distanze molto grandi.
Duttilità strutturale
Un altro fattore che incide sulla vulnerabilità
sismica è quello dei dettagli costruttivi.
Essi impattano sulla duttilità, ovvero sulla
capacità di subire dei danneggiamenti
e andare fuori dal campo elastico senza
collassare. Una struttura duttile è una
struttura che si deforma ma non si spezza.
Le strutture in zona sismica sono progettate
considerando forze decisamente più basse
di quelle che potrebbero presentarsi in
caso di evento sismico, quindi, sicuramente
durante tali eventi esse subiranno dei
danni. Dunque, il danneggiamento è
intrinseco nella norma, ma deve essere
comunque contenuto.
Meccanismi di danneggiamento di strutture in calcestruzzo armato 7
Tecnica delle costruzioni _ Mario De Stefano Lezione n.1 _ 26/02/2021
MECCANISMI GLOBALI
Meccanismo per travi forti e pilastri deboli
• Si verifica in edifici caratterizzati da travi di elevata resistenza
su pilastri di resistenza sensibilmente inferiore;
• La creazione di plasticizzazioni nei pilastri deboli
impedisce la formazione di cerniere plastiche
nelle travi più forti e determina la concentrazione
delle deformazioni anelastiche nei pilastri stessi.
In questo caso quindi gli orizzontamenti non subiscono
grandi danni a differenza degli elementi verticali che passano
dal comportamento elastico al comportamento plastico.
Accorgimenti costruttivi che possono contrastare l’insorgere
del meccanismo:
• Una buona staffatura in prossimità dei nodi che aumenti la
duttilità dei pilastri;
• Il posizionamento di tamponature forti collaboranti.
Si ritiene che l’irregolarità in pianta e/o in elevazione possano
facilitare e anticipare lo sviluppo di meccanismi di questo tipo.
Meccanismo per travi deboli e pilastri forti
Si verifica in edifici caratterizzati da travi di ridotta resistenza su
pilastri di resistenza sensibilmente superiore. Si presenta per:
Flessione delle travi Taglio delle travi Sfilamento delle armature
Un meccanismo a travi deboli Generato per assenza di adeguata Dovuto a un inadeguato ancoraggio
richiede, per determinare la labilità armatura a taglio ed accentuato delle armature longitudinali al
della struttura, la formazione di un nel caso di travi molto corte/alte. nodo.
gran numero di cerniere plastiche Le lesioni insorgono alle estremità
attraverso le quali può dissiparsi delle travi. La modalità di rottura è di tipo
una notevole quantità di energia. fragile in quanto abbatte la
La modalità di rottura a taglio resistenza a flessione delle travi.
Distribuzione delle sollecitazioni è di tipo fragile ed è quindi È la configurazione meno duttile di
→
su tutta la struttura caratterizzata da un rapido tutte.
comportamento preferibile rispetto deterioramento degli elementi
al piano soffice. strutturali e crolli improvvisi.
Sebbene la distribuzione delle
sollecitazioni interessi tutta la
struttura, la configurazione finale è
particolarmente pericolosa.
Configurazione più duttile Configurazione meno duttile
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Meccanismo per nodi deboli
• Si verifica in edifici intelaiati caratterizzati da nodi
poco resistenti rispetto alle sollecitazioni trasmesse
da pilastri e travi.
• Il collasso di più nodi determina una labilità nel telaio,
perdita di equilibrio e collasso della struttura.
In questo caso non si rompono né i pilastri né le travi
ma i pannelli nodali. È maggiormente diffuso nel caso in
cui il nodo dell’estremità o dell’angolo interessato non è
adeguatamente staffato.
Il nodo, così come ogni altra parte delle strutture in c.a.,
è costituito da due componenti, quindi si può rompere
perché è soggetto a un forte sforzo di taglio; l’acciaio
delle staffe invece può essere soggetto a svergolamento
(generalmente verso l’esterno), questo perché le
armature interne sono soggette a compressione.
Meccanismo di piano debole
Si veri
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